la tolleranza in filosofia

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Testo

“Tolleranza” non è una parola così bella come a prima vista potrebbe sembrare.
Soprattutto, è una parola divenuta insufficiente per vivere bene.

Il termine “tolleranza” ha un significato di base negativo: in latino Tolus vuol dire “peso” e “tollerare” indica perciò un atteggiamento o uno stato d’animo per il quale si ammette che altri professino differenti principi religiosi, etici, politici, ma ad ogni modo riconoscendo che l’altro sbaglia e comunque decidendo di sopportarlo per svariati motivi, ad esempio per evitare mali maggiori, perché non vuole avere fastidi, ecc. In senso stretto essa non è quindi una virtù poiché non si potrà mai arrivare ad un’autentica e piena affermazione di ciò che è tollerato e non si raggiungerà mai quindi una vera e completa parità e uguaglianza.
Sul significato di base negativo si è operato un innesto in senso positivo nel momento in cui il linguaggio politico ha assunto il termine “tolleranza” a seguito delle controversie religiose, nate nella Riforma protestante e dopo di essa, collegandolo all’idea che tutte le opinioni hanno diritto di cittadinanza. È stata indubbiamente una conquista per l'Europa dilaniata dall'odio ed una rivoluzione mentale positiva, però a noi non può essere sufficiente: c'è, nell'idea di tolleranza, come detto prima, un aspetto egoista, di superiorità: “ti tollero perché in fondo sono superiore, resto indifferente”.
Questo atteggiamento poteva funzionare quando la diversità era ancora eccezione: ma nel mondo di oggi non basta più, perché la diversità è troppo presente nel quotidiano. Oggi dobbiamo passare dalla tolleranza alla cooperazione, al farsi carico delle diversità altrui, alla convivenza e all’abitudine della coesistenza delle differenze.
L’uomo non potrà mai sperare di poter riuscire a vivere bene e in sintonia, non solo con il “diverso”, ma anche con se stesso e con i suoi “simili”, se prima non capirà questo fondamentale concetto e non comincerà ad adottarlo e a farlo proprio.
Una scusante, che viene difatti spesso adoperata, è dire che con il termine “tolleranza” non si intende più ormai l’idea fin qui espressa, ma si da ad essa solamente una funzione positiva, la quale contribuisce perciò alla ricerca della verità; ci si potrebbe inoltre giustificare affermando che in ogni caso la tolleranza è sicuramente meglio dell’intolleranza e purtroppo quest’ultima è ancora presente, anche se non sempre riusciamo ad accorgercene, in molte situazioni nel mondo.
Concludo dicendo che del significato di questa parola l’uomo ha sempre parlato, che molte persone, tra cui sicuramente due grandi filosofi: Spinoza e Locke, hanno dato delle possibili definizioni, e che i tempi e la storia hanno influito moltissimo riguardo a questo argomento, ma che è molto difficile definire con precisione ciò di cui abbiamo trattato.

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