La Questione Della Libertà Fra Cinquecento e Seicento

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Categoria:Filosofia

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Testo

La Questione Della Libertà Fra Cinquecento e Seicento
Ad introdurre il tema sulla libertà, fu Erasmo Da Rotterdam. Egli sosteneva che l’uomo era responsabile della propria salvezza, e solo le sue azioni permettevano di giudicarlo. Differente però era l’idea di Martin Lutero, che invece assegnava unicamente a Dio il la scelta su chi salvare.
Ancora, con Cartesio, vi è una nuova concezione della realtà, detta “Meccanicistica”, la quale riteneva che il mondo fosse retto da regole precise. Ed in questo contesto, l’uomo si riserva la libertà di azione grazie alla sua volontà infinita e il suo intelletto finito.
Vi è poi Hobbes che nega ogni libertà umana, sostenendo che tutte le azioni dell’uomo, sono necessitate. All’uomo è concessa si la libertà di azione, ma non la libertà di volere.
Con Calderòn De La Barca, l’uomo si sforza in continuazione per liberarsi dalle sue dipendenze ed affermarsi come personalità autonoma.
Erasmo Da Rotterdam
In polemica con Lutero sulla questione della libertà, egli scrive un libro intitolato “De Libero Arbitrio”.
Nella sua opera, egli elabora una tesi, secondo la quale la grazia che Dio da all’uomo, non annulla il suo libero arbitrio, poiché solamente attraverso il riconoscimento umano all’opera della salvezza si evita di ridurre l’uomo a semplice “Argilla” nelle mani di Dio.
I punti principali del suo pensiero:
• L’uomo, non è destinato all’inferno, come affermava Lutero
• L’azione umana è divisa in tre parti: inizio, sviluppo e compimento.
• Il libero arbitrio, sta nel momento dello sviluppo, mentre le altre parti sono regolate da Dio.
• La grazia divina è autosufficiente, mentre la libertà dell’uomo e la sua volontà, dipendono dalla grazia divina.
Martin Lutero
Per Martin Lutero, “Il libero arbitrio è un semplice nome, e dopo il peccato originale quando un uomo fa ciò che sta in lui, pecca mortalmente”.
Il suo pensiero è riassunto nel “De Servo Arbitrio” dove appare una tesi assai differente da quella di Erasmo: Lutero pone un accento sull’onnipotenza di Dio e afferma che la salvezza dell’uomo è unicamente affidata alla sua misericordia. Solo la misericordia di Dio porta alla salvezza, e non la libertà umana.
I punti principali del suo pensiero:
• Lutero sostiene un profondo pessimismo antropologico.
• L’uomo è una creatura segnata dal male.
• Solo la fiducia in Dio, conduce l’uomo alla pace del cuore e all’adorazione della mente.
• Nessuno, tranne gli eletti, possono credersi amati da Dio. Quelli che non saranno scelti, lo bestemmieranno.
• Il libero arbitrio è inefficace senza la grazia di Dio, e l’uomo sarebbe spinto al male. Dato che non può da solo volgersi verso il bene, l’uomo è obbligato ad avere fiducia in Dio, e allora la libertà viene a mancare.
Cartesio
La libertà di un uomo, sta nella sua volontà, che è infinita, poiché si estende anche alle cose che non sono sempre dimostrabili e quindi oltre l’intelletto finito. Ne la volontà può essere errore, poiché essa ci è concessa da Dio, e in quanto tale deve essere buona, ne l’intelletto può essere causa di errore poiché grazie ad esso noi intendiamo ciò che Dio ci ha concesso di intendere. L’errore, sta unicamente nel fatto che, la volontà, poiché infinita ci spinge a conoscere ciò che va oltre quello che ci è consentito intendere, quindi oltre quello che ci concede Dio, portandoci nell’errore.
Thomas Hobbes
Per Hobbes, non esiste alcun libero arbitrio, ma solo la libertà di agire, che è assai diversa: la volontà dell’uomo, non è altro che appetito o desiderio di qualcosa che non si ha, e ciò ci obbliga ad agire in modo di soddisfare i nostri desideri. Esseri libere, significherebbe non avere desideri, ciò implica che non dovrebbe esistere niente, in modo che non ci fosse niente da desiderare. Ciò vorrebbe dire non esistere.
Dunque Hobbes ha una concezione meccanicistica della realtà in cui ogni azione è necessitata da qualcosa. La libertà di un uomo sta solo nella possibilità di raggiungere qualcosa senza nessun impedimento.
Calderòn De La Barca
Nessun uomo nasce libero, ma ognuno cerca di conquistare la libertà attraverso un percorso duro e faticoso, affrontando le varie difficoltà della vita. Questo pensiero è riassunto nella sua opera “La Vita è Sogno”, che racconto di Sigismondo principe di Polonia, nato prigioniero, apprende che l’uomo non nasce libero, ma che conquista la libertà dopo numerose sofferenza.
Henri Bergson
La libertà dell’uomo va ricercata nella sua coscienza, quel luogo in cui il tempo è diverso da quello reale, dove tutti gli eventi si mescolano in eterno. L’uomo è libero in quanto coincide con il suo io profondo, dato che è il riflesso della sua anima o coscienza. La libertà vera è propria la si scopre non nelle normali azioni abitudinali, quando la nostra coscienza deve prendere una decisione importante, una decisone che deciderà il destino di noi stessi o di qualcun altro.
Paul Eluard
Non sviluppa una vera è propria riflessione sulla libertà umana, afferma però che èssa è ovunque analizzando la forza che essa ha nella vita dell’uomo.

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