Il progresso nella filosofia

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L’IDEA DEL PROGRESSO NELLA FILOSOFIA DEL XIX SECOLO

Il Positivismo ha come caratteristica principale l’esaltazione della scienza, esaltazione che si concretizza in una serie di convinzioni di fondo:
1. La scienza è l’unica conoscenza possibile e il metodo scientifico è l’unico valido;
2. La funzione della filosofia consiste nel riunire e coordinare i risultati delle scienze per realizzare una conoscenza unificata e generale;
3. Il metodo della scienza va esteso a tutti i campi, compreso il comportamento umano: nasce la sociologia
4. il progresso della scienza è la base per una riorganizzazione globale della vita e per un superamento della crisi.
Il positivismo si sviluppa nelle nazioni più avanzate industrialmente: infatti si pone come ideologia tipica della borghesia liberale occidentale.
Il positivismo era stato fondato dal filosofo francese Auguste Comte nel suo “Corso di filosofia positiva”, uscito fra il 1830 e il 1842.
Secondo Comte , l’unica conoscenza possibile è quella realizzata secondo il metodo scientifico, il quale non considera il problema delle cause ultime ma si propone di analizzare solo il rapporto di causa-effetto nei fenomeni e nei fatti osservabili obiettivamente e sperimentalmente.
In questo senso Comte si pone l’obiettivo di individuare la legge interna di sviluppo della società, ovvero la legge dei tre stadi. Questa legge è interna in quanto deve essere ritrovata e non applicata dall’esterno e corrisponde alla necessità della natura e della storia. Inoltre è unica per tutte le categorie di oggetti che si analizzano.
Comte considera lo sviluppo storico come progressivo passaggio dell’umanità da stadi teologici e metafisici a stadi positivi dominati dalla realizzazione del progresso.
Lo stadio teologico rappresenta il punto di partenza dell’intelligenza umana; in esso lo spirito umano, volgendosi soprattutto verso la natura intima delle cose e verso le cause prime (o conoscenze assolute), vede i fenomeni come prodotti da forze soprannaturali.
Lo stadio metafisico è destinato a servire da transizione; in questo stadio gli agenti soprannaturali sono sostituiti da forze astratte.
Lo stadio positivo è lo stadio fisso e definitivo dell’intelligenza umana; l’uomo capisce l’impossibilità di arrivare a nozioni assolute e si applica a scoprire le leggi effettive dei fenomeni, ovvero le loro relazioni. Questo ultimo stadio corrisponde allo sviluppo dell’industria e della scienza moderna.
Comte è anche il fondatore di una nuova scienza, la scienza suprema, ovvero la sociologia, che ha come scopo principale quello della determinazione delle leggi della società.
Comte divide questa scienza in statica sociale e in dinamica sociale:
• la statica sociale studia l’ordine della società, i fatti sociali per quello che sono senza considerare le relazioni fra di loro;
• la dinamica sociale ha il compito di studiare l’evoluzione dell’umanità, regolata, nelle sue linee generali, dalla legge dei tre stadi: studia quindi il progresso della società, le relazioni temporali, di causa-effetto, di influenze reciproche, di come nei fatti ci sia il concorso di più elementi.
Come si vede, in Comte è già evidente un’idea della storia come progresso.
L’ideologia del progresso assumerà poi una connotazione di tipo evoluzionistico assente in Comte. Si sviluppa infatti fra gli anni Cinquanta e Settanta una cultura che presenta le seguenti caratteristiche:
• un rigoroso materialismo , che riconduce la condizione umana a quella di ogni altro animale ed esclude qualsiasi soluzione di tipo metafisico e spiritualistico;
• un sostanziale determinismo: l’uomo è determinato dagli istinti, dai bisogni materiali, dalla situazione storica in cui vive;
• una concezione del progresso fondata sull’evoluzionismo: le diverse specie si evolvono attraverso la “lotta per la vita” e “la selezione naturale”, adattandosi all’ambiente e affermandosi o scomparendo in relazione a tale ambiente.
La teoria evoluzionistica assume la denominazione di “darwinismo” dal suo fondatore, lo scienziato naturalista Charles Darwin. Un altro esponente di tale teoria è un altro inglese, Herbert Spencer.
Il darwinismo, in particolare fu un episodio emblematico per i suoi riflessi ideologici sul pubblico e sulle istituzioni. Darwin elaborò la sua teoria sulla base del metodo naturalistico, ovvero cercandone la riprova in una grande quantità di dati raccolti. Il punto della sua filosofia che scatenò l’immenso clamore è che il darwinismo, negando la fissità e l’eternità della specie, contraddiceva il racconto biblico della creazione , sostituendo alla provvidenza divina una legge della natura.

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