Rocchetto di Ruhmorff

Materie:Appunti
Categoria:Fisica

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Testo

ROCCHETTO DI RUHMORFF
SCOPO: verificare la presenza di raggi x, emessi dal tubo a scarica.
MATERIALI UTILIZZATI:
* Due alimentatori ( uno con più tensione l’altro con meno tensione)
* Un rocchetto di Ruhmorff
* Un tubo a scarica
PROCEDIMENTO:
* L’esperimento è stato diviso in due parti. La prima volta abbiamo usato un alimentatore con più tensione e la seconda volta un alimentatore con meno tensione.
* Nella prima parte abbiamo collegato l’alimentatore con più tensione al rocchetto di Ruhmorff che era collegato (e quindi alimentava) un tubo a scarica. Avevamo tre contatori di Geiger Muller posti a distanze diverse l’uni dagli altri che dovevano rilevare le radiazioni emesse dal tubo a scarica.
* Nella seconda parte abbiamo cambiato l’alimentatore con più tensione con quello con meno tensione che alimentava il rocchetto che era collegato al tubo a scarica. Avevamo ancora i tre contatori di Geiger Muller posti nelle stesse posizioni dell’esperimento precedente che dovevano rilevare le radiazioni emesse dal tubo a scarica.
* Alla fine abbiamo tratto le conclusioni del nostro esperimento
SPIEGAZIONE TEORICA:
I raggi x furono scoperti nel 1899 da Röentengen per caso, aveva collegato la pila di volta che alimentava il rocchetto che alimentava un tubo a scarica e uscivano circa 30 mila volt. Lui studiava i tubi a scarica per studiare la fluorescenza e per caso si è imbattuto nei raggi x.
Il rocchetto è l’antenato del trasformatore e serve per elevare la corrente.
Il tubo a scarica contiene un gas a bassa pressione l’argon.
La fluorescenza è quando illumino un oggetto con luce diurna esso di notte emette una certa luminosità.
Raggi X: Radiazione elettromagnetica estremamente penetrante, caratterizzata da una lunghezza d'onda minore di quella della luce visibile, compresa tra circa 1 nm e 0,001 nm. Emessi da qualunque elemento chimico colpito da un fascio di elettroni ad alta energia, i raggi X possono essere prodotti artificialmente bombardando un campione di metallo pesante (in genere tungsteno) con elettroni accelerati ad alte velocità. I raggi X vennero scoperti accidentalmente nel 1895 dal fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen, nel corso delle sue ricerche sui raggi catodici, con un tubo a vuoto sottoposto ad alta tensione. Röntgen si accorse che, malgrado il tubo dove si produceva la scarica elettrica fosse coperto da un pesante manto nero, uno schermo di platinocianuro di bario, posto casualmente in prossimità dell'apparato, emetteva luce fluorescente a ogni scarica. Dopo aver condotto vari esperimenti, a conferma delle osservazioni raccolte, Röntgen concluse che la fluorescenza era prodotta da una radiazione invisibile, ancora più penetrante della radiazione ultravioletta, che chiamò "raggi X", alludendo alla loro natura ignota. In seguito i raggi X furono spesso indicati anche col nome di raggi Röntgen, in onore del loro scopritore.
DISEGNO DELL’APPARECCHIATURA:

CONCLUSIONI:
L’esperimento è avvenuto. Nell’alimentatore con più tensione (forza) c’erano più raggi x e maggior campo d’azione di essi; infatti tutti e tre i contatori avevano rilevato una alta presenza di raggi x.
Nell’alimentatore con meno tensione (forza) c’erano meno raggi x e minor campo d’azione di essi; infatti solo un contatore (quello più vicino) aveva rilevato un alta presenza di raggi x, gli altri due solo radiazione di base.
1) - - - - - - - - - - - - - - - - raggi X
raggi X

Maggiore è la forza che spinge gli elettroni e quindi quando rallentano emettono più raggi x
2) - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- -- - -
raggi X
Minore è la forza che spinge gli elettroni e quindi quando rallentano emettono meno raggi x

ROCCHETTO DI RUHMORFF
SCOPO: verificare la presenza di raggi x, emessi dal tubo a scarica.
MATERIALI UTILIZZATI:
* Due alimentatori ( uno con più tensione l’altro con meno tensione)
* Un rocchetto di Ruhmorff
* Un tubo a scarica
PROCEDIMENTO:
* L’esperimento è stato diviso in due parti. La prima volta abbiamo usato un alimentatore con più tensione e la seconda volta un alimentatore con meno tensione.
* Nella prima parte abbiamo collegato l’alimentatore con più tensione al rocchetto di Ruhmorff che era collegato (e quindi alimentava) un tubo a scarica. Avevamo tre contatori di Geiger Muller posti a distanze diverse l’uni dagli altri che dovevano rilevare le radiazioni emesse dal tubo a scarica.
* Nella seconda parte abbiamo cambiato l’alimentatore con più tensione con quello con meno tensione che alimentava il rocchetto che era collegato al tubo a scarica. Avevamo ancora i tre contatori di Geiger Muller posti nelle stesse posizioni dell’esperimento precedente che dovevano rilevare le radiazioni emesse dal tubo a scarica.
* Alla fine abbiamo tratto le conclusioni del nostro esperimento
SPIEGAZIONE TEORICA:
I raggi x furono scoperti nel 1899 da Röentengen per caso, aveva collegato la pila di volta che alimentava il rocchetto che alimentava un tubo a scarica e uscivano circa 30 mila volt. Lui studiava i tubi a scarica per studiare la fluorescenza e per caso si è imbattuto nei raggi x.
Il rocchetto è l’antenato del trasformatore e serve per elevare la corrente.
Il tubo a scarica contiene un gas a bassa pressione l’argon.
La fluorescenza è quando illumino un oggetto con luce diurna esso di notte emette una certa luminosità.
Raggi X: Radiazione elettromagnetica estremamente penetrante, caratterizzata da una lunghezza d'onda minore di quella della luce visibile, compresa tra circa 1 nm e 0,001 nm. Emessi da qualunque elemento chimico colpito da un fascio di elettroni ad alta energia, i raggi X possono essere prodotti artificialmente bombardando un campione di metallo pesante (in genere tungsteno) con elettroni accelerati ad alte velocità. I raggi X vennero scoperti accidentalmente nel 1895 dal fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen, nel corso delle sue ricerche sui raggi catodici, con un tubo a vuoto sottoposto ad alta tensione. Röntgen si accorse che, malgrado il tubo dove si produceva la scarica elettrica fosse coperto da un pesante manto nero, uno schermo di platinocianuro di bario, posto casualmente in prossimità dell'apparato, emetteva luce fluorescente a ogni scarica. Dopo aver condotto vari esperimenti, a conferma delle osservazioni raccolte, Röntgen concluse che la fluorescenza era prodotta da una radiazione invisibile, ancora più penetrante della radiazione ultravioletta, che chiamò "raggi X", alludendo alla loro natura ignota. In seguito i raggi X furono spesso indicati anche col nome di raggi Röntgen, in onore del loro scopritore.
DISEGNO DELL’APPARECCHIATURA:

CONCLUSIONI:
L’esperimento è avvenuto. Nell’alimentatore con più tensione (forza) c’erano più raggi x e maggior campo d’azione di essi; infatti tutti e tre i contatori avevano rilevato una alta presenza di raggi x.
Nell’alimentatore con meno tensione (forza) c’erano meno raggi x e minor campo d’azione di essi; infatti solo un contatore (quello più vicino) aveva rilevato un alta presenza di raggi x, gli altri due solo radiazione di base.
1) - - - - - - - - - - - - - - - - raggi X
raggi X

Maggiore è la forza che spinge gli elettroni e quindi quando rallentano emettono più raggi x
2) - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- -- - -
raggi X
Minore è la forza che spinge gli elettroni e quindi quando rallentano emettono meno raggi x

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