Riflessioni epistemiologiche sullo studio dei fenomeni caotici

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

- L’ambizione della teoria newtoniana era di presentare una visione della natura che fosse universale, deterministica senza riferimento all’osservatore ( si cercava la stabilità e la semplicità elementare). Conoscere significava saper manipolare un sistema; in effetti la dinamica classica esaurisce l’oggetto stesso attraverso una serie di equivalenze che definiscono possibilità di manipolazione si arriva così a una tautologia in quanto il presente contiene contemporaneamente il passato e il futuro
- A partire dalla termodinamica e dalla legge di conduzione del calore di Fourier per la prima volta un processo irreversibile veniva descritto un processo irreversibile quantitativamente : cade l’identità tra formulazioni matematiche di leggi della natura e meccanica classica; inoltre con il secondo principio della termodinamica , si ha una formulazione positiva di un fenomeno incontrollabile (non più il manipolabile ma anche ciò che non lo è; la dinamica è solo un caso particolare). Si ha così la fine della pretesa di onniscienza (anche se solo teorica, natura non dominabile ma esplorabile)
- Le dimostrazioni di impossibilità hanno insegnato che non si poteva descrivere la natura dall’esterno come un semplice spettatore . La descrizione è una comunicazione e questa comunicazione è sottomessa a restrizioni molto generali che ci identificano come esseri macroscopici
- Si è dunque partiti dalle leggi dinamiche che costituiscono il centro di riferimento della matematizzazione della natura , un riferimento concettuale e tecnico per definire il e descrivere il dominio in cui l’instabilità permette di introdurre l’irreversibilità . Tuttavia il mondo reversibile diventa soltanto un caso particolare , un punto di partenza per generare dapprima gli stati medi prodotti dalla compensazione statistica quindi le strutture dissipative, e le biforcazioni. Una struttura formata in seguito a una tale evoluzione contiene al suo interno la distinzione tra passato e futuro, il mondo macroscopico è a sua volta capace di fornirci il punto di partenza per qualsiasi osservazione

Dinamica
Delle traiettorie
-
Instabilità rottura
Simmetria temporale

Strutture dissipative

Dinamica allargata
(tempi multipli,
irreversibilità) Scarto dell’equilibrio
Figura 1Questo schema si riferisce alla nostra condizione di esseri macroscopici, alla nostra fisica che si è costituita sulla base della descrizione di comportamenti reversibili . Ogni singolo stadio dello schema è implicato da un altro e implica un altro : non verranno rigettate ad esempio le leggi della dinamica ma saranno considerate la base per il passaggio successivo
Abbiamo così risolto la dicotomia tra la fisica deterministica e la moderna fisica probabilistica. Sotto questa nuova luce si possono reinterpretare alcune questioni riguardanti l’interpretazione scientifica della natura:
- Leibniz attraverso le sue monadi (particelle che non comunicano tra di loro ) ha rappresentato i sistemi integrabili (in questi infatti le trasformazioni possono essere scritte come entità tra loro non interagenti che però coesistono in un’armonia prestabilita) : ogni sistema monadico è dunque integrabile e viceversa .L’equivalenza matematica tra la rappresentazione newtoniana che si appella alle masse e alle forze e quella monadica per cui ogni unità dispiega in un’evoluzione spontanea la legge interna del suo comportamento è causata dal fatto che entrambe si basano sulla stessa filosofia, sulla preminenza accordata all’essere sul divenire.
- La scoperta di processi di assorbimento e emissione di fotoni bastano da soli a comprendere che invece esistono interazioni tra le “monadi” , per questo siamo costretti ai introdurre una nuova rappresentazione che descrive unità reali (fotoni) che partecipano a processi dissipativi e la loro esistenza fisica è definita tramite il divenire di cui essi partecipano . Questa convergenza tra teoria fisica e dottrina filosofica nei confronti del problema di correlare l’essere col divenire si può riconoscere nella filosofia di Whitehead secondo cui la fisica e la metafisica si incontrano oggi in una concezione del mondo in cui i processi (divenire) sarebbero costitutivi dell’esistenza fisica e in cui le “monadi” potrebbero interagire, nascere e morire
- Questo ruolo di riferimento ad un mondo ordinato è esattamente il ruolo che riveste la caduta legale ed eterna degli atomi lucreziani : se la caduta non fosse disturbata dal clinamen a causa del quale avvengono gli incontri, non sarebbe creata alcuna natura poiché si perpetuerebbero soltanto le concatenazioni tra cause ed effetti equivalenti governati dai decreti del fato
Dénique sì sempér motùs conèctitur òmnis
Ét vetere éxoritùr sempér novus òridine cèrto,
nèc declìnandò faciùnt primòrdia mòtus
prìnciùm quoddàm quod fàti foèdera rùmpat
èx infìnitò ne càusam càusa sequàtur
lìbera pèr terràs unde haèc animàntibus èxstas
ùnde est haèc , inquàm fàtis avòlsa volùntas?
- Epicuro e Lucrezio vivono così in un mondo riconciliato in cui la scienza delle cose e quella dell’uomo si incontrano nell’identità , in effetti oggi le scienze esatte hanno il compito di non studiare solo le situazioni idealizzate ma devono confrontarsi con la molteplice ricchezza dei fenomeni naturali, non potranno dimenticare o trascurare il radicamento sociale e storico presupposto per la modellizzazione teorica di una scienza completa.. La nostra scienza è infine diventata una scienza fisica che alla fine ha dovuto ammettere l’autonomia delle cose e non solo di quelle viventi. La dove la scienza ci aveva mostrato una stabilità immutabile e pacificata comprendiamo invece che nessuna organizzazione è costante. E’ morta la vecchia alleanza con la natura che ci vedeva soggetti volontari in un mondo armonioso e monotono

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