La filosofia e l'illuminismo

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Testo

CULTURA E FILOSOFIA NELL’ETÀ DEI LUMI

Fondamentale caratteristica dell’Illuminismo è la metafora della luce, comune alle lumières francesi, alla Aufklarung tedesca, all’Enlightenment inglese e ai Lumi italiani. Questa corrente nasce in Francia e, verso la metà del secolo, i suoi seguaci erano pienamente consapevoli di vivere in un’epoca “illuminate” o “filosofica”, e questa consapevolezza contiene una doppia considerazione: una valutazione del cammino percorso dall’umanità, cioè del suo progresso scientifico, tecnico e culturale, e un’indicazione rivolta al futuro, di ciò che deve essere ancora attuato per la felicità dell’uomo.
L’Illuminismo, dunque, è caratterizzato da una propensione sul giudizio sul passato e sul presente e una forte tensione progettuale. Metro e strumento ne è la ragione, che assume così un spiccata valenza critica e normativa: critica, perché è di fronte al “tribunale della ragione” che filosofie, istituzioni, dogmi e tradizioni si devono presentare perché ne sia giudicata la legittimità, la fondatezza, l’utilità; normativa, perché solo alla ragione si affida il compito e il diritto di prescrivere le leggi e i criteri in base ai quali si deve regolare e indirizzare la vita dell’uomo.
La metafora della luce contiene in sé il termine antitetico delle tenebre e, in quanto la luce è conoscenza, dell’ignoranza; di qui la battaglia illuminista contro il pregiudizio, la superstizione, il fanatismo, il dogmatismo, contro tutto ciò che non essendo “secondo ragione” deve essere sconfitto e disperso. Bersaglio è il sistema delle religioni “positive” cioè delle religioni consolidate in dogmi, riti, apparati, alle quali gli illuministi non contrappongono in genere l’ateismo, ma i principi di una religione naturale o razionale, variamente pensata e articolata ma sempre vissuta come credenza in un essere superiore, credenza che ha come suo necessario corollario la tolleranza.
L’autonomia della ragione conduce l’Illuminismo a negare valore alla trascendenza in quanto si esclude che possa esservi un criterio normativo, nel sapere come nella morale, superiore a quello prodotto dalla ragione stessa; e all’auctoritas in quanto si afferma il diritto al libero esercizio della critica nei confronti della tradizione.
La ragione viene utilizzata come strumento di indagine e di ricerca della verità, che muovono dall’esperienza e che trovano in essa le proprie conferme e i propri limiti. L’Illuminismo è perciò tendenzialmente una scienza che, assumendo, per veri principi privi di riscontri nei fatti e nelle esperienze si estende poi senza critica nella pretesa di conoscere ogni campo del reale. Polemizza contro l’esprit de système che deduce da postulati aprioristici l’intera enciclopedia del conoscere.
In ogni campo l’Illuminismo è convinto della necessaria destinazione sociale del sapere, del suo valore operativo. La fiducia nella capacità trasformatrice della ragione e dei suoi prodotti, finalizzata ad un ideale di “felicità” tutto mondano, attraversa l’Illuminismo. Questo crede nella possibilità del progresso, senza però concepirlo come una necessità che si dispieghi linearmente nel tempo.
L’intellettuale ha un compito: quello del “rischiaramento”. La sua opera ha un senso in quanto tenta di indirizzare il corso delle cose indicate dalla ragione.

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