La filosofia di Kant

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Categoria:Filosofia

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Testo

KANT
È a metà tra illuminismo e suggestioni romantiche.
La filosofia di Kant era definita IDEALISMO TRASCENDENTALE, che va oltre gli oggetti della conoscenza e si occupa della conoscenza stessa. Ma ora si preferisce parlare di CRITICISMO o meglio dei giudizi che Kant dà.
• Critica della ragion pura.
• Critica della ragione pratica.
• Critica del giudizio.
Nella critica della ragion pura Kant critica la ragione e si chiede COME conosce e attraverso cosa conosce.
Pone dei LIMITI su cosa l’ uomo può e non può conoscere.
Questo perché l’uomo è mortale e finito, certe cose non le può capire e non deve assolutamente inventare (miti). Ogni concetto deve avere un suo procedimento logico.
Ci sono cose che posso conoscere a priori senza l’esperienza?
Per Kant la metafisica, che indaga sull’essenza delle cose, non ha valore come scienza perché abbiamo limiti, la sostanza non è accessibile ai nostri sensi e non possiamo quindi comprenderla.
Ogni conoscenza parte dall’esperienza, perché non c’è conoscenza senza esperienza sensibile. Dopo la percezione bisogna capire come la ragione organizza i dati sensibili che arrivano a fondare una conoscenza necessaria e universale, che ha valore ASSOLUTO.
Dato che ognuno fa esperienze diverse, la conoscenza che ne deriva non è necessaria e universale ma per Kant si può arrivare a fondare una conoscenza necessaria e universale: SCIENZE e MATEMATICA.
Cosa sono le CONDIZIONI PURE A PRIORI della nostra conoscenza se ce ne sono? Cosa rende possibile che la conoscenza sensibile diventi necessaria e universale?
CRITICA ALLA RAGION PURA
Indagine critica che cerca di capire come l’uomo può conoscere a priori, quali sono le condizioni necessarie e quindi i MODI di conoscere.
Alla base del giudicare ci sono i giudizi.
LOGICA FORMALE (Aristotele): corretto modo di formare giudizi e di ragionare. Ciò è dato dai PRINCÌPI:
• Non contraddizione; giudizio falso se predicato è conto il soggetto: A non può essere nonA.
• Identità; giudizio vero se predicato e soggetto coincidono: A è A.
• Terzo escluso; tra due principi in contraddizione uno è sicuramente falso.
Kant integra tale logica.
LOGICA FORMALE: cerca di capire quali e come sono gli elementi di base dei giudizi.
GIUDIZI: soggetto e predicato.
GIUDIZI ANALITICI E SINTETICI
• Analitico a priori; il predicato non dice nulla di nuovo rispetto al soggetto.
La mela è un frutto.
ESPLICATIVO: esplica ciò che è implicito nel soggetto.
• Sintetico a posteriori; il predicato ci dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto.
La mela è rossa.
ESTENSIVO: amplia la nostra conoscenza sul soggetto.
Per sapere se un giudizio analitico è vero o sbagliato, basta applicare il principio di non contraddizione.
La mela è un ortaggio: errato!
Per il sintetico a posteriori il principio di non contraddizione è necessario ma non sufficiente. È necessaria l’esperienza.
Grazie alle scienze siamo arrivati a risultati universalmente validi.
GIUDIZI SINTETICI A PRIORI:
2 + 2 = 4
a priori perché non c’è esperienza sensibile.
2 + 2 è il soggetto e 4 estende tale soggetto.
CONTRADDIZIONE: non faccio esperienza sensibile ma il risultato amplia la mia conoscenza. Questo si vede nella fisica e nella matematica.
CRITICADELLA RAGION PURA:
1. estetica trascendentale; SENSIBILITÀ.
2. analitica trascendentale; INTELLETTO.
3. dialettica trascendentale; RAGIONE.
ESTETICA
Spazio e tempo non si possono ricavare dall’esperienza.
Sono INTUIZIONI PURE A PRIORI, intuizioni della nostra mente che esistono già dentro di noi. Condizionano il nostro modo di conoscere sensibile ( contro empiristi).
Posso conoscere sensibilmente solo in un contesto spazio temporale.
È la realtà che si uniforma al mio modo di conoscere.
IMPOSTAZIONE SOGGETTIVISTICA: la partenza è la realtà. Ciò che non conosco non esiste.
SPAZIO: intuizioni esterne.
TEMPO: conoscenza di noi stessi, il fluire delle sensazioni di noi stessi.
SPAZIO/TEMPO: tra intuizioni interne ed esterne, che nella realtà non esiste in quanto elaborazione dell’uomo.
Dato esterno entra, diventa dato sensibile ed è sottoposto al tempo.
ESISTERE: tutto scorre, tutto è in divenire, c’è una successione temporale.
Non esiste spazio o tempo fuori noi.
Spazio e tempo sono sfruttate in MATEMATICA.
ANALITICA
Ci si occupa di come l’intelletto lavora e con quali mezzi.
Nella fisica l’universalità e necessità va data a conoscenze che non si basano su rapporti quantitativi e allora si parla di rapporto causa-effetto.
La fisica usa la matematica ma usa molto anche l’osservazione e l’esperienza.
INTELLETTO: Dati sensibili devono essere catalogati nel caso in cui un determinato fenomeno mi si ripresenti. INTELLETTO e SENSIBILITÀ sono inseparabili, complementari.
L’intelletto conclude la sua forma di conoscenza solo quando si arriva ad un concetto:
il cane è un animale.
L’intelletto forma giudizi, più giudizi formano un concetto e più concetti formano un ragionamento.
I mezzi dell’intelletto sono i CONCETTI, che abbiamo già in noi e sono quindi A PRIORI.
Per Aristotele erano 10 “categorie”, che per Kant diventano 12.
Queste ci consentono di formulare giudizi e sono categorie uguali per tutti.
Sono dette FUNZIONI LOGICHE, perché ci permettono di pensare e ciò è uguale per tutti (movimenti scacchi stessi ma ci sono più combinazioni).
CATEGORIE
FORME GENERALI
GIUDIZI
Unità
Universali
Pluralità
QUANTITÀ
Particolari
Totalità
Singolari
4 forme generali, e per ognuna ci sono 3 concetti e 3 funzioni logiche. Si tratta di criteri discriminanti, atti a distinguere.
Se non ho il concetto di unità come potrei arrivare all’universalità? Se non posso pensare ad un singolo numero come posso pensare all’infinità dei numeri?
1. Nell’estetica si tratta la sensibilità; è possibile che la matematica produca dei giudizi a priori, che esista una matematica come scienza?
2. Nell’estetica si tratta l’intelletto; è possibile che la fisica sia una scienza che possa produrre giudizi sintetici a priori?
3. Nella dialettica si tratta la ragione; è possibile che la metafisica sia una scienza?
1. La matematica usa spazio e tempo e ne è una derivazione. Geometria: spazio. Nell’algebra e nell’aritmetica c’è una successione infinita dei numeri; tempo.
2. Il nesso causa-effetto è un giudizio di relazione. Kant ci dice che l’osservazione empirica di un fenomeno per ricercarne l’effetto o la causa è una conseguenza dell’idea INNATA di ciò. Si parla di curiosità. Ci dice come mai noi ci facciamo determinate domande. È un modo dell’uomo di ordinare i dati sensibili, e lo facciamo tutti allo stesso modo. L’idea è innata mentre l’applicazione è un esperienza sensibile.
RIVOLUZIONE COPERNICANA
Kant sovverte tutte le teorie della conoscenza. Fino a Kant si pensava che conoscenza si regolasse sugli oggetti e la nostra conoscenza deve essere basata su una costruzione empirica.
Ma per Kant con questa base non si è mai riusciti a creare una conoscenza necessaria e universale.
Per riuscire a crearla occorre fare il procedimento inverso. Sono gli oggetti che si devono adeguare ai nostri principi a priori ( spazio-tempo, categorie). Le sensazioni possono essere apprese solo se passano attraverso spazio e tempo e se vengono organizzate in base alle 12 categorie.
IO PENSO
UNITÀ SINTETICA DI APPERCEZIONE: atto unificatore dell’intelletto. La mia coscienza. Passaggio successivo alla percezione, comprensione, elaborazione di ciò che ho percepito.
L’oggetto esiste nel concetto.
Gli oggetti esistono nel momento in cui i dati vengono lavorati dal mio intelletto per essere messi all’interno di un concetto.
MECCANISMO DELLA CONOSCENZA
• Dati sensibili
• Unificazione
• Concetti
Non posso conoscere l’essenza delle cose perché ci mancano i dati sensibili, dato che siamo oltre il fenomeno.
CONCETTI PURI A PRIORI: mezzi usati dall’intelletto (categorie).
L’intelletto produce i concetti EMPIRICI.
La conoscenza a priori è limitata alle scienze e alle condizioni in cui noi conosciamo, i MODI che sono a priori.
DIALETTICA TRASCENDENTALE
La metafisica non può essere una scienza.
RAGIONE: produce le IDEE e non formano i concetti.
Tramite la ragione unisco tutte le conoscenze per arrivare ad una verità assoluta, verità che per Kant non esiste.
La ragione non formula giudizi.
Mentre le categorie hanno una funzione COSTITUTIVA, le idee ne hanno una REGOLATIVA, che indirizzano cioè verso la verità assoluta che però non raggiungeremo mai.
L’uomo conosce il mondo attraverso la scienza, ma non si ferma qui, ha bisogno di andare oltre i LIMITI.
La metafisica rappresenta il desiderio dell’uomo di andare oltre i LIMITI.
Le chiama idee per non confonderli con i concetti empirici dell’intelletto o con la coscienza scientifica.
IDEE sono come fuochi fatui, che ci danno un obiettivo che però non potremo mai raggiungere e che ci portano a progredire, a farci domande, ad avere obiettivi e desideri.
3 IDEE: PSICOLOGICA, COSMOLOGICA, TEOLOGICA.
L’uomo attraverso la ragione ricerca l’omogeneità delle cose per arrivare ad una conoscenza INCONDIZIONATA, UNITARIA e ASSOLUTA.
Conoscenza scientifica è condizionata dai dati sensibili e dal modo in cui l’uomo conosce.
SCHEMI TRASCENDENTALI
Aggiunta alla critica della ragion pura.
CRITICI: nelle categorie non può esserci nessuna intuizione sensibile, eppure le usiamo per organizzare i dati sensibili, come si può avere la certezza che le categorie si adattino ad una realtà tangibile? DICOTOMIA.
Kant trova la soluzione a questo problema attraverso la DEDUZIONE trascendentale, che produce gli schemi trascendentali, elemento intermedio tra categorie e intuizione sensibile dei fenomeni.
Sono PRODOTTI A PRIORI dell’IMMAGINAZIONE (capacità di creare cose che non esistono con elementi che esistono).
Ad ogni categoria corrisponde uno schema, che ha il compito di essere come un ponte tra categoria e processo di sintesi. Garantisce omogeneità tra realtà e categorie.
TEMPO. Mi permette di comunicare con il mondo esterno.
CAUSA (viene prima) – TEMPO – REALTÀ.

MORALE
“Critica della ragion pratica”. La morale esce dal problema della conoscenza e riguarda il mondo della morale e spirituale.
Nell’uomo è presente una legge morale che non può essere spiegata da dati sensibili, è INNATA e si presenta sotto forma di IMPERATIVO CATEGORICO.
Comanda un’azione necessaria a se stessa, in quanto tale senza preoccuparsi di perseguire un determinato fine INTRINSECO:
Fai il bene (per il bene).
IMPERATIVO IPOTETICO: non è necessaria per se stessa , comanda un azione per perseguire un fine estrinseco, per seguire un obiettivo:
Studiare per prendere un buon voto (ha uno scopo).
IMPERATIVO CATEGORICO: legge del dovere, obbedire a ciò che consiglia la ragione.
RAZIONALISMO MORALE: la ragione consiglia sempre il bene.
L’uomo è intrinsecamente votato al bene, e l’uomo fa il male solo quando non utilizza la ragione che gli consiglia il bene.
COSCIENZA: ultimo punto di riferimento per i nostri comportamenti.
Per Hegel la coscienza è un prodotto della storia ed essendo tale cambia quindi non può dirci cos’è bene.

Esempio