Mill ed il Positivismo

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

Voto:

1 (2)
Download:302
Data:21.03.2005
Numero di pagine:3
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
mill-positivismo_1.zip (Dimensione: 4.92 Kb)
readme.txt     59 Bytes
trucheck.it_mill-ed-il-positivismo.doc     23 Kb



Testo

MILL

Mentre Comte assegna al positivismo il valore di una svolta ultima e sostanziale nel pensiero umano, capace di mettere fine al disordine dell’età moderna, Mill vede nel positivismo gli strumenti per acuire la consapevolezza dell’uomo circa la natura del suo sistema di conoscenze e valori. Un’altra differenza da Comte è che Mill, nella sua opera Sistema di Logica, pone le scienze umane vicino a quelle naturali, anche se le considera tutte derivanti dalla psicologia.
Mill, infatti sostiene l’importanza della PSICOLOGIA sia nei confronti del sapere logico quanto di quello storico-sociale. La LOGICA è infatti presentata come una branca della psicologia in quanto è considerata una tecnica/arte di ordinare i pensieri gli uni rispetto agli altri. Quindi tutti i principi logici, come anche quello di non contraddizione, sono naturali generalizzazioni dettate dall’esperienza. I principi logici sono cioè radicati nella mente umana.
Quanto alle SCIENZE STORICO SOCIALI la psicologia si può considerare come il fondamento dell’etologia, la scienza che studia i comportamenti e la formazione del carattere umano. L’etologia riguarda però il singolo individuo e quindi scientificamente probabilistica, in quanto i dati riguardanti l’oggetto forniti sono incompleti. Le altre scienze storico-sociali, storia e sociologia, si fondano anch’esse sull’etologia e quindi indirettamente sulla psicologia.

Mill sostiene che il principale difetto della logica tradizionale è che essa presuppone due metodi di ragionamento –deduttivo e induttivo- che presuppongono l’esistenza dell’universale e del generale. Mill sostiene che il metodo induttivo conduce dal particolare al particolare e non da particolare a universale. Mill è cosi in aperta contrapposizione a Comte che vedeva nel metodo deduttivo l’unico mezzo dotato di validità scientifica.

Mill opera quindi una distinzione tra metodo deduttivo e metodo induttivo. Quello deduttivo si basa sulla formulazione di un ipotesi e sulla previsione deduttiva delle circostanze in cui il fenomeno dovrebbe aver luogo secondo l’ipotesi. La natura predittiva dell’ipotesi ne permette l’analisi sperimentale.
Il metodo induttivo si basa invece sulla constatazione delle ricorrenze che accompagnano i fenomeni. Esso ha quattro forme:
- concordanza: individua causa o effetto di un fenomeno rilevando l’unica circostanza che accomuna tutti i diversi casi.
- Differenza: identifica l’effetto o la causa di un fenomeno nell’unica circostanza che distingue due dati di fatto in cui una volta il fenomeno si verifica e una no.
- Variazione concomitante: identifica una relazione causale tra due fenomeni dal loro valore sincrono secondo una certa proporzione.
- Residuo: identifica l’effetto o la causa di un fenomeno eliminando tutto quello che sappiamo gia dovuto a diversi fattori.

IL PENSIERO POLITICO di Mill si basa soprattutto sull’utilitarismo. Egli accetta il principio generale di Bentham secondo cui la vita individuale è tesa al raggiungimento della maggiore felicità possibile. Bentham considera l’utilità un concetto descrittivo che caratterizza la mente umana, esso diventa principio normativo quando viene assunto come regola di valutazione morale o motrice dell’azione.
Il self-interest è per Bentham la molla di ogni azione. L’etica dell’utilità è razionale ma la sua razionalità si esprime nel calcolo dei piaceri e dei dolori conseguenti ad ogni azione.

Mill critica Bentham per avere considerato l’autorealizzazione come raggiungimento individualistico del proprio interesse. Per Mill invece la felicità individuale è vista come maturazione culturale e spirituale. La realizzazione del benessere collettivo parte dalle singole felicità individuali. Il criterio utilitaristico di valutazione morale non è per Mill strettamente quantitativo, ma qualitativo.

Mill allora critica lo stato liberale inglese in cui vive e rivendica la necessità di un rinnovamento del sistema economico del paese che dovrebbe ridistribuire i beni più equamente nella popolazione, di modo da fermare l’ostacolamento del godimento massimo della felicità.
Nei principi di economia politica Mill muove una critica alle dottrine socialiste per lo stretto controllo che eserciterebbero sull’individuo attraverso lo stato. Quindi la scelta tra sistemi diversi non deve basarsi sulla loro maggiore o minore promessa di giustizia, ma da una valutazione comparativa di vantaggi e svantaggi.

Un altro dei pericoli della nostra società è per Mill il CONFORMISMO, cioè la predominanza politica e morale della maggioranza sulla minoranza. Mill auspica un sistema politico che valorizzi le diversità e l’originalità degli individui. Il bene comune da massimizzare non è altro che la stessa molteplicità degli individui.
Mill considera il femminismo lesivo per l’interesse della società e vorrebbe che lo stato favorisse la parità fra i sessi per porre fine allo spreco delle risorse intellettive e morali del genere femminile.

Esempio