La filosofia di Pascal

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Testo

Pascal

La curvatura esistenziale del pensiero di Pascal

È uno dei più grandi oppositori di Cartesio in quanto, seppur giudicando il razionalismo la via migliore per la scienza, lo critica per capire il senso della vita, a cui si può arrivare solo con il cristianesimo.
Per giustificare questa tesi Pascal ricorre ad una stretta analisi delle caratteristiche della vita dell’uomo nel mondo, anche se la visione di questi dati è chiaramente in ottica cristiana, giansenista.

Vita e opere

I suoi primi interessi furono subito di matematica, poi venne preso dalla vocazione religiosa → entra a far parte dei solitari port-royal → quando il giansenismo si diffonde tra questi monaci ne entra a far parte anche lui → scrive lettere contro i gesuiti accusandoli di lassismo.
Muore a 39 anni (1662).

Il problema del senso della vita e lo schema del filosofare pascaliano

Questione decisiva dell’uomo = interrogativo sul senso della vita → ricorrente polemica contro la cecità dell’uomo che non si pone questo problema come primario
Il suo obbiettivo quindi è di mostrare l’inadeguatezza della mentalità comune, della scienza e della filosofia di fronte al problema dell’esistenza e mostrare la capacità del cristianesimo di dare una risposta adeguata.

I limiti della mentalità comune: il “divertissement” o lo stordimento di se

Divertissement = diviso, spezzato, filosoficamente = stordimento di se, fuga da se
Per Pascal l’uomo fugge dalla propria infelicità costitutiva e dai supremi interrogativi (vita e morte) → quando non ha niente da fare ci pensa, viene fuori la noia (rivelazione dell’insufficienza dell’uomo a se stesso) → si crea delle distrazioni.
Aspirazione a beni finiti → insoddisfazione → si avrebbe bisogno di beni infiniti → dimostrazione che l’uomo è fatto per l’infinito
Ma il divertissement non crea la felicità perchè viene dall’esterno → lo rende soggetto ad essere turbato → ciò che può consolarlo dai suoi casini lo rende soggetto ad essi.

I limiti del pensiero scientifico: spirito di geometria e spirito di finezza

La scienza presenta dei limiti strutturali:
• L’esperienza = qualcosa con cui la ragione deve fare i conti. Ma comunque lui è un fautore del metodo sperimentale → galileiano e anti-cartesiano
• Indimostrabilità dei suoi principi = non esiste una regressione all’infinito dei suoi concetti, ma essi sono più sicuri di ogni ragionamento in quanto sono evidenze intuitive
La ragione scientifica fallisce nei problemi esistenziali, ad essa si sostituisce il cuore, inteso come l’organo capace di captare gli aspetti più problematici dell’esistere →
• Spirito di geometria = ragione scientifica → oggetto = cose esteriori ed enti astratti di matematica
• Spirito di finezza = cuore, sentimento, intuito → oggetto = l’uomo → le cose di finezza si stenta a farli sentire a chi non li sente
Il primo ragiona intellettivamente, il secondo comprende intuitivamente.
I primi principi matematici, la morale e la filosofia sono fondate sullo spirito di finezza

Lo spirito dell’uomo è diviso

C’è una lotta tra ragione e sensi, i sensi ingannano la ragione, le passioni ingannano i sensi.
Noi conosciamo la verità anche con il cuore (intuizione), per esempio i principi primi solo con esso!
Come è stupido che la ragione voglia spiegare questi principi primi è altrettanto stupido che il cuore voglia che la ragione gli dia un sentimento su ciò che dimostra, Dio ci ha dotato di tutti e 2 e con entrambi si arriva a certezze.
Noi non conosciamo la verità pura, la conosciamo solo in rapporto con l’errore.
Nell’uomo ogni vero ed ogni bene sono sempre accompagnati dai loro contrari → possibilità di fare bene o male.
Noi aspiriamo al bene assoluto ma non possiamo arrivarci, ma siamo comunque meglio del mondo che ci circonda perchè la miseria è tale solo perchè → una grandezza perduta e la grandezza dell’uomo è nel riconoscere la propria miseria.

La contraddizione differita

Esempio di un ricco re che non ha nulla da fare e quindi pensa che è più infelice dei suoi sudditi che stanno giocando.
La felicità è nei giochi, nella conversazione, nella guerra → si gusta di più la caccia che la preda.
Ci sono 2 segreti istinti:
• Li porta a cercare il divertimento
• Li porta a cercare il riposo
→ si cerca il riposo combattendo mille ostacoli e poi all’arrivo si scopre la noia.

La contraddizione negata: le soluzioni filosofiche

Pascal enuncia qui 2 grosse filosofie: quella che sostiene la natura perfetta della realtà , l’altra che la ritiene inferma e irreparabile.
Dove sta il cristianesimo? Sopra le 2 tendenze, ne spiega la genesi.
Bisogna separare le 2 tendenze, non cercare di unirle perché si devasterebbero a vicenda essendo opposte, quanto è infermo appartiene alla natura strettamente, ciò che c’è di buono è portato dalla grazia divina.

L’unica possibile via razionale verso Dio

la filosofia di Pascal critica duramente le altre dimostrazioni dell’esistenza di Dio fatte precedentemente, specialmente Cartesio, in quanto servono solo a chi possiede la fede già per alta via perchè presentano un Dio come puro ente di ragione, inutile per noi.
Lui parla solo per quelli che sono indecisi tra credere o no, quelli che cercano gemendo.
Dio non è dimostrabile perchè è un principio, tutte le dimostrazioni metafisiche sono fondate su principi fragili → non solo inutili ma anche dannose!
Primo esempio è la dimostrazione di Dio per mezzo della natura, utile a chi già crede ma per chi non crede è solo un mezzo per fargli capire quanto siano fragili le basi della nostra fede.
Da una frecciatina a Cartesio e infine parte con la scommessa:
Dio è senza limiti → non c’è rapporto con la nostra limitata ragione → possiamo solo fare una scommessa sulla sua esistenza.
Bisogna scommettere, non si può tirarsi indietro perchè anche l’agnosticismo è una scelta, ma su cosa?
Sull’esistenza di Dio ovviamente perchè se esiste vinci tutto se no non perdi niente.
Ma sono obbligato a credere, non ci credo veramente, cosa faccio? Fai come se credessi, poi la fede verrà da se!
La ragione non può arrivare a Dio perchè quando si trova a dover accettare qualcosa che non viene da se stessa si auto sconfessa.

La paradossalità del cristianesimo

Sta nel fatto che la ragione deve da un lato ammetterlo, perché è l’unica soluzione, e per i vari miracoli, ma dall’altro deve negarlo perchè non può essere in grado di spiegarlo e limita l’uomo.

Esempio