La filosofia Hegeliana

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Testo

Hegel
La filosofia di Hegel è una filosofia che pronuncia la coincidenza tra FINITO e INFINITO.
INFINITO=IDEALISMO
Il traguardo della filosofia è il superamento della SCISSIONE tra finito e infinito. Sia la scissione che il suo superamento hanno valore STORICO.
INDIVIDUALITA’ DELLO SPIRITO!!
Hegel ritiene, in termini noetici, il momento RAZIONALE superiore a quello intellettuale.
La metafisica, Per Hegel, è una nobile illusione, ma sempre un illusione rimane.
Il momento dialettico e speculativo sono il momento RAZIONALE.
L’intelletto è il primo momento della ragione ed è imprigionata nel FINITO, ma nel momento in cui l’intelletto cerca di innalzarsi all’INFINITO nega il finito.
L’io e il non io sono legati ad un movimento APPARENTE!!!E’ un movimento senza spostamento in realtà poiché vi si ripresenta sempre la stessa situazione.
La ragione non si oppone alle opposizioni e alle imitazioni. La ragione filosofica tenta di sciogliere le opposizioni, ma non cancellarle. Perché l’opposizione è INCANCELLABILE. Egli vuole rimuovere la CONSAPEVOLEZZA, il sapere che si connette alla FISSITA’.
Pag. 329
La filosofia è il SAPERE ASSOLUTO.
La verità deve essere conosciuta attraverso il metodo della scienza.
Quando la filosofia diviene speculativa diviene il sistema scientifico della verità perché è in grado di conoscere sé medesima.
Nella filosofia non c’è distinzione tra metodo e contenuto. (=VERITA’)
Il piano della soggettività storica e il piano dello spirito coincidono.
SOGGETTIVITA’ STORICA = uomo come soggetto portatore di elementi di particolarità che però deve essere innalzato a valore dell’ASSOLUTO.
Questo però non possiamo attendercelo da ogni essere umano. (vd Spinosa “amor dei intellectualis”)
LA FILOSOFIA E’ LA SOTRIA DELLA FILOSOFIA!!
L’essere, il pensare e il dire sono la stessa cosa è perciò la filosofia è attendibile solo se dice di essere.
Il vero è l’intero, ma l’intero è solo essenza che si completa con il suo sviluppo.
Il vero contenuto della filosofia è il divenire.
L’assoluto è dentro la storia e ha carattere di piena storicità. La REALTA’ non è ciò che E’, ma ciò che DIVIENE.
TESI, ANTITESI, SINTESI
La totalità dell’essere è inteso come INIFINITO, ma non già come SOSTANZA.
La fenomenologia dello spirito = descrizione delle figure dello spirito.
La TESI in composizione con l’ ANTITESI forma la SINTESI, che non è solo mediazione tra TESI e SINTESI, ma anche NUOVA TESI immediata. Questo processo è INFINITO.
L’infinito Hegeliano è una formula indeterminata in cui però sono rintracciabili tutti gli elementi.
Togliendo la scissione viene meno la contraddizione, ma anche la finitezza e l’immediatezza delle determinazioni.
AUFEBUM= togliere la scissione, procedere oltre la finitezza delle determinazioni, ma conservandole. Togliendo anche il carattere di IMMEDIATEZZA, in maniera che siano MEDIATE.
SINTESI = mediazione del divenire altro da sé con sé. Il togliere la SCISSIONE.
COSCIENZA
Secondo Hegel sin dal principio la coscienza è alla ricerca di identificazione (prima manifestazione della coscienza).
La certezza sensibile sembra il sapere più vero per la coscienza. In realtà la verità che fornisce è limitata perché non può essere estesa UNIVERSALMENTE. ELEMENTO DI CONTRADDIZIONE.
La coscienza investiga sé medesima, ma solo nel soggetto. L’oggetto prende coscienza di sé medesimo. E’ l’atto di nascita dell’intelletto.
La nascita dell’autocoscienza.
Le fasi della devono essere considerate ASTORICHE in senso universale, e STORICHE in senso INDIVIDUALE.
La COSCIENZA si innalza e diviene AUTOCOSCIENZA.
La relazione con l’altro è innanzitutto CONFLITTUALE, le coscienze non entrano in relazione in modo PACIFICO. CONFLITTO tra bisogno dell’altro e volontà di distruggerlo. (Origine della vicenda storica umana vista sotto un punto di vista filosofico!)
Testo 33B
Viene descritta una dimensione storica in cui la figura dell’essere si è oggettivata.
L’essere (il padrone) pesa sull’altro individuo (servo) in un rapporto mediato, non diretto.
La relazione dell’autocoscienza all’oggetto è negativa. Ma nella relazione del servo interviene una MEDIAZIONE che non vi è per il padrone.
Alla fine la coscienza signorile è dipendente. La coscienza si limita ad imitare la sua originaria condizione, ma in realtà perde la indipendenza.. Per avere indipendenza il signore godimento, ma quando questo godimento cessa, viene meno anche la sua indipendenza e la coscienza diiene indipendente dalla coscienza del servo.
Dapprima dell’autocoscienza indipendente il servo la riconosce al di fuori di sé (padrone), ma infine è il contrario, infatti la stessa signoria mostra il contrario di quella che vuol essere. (La coscienza che vuole essere indipendente è quella servile, ed infatti la è!!!)
La cosa resta indipendente per il servo: la plasma, la lavora, ma non la può avere all’interno di sé, dunque la cosa si erge dinnanzi al servo in tutta la sua indipendenza.
E il godimento è qualcosa che svanisce e non lascia nulla (o parte dell’appetito che sarà ancora intatto!).
Il godimento tenuto a freno del servo è invece un LAVORO. Brama la cosa e non potrà mai averla, il suo rapporto con l’oggetto è MEDIATORE. Egli immette nell’oggetto la soggettività (=marchio della coscienza servile che consiste nel dare forma alla prima soggettività). Ma il lavoro da la forma anche al soggetto che deve combattere il desiderio. Al godimento manca ciò che permane, mentre il lavoro sussiste.

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