Kant: PRODUZIONE LETTERARIA

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

KANT
VITA -> Filosofo tedesco. Nasce a KOENGSBERG [Kensberg] nel 1724. (La città è ora conosciuta con il nome di KALININGRAD). La sua è una famiglia di modesti artigiani; la madre era molto severa anche perché aderì al filone PIETISTICO della religione protestante che imponeva rigide regole di comportamento morale. Kant studia molto (scienza,storia,filosofia) e diventa precettore si storia. Amava la buona cucina, per questo spesso organizzava banchetti ai quali partecipavano sempre 9 persone.(9 ricordava il numero delle muse). Non si sposò mai e per tutta la sua vita fu accudito dal suo maggiordomo LAMPE.
PRODUZIONE LETTERARIA -> Nel 1752 scrive “Storia universale della natura e teoria del cielo” dove descrive la teoria dell’universo formulata insieme a La Place.
Nel 1781 pubblica “CRITICA DELLA RAGION PURA” (che avrà una seconda edizione nel 1787) in cui parla dei limiti della ragione nel fare scienza.
Nel 1788 pubblica “CRITICA DELLA RAGION PRATICA” in cui parla della morale.
Nel 1790 pubblica “CRITICA DEL GIUDIZIO” in cui affronta il problema estetico.
Nel 1792 pubblica “La religione nei limiti della sua ragione” che gli causò problemi con le autorità protestanti perché lo cedettero un libro d’ispirazione ateistica.
Nel 1795 pubblica “Per la pace perpetua” nel quale esprime la sua fiducia nella politica e nelle leggi.
PENSIERO -> Il suo pensiero aderisce al CRITICISMO. Criticare per K significa giudicare, infatti nei suoi scritti giudica la ragione, la morale e l’estetica. K esamina le due correnti di pensiero precedenti, l’empirismo e il razionalismo e i loro metri di giudizio per definire se la conoscenza che essi danno sia vera o no.
Gli empiristi utilizzavano un GIUDIZIO SINTETICO A POSTERIORI che da un aumento di conoscenza ma che non è universale. ES. >. L’aggettivo “pesante” indica qualcosa di nuovo rispetto al corpo (quindi si ha un aumento di conoscenza) però l’affermazione non è universale perché non tutti i corpi sono pesanti.
I razionalisti utilizzavano un GIUDIZIO ANALITICO A POSTERIORI che è universale ma è un sillogismo, quindi non da aumento di conoscenza. ES. >. Tutti i corpi sono estesi e quindi l’affermazione è universale, ma un corpo per essere tale deve essere esteso quindi il fatto che sia esteso è già implicito nella parola “corpo”. L’affermazione è un sillogismo.
K elabora un GIUDIZIO SINTETICO A PRIORI, prendendo il sintetico (l’aumento di conoscenza) dagli empiristi e l’a priori (l’universalità) dai razionalisti. Per K la conoscenza è SINTESI DI MATERIA(sintetico) E FORMA(a priori).
Se la conoscenza si avvale del giudizio sintetico a priori è vera, in caso contrario è falsa.
Il concetto dell’a priori non è innato ma è un modo di funzionare di tutte le menti umane. Praticamente è l’uomo che impone delle regole alla natura e non è la natura ad avere delle regole che l’uomo deve scoprire.
CRITICA DELLA RAGION PURA -> Si giudicano i limiti della ragione nel fare scienza. Si divide in 3 parti :
• ESTETICA TRASCENDENTALE che si occupa della conoscenza sensibile. La parola “estetica” deriva dal greco “aìstesi” che significa “percezione immediata”. La materia è data dalle impressioni sensibili, la forma è data dalle forme a priori di spazio e tempo. Tutte le esperienze sensibili per essere vere devono avere sempre una collocazione nello spazio e nel tempo. Nell’Estetica trascendentale K si domanda se la matematica sia scienza. La risposta è si perché la mate si avvale di giudizi sintetici a priori.
ES > è universale e c’è aumento di conoscenza perché “c” è un elemento
nuovo.
• ANALITICA TRASCENDENTALE che si occupa della conoscenza intellettiva e analizza il formarsi dei concetti. La materia è data sempre dalle esperienze sensibili e la forma è data dalle categorie o concetti puri. ( le categorie sono riprese da Aristotele che ne concepiva 10 e le considerava logiche [mentali] e ontologiche [nella realtà]). Per K le categorie sono solo logiche e sono 12 divise in 4 tipologie: quantità, qualità, relazione, modalità. Le categorie vengono applicate alla realtà attraverso leggi a priori collegate a schemi trascendentali o rappresentativi elaborati dall’immaginazione produttrice. Gli schemi rappresentativi sono bozze del concetto. [ conoscenza sensibile SCHEMA conoscenza intellettiva]. Nell’estetica trascendentale è inoltre tracciato il concetto di io-penso o appercezione ( percezione ancora + certa) pura. E’ la coscienza che si ha di se stessi e che si conserva intatta o quasi nonostante l’attività conoscitiva. (se studio un filosofo non aderisco alle sue idee necessariamente ma mantengo una mia identità). K si domanda se la fisica sia scienza. La risposta è si perché si avvale di giudizi sintetici a priori. ES > da progresso di conoscenza (“è calda”) ed è universale.
• DIALETTICA TRASCENDENTALE che esamina la conoscenza razionale. Il termine “dialettica” è inteso come “chiacchiera sofistica”. K si domanda se la metafisica sia scienza. La risposta è no perché non si avvale di giudizi sintetici a priori. Infatti la metafisica ha solo idee e non contenuti. Le idee della metafisica sono: anima, Dio e mondo inteso come cosmo. Volendo conoscere queste idee razionalmente si creano false scienze.
• L’idea di anima da luogo alla psicologia razionale fondata su falsi ragionamenti detti paralogismi. Il primo di questi paralogismi è quello di identificare l’anima con il pensiero in modo da dare il contenuto (il pensiero) all’idea di anima che ne è priva. In realtà è impossibile perché quando si muore il pensiero non esiste più, ma l’anima continua a vivere. (K è credente e sostiene l’immortalità dell’anima);
• L’idea di Dio: K riprende 3 prove per dimostrare l’esistenza di Dio dalla filosofia Medioevale e ne dimostra la falsità.
1. prova ontologica (S. Anselmo d’Aosta) . K dice che si può avere l’idea dell’essere perfetto di Dio ma non se ne può dimostrare l’esistenza perché non c’è contenuto da poter studiare con il giudizio sintetico a priori.
2. prova cosmologica (filosofia scolastica) quindi risponderebbe al rapporto di causa-effetto dove la causa è Dio e l’effetto è il mondo. Ma questo rapporto è applicabile solo ad un fenomeno dimostrabile e non ad un’idea, quale è quella di Dio;
3. prova teolologica o finalistica ( filosofia scolastica) K dice che Dio può essere considerato come ente ordinatore e quindi non esiste come ente creatore;
• L’idea di mondo: La falsa scienza da luogo a 4 antinomie (tesi+antitesi) che se prese separatamente possono essere vere perschè non sono dimostrabili :
1° antinomia: “il mondo è infinito nello spazio e nel tempo”
“il mondo non è infinito nello spazio e nel tempo”
2° antinomia: “nel mondo c’è libertà”
“nel mondo non c’è libertà”
3° antinomia: “il mondo consta di parti semplici e indivisibili”
“il mondo non consta di parti semplici e indivisibili”
4° antinomia: “il mondo deriva da un ente necessario”
“il mondo non deriva da un ente necessario”
CRITICA DELLA RAGION PRATICA -> Analizza la morale che è un’attività pratica. permette di comprendere le idee di anima, Dio e mondo alle quali non è possibili arrivare attraverso l’analisi scientifica. K fa differenza tra fenomeno e noumeno. Il fenomeno è il mondo fisico del quale si occupa nella ragion pura; il noumeno è ciò che sta dietro il mondo fisico. Il noumeno ha due valenze, una positiva e l’altra negativa.
- negativa: come limite della conoscenza,infatti il noumeno è dolo un’idea, si può solo pensare;
- positiva: come stimolo affinché l’uomo allarghi la sua conoscenza.
Al mondo noumenico, metafisico si arriva tramite l’attività morale. Questa è un’attività autonoma basata sulla legge del dovere che è assoluta e incondizionata che a sua volta è basata sull’imperativo categorico che ha 3 formule, 2 delle quali sono:
- “agisci in modo che la tua azione possa diventare principio e modello universale” quando si compie un’azione questa dovrebbe essere un esempio per gli altri;
- “agisci in modo da trattare l’umanità nella tua persona come nella persona di ogni altro sempre come fine e mai come mezzo” in pratica “ama il prossimo come te stesso”, l’uomo deve avere sempre uno scopo nella vita e non deve essere strumentalizzato dal denaro, dalla sete di potere,…
La forma della conoscenza è data dal dovere, la materia sono le azioni. Se c’è corrispondenza tra forma e materia allora l’azione è morale. K fa una seconda distinzione tra conformità alla legge del dovere e rispetto del dovere. La prima non implica sacrificio perché un uomo è conforme naturalmente al dovere, per es, di difendere la propria vita e amarsi; la seconda implica sacrificio. Per es, un uomo ammalato, povero e senza speranze che continua ad amare la vita compie un’azione morale rispettosa del dovere. K immagina un regno dei fini dove si riuniscono tutti gli spiriti. La morale permette di comprendere le idee di anima, Dio e libertà alle quali non è possibili arrivare attraverso l’analisi scientifica un regno che in realtà non esiste .Queste 3 idee sono postulati non dimostrabili e necessari ai quali si deve credere per fede.
• Libertà: senza libertà non esisterebbe la legge del dovere perché il dovere è una scelta. Ad es gli animali non sono liberi perché guidati dall’istinto e quindi impossibilitati a fare scelte proprie;
• Anima: K teorizza l’immortalità dell’anima attraverso il concetto di santità. Tutti gli uomini aspirano ad essere buoni e per farlo bisogna rispettare la morale. Però gli uomini sono anche inclini al peccato nella vita terrena. L’anima, continuando a vivere anche dopo la morte, riscatta questo peccato e raggiunge la santità.
• Dio: Dio è sommo bene, cioè sintesi di virtù e felicità ed è garante del bene; a tutti gli uomini sarà restituito il bene delle loro azioni nel giorno del giudizio.
CRITICA DEL GIUDIZIO -> analizza l’attività estetica. In quest’opera K cerca di conciliare la non-libertà, il meccanicismo teorizzato nella ragion pura con la libertà morale teorizzata nella ragion pratica. La critica del giudizio è rivolta al sentimento che si esprime attraverso un giudizio riflettente, diverso dal giudizio determinante. Questo ultimo è quello della ragion pura e dà la conoscenza universale di un fenomeno. Il primo invece è caratteristico della critica del giudizio riflesso sul fenomeno con l’ottica del sentimento, con l’armonia e la finalità che sono le forme a priori della critica del giudizio. Il giudizio riflettente si divide in giudizio teolologico o finalistico e giudizio estetico o di gusto. Il primo punta a vedere in un fenomeno gli aspetti scientifici quindi è un giudizio oggettivo; il secondo è più soggettivo e mira a proiettare nell’oggetto l’idea di bellezza che il soggetto ha. La bellezza è sintesi di armonia e finalità. K fa una differenza tra bello e sublime.
- il bello da il senso della contemplazione. E’ bello un quadro,un giardino , qualcosa che può essere abbracciato dall’immaginazione e che infonde energia vitale;
- il sublime da il senso dell’illimitato. Si divide in sublime statico o matematico (volta stellare, mare calmo) e sublime dinamico che da il senso della potenza(eruzione di un vulcano, mare in tempesta) da un carica aggressiva; all’inizio da un senso di piccolezza, infatti ci si sente minuscoli davanti all’illimitato.
La critica de giudizio è considerata un’opera di minore importanza perché K non riesce nel suo intento (conciliare ragion pura e pratica).
MARIALAURA

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