Onde elastiche e il suono

Materie:Tesina
Categoria:Fisica
Download:545
Data:12.12.2006
Numero di pagine:16
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
onde-elastiche-suono_1.zip (Dimensione: 196.87 Kb)
readme.txt     59 Bytes
trucheck.it_onde-elastiche-e-il-suono.doc     255.5 Kb



Testo

LE ONDE ELASTICHE E IL SUONO
Elisabetta Vicino
Prof.ssa Vella
IV liceo
01 Maggio 2006
LE ONDE
Un’onda è una perturbazione che si propaga nello spazio trasportando energia. Vi sono onde che si propagano nel vuoto, come le onde elettromagnetiche (che non sono onde elastiche), e altre che invece esistono in un mezzo, attraverso il quale possono viaggiare e trasferire energia da un punto all’altro, senza che alcuna particella venga divisa permanentemente. Ad esempio l’acqua e la molla, dove per deformazione sono in grado di produrre forze elastiche di ritorno. Un’onda è trasversale e cioè che si ritrova in tutti i campi della fisica. È importante dire che un’onda trasporta energia ma nn trasporta materia.
Quante volte succede che gettiamo un sasso nell’acqua e nel punto in cui esso cade si forma un’increspatura di forma circolare, che si allarga con il passare del tempo? Sulla superficie dell’acqua si è creata semplicemente un’onda che si è propagata verso l’esterno e che ha trasportato con sé energia. Questo movimento della perturbazione che tende a raggiungere punti sempre più lontani, nn comporta però uno spostamento di materia. Ciò che si sposta perciò non sono le molecole di acqua (poiché esse oscillano in direzione verticale), ma una qualche forma di energia che ha la capacità di mettere in movimento molecole d’acqua sempre più lontani dalla zona in cui è stata provocata la perturbazione.
Un’onda ha sempre origine in una sorgente, che produce una perturbazione nello spazio che la circonda. Vi sono diversi tipi di sorgente e di conseguenza esistono molti tipi di onde che creano così perturbazioni diverse.
Il luogo geometrico dei punti nei quali la perturbazione iniziale si trasmette al variare del tempo è detto fronte di propagazione.
Mezzi di propagazione
Il mezzo in cui le onde viaggiano puo' essere classificato a seconda delle seguenti proprieta':
• Mezzo lineare se onde differenti possono essere sommate in un certo punto
• Mezzo limitato se ha una estensione finita (altrimenti viene chiamato illimitato)
• Mezzo omogeneo se le proprieta' fisiche del mezzo in un suo punto qualsiasi non cambiano a seguito di una traslazione (spostamento rettilineo) da quel punto
• Mezzo isotropo se le proprieta' fisiche del mezzo in un suo punto qualsiasi non cambiano a seguito di una rotazione da quel punto. Affermare che un mezzo è isotropo equivale a dire che "è lo stesso" in tutte le direzioni (altrimenti viene chiamato anisotropo)
Proprietá delle onde
Tutte le onde hanno un comportamento comune in situazioni standard. Tutte le onde possiedono le seguenti proprietà:
• Riflessione, quando una onda cambia direzione a causa di uno scontro con un materiale riflettente.
• Rifrazione, il cambio di direzione di un'onda causata dal cambio del mezzo di propagazione (ad esempio di densita' diversa).
• Diffrazione, la diffusione delle onde, per esempio quando passano per una fessura stretta
• Interferenza, la somma vettoriale (possono annullarsi) di due onde che entrano in contatto
• Dispersione, la divisione di un onda in sotto onde in dipendenza della loro frequenza.
Onda elastica
L’onda elastica è la propagazione dell'energia elastica funzione delle coordinate spaziali e del tempo, che sfrutti le proprietà elastiche del mezzo in cui si propaga, pur senza trasporto di materia.
Meglio, essa si chiama così perché si propaga grazie alle proprietà elastiche del mezzo materiale in cui ha origine.
Le forze elastiche sono presenti nelle molle, in tutti i corpi solidi, nei solidi e nei liquidi.
Vi sono due tipi di onde elastiche:
- le onde trasversali, nelle quali le particelle nel mezzo oscillano perpendicolarmente alla direzione di propagazione dell’onda;
- onde longitudinali, nelle quali le particelle nel mezzo oscillano nella stessa direzione in cui si propaga l’onda.
Le onde trasversali
Prendiamo in considerazione una molla: prima che abbia inizio su di essa una perturbazione, ciascuna spira è ferma e in equilibrio sotto l’azione delle forze elastiche che le spire limitrofe esercitano su di essa. Quando però la prima spira viene improvvisamente sollevata, le forze elastiche che agiscono sulla seconda spira non si compensano più e la loro risultante è diversa da zero. Di conseguenza la seconda spira comincia così a muoversi con un certo ritardo rispetto alla prima a causa della sua inerzia (resistenza che un corpo oppone all‘essere accelerato). Così via anche con la terza, la quarta ecc… il moto di queste nn si trovano più in equilibrio a quelle precedenti e così si mettono in moto a loro volta con un certo ritardo rispetto a quella antecedente. Il processo continua così consentendo all’onda di avanzare e di investire spire sempre più lontane e all’arrivo della perturbazione queste forze non si equilibrano più e la spira è sollecitata a muoversi trasversalmente.
Le onde trasversali
sono quelle in cui le particelle del mezzo oscillano in direzione
perpendicolare alla direzione in cui si propaga l’onda
Il simbolo λ (lambda) rappresenta la lunghezza d’onda dell’onda
Le onde longitudinali
Prendendo sempre in considerazione l’esempio della molla e dell’onda che si propaga su di essa, ora possiamo generare un altro tipo di onda, spingendo però questa volta avanti e indietro l’estremità della molla. Notiamo in questo caso come ciascuna spira, quando è investita dalla perturbazione,come oscilla avanti e indietro,spostandosi lungo la direzione di propagazione dell’onda.

Le onde longitudinali sono quelle in cui le particelle del mezzo oscillano nella direzione di propagazione dell’onda.
Le onde periodiche
Altro esempio con l’uso della molla.
Se facciamo oscillare l’estremità di una molla sempre nello stesso modo, ripetendo costantemente lo stesso movimento, si crea nella molla un’onda periodica (è periodico il moto che si ripete sempre eguale a se stesso). Quando la nostra perturbazione raggiunge ciascun punto, comincia a spostarsi su e giù ripetendo il movimento che è stato comunicato all’estremità della nostra molla. Noteremo come un punto qualsiasi della molla oscilli intorno alla sua posizione di equilibrio e come vibri con lo stesso periodo di T e con la stessa frequenza f del punto iniziale da cui ha avuto origine l’onda.
Altro fattore da notare è come le spire più lontane oscillano di meno di quelle vicine all’estremità in cui nasce la perturbazione. Questo accade perché nessuna molla è perfettamente elastica e non è possibile eliminare completamente le forze di attrito. Quindi una parte dell’energia trasportata si trasforma in energia interna della molla.
.
Caratteristiche di un’onda periodica
Le onde più semplici sono quelle sinusoidali e sono generate da sorgenti che oscillano con moto armonico.
Le onde sinusoidali sono formate da creste e da ventri. Le creste sono le parti più alte delle onde; i ventri quelle più basse.
La distanza fra due creste successive (o due ventri) si chiama lunghezza d’onda e si indica con il simbolo λ, la sua unità di misura è il metro. In generale λ è la distanza fra due punti che si muovono in fase, cioè allo stesso modo. Un’altra caratteristica importante del profilo dell’onda è l’ampiezza, definita come il massimo spostamento di un punto dalla posizione di equilibrio.
Il periodo dell'onda (T) è l’intervallo di tempo, misurato in secondi, che intercorre fra il passaggio di due creste (o ventri) per lo stesso punto. Poiché in un mezzo omogeneo l’onda si propaga con velocità costante.
Il periodo è l’intervallo di tempo che l’onda impiega a percorrere una distanza uguale alla lunghezza d’onda.
La frequenza dell’onda (f), invece, indica quante volte un suo punto compie un’oscillazione completa nell’unità di tempo, il secondo. La sua unità di misura è l’Hertz (Hz). La frequenza è perciò pari all'inverso del periodo.
f= 1/ T (Hz)
T=1/f (s)
La velocità di propagazione dell'onda è la velocità con cui l'onda si propaga e dipende dalle caratteristiche del mezzo.
In un periodo l’onda si sposterà di λ e perciò la sua velocità è:
V= λ / T
IL SUONO
La parte della fisica che studia la produzione e la propagazione del suono si chiama ACUSTICA.
Tutti i suoni sono prodotti da corpi che vibrano, indipendentemente da quali essi siano.
Ad esempio, anche la nostra voce è il prodotto di una vibrazione. Quando noi emettiamo dei suoni ( cantare,parlare, ecc..), l’aria che esce dai nostri polmoni mette in movimento le corde vocali (piccole membrane poste all’interno della laringe).
Ora, la sorgente sonora, cioè il corpo che emette il suono, vibrando comprime e rarefà l’aria che si trova nelle sue vicinanze. Nascono così le onde elastiche, dette in questo caso sonore, che si propagano nello spazio.
L’onda è elastica perché le particelle di aria subiscono una forza di richiamo che tende a riportarle nella loro posizione iniziale.
Essa si propaga in direzione radiale, cioè lungi i raggi che partono dalla sorgente S.
Il suono è costituito di onde elastiche longitudinali poiché le particelle di aria vibrano nella direzione in cui ha luogo la propagazione dell’onda sonora.
Grandezze fisiche del suono
Il suono è caratterizzato da grandezze fisiche che sono:
- il periodo (T)
- la frequenza (f)
- dalla lunghezza d’onda (l)
- dall’ampiezza
- e dalla velocità di propagazione
Il periodo
E’ l’intervallo di tempo necessario per compiere una vibrazione completa.
Si misura in secondi ( s ).
Y = Spostamento della particella
t = Tempo
Frequenza
E’ il numero di vibrazioni complete che avvengono in un secondo. Si misura in hertz ( Hz ).
Lunghezza d’onda
La lunghezza d’onda è la distanza percorsa dall’onda in un periodo.
Più semplicemente, essa è uguale alla distanza percorsa dalla perturbazione in un periodo T, cioè nell’intervallo di tempo in cui una particella d’aria compie un oscillazione completa.

Ampiezza
L’ ampiezza dell’onda rappresenta lo spostamento massimo delle molecole d’aria che oscillano intorno alla posizione di equilibrio al passaggio della perturbazione acustica.
All’aumentare di questo spostamento aumenta la forza con cui le molecole colpiscono la membrana timpanica e, quindi ,l’intensità del suono che percepiamo.
Velocità di propagazione del suono
E’ la velocità con cui il suono si propaga nel mezzo attraversato e dipende dalla densità dello stesso e dal modulo di compressione ( K = Costante ) ;
La propagazione non è istantanea. Occorrono diversi attimi perché le onde acustiche, partite dalla sorgente sonora, giungono a una certa distanza da essa. Come ad esempio il perché noi non percepiamo il tuono contemporaneamente al lampo.
Il suono si propaga nell’aria con una velocità di circa 330 metri al secondo:

V= 331,4 m/s
Il suono però nn si propaga solo nell’aria, ma anche negli altri mezzi materiali come i solidi, i liquidi e i gassosi.
Al contrario però, il suono non viene trasmesso nel vuoto, poiché come già abbiamo detto, le onde elastiche si propagano soltanto nella materia.
I limiti di udibilità
Come precedentemente abbiamo affermato, i suoni sono prodotti da corpi che vibrano. Ma non è detto che ogni vibrazione possa emettere un suono. Per esempio un pendolo che oscilla non produce alcun suono. Poiché il nostro udito percepisca un’onda elastica come suono, è necessario che la sorgente vibri con una frequenza compresa circa tra 16 e 12000 Hz. Queste due frequenze estreme vengono chiamate limiti di udibilità.
Il nostro apparato uditivo perciò è un buon sensore di onde elastiche soltanto all’interno dei limiti di udibilità. Tuttavia vi sono anche onde elastiche al di fuori di questi limiti che non sono però percepite come suoni. Ad esempio le onde elastiche di frequenza superiore a 12000 Hz vengono chiamati ultrasuoni. Solamente alcuni animali sono in grado di percepirli.
Caratteristiche del suono
Prima di enunciare le caratteristiche del suono è bene specificare la differenza tra suono e rumore.
Per suono intendiamo un’onda sonora generata da una vibrazione periodica. Per rumore invece, intendiamo le onde sonore alle quali manca un preciso carattere di periodicità.
Le caratteristiche del suono sono:
- l’altezza
- l’intensità
- e il timbro
Altezza
L’altezza (o Acutezza) e’ la caratteristica che determina l’elevazione di un suono dovuta alla rapidita’ delle vibrazioni che lo producono e ci consente di distinguere i suoni acuti da quelli gravi. Essa cambia a seconda della frequenza a cui l’onda vibra.
Al crescere della frequenza corrisponde l’ aumento dell’ altezza.
Onde sonore aventi uguali ampiezza ma frequenza diversa generano suoni di diversa altezza.
Intensità
L’intensità è il carattere che distingue i suoni forti da quelli deboli. Un suono è tanto più forte quanto maggiore e’ l’ ampiezza delle oscillazioni della sorgente che lo genera.
Perciò un suono intenso avrà un’ampiezza maggiore di una debole.
Timbro
Il timbro rappresenta la qualita’ del suono e dipende essenzialmente dalla forma d’onda dello stesso.
Permette di distinguere suoni emessi da sorgenti diverse, anche se essi hanno la stessa frequenza e la stessa intensita’.

LE ONDE ELASTICHE E IL SUONO
Elisabetta Vicino
Prof.ssa Vella
IV liceo
01 Maggio 2006
LE ONDE
Un’onda è una perturbazione che si propaga nello spazio trasportando energia. Vi sono onde che si propagano nel vuoto, come le onde elettromagnetiche (che non sono onde elastiche), e altre che invece esistono in un mezzo, attraverso il quale possono viaggiare e trasferire energia da un punto all’altro, senza che alcuna particella venga divisa permanentemente. Ad esempio l’acqua e la molla, dove per deformazione sono in grado di produrre forze elastiche di ritorno. Un’onda è trasversale e cioè che si ritrova in tutti i campi della fisica. È importante dire che un’onda trasporta energia ma nn trasporta materia.
Quante volte succede che gettiamo un sasso nell’acqua e nel punto in cui esso cade si forma un’increspatura di forma circolare, che si allarga con il passare del tempo? Sulla superficie dell’acqua si è creata semplicemente un’onda che si è propagata verso l’esterno e che ha trasportato con sé energia. Questo movimento della perturbazione che tende a raggiungere punti sempre più lontani, nn comporta però uno spostamento di materia. Ciò che si sposta perciò non sono le molecole di acqua (poiché esse oscillano in direzione verticale), ma una qualche forma di energia che ha la capacità di mettere in movimento molecole d’acqua sempre più lontani dalla zona in cui è stata provocata la perturbazione.
Un’onda ha sempre origine in una sorgente, che produce una perturbazione nello spazio che la circonda. Vi sono diversi tipi di sorgente e di conseguenza esistono molti tipi di onde che creano così perturbazioni diverse.
Il luogo geometrico dei punti nei quali la perturbazione iniziale si trasmette al variare del tempo è detto fronte di propagazione.
Mezzi di propagazione
Il mezzo in cui le onde viaggiano puo' essere classificato a seconda delle seguenti proprieta':
• Mezzo lineare se onde differenti possono essere sommate in un certo punto
• Mezzo limitato se ha una estensione finita (altrimenti viene chiamato illimitato)
• Mezzo omogeneo se le proprieta' fisiche del mezzo in un suo punto qualsiasi non cambiano a seguito di una traslazione (spostamento rettilineo) da quel punto
• Mezzo isotropo se le proprieta' fisiche del mezzo in un suo punto qualsiasi non cambiano a seguito di una rotazione da quel punto. Affermare che un mezzo è isotropo equivale a dire che "è lo stesso" in tutte le direzioni (altrimenti viene chiamato anisotropo)
Proprietá delle onde
Tutte le onde hanno un comportamento comune in situazioni standard. Tutte le onde possiedono le seguenti proprietà:
• Riflessione, quando una onda cambia direzione a causa di uno scontro con un materiale riflettente.
• Rifrazione, il cambio di direzione di un'onda causata dal cambio del mezzo di propagazione (ad esempio di densita' diversa).
• Diffrazione, la diffusione delle onde, per esempio quando passano per una fessura stretta
• Interferenza, la somma vettoriale (possono annullarsi) di due onde che entrano in contatto
• Dispersione, la divisione di un onda in sotto onde in dipendenza della loro frequenza.
Onda elastica
L’onda elastica è la propagazione dell'energia elastica funzione delle coordinate spaziali e del tempo, che sfrutti le proprietà elastiche del mezzo in cui si propaga, pur senza trasporto di materia.
Meglio, essa si chiama così perché si propaga grazie alle proprietà elastiche del mezzo materiale in cui ha origine.
Le forze elastiche sono presenti nelle molle, in tutti i corpi solidi, nei solidi e nei liquidi.
Vi sono due tipi di onde elastiche:
- le onde trasversali, nelle quali le particelle nel mezzo oscillano perpendicolarmente alla direzione di propagazione dell’onda;
- onde longitudinali, nelle quali le particelle nel mezzo oscillano nella stessa direzione in cui si propaga l’onda.
Le onde trasversali
Prendiamo in considerazione una molla: prima che abbia inizio su di essa una perturbazione, ciascuna spira è ferma e in equilibrio sotto l’azione delle forze elastiche che le spire limitrofe esercitano su di essa. Quando però la prima spira viene improvvisamente sollevata, le forze elastiche che agiscono sulla seconda spira non si compensano più e la loro risultante è diversa da zero. Di conseguenza la seconda spira comincia così a muoversi con un certo ritardo rispetto alla prima a causa della sua inerzia (resistenza che un corpo oppone all‘essere accelerato). Così via anche con la terza, la quarta ecc… il moto di queste nn si trovano più in equilibrio a quelle precedenti e così si mettono in moto a loro volta con un certo ritardo rispetto a quella antecedente. Il processo continua così consentendo all’onda di avanzare e di investire spire sempre più lontane e all’arrivo della perturbazione queste forze non si equilibrano più e la spira è sollecitata a muoversi trasversalmente.
Le onde trasversali
sono quelle in cui le particelle del mezzo oscillano in direzione
perpendicolare alla direzione in cui si propaga l’onda
Il simbolo λ (lambda) rappresenta la lunghezza d’onda dell’onda
Le onde longitudinali
Prendendo sempre in considerazione l’esempio della molla e dell’onda che si propaga su di essa, ora possiamo generare un altro tipo di onda, spingendo però questa volta avanti e indietro l’estremità della molla. Notiamo in questo caso come ciascuna spira, quando è investita dalla perturbazione,come oscilla avanti e indietro,spostandosi lungo la direzione di propagazione dell’onda.

Le onde longitudinali sono quelle in cui le particelle del mezzo oscillano nella direzione di propagazione dell’onda.
Le onde periodiche
Altro esempio con l’uso della molla.
Se facciamo oscillare l’estremità di una molla sempre nello stesso modo, ripetendo costantemente lo stesso movimento, si crea nella molla un’onda periodica (è periodico il moto che si ripete sempre eguale a se stesso). Quando la nostra perturbazione raggiunge ciascun punto, comincia a spostarsi su e giù ripetendo il movimento che è stato comunicato all’estremità della nostra molla. Noteremo come un punto qualsiasi della molla oscilli intorno alla sua posizione di equilibrio e come vibri con lo stesso periodo di T e con la stessa frequenza f del punto iniziale da cui ha avuto origine l’onda.
Altro fattore da notare è come le spire più lontane oscillano di meno di quelle vicine all’estremità in cui nasce la perturbazione. Questo accade perché nessuna molla è perfettamente elastica e non è possibile eliminare completamente le forze di attrito. Quindi una parte dell’energia trasportata si trasforma in energia interna della molla.
.
Caratteristiche di un’onda periodica
Le onde più semplici sono quelle sinusoidali e sono generate da sorgenti che oscillano con moto armonico.
Le onde sinusoidali sono formate da creste e da ventri. Le creste sono le parti più alte delle onde; i ventri quelle più basse.
La distanza fra due creste successive (o due ventri) si chiama lunghezza d’onda e si indica con il simbolo λ, la sua unità di misura è il metro. In generale λ è la distanza fra due punti che si muovono in fase, cioè allo stesso modo. Un’altra caratteristica importante del profilo dell’onda è l’ampiezza, definita come il massimo spostamento di un punto dalla posizione di equilibrio.
Il periodo dell'onda (T) è l’intervallo di tempo, misurato in secondi, che intercorre fra il passaggio di due creste (o ventri) per lo stesso punto. Poiché in un mezzo omogeneo l’onda si propaga con velocità costante.
Il periodo è l’intervallo di tempo che l’onda impiega a percorrere una distanza uguale alla lunghezza d’onda.
La frequenza dell’onda (f), invece, indica quante volte un suo punto compie un’oscillazione completa nell’unità di tempo, il secondo. La sua unità di misura è l’Hertz (Hz). La frequenza è perciò pari all'inverso del periodo.
f= 1/ T (Hz)
T=1/f (s)
La velocità di propagazione dell'onda è la velocità con cui l'onda si propaga e dipende dalle caratteristiche del mezzo.
In un periodo l’onda si sposterà di λ e perciò la sua velocità è:
V= λ / T
IL SUONO
La parte della fisica che studia la produzione e la propagazione del suono si chiama ACUSTICA.
Tutti i suoni sono prodotti da corpi che vibrano, indipendentemente da quali essi siano.
Ad esempio, anche la nostra voce è il prodotto di una vibrazione. Quando noi emettiamo dei suoni ( cantare,parlare, ecc..), l’aria che esce dai nostri polmoni mette in movimento le corde vocali (piccole membrane poste all’interno della laringe).
Ora, la sorgente sonora, cioè il corpo che emette il suono, vibrando comprime e rarefà l’aria che si trova nelle sue vicinanze. Nascono così le onde elastiche, dette in questo caso sonore, che si propagano nello spazio.
L’onda è elastica perché le particelle di aria subiscono una forza di richiamo che tende a riportarle nella loro posizione iniziale.
Essa si propaga in direzione radiale, cioè lungi i raggi che partono dalla sorgente S.
Il suono è costituito di onde elastiche longitudinali poiché le particelle di aria vibrano nella direzione in cui ha luogo la propagazione dell’onda sonora.
Grandezze fisiche del suono
Il suono è caratterizzato da grandezze fisiche che sono:
- il periodo (T)
- la frequenza (f)
- dalla lunghezza d’onda (l)
- dall’ampiezza
- e dalla velocità di propagazione
Il periodo
E’ l’intervallo di tempo necessario per compiere una vibrazione completa.
Si misura in secondi ( s ).
Y = Spostamento della particella
t = Tempo
Frequenza
E’ il numero di vibrazioni complete che avvengono in un secondo. Si misura in hertz ( Hz ).
Lunghezza d’onda
La lunghezza d’onda è la distanza percorsa dall’onda in un periodo.
Più semplicemente, essa è uguale alla distanza percorsa dalla perturbazione in un periodo T, cioè nell’intervallo di tempo in cui una particella d’aria compie un oscillazione completa.

Ampiezza
L’ ampiezza dell’onda rappresenta lo spostamento massimo delle molecole d’aria che oscillano intorno alla posizione di equilibrio al passaggio della perturbazione acustica.
All’aumentare di questo spostamento aumenta la forza con cui le molecole colpiscono la membrana timpanica e, quindi ,l’intensità del suono che percepiamo.
Velocità di propagazione del suono
E’ la velocità con cui il suono si propaga nel mezzo attraversato e dipende dalla densità dello stesso e dal modulo di compressione ( K = Costante ) ;
La propagazione non è istantanea. Occorrono diversi attimi perché le onde acustiche, partite dalla sorgente sonora, giungono a una certa distanza da essa. Come ad esempio il perché noi non percepiamo il tuono contemporaneamente al lampo.
Il suono si propaga nell’aria con una velocità di circa 330 metri al secondo:

V= 331,4 m/s
Il suono però nn si propaga solo nell’aria, ma anche negli altri mezzi materiali come i solidi, i liquidi e i gassosi.
Al contrario però, il suono non viene trasmesso nel vuoto, poiché come già abbiamo detto, le onde elastiche si propagano soltanto nella materia.
I limiti di udibilità
Come precedentemente abbiamo affermato, i suoni sono prodotti da corpi che vibrano. Ma non è detto che ogni vibrazione possa emettere un suono. Per esempio un pendolo che oscilla non produce alcun suono. Poiché il nostro udito percepisca un’onda elastica come suono, è necessario che la sorgente vibri con una frequenza compresa circa tra 16 e 12000 Hz. Queste due frequenze estreme vengono chiamate limiti di udibilità.
Il nostro apparato uditivo perciò è un buon sensore di onde elastiche soltanto all’interno dei limiti di udibilità. Tuttavia vi sono anche onde elastiche al di fuori di questi limiti che non sono però percepite come suoni. Ad esempio le onde elastiche di frequenza superiore a 12000 Hz vengono chiamati ultrasuoni. Solamente alcuni animali sono in grado di percepirli.
Caratteristiche del suono
Prima di enunciare le caratteristiche del suono è bene specificare la differenza tra suono e rumore.
Per suono intendiamo un’onda sonora generata da una vibrazione periodica. Per rumore invece, intendiamo le onde sonore alle quali manca un preciso carattere di periodicità.
Le caratteristiche del suono sono:
- l’altezza
- l’intensità
- e il timbro
Altezza
L’altezza (o Acutezza) e’ la caratteristica che determina l’elevazione di un suono dovuta alla rapidita’ delle vibrazioni che lo producono e ci consente di distinguere i suoni acuti da quelli gravi. Essa cambia a seconda della frequenza a cui l’onda vibra.
Al crescere della frequenza corrisponde l’ aumento dell’ altezza.
Onde sonore aventi uguali ampiezza ma frequenza diversa generano suoni di diversa altezza.
Intensità
L’intensità è il carattere che distingue i suoni forti da quelli deboli. Un suono è tanto più forte quanto maggiore e’ l’ ampiezza delle oscillazioni della sorgente che lo genera.
Perciò un suono intenso avrà un’ampiezza maggiore di una debole.
Timbro
Il timbro rappresenta la qualita’ del suono e dipende essenzialmente dalla forma d’onda dello stesso.
Permette di distinguere suoni emessi da sorgenti diverse, anche se essi hanno la stessa frequenza e la stessa intensita’.

Esempio



  



Come usare