La filosofia rinascimentale

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Testo

IL RINASCIMENTO
Il Rinascimento nacque e si sviluppò nel corso del Quattrocento ed in buona parte del Cinquecento, segnando il trapasso dall’età medievale a quella moderna.
In quest’epoca ci furono numerosi eventi di grande importanza: la fioritura delle monarchie europee, le scoperte geografiche, l’invenzione della stampa e della polvere da sparo, ma soprattutto la Riforma protestante che sconvolse l’intera Europa.
In quest’epoca si formarono gli Stati tra i più importanti erano la Francia e la Spagna, queste furono coinvolte in un grande conflitto che insanguinò l’Italia fino alla Pace di Cateau-Cambrésis (1559), dopo la quale l’Italia divenne di possesso spagnolo.
Queste due grandi potenze assieme all’Inghilterra realizzarono un’opera di unificazione territoriale e di accentramento politico.
La situazione italiana fu molto differente: la crisi dei vari Comuni portò alla nascita delle signorie, che lottarono continuamente fra di loro e non permisero l’unificazione della penisola, infatti questa fu facilmente preda di conquista delle spinte espansionistiche della Francia e della Spagna.
L’Italia dopo la Pace di Lodi nel 1454 ebbe un periodo di stabilità, ma continuarono gli scontri tra i maggiori Stati quali Milano, Venezia, Firenze, Stato della Chiesa e Regno di Napoli.
Sul piano sociale ed economico nacque la civiltà urbana e si affermò un’economia aperta contrapposta a quella medioevale grazie alla borghesia.
Nella città di Firenze nacquero le principali banche finanziarie, mentre Genova, Venezia…continuarono ad essere i poli del commercio.
L’uomo rinascimentale è libero dai bisogni fondamentali, non avendo alcuna preoccupazione nasce in lui la ricerca costante del bello.
Le corti rinascimentali più importanti erano circondate da mura sempre ben curate e tutte le opere d’arte non appartenevano al signore che incaricava l’artista di realizzare un’opera d’arte, ma a tutto il popolo: infatti il suo soggiorno era sempre aperto proprio perché amava mostrare le sue ricchezze.
L’invenzione della stampa permise la pubblicazione di numerose opere letterarie, ma anche della Bibbia grazie a Lutero, così tutti gli uomini poterono accedere liberamente ai testi sacri.
L’uomo del Rinascimento è la creatura più importante di Dio, questo dopo lo studio riguardante Dio ritorna a se stesso, possiede il libero arbitrio e può esprimere liberamente le sue idee.
Dalla seconda metà del 400 e durante il 500 l’Italia ebbe un forte declino dovuto alla caduta di Costantinopoli ed alle scoperte geografiche, l’asse commerciale si spostò dal Mediterraneo all’Atlantico.
Gli umanisti gettarono l’eredità medievale e scelsero quella dell’antichità classica.
I termini “Umanesimo” e “Rinascimento” furono usati come sinonimi fino alla seconda meta 800, quando il tedesco G. Voigt e lo svizzero J. Burdach li distinsero.
Il primo è un movimento filologico-letterario incentrato sugli studi umanistici e classici, mentre l’altro è basato sulla matura consapevolezza intellettuale e su un nuovo modo di considerare l’uomo, la natura e Dio.
MEDIOEVO
RINASCIMENTO
- trascendentista (= teso all’aldilà)
- teocentrico (= Dio al centro di tutto)
- universalista (= basato su istituzioni e strutture sovraindividuali → Chiesa)
- immanentista (= teso all’aldiquà)
- antropocentrico (= portato a vedere l’uomo al centro del mondo)
- individualista (= basato su individui, gruppi e nazioni)
Il rinascimento nacque con lo sviluppo dei Comuni e con l’affermarsi delle università nel 1200; anche se alcuni studiosi sostengono la tipicità del Rinascimento e la sua continuità con il Medioevo.
La visione antropocentrica rinascimentale risiede nell’affermazione “L’uomo è fabbro della propria sorte (homo faber ipsius fortunae); cioè l’uomo è padrone di se stesso e del suo destino.
Secondo il Medioevo l’uomo faceva parte di un ordine cosmico, mentre con il Rinascimento egli deve conquistare il suo posto.
Nel Medioevo Dio appariva al centro, mentre ora c’è l’uomo.
L’uomo seppur libero è vincolato da forze reali, causali e sopranaturali.
L’uomo è la sintesi vivente del Tutto e il centro del mondo.
L’Umanesimo nacque in Italia e si sviluppò nel resto dell’Europa soprattutto nei Paesi economicamente + progrediti.
MONTAIGNE
Michel Eyquem de Montaigne → autore dei saggi (ritorno dell’uomo a se stesso)
“Saggi” = esperienze: l’opera rintraccia l’esperienze espresse negli scritti di autori antichi e moderni e le mette alla prova in riferimento alle sue.
Il suo procedimento è autobiografico: egli vuole raggiungere attraverso la sua esperienza, il confronto con quella altrui → la natura umana.
Lo stoicismo ( ci rende indipendenti dalle cose, indifferenti nei loro confronti) e lo scetticismo (ci rende liberi dalla presunzione di sapere, quindi ci invita alla ricerca) consentono all’uomo di raggiungere la libertà spirituale.
Montajgne sostiene che l’uomo conosce l’incertezza e la stabilità, la vita umana è un esperimento continuo.
Egli condanna qualsiasi tentativo dell’uomo di evadere dai propri limiti e qualsiasi lamento circa la sorte e la condizione umana, perché costui deve accettarli
Il Rinascimento è la rinascita dell’uomo spirituale, cioè il suo ritorno a Dio ( che aveva perduto con il peccato originale).
Nel rinascimento questo rinnovamento sottolinea l’uomo nei suoi rapporti con se stesso, gli altri, il mondo e Dio.
Il principio cui si deve ritornare è:
- situazione del passato della civiltà (ritorno ai classici)
- ritorno alla natura (forza che produce e vivifica le cose).
Con l’Umanesimo si riscopre Platone (Platonismo rinascimentale), perché fu il filosofo + vicino al cristianesimo (derivazione del mondo da Dio e il suo ritorno a lui, tramite amore).
Il filosofo continuò ad essere interpretato in chiave neoplatonica.
La fioritura delle Accademie (centri di cultura laica), a Firenze si riscopre Platone, a Padova Aristotele.
Platonici → rinascita religiosa
Aristotele → rinascita naturalistica
Il Rinascimento è anche rinnovamento della vita religiosa.
La religione dei Platonici del Rinascimento non è vera religione, ma una filosofia teologica per i dotti nella quale il Cristianesimo, è un elemento fra gli altri.
La riforma della vita religiosa dell’Occidente è il ritorno alla parola di Cristo (verità rivelata dalla Bibbia), la parola di Dio si rivolge a tutti gli uomini.
DESIDERIO ERASMO
Nacque a Rotterdam nel 1466 e fu il + famoso umanista del suo tempo.
Fu prete e si laureò in teologia Università di Torino, ma era anche scrittore e filologo,
Durante la Riforma Protestante Lutero lo voleva alleato, ma egli rimase neutrale provocando l’ostilità dei protestanti e cattolici.
Morì il 12 luglio 1536 a Basilea
L’opera + famosa “Elogio della pazzia”, la pazzia personifica l’illusione, l’incoscienza e l’ignoranza contenta di se (menzogna di cui la vita singola è associata dell’uomo si ricopre per nascondere la realtà).
Le altre opere furono:
- Colloqui familiari
- Manuale del milite cristiano ( Enchiridion militis Cristiani) → egli contrappone cultura teologica (teologo/ letterato) e la fede religiosa che forma il soldato di Cristo, l’arma principale del milite cristiano è costituita dalla lettura ed interpretazione della Bibbia
- Introduzioni al Nuovo Testamento (lo tradusse dal greco al latino) → Erasmo si dedicò allo studio della Bibbia (N. T.) stabilendo il suo testo critico, lo traduce e nell’introduzione scrisse che la B. doveva essere letta da tutti.
Con il ritorno alla lettura ed intendimento della Sacra Scrittura, Erasmo attende la rinascita della natura umana.
Egli si dedicò anche ai Padri della Chiesa perché s’ispiravano alle fonti cristiane, mentre ripudiò la Scolastica.
- Contro la negazione totale della libertà umana (Lutero) scrisse “De libero Arbitrio” nel 1524, egli rivendica x l’uomo la libertà di salvarsi.
La salvezza è frutto della collaborazione tra l’uomo e Dio
- De ratione studii (scritto pedagogico)
Erasmo criticava la religiosità e la decadenza morale del suo tempo, adoperando la satira e il sarcasmo.
Concetto fondamentale Riforma: rinnovamento della coscienza cristiana mediante il ritorno alle fonti del cristianesimo.
MARTIN LUTERO (1483-1546)
Egli nega la tradizione cristiana e si riporta direttamente al Vangelo.
Principio fondamentale riforma: la giustificazione x mezzo della fede (S. Paolo “il giusto vivrà x la sua fede”) → Dio stesso ci giustifica con la sua grazia.
L’uomo che ha fede è stato giustificato, rimessi i peccati e quindi sicuro della salvezza.
La fede è la fiducia nella giustificazione da parte di Dio.
La giustificazione x la fede implica l’abbandono a Dio ( contro la scolastica → giustificare la fede con la ragione) e puro rapporto tra uomo e Dio.
Il ritorno al Vangelo = negazione del sacerdozio e sacramenti istituiti dalla Chiesa ( Battesimo e eucaristia).
Le opere meritorie (buone) non bastano a salvare nessuno e queste sono opere di vita civile.
Al “De libero arbitrio” risponde nel 1525 con “De servo arbitrio”, il libero arbitrio è nulla, Dio predestina gli uomini alla salvezza, quelli no si dannano; per l’uomo l’unica libertà è l’asservimento a Dio.
Qualunque cosa faccia Dio è giusto.
HULDRYCH ZWINGLI (1484-1531 battaglia di Kappel)
Questo riformatore svizzero mescola i testi delle Sacre Scritture e quelle dei filosofi pagani.
La rivelazione è universale: tutto ciò che è stato detto, deriva da Dio.
Concetto di Dio: teismo universalistico (non respinge nessuna delle determinazioni filosofiche della divinità).
La salvezza umana dipende da Dio, l’uomo crede perché Dio lo ha scelto (certezza assoluta di salvezza).
Zwingli respinge ogni cerimonia (corpo di Cristo = comunità di fedeli).
Egli impegna l’uomo nella vita sociale, così può compiere opere buone e porta il principio della riforma religiosa sul piano sociale.
GIOVANNI CALVINO (1509-1564)
Ritorno fonti del Cristianesimo (V.T.).
Nella sua opera fondamentale “Istituzione della religione Cristiana” difende il V. e N. Testamento, ed al primo desume concetto di Dio come assoluta sovranità e potenza, di fronte cui l’uomo è nulla.
Dio è onnipotenza e imperscrutabilità, da lui dipendono il corso delle cose e il destino degli uomini (l’uomo è predestinato e non è nulla di fronte alla predestinazione), dalla fede può derivare la salvezza.
Il lavoro è x Calvino un dovere sacro, la riuscita negli affari può indicare la salvezza.
Calvino promosse un regine teocratico a Ginevra.
La controriforma è la reazione della Chiesa cattolica alla riforma protestante con il Concilio di Trento ( 1545-1563), in risposta a Lutero.
La riforma cattolica è la revisione che la chiesa fa di se stessa, essa ritorna alla patristica.
I Concilio di Trento negò che la Sacra scrittura bastasse da sola a la salvezza dell’uomo, e il principio della libera interpretazione.
Riaffermò:
- il diritto della Chiesa di interpretare i testi biblici
- la funzione mediatrice della Chiesa
- validità dei sacramenti e riti valore opere
La riforma protestante affermò l’assolutezza del potere politico dei sovrani, mentre negò il potere e la funzione della Chiesa.
La controriforma rispose che il potere ecclesiastico derivava da Dio.
GIORDANO BRUNO
Nacque a Nola nel 1548.
A 15 anni entrò nell’ordine dei Domenicani a Napoli, dove fu un ragazzo prodigio x la sua buona memoria e ingegno.
A 18 anni nacquero in lui dubbi sulla religione cristiana, questi lo posero in contrasto con l’ambiente ecclesiastico, fu costretto a fuggire a Ginevra, Tolosa e Parigi, qui pubblicò nel 1582 “ il Candelaio” (commedia), e “le ombre delle idee” (1° scritto filosofico dedicato a re Enrico III)
Poi si recò in Inghilterra, insegnò a Oxford e frequentò la corte della regina Elisabetta (scrisse dialoghi italiani e poemi latini).
Ritornò a Parigi e attaccò gli aristocratici, fu costretto così ad andare in Germania e insegnò a:
Marburgo, Wittenberg e Francoforte sul Meno (terminò poemi latini).
Poi accettò l’invito del patrizio veneziano Giovanni Mocenigo e si recò a Venezia credendosi al sicuro, sotto la protezione della Repubblica, ma fu denunciato da quest’ultimo e arrestato dall’Inquisizione di Venezia
Nel 1593 Bruno fu trasferito all’Inquisizione di Roma, dove rimase in carcere x 7 anni, non ritrattò mai le sue dottrine e il 17 febbraio 1600 venne arso vivo in Campo dei Fiori a Roma.
La rivoluzione scientifica nacque con il capolavoro di Copernico “Le rivoluzioni dei corpi celesti” e quello di Newton “I principi matematici di filosofia naturale”.
Dalla rivoluzione scientifica emergono:
1. la concezione della natura come ordine oggettivo e casualmente strutturato di relazioni governate da leggi
2. la concezione della scienza come sapere sperimentale-matematico e intersoggettivamente valido
La natura:
• è un ordine oggettivo poiché costituisce un oggetto i cui caratteri non centrano con la dimensione spirituale (fini, desideri e bisogni dell’uomo).
L’universo della scienza non ha attributo, valore o qualità umana, infatti togliendo
l’uomo dalla fisica si può studiare la realtà del mondo.
• è un ordine causale (in essa nulla avviene x caso, tutto è il risultato di cause precise), unica causa → efficiente ( le forze che producono i fatti)
• è insieme di relazioni causali che legano i fatti
• i fatti sono governati da leggi (sono legati casualmente fra loro e dunque obbediscono a regole =)
La natura è l’insieme delle leggi che regolano i fenomeni e li rendono prevedibili
La scienza:
• è un sapere sperimentale xk si basa sull’osservazione dei fatti e le ipotesi vengono giustificate, l’esperienza = esperimento.
• è un sapere matematico che si basa sul calcolo e misura (raccoglie dati in formule precise)
• è sapere intersoggettivo (scoperte accessibili a tutti), Galileo: scienza = sapere universale
• il fine della scienza è la conoscenza oggettiva del mondo e delle sue leggi, conoscere le leggi della natura significa poterla controllare
Alleanza tra tecnici e scienziati: superamento dell’abisso tra scienza pura e applicazioni pratiche.
Anche la rivoluzione astrologica segnò il passaggio tra l’età antico-classica e quella moderna.
La nuova visione dell’universo non si ha solo grazie a Copernico, ma anche a Keplero, Galileo e Bruno.
1. universo aristotelico-tolemaico: mondo:
• unico (il solo universo esistente)
• chiuso (xk sfera limitata dal cielo delle stelle fisse oltre il quale non c’era nulla)
• finito
• fatto di sfere concentriche, su cui erano incastonati pianeti e stelle
• al di sotto della luna c’era la Terra immobile: zona 4 elementi (geocentrico)
Il mondo era diviso in 2 zone:
1) perfetta: cieli (mondo sopralunare) formato di etere (elemento divino) ritornante su se stesso, senza principio né fine.
2) Imperfetta: (mondo sublunare) formato da 4 elementi (terra, acqua, fuoco e aria)
NICCOLO COPERNICO
Il processo della rivoluzione astronomica si mise in atto con Copernico (Kopernicki).
Nacque a Torun nel 1473, studiò all’Univesità di Cracovia, poi a Bologna, Padova e Ferrara.
Dopo un secondo soggiorno a Padova ritornò in patria, dove si dedicò agli studi astronomici.
Morì a Frauenburg nel 1543.
La sua opera fondamentale: “De revolutionibus orbium coelestium (le rivoluzioni dei corpi celesti).
Copernico era un teorico ed un matematico, ma anche uno studioso di fisica celeste che contestava la dottrina tolemaica xk troppo complessa.
Egli trovò nei libri antichi l’idea dell’eliocentrismo.
Al centro dell’universo c’è il Sole immobile attorno cui girano i pianeti, tra cui la Terra che gira su se stessa, la luna ruota intorno alla Terra; mentre le stelle sono fisse e lontane.
Ma Copernico concepiva l’universo ancora come unico, sferico, chiuso dal cielo alle stelle fisse.
Bruno: superamento del mondo chiuso degli Antichi, riprende l’idea della pluralità dei mondi ed infinità del Tutto: Democrito (presso i Greci), nel “De l’infinito universo et mundi”.
GALILEO GALILEI
Nacque a Pisa nel 1564, poi si trasferì a Firenze con i suoi genitori di media borghesia, dove compiì i suoi studi di letteratura e di logica.
Poi il padre lo indirizzò presso l’Università di medicina di Pisa, ma non provando alcun interesse ritornò a Firenze dove approfondì la matematica, sotto la guida di Ostilio Ricci (discepolo di Tartaglia) e compì osservazioni fisiche.
Grazie alla sua cultura matematica, ottenne la cattedra presso l’Università di Pisa, poi insegnò a Padova dove trascorse 18 anni.
Dopo la costruzione del cannocchiale, le sue scoperte scientifiche gli procurarono un posto come matematico dello studio a Pisa e le sue tesi furono riconosciute anche da Keplero; ma queste l’indirizzarono contro la Chiesa e nel 1616 non poté più professare la nuova astronomia.
Egli continuò i suoi studi e pubblicò il “Saggiatore” e lavorò al “Dialogo sopra i 2 massimi sistemi del mondo”, Galileo fu chiamato dinanzi al tribunale del Santo Uffizio di Roma, dove abiurò.
Galileo fu condannato al carcere a vita, prima nel palazzo dell’arcivescovo di Siena e poi presso villa Arcetri, dove fu assistito dalla figlia Maria Celeste.
Qui scrisse “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a 2 nuove scienze” pubblicato in Olanda.
Nel 1642 morì cieco.
Egli combatté affinché la scienza fosse universale.
La natura (oggetto della scienza) e la Bibbia (base della religione) derivano da Dio.
La Bibbia deve adattarsi alla scienza, i contrasti fra i 2 vanno risolti rivedendo l’interpretazione della Bibbia.
Metodo sperimentale/ scientifico: attenta analisi dei fatti e dei casi particolari si arriva a una legge generale.
Le dimostrazioni sono ragionamenti logici condotti su base matematica.
L’esperienza fornisce la base e lo spunto per le ipotesi, queste assumono validità per mezzo della conferma sperimentale.
La matematica è uno strumento di scoperta scientifica perché permette di avanzare nuove ipotesi sui fenomeni.
L’ordine naturale: necessario e immutabile.
FRANCESCO BACONE
Attraverso la scienza: dominio dell’ uomo sulla natura.
Nacque a Londra nel 1561 da Sir Nicola Bacone, Lord guarda sigilli della regina Elisabetta.
Studiò a Cambridge e trascorse alcuni anni a Parigi (presso ambasciatore Inghilterra).
Ritornò in patria dove voleva intraprendere la carriera politica, ma non ebbe nessuna carica importante finché visse la Regina, benché appoggiato dal Conte di Essex.
Con l’ascesa al trono di Giacomo I Stuart fu nominato avvocato generale, procuratore generale, Lord guardasigilli e Lord cancelliere.
Nominato Barone di Verulamio e Visconte di S. Albano.
Quando il re dovette convocare il Parlamento x chiedere l’imposizione di nuove tasse, questo lo
incolpò di corruzione ed egli si riconobbe colpevole.
Fu condannato a pagare una notevole somma di denaro e di rimanere prigioniero della Torre di Londra e fu escluso da tutte le cariche dello Stato.
Bacone si ritiro a Gorhambury dove morì nel 1626.
Egli aveva l’idea della scienza al servizio dell’ uomo.
Nella “ Nuova Atlantide” diede l’immagine della città ideale ( descrizione isola sconosciuta dove le invenzioni fossero portate a compimento di tutto il mondo).
Quest’opera incompiuta descrive l’isola come un laboratorio sperimentale,dove gli abitanti cercano di conoscere le forze nascoste della natura.
Prima opera: i Saggi (analisi di vita morale politica).
“Nuovo Organo”.
“ Sulla dignità e sull’accrescimento delle scienze” → scienze che si fondano su:
• Fantasia
• Memoria
• Ragione
Negli ultimi anni scrisse anche la storia di Enrico VII.
La scienza = collaborazione tra sensi e intelletto.
L’induzione sperimentale graduale di Bacone mira a cogliere la forma o natura dei fenomeni e si basa su:
- raccolta dei dati.
Fine ‘600 e inizio ‘700
Base scienza moderna: esperienza
Bacone considera capacità umane (dominare la natura) → osservare ( base ricerca uomo) = metodo induttivo (dal particolare al generale)
Fuori dalla tradizione, testare tutto attraverso la ragione (dubitare di tutto)
Bacone: “idola” = pregiudizi (errori di pensiero)
1) Idola specus → luogo nel quale si vive e educazione che si riceve (singolo individuo)
2) Idola tribus → errato modo di pensare dell’uomo (società), che usa come guida i sensi
3) Idola fori → “Forum” romano (tribunale) forense (avvocati) che parlano e devono usare correttamente il linguaggio, ma perdono di vista le cose concrete.
4) Idola teatri → errate interpretazioni ed errate dottrine filosofiche.
Siamo talmente zeppi di pregiudizi che no li riconosciamo neanche.

Esempio



  


  1. Maria

    l'indagine della filosofia rinascimentale volta a considerare il concetto di rinascita in relazione al valore dell'uomo