L'opera al nero - Yourcenar

Materie:Scheda libro
Categoria:Filosofia

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Data:31.08.2006
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Testo

L’opera al nero – Margherite Yourcenar

Questo romanzo ci mostra la storia immaginaria, ma fondata su reali circostanze, della vita di Zenone, medico, filosofo e alchimista del secolo Sedicesimo. Zenone nasce intorno al 1500, figlio illegittimo di Hilzonde e Alberico dei Numi, prelato di stirpe fiorentina. Si iscrive alla scuola di Teologia nonostante aspiri a ben altro futuro: infatti, non accetta la vita che gli è stata imposta e decide di partire per conoscere il mondo.
In seguito la madre, rimasta sola, si sposa con Simone Adriansen, un vecchio mercante e si trasferisce a Münster, vivendo in pace e serenità secondo le regole dell’uguaglianza. La città viene però assediata e presto sia Hilzonde sia Simone trovano la morte. La loro unica figlia Marta viene affidata alla sorella di Simone, Salomè, la quale la alleva insieme alla figlia Benedetta a casa dei Függer. La povera famiglia non ha pace poiché dopo poco tempo arriva la peste a sterminare la popolazione e sia Salomè sia Benedetta muoiono colpiti dalla malattia. A casa dei Függer, per soccorrere i malati, arriva un medico che si rivelerà poi essere Zenone.
Per tutto questo tempo Zenone ha studiato, compiuto esperimenti e scritto trattati sui suoi studi e inoltre ha avuto infinite occasioni di lottare con la morte e di meditare su di essa; proprio per questo decide di guardare con occhi nuovi la morte, la vita e il mondo. Compie un passo cruciale: sceglie di ritornare a Bruges, dove col nome di Sebastiano Theus, opera come medico. La tranquillità della sua nuova vita viene turbata dall’arresto e dallo smascheramento della sua falsa identità a causa di un coinvolgimento con strane sette e con singolari frati che praticavano abusi sessuali su innocenti fanciulle e giovani ragazzi. Le voci negative sul suo conto riemergono come se in realtà nessuno l’avesse mai dimenticato e viene accusato d’eresia, empietà, sodomia e favoreggiamento dei ribelli: infatti, improvvisamente, venivano a galla vaghe dicerie legate all’immagine di mago, di rinnegato, di spia straniera. Nessuno aveva riconosciuto Zenone in Sebastiano Theus, ma ora, retrospettivamente, lo riconoscono tutti. Infine, dopo un lungo processo, viene condannato al rogo. Incredulo di ciò che gli sta accadendo si ritrova di fronte ad un bivio: l’esecuzione o il suicidio. Decide per una morte più dignitosa e razionale e si taglia le vene.
L’opera è principalmente suddivisa in tre parti: una chiamata “la vita errante” che narra l’infanzia di Zenone e i suoi viaggi intorno al mondo; un’altra intitolata “la vita immobile” in cui il protagonista ritorna a Bruges, incontra rappresentanti del clero (il priore dei Cordiglieri e il monaco Cipriano) e inizia una vita quasi nuova, dedicata alla riflessione sugli studi appena compiuti; una terza detta “la prigione” in cui viene raccontata la parentesi più triste della vita di Zenone, ossia il momento dell’arresto, del processo e della sua morte.
L’intera opera è ambientata nel periodo Rinascimentale, del quale si possono cogliere i tratti attraverso la presentazione dei personaggi e le loro storie; in particolare la vita di Zenone si svolge tra il 1510 e il 1569, anno della condanna e del suicidio. Sono inoltre presenti riferimenti precisi a date o personaggi come ad esempio Francesco di Valois e Margherita d’Austria, e avvenimenti storici.
L’autrice introduce direttamente il lettore ai tempi delle condanne per eresia, della diffusione di nuove correnti religiose come l’anabattismo o la dottrina di Calvino, delle nuove scoperte, della corruzione dei costumi religiosi, degli studi degli alchimisti… Nei circa settant’anni di vita di Zenone sono accaduti alcuni avvenimenti che ci riguardano da vicino come la scissione dell’antica cristianità medievale, gli inizi della riforma protestante e della controriforma, le grandi esplorazioni mondiali, il balzo in avanti dell’economia capitalista…
Per quanto riguarda il protagonista, ossia Zenone, la sua nascita, che possiamo perfettamente ritenere illegittima, e la sua educazione indirizzata alla carriera ecclesiastica ricorda quella di Erasmo da Rotterdam mentre la sua ben avviata carriera d’alchimista-filosofo che gira il mondo, ricorda l’immagine di Paracelso. In questo personaggio, l’autrice ha trasferito tutta la sua passione per la giustizia e per l’eguaglianza degli uomini. Egli respinge le idee e l’intellettualismo del suo tempo e il pensiero cristiano, anche se riesce ad andare d’accordo proprio con dei chierici (priore e Cipriano). Margherite Yourcenar lo ha reso il vero interprete del Rinascimento facendolo porre contro tutto e tutti (l’università, la famiglia, la ricchezza). In una parola, potremmo definirlo “moderno”, poiché vive in un mondo e in una realtà che ancora non è pronta ad accettarlo.

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