L'importanza della filosofia

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Testo

Tina Veglia, classe III E

L’IMPORTANZA DELLA FILOSOFIA

Leggendo alcuni testi in classe, abbiamo riflettuto sull’importanza della filosofia al giorno d’oggi, sviluppando le nostre riflessioni personali.
In primo luogo ci siamo soffermati sull’ affermazione “La ragione e’ cio’ che distingue l’uomo dagli animali“. Il significato di questa frase e’ che ogni essere vivente e’ dotato di un cervello che serve per pensare, ma solamente l’uomo e’ in grado di soffermarsi a riflettere su determinati argomenti come la vita, la morte, il bene, il male, mentre gli altri esseri viventi pensano semplicemente a come sopravvivere. Personalmente ritengo che questa affermazione sia condivisibile, ma credo anche che sia dovuto a un fatto semplicemente scientifico: infatti il cervello umano e’ proporzionalmente piu’ grande di quelli degli altri animali. Non sono quindi d’accordo con chi sostiene che solo l’uomo e’ dotato di un’ anima, mentre gli animali non ne sono provvisti. Ritengo che se esistesse un Dio, egli avrebbe donato un’ anima a tutte le sue creature indistintamente, non solo alle piu’ intelligenti, soprattutto visto che questo e’ dovuto essenzialmente a cause scientifiche. Infatti tutti sanno che l’uomo e’ il risultato dell’ evoluzione delle scimmie, per cui e’ impossibile affermare che esse non siano provviste di anima mentre gli uomini si.
Questo non significa pero’ che l’uomo non possieda capacita’ di ragionamento molto superiori a quelle degli altri esseri viventi. Alcuni filosofi come Socrate sostengono che, essendo l’uomo dotato di ragione, dovrebbe farne buon uso, soffermandosi a riflettere sui perche’ della vita, poiche’ “una vita senza ricerca non e’ degna di essere vissuta“, in quanto priva di significato. In questo senso, non bisognerebbe lasciarsi andare troppo alle emozioni, ma bensi’ valutare bene ogni nostra azione per decidere quale sia la cosa migliore da fare. Anche Abbagnano sostiene questa tesi, affermando che “vivere significa proprio e solo FILOSOFARE “ e spiegando che e’ impossibile per l’uomo trascorrere la sua vita senza porsi almeno una volta domande esistenziali e filosofiche come “chi siamo? “, “da dove veniamo? “ o “dove andiamo? “.
Personalmente io ritengo che l’uomo e’ si, un animale piu’ intelligente degli altri, ma che anche tra uomo e uomo ci siano notevoli differenze. Tuttavia credo anch’io che ognuno di noi sia portato a porsi domande esistenziali, cosa che io faccio piuttosto spesso. Non per questo, pero’, dobbiamo fossilizzarci e girare in tondo sempre agli stessi pensieri, senza concentrarci sulla vita di tutti i giorni. Certo, la filosofia puo’ aiutarci a risolvere alcuni problemi quotidiani, ma secondo me qualche volta puo’ anche essere dannosa, nel senso che in alcuni momenti difficili della vita, filosofare puo’ anche deprimere. Infatti alcuni pensieri esistenziali come “chi sono? “, “cosa ci faccio qui? “ eccetera, possono indurci a pensare di essere inutili, e in alcuni soggetti psicologicamente molto deboli possono portare anche al suicidio.
Anche in questo caso, l’uomo e’ l’unico essere vivente capace di riflettere cosi’ a fondo da riuscire a essere cosi’ cosciente di se stesso da procurarsi la morte. Nessun altro animale si provoca da solo la morte. Questo secondo me e’ un indice di grazie auto-coscienza dell’uomo.
Socrate, per bocca di Platone, afferma che l’unico modo per conoscere davvero la filosofia e’ quello di entrare in contatto con essa. Non serve a nulla imparare a memoria definizioni e teorie senza comprenderle davvero, e per comprenderle e’ necessario “toccarle con mano “. Per questo motivo esistono persone appassionate di filosofia, che amano filosofare e porsi domande in generale, mossi da una personale curiosita’. Infatti la parola filosofia significa proprio “amore per il sapere “. Coloro che se ne occupano sono quindi mossi dal desiderio disinteressato di conoscere. Questo desiderio non si sviluppa negli animali, ma solo nell’ uomo, l’unico essere vivente che ha davvero voglia di conoscere se stesso e le leggi dell’ universo.
Questo desiderio va forse “sprecato “ o ignorato vivendo la vita giorno per giorno, seguendo solo le emozioni senza dar retta alla ragione e senza fermarci a riflettere?
A mio parere,non vi e’ una risposta determinata a questa domanda. Infatti, in alcuni occasioni credo sia meglio seguire le emozioni, mentre in altre, penso che sarebbe piu’ proficuo fermarsi a riflettere sulle nostre azioni. I due stili di vita andrebbero quindi mescolati in un “cocktail “ di ragione ed emozione, come la maggior parte degli umani fa. Anche le persone piu’ razionali, almeno una volta nella vita, vengono colte dall’ emozione e agiscono impulsivamente, senza pensare, cosi’ come le persone che solitamente non riflettono prima di agire, si pongono in ogni caso almeno una volta qualche domanda sulla vita o sull’ universo. Mi viene poi in mentre una terza categoria di persone, coloro che, dopo aver a lungo riflettuto e filosofato, sono giunte alla conclusione che non esistono risposte e hanno quindi deciso di vivere la vita giorno per giorno, attimo per attimo, senza piu’ preoccuparsi delle questioni filosofiche. Questi individui non sono realmente disinteressati (come coloro che, invece, non si dedicano mai alla filosofia) ma semplicemente arresi. Io personalmente credo di far parte di questa terza categoria.
Questa terza soluzione era pero’ “imperdonabile “ agli occhi di Socrate, che riteneva che coloro i quali rinunciano all’ indagine filosofica non sono degni di vivere. Questo secondo me e’ un giudizio sbagliato che il filosofo si permette di fare, in quanto credo che una vita piena di emozioni sia piu’ degna di una vita passata solo a pensare e meditare. Ma ovviamente esiste una via di mezzo, cioe’ quella che percorrono sostanzialmente tutti gli esseri umani. Essi non si preoccupano solo di arricchirsi spiritualmente, ma anche materialmente, per mezzo di denaro, successo, e altre ricchezze materiali. Questo secondo Socrate e’ un errore, mentre secondo me e’ giusto oltre che ovvio in quanto non potrebbe esistere una societa’ che si occupi solo della spiritualita’ e non dei beni materiali.
Non e’ detto infatti che la scelta razionale sia sempre e comunque quella giusta: basta pensare a quante volte abbiamo agito impulsivamente e ne siamo stati soddisfatti, o viceversa, tutte le volte che ce ne siamo pentiti. Non per questo pero’ dobbiamo scoraggiarci, smettere di provare, smettere di cercare sempre soluzioni migliori, risposte alle nostre domande filosofiche e non. Questo non significa che meditando i problemi debbano per forza risolversi, o che le nostre domande debbano per forza trovare risposta. Infatti la riflessione ci aiuta sicuramente moltissimo in determinati momenti della vita. In ogni caso non possiamo conoscere il futuro e sapere sempre in anticipo quale sara’ la scelta giusta, se sara’ meglio agire d’ istinto o fermarci a riflettere.
L’unica soluzione e’ accettare che le capacita’ e le conoscenze dell’ uomo sono limitate, imparare comunque a usarle correttamente e senza eccedere nell’ una o nell’ altra direzione.

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