intervista a david hume

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Testo

RIVISTA DI FILOSOFIA

Intervista a David Hume: quanto incidono i condizionamenti esterni sulla libertà di scelta dell’uomo moderno

Tutte le carte costituzionali sottolineano l’importanza e l’inalienabilità del diritto alla libertà personale. Nessuno è più molestato o perseguitato per le sue opinioni e per le sue credenze. Eppure, mai come oggi, l’individuo si domanda quale spazio vi sia per la libertà personale, quale spazio sia rimasto all’uomo nel prendere le proprie decisioni. Abbiamo deciso di intervistare a questo proposito il sig. David Hume, il quale si presterà nella seguente intervista ad esporci il suo pensiero, confrontandolo con la società odierna che ha avuto la possibilità di conoscere, anche se velocemente, durante il suo viaggio nel tempo.

Intervistatore: sono onorata di trovarmi di fronte ad un uomo di così elevata cultura, vorrei porle qualche domanda, ma La prego, cerchi di essere il più chiaro possibile in quanto tutti desideriamo conoscere il suo pensiero.
Hume: stia pure tranquilla, sto semplicemente sottoponendomi ad un’intervista, non sto scrivendo un trattato.
I: ciò mi tranquillizza, veniamo a noi: l’argomento della nostra intervista riguarda la libertà personale, sappiamo che Lei ha avuto la facoltà di viaggiare nel tempo e di constatare come sia cambiata la posizione dell’individuo nella società ma soprattutto della libertà di cui egli stesso gode o meno. La domanda è: secondo Lei di quale libertà gode oggi l’uomo nella società occidentale?
H: con libertà individuale intendiamo la volontà propria dell’uomo di conseguire una determinata azione, che tradizionalmente si ritiene possa essere determinata dalla ragione, secondo il mio pensiero questo tipo di facoltà non sussiste nell’uomo.
I: come giunge a questa affermazione?
H: l’uomo è dominato dalle passioni, dalle quali dipendono le sue azioni, il conseguimento di una nostra azione non è altro che la risposta a queste passioni da parte del nostro stesso corpo. Le passioni determinano le azioni degli uomini; la volontà non è altro che un’impressione di questi ultimi ed è determinata da eventi esterni o interni all’uomo. È questo che mi porta ad affermare l’inesistenza del libero arbitrio.
I: se dovesse spiegarci questo concetto con un esempio pratico?
H: un uomo affamato, supponendo di avere a disposizione un cibo dolce e uno salato, può scegliere di mangiare l’uno piuttosto che l’altro, questa scelta non dipende dalla sua volontà, ma dall’esigenza del suo corpo che in quel momento può richiedere il primo piuttosto che il secondo, l’uomo è mosso dalla passione che lo induce a scegliere tra i diversi cibi a disposizione.
I: La ringrazio, è stato molto chiaro. Ma avendo avuto la possibilità di conoscere la società odierna, non ritiene che l’uomo, disponendo di una vasta possibilità di scelta, venga guidato dalla sua propria volontà invece che dalla passione?
H: l’uomo contemporaneo è influenzato molto nella sua scelta da una varietà di stimoli esterni che tempo fa non erano presenti, ma allo stesso tempo ritengo che ogni tipo di scelta dell’uomo sia guidata dalla passione e non dalla volontà di cui Lei parla, che è puramente un’impressione determinata casualmente dagli eventi esterni a cui l’uomo è costantemente sottoposto. Altresì ho avuto modo di constatare che la vostra società è enormemente influenzata da un interessante mezzo di comunicazione: la televisione. Ritengo che questo sia uno dei mezzi di maggiore influenza nella società odierna.
I: cosa La porta ad affermare ciò?
H: ho potuto osservare il potere che l’apparecchio televisivo esercita sull’uomo: egli è costantemente “bombardato” da sollecitazioni esterne, quali le pubblicità ad esempio, e viene indotto ad acquistare ciò che viene proposto. Non ritengo che questa scelta sia indotta dalla volontà dell’essere umano quanto dalla potente capacità di influenza esercitata sull’individuo dai mass-media. Lei stessa avrà sicuramente notato il modo in cui vengono presentati i prodotti: l’uomo viene sollecitato a comprare un determinato oggetto a prescindere dalla sua volontà.
I: Lei sta quindi affermando che l’acquisto dell’oggetto da parte dell’individuo dipende da come è stato presentato dalla pubblicità che la reso più o meno appetibile?
H: vedo che cominciamo ad intenderci, è proprio questo tipo di agente esterno che ha creato una sorta di passione nell’uomo e che lo ha indotto a comprare l’oggetto desiderato. Egli inconsapevolmente crede di aver agito per volontà propria, in realtà è il modo in cui l’oggetto è stato presentato che ha fatto nascere in lui il desiderio di possederlo.
I: la ragione non può contrastare in qualche modo questa passione?
H: vede, la ragione umana possiede essenzialmente una funzione teoretica, non può però contrastare ne dominare le passioni,la direzione dell’agire umano è semplicemente affidata ad un sentimento, in base al quale possiamo provare una forma di piacere disinteressato in presenza di azioni virtuose. L’unico modo in cui la ragione può contrastare la nascita della passione è attraverso il giudizio della realtà delle cose, sui fini che ci proponiamo e i mezzi che ci siamo prefissati per raggiungerli: se conosciamo che il nostro oggetto del desiderio non esiste oppure che non abbiamo i mezzi necessari per conseguirlo, viene meno anche il nostro desiderare. Ciononostante nella società d’oggi, ho potuto constatare mio malgrado, che l’uomo compie determinate azioni dominato da una costante passione dalla quale non può liberarsi, la passione per il denaro. Vede? Anche in questo caso è dimostrabile che l’uomo non agisce mai per propria volontà; il dio denaro sembra quasi comandare le azioni umane che il più delle volte vengono conseguite in funzione di esso, con il denaro d’altro canto quasi tutto è conseguibile.
I: non sarebbe quindi mutato il suo pensiero se avesse avuto la possibilità di vivere nella nostra società?
H: il valore del soldo domina la vostra società, la quale a sua volta desidera di possederne sempre di più, non c’è modo di fermare questo ciclo, esso è l’unico valore che la società contemporanea conosce, il mio pensiero a questo proposito non sarebbe potuto mutare anche se avessi avuto la possibilità di vivere nel vostro tempo, l’uomo non agisce per volontà sua, le sue azioni vengono conseguite in base alla passione incontrollata per il denaro.
I: non le sembra di avere una visione un po’ pessimistica dell’uomo?
H: non direi pessimistica, sono piuttosto realista nell’affermare ciò; a mio parere l’uomo è troppo legato alle cose materiali, che rischiano di diventare la sua unica passione.
I:La ringrazio per il tempo che ci ha dedicato Sig. Hume. Mi permetta di porLe un’ultima domanda: l’uomo non ha speranza di ottenere la sua libertà individuale?
H: no, l’uomo non l’ha mai avuta e non l’avrà mai in quanto saranno sempre le passioni a dominare le sue scelte, ma l’uomo di questo non se ne rende conto.

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