STRUMENTI ED APPARECCHI

Materie:Appunti
Categoria:Fisica

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Testo

STRUMENTI ED APPARECCHI:

1. ROTAIA A CUSCINO D’ARIA
2. COMPUTER
3. PESETTI DA 1N

RELAZIONE
PROCEDIMENTO:

Appena giunti in laboratorio, abbiamo riprodotto lo schema fatto dal professore alla lavagna, in attesa che tutto fosse pronto per l’inizio della prova.
Tutto pronto, io e il mio gruppo ci siamo diretti verso la rotaia a cuscino d’aria, collegata ad un computer, che calcola la velocità iniziale e il tempo che il modellino impiega per raggiungere una fotocellula posta ad una distanza ben definita. Ad ogni prova c’è la variazione dello spazio, cioè l’allontanamento o l’avvicinamento dell’ultima fotocellula, e ad ogni 4 la variazione di forza.
Dopo che i vari gruppi si sono alternati per ricavare i vari dati principali, abbiamo potuto elaborare alcuni dati secondari, tra cui l’accelerazione dinamica ( a=F/m) e l’accelerazione cinematica ( a=2(s-Vo t)/t2 ).

PARTE TEORICA:

A differenza della cinematica, la dinamica, studia il moto dei corpi tenendo conto delle cause che hanno determinato tale movimento.
Il concetto di moto non è fisso ma è relativo,e un corpo si muove quando occupa posizioni successive, inoltre per vedere il moto bisogna avere un punto fisso.
Le leggi della dinamica,formulate dall’inglese Isaac Newton, sono tre.
La prima legge, chiamata anche Principio d’inerzia, dice che ogni corpo non soggetto all’azione di forze esterne non muta il suo stato di quiete o di moto.
Ciò significa, che se un oggetto è fermo, e nessuna forza esterna cerca di mutare il suo stato di quiete, questo rimarrà fermo; se un corpo si muove di moto uniforme (velocità costante, accelerazione nulla), questo continuerà in quel moto, finchè non intervenga qualche forza esterna che lo acceleri,lo rallenti o addirittura lo fermi.
L’inerzia è la pendenza di un corpo di rimanere nella posizione esistente.
La seconda legge mette in relazione la forza che si esercita su di un corpo, con la sua massa e con la variazione del suo stato di moto ( Applicando una forza F ad un corpo di massa m, questo subisce una accelerazione direttamente proporzionale alla forza ed inversamente proporzionale alla massa): F= m x a m=F/a a=F/m F=m x dv/dt + v x dm/dt

Nella seconda legge più grande è la forza esercitata (F), maggiore è l’accelerazione (a) impressa al corpo, e la costante di proporzionalità è la massa (m) del corpo stesso

La terza legge della dinamica è anche nota con il nome di principio di azione e reazione, e dice che dati due corpi A e B, se A esercita su B una certa forza (azione), il corpo B esercita a sua volta su A una forza (reazione) uguale e contraria.
L’enunciazione di questa legge permette meglio di capire anche il primo principio.

STRUMENTI ED APPARECCHI:

1. ROTAIA A CUSCINO D’ARIA
2. COMPUTER
3. PESETTI DA 1N

RELAZIONE
PROCEDIMENTO:

Appena giunti in laboratorio, abbiamo riprodotto lo schema fatto dal professore alla lavagna, in attesa che tutto fosse pronto per l’inizio della prova.
Tutto pronto, io e il mio gruppo ci siamo diretti verso la rotaia a cuscino d’aria, collegata ad un computer, che calcola la velocità iniziale e il tempo che il modellino impiega per raggiungere una fotocellula posta ad una distanza ben definita. Ad ogni prova c’è la variazione dello spazio, cioè l’allontanamento o l’avvicinamento dell’ultima fotocellula, e ad ogni 4 la variazione di forza.
Dopo che i vari gruppi si sono alternati per ricavare i vari dati principali, abbiamo potuto elaborare alcuni dati secondari, tra cui l’accelerazione dinamica ( a=F/m) e l’accelerazione cinematica ( a=2(s-Vo t)/t2 ).

PARTE TEORICA:

A differenza della cinematica, la dinamica, studia il moto dei corpi tenendo conto delle cause che hanno determinato tale movimento.
Il concetto di moto non è fisso ma è relativo,e un corpo si muove quando occupa posizioni successive, inoltre per vedere il moto bisogna avere un punto fisso.
Le leggi della dinamica,formulate dall’inglese Isaac Newton, sono tre.
La prima legge, chiamata anche Principio d’inerzia, dice che ogni corpo non soggetto all’azione di forze esterne non muta il suo stato di quiete o di moto.
Ciò significa, che se un oggetto è fermo, e nessuna forza esterna cerca di mutare il suo stato di quiete, questo rimarrà fermo; se un corpo si muove di moto uniforme (velocità costante, accelerazione nulla), questo continuerà in quel moto, finchè non intervenga qualche forza esterna che lo acceleri,lo rallenti o addirittura lo fermi.
L’inerzia è la pendenza di un corpo di rimanere nella posizione esistente.
La seconda legge mette in relazione la forza che si esercita su di un corpo, con la sua massa e con la variazione del suo stato di moto ( Applicando una forza F ad un corpo di massa m, questo subisce una accelerazione direttamente proporzionale alla forza ed inversamente proporzionale alla massa): F= m x a m=F/a a=F/m F=m x dv/dt + v x dm/dt

Nella seconda legge più grande è la forza esercitata (F), maggiore è l’accelerazione (a) impressa al corpo, e la costante di proporzionalità è la massa (m) del corpo stesso

La terza legge della dinamica è anche nota con il nome di principio di azione e reazione, e dice che dati due corpi A e B, se A esercita su B una certa forza (azione), il corpo B esercita a sua volta su A una forza (reazione) uguale e contraria.
L’enunciazione di questa legge permette meglio di capire anche il primo principio.

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