Volta - Scheda

Materie:Appunti
Categoria:Fisica

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Testo

Fisico italiano da cui prese il nome l'unità di misura della differenza di potenziale elettrico, il volt. (Como 1745-1827). Sesto figlio di Filippo Volta e di Maria Maddalena dei conti Inzaghi, fu accolto, alla morte del padre, nella casa dello zio Alessandro che provvide alla sua prima educazione. Sebbene avviato agli studi umanistici, Volta si appassionò alle scienze naturali, iniziando ancor giovane quelle esperienze sulla misteriosa vis electrica che avrebbero occupato quasi interamente la sua attività scientifica.
Divenuto professore di fisica alla Scuola Reale di Como nel 1774, l'anno seguente progettò l'elettroforo, un apparecchio che generava cariche di elettricità statica.
Dal 1776 al 1777 si dedicò alla chimica, studiando l'elettricità nell'atmosfera e conducendo esperimenti per provocare l'accensione dei gas mediante una scintilla elettrica contenuta in un recipiente chiuso.
Nel 1779 ottenne la cattedra di fisica sperimentale all'Università di Pavia, di cui sarebbe diventato rettore dal 1785. La sua fama si accrebbe progressivamente in seguito all'ideazione dell'eudiometro che impiegò per lo studio dei gas, giungendo alla scoperta del “gas delle paludi” (metano) e alla formulazione di alcune leggi sulla pressione dei miscugli gassosi. Volta compì inoltre importanti esperienze sulla dilatazione dell'aria e seppe definire in modo corretto i concetti di “capacità elettrica” e di “tensione elettrica”. Negli anni in cui Volta svolgeva queste ricerche, l'abate Luigi Galvani scoprì che i muscoli della rana posti in contatto con un arco metallico, in modo da costruire un circuito chiuso, subivano una contrazione. Galvani interpretò come la prova incontestabile dell'esistenza di un'elettricità animale. Studiati ed estesi i suoi esperimenti, Volta ne confutò l'interpretazione, attribuendo correttamente la causa dei fenomeni elettrici al contatto di metalli diversi. Ne nacque una celebre disputa che ebbe il merito di promuovere esperienze sempre più raffinate e che vide alla fine prevalere i sostenitori del Volta. Fu proprio nel corso della polemica che Volta giunse a realizzare il dispositivo ora noto come “pila di Volta” usando un gran numero di dischi di ferro e di zinco alternati e separati da strati di panno inzuppato in soluzione salina. La sua invenzione, che aprì la via all'impiego pratico dell'elettricità, fu annunciata in una lettera del 20 marzo 1800 alla Royal Society di Londra in cui venivano presentate le due versioni a colonna e a corona di tazze.
In onore delle sue ricerche nel campo dell'elettricità, Napoleone lo nominò conte nel 1801.

Effetto Volta Fenomeno consistente nel manifestarsi di una differenza di potenziale sulla superficie di separazione di due metalli di natura diversa posti a contatto.

Serie di Volta Classificazione degli elementi chimici in base al loro potenziale elettrolitico normale crescente, cioè secondo il potenziale che ciascun elemento assume quando un elettrodo costituito dall'elemento libero viene immerso in una soluzione di concentrazione unitaria dei suoi ioni. La serie di Volta indica quindi la tendenza relativa dei singoli elementi a esistere sotto forma di ioni, ossia sotto forma di sale, anziché come elemento libero. Includendovi solo gli elementi più comuni, la serie di Volta prende la forma: Li, K, Ba, Na, Ca, Mg, Al, Mn, Zn, Cr, Fe, Cd, Co, Ni, Pb, Sn, H, Bi, Cu, Ag, Hg, Au. All'elettrodo normale a idrogeno si attribuisce convenzionalmente il potenziale zero, mentre si attribuisce segno negativo al potenziale degli elementi che lo precedono nella serie di Volta e segno positivo a quello degli elementi che lo seguono, detti anche metalli nobili. La serie di Volta spiega il comportamento dei vari elementi chimici nei processi di elettrolisi; inoltre rende conto anche dei fenomeni di spostamento, nei quali per es. lo zinco metallico introdotto in una soluzione contenente sale di rame passa in soluzione di sale di zinco, mentre contemporaneamente il rame, data la sua tendenza maggiore di quella dello zinco a sussistere sotto forma di elemento libero, precipita sotto forma di rame metallico.

Fisico italiano da cui prese il nome l'unità di misura della differenza di potenziale elettrico, il volt. (Como 1745-1827). Sesto figlio di Filippo Volta e di Maria Maddalena dei conti Inzaghi, fu accolto, alla morte del padre, nella casa dello zio Alessandro che provvide alla sua prima educazione. Sebbene avviato agli studi umanistici, Volta si appassionò alle scienze naturali, iniziando ancor giovane quelle esperienze sulla misteriosa vis electrica che avrebbero occupato quasi interamente la sua attività scientifica.
Divenuto professore di fisica alla Scuola Reale di Como nel 1774, l'anno seguente progettò l'elettroforo, un apparecchio che generava cariche di elettricità statica.
Dal 1776 al 1777 si dedicò alla chimica, studiando l'elettricità nell'atmosfera e conducendo esperimenti per provocare l'accensione dei gas mediante una scintilla elettrica contenuta in un recipiente chiuso.
Nel 1779 ottenne la cattedra di fisica sperimentale all'Università di Pavia, di cui sarebbe diventato rettore dal 1785. La sua fama si accrebbe progressivamente in seguito all'ideazione dell'eudiometro che impiegò per lo studio dei gas, giungendo alla scoperta del “gas delle paludi” (metano) e alla formulazione di alcune leggi sulla pressione dei miscugli gassosi. Volta compì inoltre importanti esperienze sulla dilatazione dell'aria e seppe definire in modo corretto i concetti di “capacità elettrica” e di “tensione elettrica”. Negli anni in cui Volta svolgeva queste ricerche, l'abate Luigi Galvani scoprì che i muscoli della rana posti in contatto con un arco metallico, in modo da costruire un circuito chiuso, subivano una contrazione. Galvani interpretò come la prova incontestabile dell'esistenza di un'elettricità animale. Studiati ed estesi i suoi esperimenti, Volta ne confutò l'interpretazione, attribuendo correttamente la causa dei fenomeni elettrici al contatto di metalli diversi. Ne nacque una celebre disputa che ebbe il merito di promuovere esperienze sempre più raffinate e che vide alla fine prevalere i sostenitori del Volta. Fu proprio nel corso della polemica che Volta giunse a realizzare il dispositivo ora noto come “pila di Volta” usando un gran numero di dischi di ferro e di zinco alternati e separati da strati di panno inzuppato in soluzione salina. La sua invenzione, che aprì la via all'impiego pratico dell'elettricità, fu annunciata in una lettera del 20 marzo 1800 alla Royal Society di Londra in cui venivano presentate le due versioni a colonna e a corona di tazze.
In onore delle sue ricerche nel campo dell'elettricità, Napoleone lo nominò conte nel 1801.

Effetto Volta Fenomeno consistente nel manifestarsi di una differenza di potenziale sulla superficie di separazione di due metalli di natura diversa posti a contatto.

Serie di Volta Classificazione degli elementi chimici in base al loro potenziale elettrolitico normale crescente, cioè secondo il potenziale che ciascun elemento assume quando un elettrodo costituito dall'elemento libero viene immerso in una soluzione di concentrazione unitaria dei suoi ioni. La serie di Volta indica quindi la tendenza relativa dei singoli elementi a esistere sotto forma di ioni, ossia sotto forma di sale, anziché come elemento libero. Includendovi solo gli elementi più comuni, la serie di Volta prende la forma: Li, K, Ba, Na, Ca, Mg, Al, Mn, Zn, Cr, Fe, Cd, Co, Ni, Pb, Sn, H, Bi, Cu, Ag, Hg, Au. All'elettrodo normale a idrogeno si attribuisce convenzionalmente il potenziale zero, mentre si attribuisce segno negativo al potenziale degli elementi che lo precedono nella serie di Volta e segno positivo a quello degli elementi che lo seguono, detti anche metalli nobili. La serie di Volta spiega il comportamento dei vari elementi chimici nei processi di elettrolisi; inoltre rende conto anche dei fenomeni di spostamento, nei quali per es. lo zinco metallico introdotto in una soluzione contenente sale di rame passa in soluzione di sale di zinco, mentre contemporaneamente il rame, data la sua tendenza maggiore di quella dello zinco a sussistere sotto forma di elemento libero, precipita sotto forma di rame metallico.

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