Pressione dell'aria e dei fluidi

Materie:Appunti
Categoria:Fisica
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Data:12.02.2008
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Testo

LICEO STATALE ARCHITA TARANTO
Classe 3^ C – Alunno Restano Angelo

RELAZIONE ESPERIMENTI LABORATORIO DI FISICA

Oggi 13/01/2006 la mia classe 3^ C Scientifico Ambientale ha assistito a esperimenti di laboratorio riguardanti la pressione dell’aria e dei fluidi. Le esperienze da noi fatte sono state sette, le prime cinque erano sull’argomento dell’aria e quindi sulla pressione atmosferica.
• Il primo esperimento richiedeva l’utilizzo dello strumento che utilizzò Otto Von Guericke per dimostrare il fenomeno della pressione atmosferica, ovvero gli emisferi di Magdeburgo. Per questo esperimento abbiamo dunque utilizzato due emisferi di 9 cm di diametro che potevano essere congiunti a tenuta d’aria grazie ad una guarnizione in gomma; uno dei due emisferi aveva un rubinetto per l’aria ed un raccordo d’aspirazione il quale veniva collegato tramite un tubo flessibile ad una pompa per vuoto. Dopo aver chiuso il rubinetto è stata messa in funzione la pompa per vuoto per un po’, successivamente si era sviluppata una forza tale che i due emisferi non potevano essere separati neanche con l’ausilio di due ragazzi che hanno verificato di persona l’esperienza; in seguito è stato aperto il rubinetto e l’aria è entrata e i due emisferi si sono separati.
• Il secondo esperimento, il Crepavesciche, riguardante anch’esso la pressione atmosferica è stato preso un bicchiere con sotto un forellino per togliere l’aria, quindi il bicchiere è stato coperto con una pellicola fissata bene al bordo, poi è stata azionata la pompa, di conseguenza per la pressione dell’aria esterna la pellicola si è rotta perchè togliendo l’aria all’interno del bicchiere l’aria grava sulla pellicola che si rompe.
• Il terzo esperimento era un palloncino che conteneva pochissima aria ed era legato con un nodo all’interno di una campana di vetro, all’interno della quale poco a poco l’aria veniva tolta e si poteva vedere che il palloncino man mano si gonfiava sempre di più; successivamente mentre si apriva il rubinetto per far entrare l’aria il palloncino si sgonfiava fino a raggiungere la dimensione iniziale.
• Il quarto esperimento è stato effettuato con il Baroscopio ovvero una bilancia composta da un peso all’estremità del braccio e da un’ampolla di vetro all’altra estremità, la bilancia normalmente era in equilibrio, ma successivamente, è stata messa in una campana di vetro e mentre tramite la pompa, l’aria da dentro la campana veniva tolta si notava che la bilancia pendeva dalla parte dell’ampolla, questo perché nella campana non c’è aria ma l’aria si trova nell’ampolla che quindi pesa di più.
• Il quinto esperimento è stato effettuato utilizzando la schiuma da barba che è stata messa all’interno di una campana di vetro, dalla quale veniva man mano tolta l’aria e si vedeva che la schiuma si gonfiava sempre di più e aumentava di dimensioni; poi una volta tolta l’aria la schiuma non ritornava al suo aspetto di prima ma si era divisa in tanti pezzettini.
• Il sesto esperimento si basava sul Principio di Archimede, ovvero che un corpo immerso in un liquido riceve da parte di questo una spinta verticale verso l’alto uguale al peso del volume del liquido spostato. La dimostrazione di tale principio è stata effettuata grazie ad un sostegno metallico al quale veniva appeso un dinamometro, al dinamometro è stato poi appeso un cilindro metallico P1 = 183g, successivamente il corpo è stato immerso in acqua ed il suo peso era P2 = 162g quindi P2 < P1 questo perché il corpo aveva ricevuto una spinta verso l’alto che ne diminuiva il peso. In seguito sapendo il peso del cilindro prima e dopo l’immersione abbiamo fatto la differenza P1 – P2 = 21g ed il risultato rappresentava il valore della spinta detta appunto spinta archimedea.
- nell’ultima operazione effettuato col dinamometro è stato appeso ad esso un cilindro cavo oltre al cilindro utilizzato prima, dal peso di 78g, dopo il cilindro cavo è stato riempito d’acqua ed il peso era 99g si notò che il risultato della differenza fra i due pesi del cilindro prima e dopo di essere riempito era 21g esattamente la stessa quantità che era risultata prima, successivamente i due cilindri sono stati immersi in un tubo dove l’acqua raggiungeva 61 ma dopo l’immersione l’altezza era diventata 83.
• L’ultimo esperimento è stato effettuato con la Bilancia Idrostatica composta da due piatti dove ad uno venivano agganciati i due cilindri, quello vuoto e quello normale; per equilibrare la bilancia i miei compagni, che hanno assistito la professoressa nell’esperimento hanno dovuto mettere nell’altro piatto diversi pesi fino ad arrivare ad un peso di 268,5g, è stato messo poi sotto i pesi un recipiente d’acqua e si è notato che i cilindri hanno avuto una spinta verso l’alto e quindi la bilancia pendeva dalla parte opposta ma poi con uno spruzzino hanno riempito il cilindro cavo di acqua e la bilancia si è perfettamente riequilibrata.

LICEO STATALE ARCHITA TARANTO
Classe 3^ C – Alunno Restano Angelo

RELAZIONE ESPERIMENTI LABORATORIO DI FISICA

Oggi 13/01/2006 la mia classe 3^ C Scientifico Ambientale ha assistito a esperimenti di laboratorio riguardanti la pressione dell’aria e dei fluidi. Le esperienze da noi fatte sono state sette, le prime cinque erano sull’argomento dell’aria e quindi sulla pressione atmosferica.
• Il primo esperimento richiedeva l’utilizzo dello strumento che utilizzò Otto Von Guericke per dimostrare il fenomeno della pressione atmosferica, ovvero gli emisferi di Magdeburgo. Per questo esperimento abbiamo dunque utilizzato due emisferi di 9 cm di diametro che potevano essere congiunti a tenuta d’aria grazie ad una guarnizione in gomma; uno dei due emisferi aveva un rubinetto per l’aria ed un raccordo d’aspirazione il quale veniva collegato tramite un tubo flessibile ad una pompa per vuoto. Dopo aver chiuso il rubinetto è stata messa in funzione la pompa per vuoto per un po’, successivamente si era sviluppata una forza tale che i due emisferi non potevano essere separati neanche con l’ausilio di due ragazzi che hanno verificato di persona l’esperienza; in seguito è stato aperto il rubinetto e l’aria è entrata e i due emisferi si sono separati.
• Il secondo esperimento, il Crepavesciche, riguardante anch’esso la pressione atmosferica è stato preso un bicchiere con sotto un forellino per togliere l’aria, quindi il bicchiere è stato coperto con una pellicola fissata bene al bordo, poi è stata azionata la pompa, di conseguenza per la pressione dell’aria esterna la pellicola si è rotta perchè togliendo l’aria all’interno del bicchiere l’aria grava sulla pellicola che si rompe.
• Il terzo esperimento era un palloncino che conteneva pochissima aria ed era legato con un nodo all’interno di una campana di vetro, all’interno della quale poco a poco l’aria veniva tolta e si poteva vedere che il palloncino man mano si gonfiava sempre di più; successivamente mentre si apriva il rubinetto per far entrare l’aria il palloncino si sgonfiava fino a raggiungere la dimensione iniziale.
• Il quarto esperimento è stato effettuato con il Baroscopio ovvero una bilancia composta da un peso all’estremità del braccio e da un’ampolla di vetro all’altra estremità, la bilancia normalmente era in equilibrio, ma successivamente, è stata messa in una campana di vetro e mentre tramite la pompa, l’aria da dentro la campana veniva tolta si notava che la bilancia pendeva dalla parte dell’ampolla, questo perché nella campana non c’è aria ma l’aria si trova nell’ampolla che quindi pesa di più.
• Il quinto esperimento è stato effettuato utilizzando la schiuma da barba che è stata messa all’interno di una campana di vetro, dalla quale veniva man mano tolta l’aria e si vedeva che la schiuma si gonfiava sempre di più e aumentava di dimensioni; poi una volta tolta l’aria la schiuma non ritornava al suo aspetto di prima ma si era divisa in tanti pezzettini.
• Il sesto esperimento si basava sul Principio di Archimede, ovvero che un corpo immerso in un liquido riceve da parte di questo una spinta verticale verso l’alto uguale al peso del volume del liquido spostato. La dimostrazione di tale principio è stata effettuata grazie ad un sostegno metallico al quale veniva appeso un dinamometro, al dinamometro è stato poi appeso un cilindro metallico P1 = 183g, successivamente il corpo è stato immerso in acqua ed il suo peso era P2 = 162g quindi P2 < P1 questo perché il corpo aveva ricevuto una spinta verso l’alto che ne diminuiva il peso. In seguito sapendo il peso del cilindro prima e dopo l’immersione abbiamo fatto la differenza P1 – P2 = 21g ed il risultato rappresentava il valore della spinta detta appunto spinta archimedea.
- nell’ultima operazione effettuato col dinamometro è stato appeso ad esso un cilindro cavo oltre al cilindro utilizzato prima, dal peso di 78g, dopo il cilindro cavo è stato riempito d’acqua ed il peso era 99g si notò che il risultato della differenza fra i due pesi del cilindro prima e dopo di essere riempito era 21g esattamente la stessa quantità che era risultata prima, successivamente i due cilindri sono stati immersi in un tubo dove l’acqua raggiungeva 61 ma dopo l’immersione l’altezza era diventata 83.
• L’ultimo esperimento è stato effettuato con la Bilancia Idrostatica composta da due piatti dove ad uno venivano agganciati i due cilindri, quello vuoto e quello normale; per equilibrare la bilancia i miei compagni, che hanno assistito la professoressa nell’esperimento hanno dovuto mettere nell’altro piatto diversi pesi fino ad arrivare ad un peso di 268,5g, è stato messo poi sotto i pesi un recipiente d’acqua e si è notato che i cilindri hanno avuto una spinta verso l’alto e quindi la bilancia pendeva dalla parte opposta ma poi con uno spruzzino hanno riempito il cilindro cavo di acqua e la bilancia si è perfettamente riequilibrata.

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