Kant, l'idealismo (Hegel) e Marx con confronti

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia
Download:696
Data:02.10.2001
Numero di pagine:17
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
kant-idealismo-hegel-marx-confronti_1.zip (Dimensione: 19.83 Kb)
trucheck.it_kant,-l-idealismo-(hegel)-e-marx-con-confronti.doc     72.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Filosofia
Immanuel Kant (1724-1804)
• Illuminista tedesco, laureato in ingegneria, inizia ad interessarsi alla filosofia solo verso i 50 anni.
Si ispira in parte alla fisica newtoniana.
• Scrive 3 opere:
1. Critica della ragion pura==>gnoseologia
2. Critica della ragion pratica==>etica
3. Critica del giudizio==>estetica
Gradini della conoscenza:
1. Intuizione noi conosciamo le cose 1° libro
2. Intelletto per noi…
Limite della conoscenza umana
3. Ragione …ma non in se. 2° libro
• LA CRITICA DELLA RAGION PURA
Valutazione della capacità e dei limiti della conoscenza umana, affronta questo problema nei termini di un’indagine di giudizio.
Critica: disamina, cioè presa in esame della possibilità della conoscenza, di una vita etica, di un giudizio.
Giudizio: attribuzione di un predicato a un soggetto
Ragione: insieme delle facoltà conoscitive pure, cioè assolutamente a priori.
A priori: indipendente dall’esperienza
RAZIONALISTI: Giudizio analitico è quello in cui il predicato è compreso nel concetto di soggetto.
A priori ==> universale, assoluto e necessario Non permette un progresso
EMPIRISTI: Giudizio sintetico è quello in cui il predicato contiene qualcosa che non è compreso nel concetto di soggetto.
A posteriori==> particolare, contingente e relativo Permette un progresso
P
GIUDIZIO SINTETICO A PRIORI
• Vero problema della ragion pura: COME SONO POSSIBILI I GIUDIZI SINTETICI A PRIORI?
Parte dal fatto che l’esistenza di giudizi sintetici a priori siano testimoniati dalla matematica e dalla fisica.
La metafisica esiste in quanto ineliminabile tendenza della ragione a tentare la risposta a problemi fondamentali quali l’esistenza di Dio, la libertà, l’immortalità dell’anima…, ma non è ancora considerata scienza.
Trascendente: ciò che non risiede nella realtà delle cose ma la supera, nell'ambito di una dottrina gnoseologica, che supera le nostre facoltà conoscitive
Immanente: è tutto ciò che fa parte dell'esperienza, per il fatto che non sarebbe possibile conoscere ciò che ne fosse fuori
Empirico: detto di studio, di indagine, di indirizzo scientifico o filosofico ecc. che rifiuta o trascura ogni ricerca di carattere teorico e si limita all'osservazione dei casi particolari e da questa pretende di trovare il fondamento della conoscenza
• Trascendentale: è la scienza che si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di conoscenza degli oggetti, in quanto questa deve essere possibile a priori.
Si oppone ad empirico e trascendente, in quanto non ha origine nell’esperienza ed è una forma del conoscere a priori che rende possibile una conoscenza oggettiva.
• Estetica trascendentale: esplora la sfera della conoscenza sensibile (intuizione sensibile) dei principi a priori che rendono possibile tale conoscenza.
COME E’ POSSIBILE L’ “A PRIORI”?
E’ possibile conoscere l’oggetto a priori se è l’oggetto a confermarsi alle forme a priori (prive di contenuto) della sensibilità.
L’intuizione è la forma di conoscenza propria ed esclusiva della sensibilità ed è empirica (l’oggetto rappresentato nell’intuizione empirica è il fenomeno.)
Due sono le forme pure dell’intuizione: lo spazio e il tempo.

dati esterni dati interni
Fenomenico: mondo di cui si può avere esperienza, di cui si può dare un giudizio.
Noumenico: limite della conoscenza umana, complessità di un mondo di cui non si può avere un accesso esperieziale, mondo che c’è indipendentemente da come viene percepito.
Cosa in sé: ciò che non è conoscibile da un intelletto finito come quello umano.
Metodo trascendentale
1.prendo un’esperienza
2.tolgo tutto quello che è possibile da quest’esperienza==>non si può prescindere da spazio e tempo
3.non posso applicare un giudizio sintetico a priori di tutte quelle cose di cui non ho esperienza (metafisica, l’essenza delle cose…)
• Logica trascendentale: estende l’esame alla sfera della conoscenza intellettuale (intelletto)
1. Analitica trascendentale: tratta “degli elementi della conoscenza pura dell’intelletto e dei principi senza i quali nessun oggetto può in alcun modo essere pensato”
L’oggetto si conforma secondo i concetti a priori dell’intelletto ==> categorie (da Aristotele)
Il nostro intelletto viene paragonato ad un armadio (trascendentale).
Intelletto==>categorie==>Giudizi
2. Dialettica trascendentale: esamina i fondamenti della metafisica e del suo diritto a proporsi come sapere scientifico, ma il verdetto è negativo: non è data la possibilità di alcuna conoscenza se non nel perimetro dell’esperienza.
Intuizioni e concetti (intelletto: ha il compito di formulare giudizi) sono le due grandi fonti di conoscenza e solo grazie alla loro unione può scaturire la conoscenza.==>Natura: insieme di fenomeni organizzato secondo leggi, secondo uniformità.
Deduzione trascendentale delle categorie, deve mostrare in che modo i concetti puri dell’intelletto possano essere costitutivi degli oggetti dell’esperienza.
Io penso: è l’unità sintetica dell’apercezione, e permette l’unificazione delle rappresentazioni nella coscienza; soggetto inteso come centro di unificazione dell’esperienza.
Rende possibile l’esperienza del mondo esterno e la pensabilità del soggetto come attività di sintesi e di unificazione del molteplice.
• Rivoluzione copernicana: non è l’oggetto che colpisce i nostri sensi, ma i nostri sensi che colgono l’oggetto e costruiscono il mondo(gnoseologia kantiana).
Desiderio: conoscenza delle cose in sé
Kant recupera sul piano etico ciò che non può avere dal punto di vista gnoseologico.
K
CRITICA RAGION PRATICA
Pratico: ciò che riguarda la determinazione della volontà ed è possibile tramite la libertà.
Etica ….
La morale è legata alla ragione, non al sentimento!!
RAGIONE:
• Comanda per sé ==> imperativo
La volontà e si esprime col termine DOVERE
• Autonoma, indipendente dall’esperienza
Etica autonoma VS Etica eteronoma (dipende da ciò che accade)
• A priori
Moralità: adozione di una massima per il dovere in sé, secondo il comando della ragione
Volontà: facoltà di produrre oggetti secondo rappresentazioni, cioè senza essere immediatamente sottoposto alle leggi naturali ed è propria dell’uomo.
VOLONTA’
V
LIBERTA’ proprietà della volontà di essere a se stessa la propria legge
L
LEGGE MORALE
L’uomo è in possesso di volontà, ovvero della facoltà di produrre oggetti secondo rappresentazioni e coincide con la ragion pratica.
• La legge morale riguarda la determinazione della volontà in modo oggettivo e prescrive cosa è giusto e cosa si deve fare.
Deve essere a priori, ricavato dalla ragione perché le dottrine morali che fanno appello all’esperienza sono tutte insoddisfacenti (utilitarismo, edonismo, eudemonismo)
Rivoluzione copernicana anche in campo morale: la legge morale determina il concetto di bene.
La buona volontà è tale per il volere, cioè è buona in sé perché agisce in conformità della legge(legalità) e per il rispetto della legge (moralità)
Con quest’impostazione si esclude dalla sfera della moralità una vasta gamma di comportamenti che ordinariamente vengono considerati buoni.
Per esempio il Non rubare è semplicemente legale.
Togliendo tutte le determinazioni empiriche rimane la forma pura della moralità che consiste nel fatto che un’azione sia voluta unicamente e assolutamente per il dovere.
La volontà buona necessita, in una creatura come l’uomo, l’uso di una forma di obbligazione imperativa (imperativo morale)“tu devi” perché oltre a possedere una volontà pura, l’uomo è condizionato da impulsi e inclinazioni sensibili.
• Le massime sono i principi pratici soggettivi di determinazione della volontà.
Legale: ETICA MATERIALE
- azione conforme alla nostra inclinazione
- conformità alla legge
Morale: ETICA FORMALE
- rappresentarsi le leggi in se stesse, non in vista di obiettivi==>imp. Categorico
- azione pura
- rispetto della legge
Dovere: necessità di compiere un’azione esclusivamente per rispetto della legge
Imperativo: forma di obbligazione che si esprime con la parola dovere.
Distingue tra:
• Imperativi ipotetici: comandi relativi ai mezzi da impiegare per raggiungere uno scopo che può essere particolare o comune, di carattere analitico.
• Imperativi categorici: sono i comandi incondizionati della legge morale e hanno in se stessi il proprio fine.
1. Universalizzabilità della massima: Unica legge morale è quella valida per tutti e corrisponde alla morale; fornisce un criterio per decidere circa la moralità di un’azione, nel momento in cui la massima di quell’azione può essere pensata come una legge morale.
2. La persona come fine in sé: deriva dalla prima in quanto universale e considera la legge morale rispetto al fine dell’azione.
3. L’autonomia della ragion pratica: l’uomo è legge a se stesso perché può subordinare la sua volontà alla legge morale e al tempo stesso porre sé e gli altri come fini.
LIBERTA’ …
REGNO DEI FINI: uomini cooperanti a un fine comune: FELICITA’

IDEALISMO E PERIODO STORICO
- trionfo industria capitalistica.
• affermarsi classe media come principale coesione sociale e base di massa all’affermarsi delle nuove ideologie politiche liberali e democratiche.
• Separazione tra società civile e stato: proletariato e borghesia capitalista.
- Liberismo: è l’estensione ai più’ svariati aspetti della vita sociale, politica, culturale, del principio del valore assoluto della libertà dell’individuo.
Nel XIX sec. Suppone e teorizza la disuguaglianza economica e sociale
La sovranità appartiene allo Stato ed è esercitata da un gruppo ristretto di cittadini.
- Democrazia:
Nell’800 come una ripresa e un’ universalizzazione dei principi liberali, ponendo delle premesse per un’uguaglianza politica, sociale ed economica.
La sovranità appartiene al popolo.
• Incontro tra movimenti operai: proletariato e socialismo.
a) rivolta morale contro le conseguenze del capitalismo e del liberismo
b) contestazione intellettuale che crea una teoria dell’organizzazione sociale.
• Politicizzazione degli intellettuali portatori di forti messaggi ideologici
- Ricerca di una forma poetica che sia poetica e portatrice di verità scientifiche e razionali.
• DIFFERENZIAZIONE nazionale della cultura e della filosofia (contrasti politici ed economici) con alcuni tratti comuni:
- Sia le scienze naturali, che quelle dell’uomo si distaccano dalla filosofia
- Questo svuotamento permette un ampliamento delle tematiche filosofiche, inducendo la filosofia a riflettere sempre di piu’ sul problema della natura della conoscenza scientifica e filosofica. –
→ indirizzo critico.
6.→ pensiero storico: presa di posizione di fronte al proprio tempo → nasce la storia della filosofia.
• ORIENTAMENTO verso l’IDEALISMO ROMANTICO
• In ITALIA: cerca un’identità
• In GERMANIA:
- filosofia post-kantiano: autonomia della ragione scientifica, esperienza della libertà, problema di riconciliazione tra libertà e necessità, spirito e natura, individuo e stato, legge e autonomia personale, sapere e fede.
- influenze dal movimento pietista e dal romanticismo
- carattere nazionale.
- ideale del sapere filosofico come sapere scientifico, rigoroso è legato al concetto di sistema: scienza è una concatenazione logica e coerente di proposizioni, derivanti da un principio primo incontrovertibile.
Fichte, Schelling ed Hegel sono i tre massimi esponenti dell’idealismo tedesco.
Sono professori universitari senza contatti con la realtà che li circonda.
Le loro polemiche sono solo di carattere intellettuale.
5. Il limite di Kant non viene accettato come durante l’illuminismo. Nell’infinito di Leopardi la siepe segna il limite che divide il mondo noumenico (al di là) e il mondo fenomenico (di qua).
“Io col pensier mi fingo” di poter vedere il mondo noumenico con gli occhi di Dio, ma solo in modo immaginario, artistico, in sogno…
I romantici si soffermano a questo livello per superare il limite, mentre la filosofia deve trovare un metodo per riunire il mondo fenomenico e quello noumenico.→ Hegel e Beethoven e Goethe non accettano l’idea leopardiana.
Il filosofo deve ritrovare la forza di guidare la società con la sua genialità.
I concetti fondamentali sono:
1. Il rapporto tra oggetto e soggetto
Kant: il soggetto ruota intorno a un oggetto
Romantici si identificano nella natura e c’è una ricerca di fusione tra oggetto e soggetto.
Cacciata dal paradiso: scissione tra madre e figlio.
2. Libertà = Infinito ( per gli idealisti)
Kant: l’uomo è libero sul piano morale, ma non gnoseologico e divide finito e infinito.
Romantici: mettono in discussione la libertà.
Per idealisti l’uomo non è libero perché non può superare il limite.
3. Coscienza: (Bewuβtsein) relativo al soggetto, con Freud si dà molta importanza anche al concetto di inconscio.
4. Vogliono superare il limite kantiano
- Streben: aspirazione verso l’oltre, oltre il limite kantiano.
5. Nuova concezione della storia: che va verso il meglio.
- Nostalgia, Sehnsucht: desiderio forte → del passato: quando il limite non c’era
verso il futuro: per riavere quel momento nel futuro
Leopardi: concezione ciclica e in progresso
Manzoni: progresso grazie alla provvidenza
Hegel: progresso grazie alla ragione.
6. Ironia: Leopardi
7. Titanismo: Faust di Goethe e Leopardi “La ginestra”. Caratteristiche: Forte, cresce ovunque, simboleggia l’uomo che si erge contro la natura e ha successo, collegata alla concezione ciclica del tempo di Nietzsche (“le magnifiche sorti e il progresso”)
8. Natura:
Romantici: la natura ha vita→ panteismo
10. Nazione: concetto borghese a cui si opporrà Marx.
FICHTE
Di umili origini, ad esse rimase sempre attaccato, come dimostrano le sue simpatie giacobine, motivate appunto da un'ottica filopopolare, e la sua esaltazione del popolo (Volk),
Dopo aver fatto per qualche tempo il guardiano di oche, poté studiare solo grazie all'interessamento del barone von Militz, che gli permise di frequentare (dal 1774) il Ginnasio di Pforta, e dal 1780 l'università, di Jena prima, di Lipsia poi da notare che, cessati tali aiuti economici, dovette interrompere gli studi universitari, e fare il precettore.
Le cose migliorano per Fichte col suo incontro con Kant, la cui lettura lo aveva entusiasmato.
Tuttavia Kant aiutò Fichte facendogli pubblicare uno scritto, il Saggio di una critica di ogni rivelazione (1792), il che procurò a Fichte una notevole fama.
Tale opera però fu anche al centro di polemiche per la sua irreligiosità e il sospetto di ateismo.
La Prussia lo censurò e Fichte scrisse in risposta una vibrante Rivendicazione della libertà di pensiero (1793).
Tornato a Zurigo nel '93, vi sposò Giovanna Rahn, e scrisse Contributi per rettificare i giudizi del pubblico sulla Rivoluzione francese, in cui difendeva il diritto di un popolo a cambiare regime.
Dal 1794 al '99 insegnò a Jena, dove incontrò Novalis e i fratelli Schlegel
Nel corso privato insegnò e sviluppò il suo concetto di Dottrina della Scienza.
Il suo temperamento forte e poco diplomatico lo mise in contrasto con i colleghi e con gli stessi studenti ciò spiega la scarsa solidarietà che egli trovò quando scoppiò il caso del suo sospettato ATEISMO.
in seguito a tale polemica dovette lasciare la cattedra di Jena si recò allora a Berlino, in cui insegnò privatamente e scrisse.
Manifesto dell’idealismo: “La dottrina della scienza”
Sintetizza le filosofia kantiana in una forma piu’ teorica, compatta e coerente.
Elementi teorici essenziali:
- riprendere il pensiero kantiano ma superarne le contraddizioni e la mancanza di sistematicità.
- Individuazione di un Io
I 3 Principi
Hegel
• La filosofia hegeliana nasce dall’esigenza di creare un sistema per sanare le contraddizioni e il pluralismo prodotti nel periodo illuminista e che lacerano il suo tempo, non facendosi trasportare dai sentimenti, ma con la ragione e la filosofia.
• Per Hegel, Kant, Fichte e Schelling, pur consapevoli di quest’esigenza non sono stati in grado di ritrovare un principio davvero assoluto.
• Hegel identifica questo principio e fondamento con lo Spirito (Geist), ovvero con il pensiero, inteso come identità dialettica di ragione e ordine razionale della realtà.
FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO 1807
• Il termine “fenomenologia” deriva dal greco e significa “scienza del manifestarsi” dello spirito.
• L’opera viene inserita nella categoria del Bildungsroman come formazione della coscienza.
• Nella Fenomenologia dello Spirito, Hegel espone il percorso che la coscienza deve compiere per giungere al Sapere Assoluto.
• SCHEMA GENERALE Della FENOMENOLOGIA dello SPIRITO
Prefazione
Introduzione
a. Coscienza
b. Autocoscienza
c. Ragione
a. Spirito
b. Religione
c. Sapere Assoluto
• Prefazione:
Nella prefazione alla fenomenologia, Hegel precisa le critiche poste a Kant e Fichte e aggiunge la rivolta al pensiero schellinghiano dell’Assoluto.
L'Assoluto per Schelling, cioè la totalità unitaria di tutte le realtà, è sia natura sia spirito, anzi consiste nella loro identità
Per Hegel l’identità dell’Assoluto non è statica, bensì un unico processo articolato in più’ momenti dialettici.
I 3 momenti di sviluppo dello spirito sono:
a. ESSENZA: l’Assoluto pone sé stesso come puro pensiero o soggetto. ( in sé )
b. ALIENAZIONE: l’Assoluto si estranea o si oggettiva e diventa Fenomeno. ( per sé )
c. AUTOCONSAPEVOLEZZA: unità dell’Assoluto che è essenza e manifestazione ( unità di in sé e per sé)
• Le prime tappe della formazione dello spirito sono la Coscienza, l’Autocoscienza e la Ragione, in un unico momento dialettico in cui l’Assoluto giunge a conoscere sé stesso mediante l’accrescersi della capacità di comprensione della realtà da parte dell’intelletto umano.
• Nelle 3 ultime parti della Fenomenologia dello Spirito, Hegel ricostruisce il percorso attraverso cui la civiltà umana si è sviluppata.
OPERE DELLA MATURITA’ DI HEGEL:
E’ evidente nella Fenomenologia dello Spirito che la sola conoscenza vera sia quella che apprende la realtà nella sua totalità e che dunque solo la filosofia, sotto forma di sistema, può determinare e spiegare.
Ciò che contraddistingue la filosofia dalle scienze empiriche è che pensa il proprio contenuto in forma concettuale e pura, inoltre le scienze empiriche non possono essere assunte a modello di scientificità in quanto contingenti.
IL SISTEMA HEGELIANO
Il sistema hegeliano si articola in 3 parti dialettiche di un intero, e ciascuna di esse si propone la fondazione filosofica di un preciso ambito del sapere.
1. LOGICA: scienza dell’idea o scienza del concetto in sé e per sé.
- Studia il pensiero in quanto tale
2. FILOSOFIA DELLA NATURA: scienza dell’idea nel suo alienarsi da sé
- Fondazione empirica delle scienze moderne della natura
3. FILOSOFIA DELLO SPIRITO: scienza dell’idea che dal suo alienarsi torna in sé.
- Discute i fondamenti del sapere e delle discipline che riguardano l’uomo come individuo e nella sua collettività
- Esamina la funzione dell’arte, della religione e della filosofia.
1. LA LOGICA espone il pensiero in quanto tale e non presuppone la conoscenza tantomeno ne fa parte.
- Qui il pensiero pensa sé stesso in forma pura, ed è una totalità complessa, in cui momenti sono distinti solo a costo di spezzare artificialmente lo svolgersi concreto del pensiero stesso.
- Il pensiero è dinamico e coincide con lo sviluppo della realtà.
- Hegel contesta in Kant il riconoscere una logica staccata dalla conoscenza e non riconoscere una filosofia così Assoluta in cui soggetto e oggetto sono uniti.
- Dal punto di vista del contenuto la logica di Hegel si sviluppa in 3 grandi momenti:
ESSERE E’ → non E’ → E’II Essere → nulla → divenire
ESISTERE
CONCETTO
1. Essere è la nozione più’ povera e astratta di tutte perché è assente da qualsiasi determinazione.
Essere = nulla in quanto entrambi sono indeterminati (opposizione al principio di non contraddizione di Parmenide che sosteneva che essere è, e il non essere non è)
Divenire 1° categoria della logica hegeliana
A volte il pensiero precipita in un risultato calmo → E’II DASEIN: sintesi tra essere (quiete) e nulla (inquietudine) e reca in sé il negativo, in quanto essere reca in sé la positività e contemporaneamente non essere reca in sé la indeterminazione data dalle negazione delle infinite determinazioni.
Così è permesso il divenire → ESISTENZIALISMO (libertà assoluta dell’uomo data dalla possibilità di negare il determinato)
2. Essenza
Sapere vero è quello tinto dall’essenza
1. movimento verso l’interno → per cui è il FONDAMENTO (grund)
2. movimento verso l’esterno → creando l’ESISTENZA (erscheint)
L’esistenza nel momento in cui si mostra diventa FENOMENO
3. unità tra essenza e esistenza è la REALTA’
3. Concetto : essere + essenza
È il TUTTO, il suo movimento è attività UNIVERSATE e ASSOLUTA del pensiero.
E’ sempre in movimento, si autosviluppa, è spontaneo e creativo.
Concetto soggettivo + concetto oggettivo = IDEA: compimento logico, sintesi di tutta la logica.
FEUERBACH
- Feuerbach fu uno studente che dopo la morte di Hegel discussero delle sue idee.
Appartiene alla cosi detta Sinistra hegeliana.
- Tratta il tema dell’alienazione sostenendo che l’uomo ha la sua massima alienazione in Dio.
“Non è Dio che crea l’uomo, ma l’uomo che crea Dio”
- L’uomo crea un Dio attribuendogli tutte le caratteristiche umane e anche tutte quelle che vorrebbe, ma non lo riconosce piu’ come propria creatura bensì solo come essere a se.
(Marx estende questo concetto anche alla produzione.)
- Nacque nel 1804
- “Essenza del cristianesimo” 1841
- “Principi della filosofia dell’avvenire” 1843critica la filosofia hegeliana e quella speculativa e approfondisce il problema religioso.
- Capovolge la filosofia idealista: “L’uomo è ciò che mangia”, non piu’ ciò che pensa.
- La religione nasce come contrasto, presente nell’uomo, tra i bisogni che rivelano la sua limitatezza e i desideri che lo contrassegnano come aperto all’infinito.
- Morì nel 1872.
- Secondo Feuerbach l’assolutismo hegeliamo non è altro che teologia mascherata.
- In base al suo materialismo (non volgare) l’uomo è legato principalmente alle cose materiali.
MARX
- Il compito della filosofia per Marx è cambiare il mondo
- Unisce la teoria alla prassi
- 1844 “Manoscritti economico-filosofici”
L’alienazione viene sviluppata dal punto di vista produttivo e psicologico
- “Ideologia tedesca” sviluppa le sue critiche a Hegel e sostiene che Feuerbach aveva capito quasi tutto ma si era fermato alla religione.
- “Manifesto del partito comunista”
- 1867 “Capitale” prima di pubblicarlo studia la teoria liberista di Smith e Ricardo in modo di poterlo cambiare.
- Fu giornalista e politico, a Londra con Engels → 1° internazionale da cui allontana Bakunin.
- Alienazione: è lo stato di smarrimento e di perdita del proprio essere, assume carattere economico-sociale ed è convinto che la causa sia la proprietà privata.
- Operaio: è espropriato del prodotto della sua attività, non riconosce sé stesso oggettivato e gli oggetti si pongono come cosa estranea. Nel lavoro si annulla come uomo e si offre come merce per ottenere un salario. Chi non detiene i mezzi di produzione non può essere altro che proletario.
- Proprietà privata: il prodotto del lavoro che viene appropriato da un altro uomo, dal capitalista.
- Uomo: ente generico che produce i propri mezzi di sussistenza
ALIENAZIONE
• In ambito filosofico indica un movimento o una condizione di estraniazione o perdita di se.
• Nel medioevo indica un grado dell’ascesa mistica attraverso cui la mente esce da se per farsi una con Dio.
• Nella prospettiva giusnaturalistica, Rousseau, indica la concessione dell’individuo, della propria volontà e dei propri diritti naturali alla comunità per attuare il contratto sociale, che segna il passaggio dallo stato di natura a quello politico.
• Per Hegel indica il processo di perdita e smarrimento di sé del soggetto che, per realizzarsi, esce dal proprio astratto isolamento e si pone come oggetto (oggettivazione). Da questa condizione il soggetto deve riprendersi ossia deve restare se stesso anche nella propria oggettivazione.
• Per Feuerbach è la religione ad essere alienazione poiché, nella figura di Dio, l’uomo oggettiva e proietta fuori di se la propria essenza e i propri ideali, attribuendo così a Dio ciò che è invece sua proprietà.
• Per Marx l’alienazione è una caratteristica specifica dell’uomo nella società capitalistica poiché il prodotto del lavoro si rende indipendente dall’attività lavorativa e si contrappone al soggetto come una “merce”, dotata di vita indipendenza e valore proprio.
L’uomo oggettiva la sua essenza e i propri ideali, attribuendo così alla “merce” ciò che invece sua proprietà.
• La Scuola di Francoforte (Marcuse) prevedeva che la società opulenta (occidentale) o post-capitalista fosse una società che stava creando un uomo senza pensieri deboli, critici. L’omologazione finisce per essere alienazione.
• Horkheimer & Adorno Dialettica dell'illuminismo
Ulisse è il sé con un'identità, le sirene promettono piacere nel ritorno alla natura in cambio della perdita di sé.
• Lukacs 1923 Storia e coscienza di classe
La merce è diventata la forma universale dell'essere sociale, ossia la sua produzione è tanto generalizzata da influenzare l'intera società perché la merce non ha piu' un valore d'uso ma di scambio.
Le caratteristiche alienanti sono talmente estese a tutta la società che condizionano tutte le forme del vivere.
L'uomo si trova davanti a un mondo di oggetti che non riconosce piu' come propri. L'attività lavorativa si estranea perché anche la forza lavoro diventa merce.
Carattere sempre piu' astratto del lavoro: oggettivamente il lavoro è rivolto alla produzione di merci.
Soggettivamente il lavoro stesso è sempre piu' astratto, frammentazione varie parti del lavoro: tempo e spazio→ taylorismo(tempo socialmente necessario)
- La quantità predomina sulla qualità→ standard
- Il prodotto perde qualsiasi carattere organico - qualitativo e si configura come sintesi artificiosa di parti prodotte separatamente→ l'uomo si riduce a un ingranaggio di un meccanismo e lo spazio e il tempo vengono modificati.
Spazio: si riempie di cose predeterminate Tempo: perde il carattere qualitativo.
- Si modifica il rapporto uomo - lavoro:
Individuo: affronta il lavoro come una fatica quotidiana
Gruppo: vengono dissolte le relazioni comunitarie.
• Bloch L'uomo è in continua tensione e apertura al futuro e la lotta contro l'alienazione è la ricerca di un'utopia. Vedere qualcosa che non c'è porta a una realtà non alienata, verso un luogo migliore, anche se non si raggiungerà mai, questa illusione è permessa dalla speranza.
• Oggi si dice che l’uomo ha un unico pensiero.
HEGEL MARX
LA FILOSOFIA ha il compito di capire la realtà deve cambiare il mondo
TUTTO è manifestarsi della Ragione deriva dalla materia in continuo svolgimento
UOMO si esaurisce nell’autocoscienza costituito da sensibilità e spiritualità
STORIA processo dialettico della ragione nel suo divenire è determinata dall’economia
SINTESI riunisce tesi e antitesi non conserva nulla di ciò che è stato superat
ALIENAZIONE processo logico secondo cui lo Spirito perdita della propria umanità da parte dello si pone oggettivamente per ritrovarsi operaio che nel lavoro è ridotto a cosa mediante l’autocoscienza.
LAVORO momento dialettico dell’oggettivazione l’operaio nel lavoro aliena da sé la propria si ricompone nella sintesi e assume un essenza umana. Significato spirituale.
FEUERBACH MARX
ALIENAZIONE è la religione ad essere alienazione poiché estende questo concetto alla produzione nella figura di Dio, l’uomo oggettiva la propria essenza e i propri ideali, attribuendo così a Dio ciò che invece è sua proprietà.
ESSENZA UMANA eterna e immobile concezione giudicata limitata e insufficiente
MATERIALISMO non volgare, ma accettato considerato solo teoria x’ non tiene conto dell’uomo reale
HEGEL FEUERBACH
ASSOLUTISMOper Feuerbach quello di Hegel è solo teologia mascherata.
REALTA’ manifestazione della ragione e perciò l’unica, vera è la natura sensibile da cui la natura è dedotta dall’idea deriva il pensiero
UOMO razionalità e manifestazioni affettive è essenzialmente corpo da cui derivano le espressioni della psiche
ALIENAZIONE è il processo di perdita e smarrimento è la religione ad essere alienazione poiché di sé del soggetto che, per realizzarsi nella figura di Dio, l’uomo oggettiva la esce dal proprio astratto isolamento e propria essenza e i propri ideali, attribuendo si pone come oggetto. Da questa così a Dio ciò che invece è sua proprietà. condizione il soggetto deve riprendersi ossia deve restare se stesso anche nella propria oggettivazione.

Esempio