Il positivismo

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Testo

POSITIVISMO

La sconfitta di Sedan e il crollo dell’Impero Napoleonico provocarono un’insurrezione popolare a Parigi il 18 marzo 1871, che sfociò nella formazione di un’assemblea municipale e di un consiglio eletto a suffragio universale. La Comune propose un programma di collettivizzazione dei mezzi di produzione e di abolizione della proprietà privata. Di fronte a questa rivolta l’opinione pubblica europea ebbe diverse reazioni: il terrore dei benestanti, la commozione dei socialisti e del mondo operaio. In ogni caso la Comune ebbe presto fine, infatti, l’esercito governativo costrinse i parigini ad arrendersi.
Nel frattempo, nel gennaio 1871, era nato l’Impero tedesco che i francesi non vedevano di buon occhio perché avevano tolto loro l’Alsazia e la Lorena. In ogni modo seguì un 40ennio di pace che favorì lo sviluppo di Germania e Italia.

Dopo la Comune nacquero molte altre organizzazioni di lotta dei lavoratori, soprattutto in Francia, animate dalle teorie di Auguste Blanqui, Louis Blanc e Pierre Joseph Proudhon, anche se le analisi più rigide vennero dalla Germania con Karl Marx e Friedrich Engels. Il loro pensiero prese forma nel Manifesto del Partito Comunista che richiamava il proletariato ad unirsi e a lottare. Nel Manifesto Marx esprime il concetto di materialismo storico.
Anche in Inghilterra nacquero organizzazioni come La Prima Internazionale nel 1864, il cui obiettivo era quello di aggregarsi e lottare seguendo le direttive di un partito, a cui partecipò anche Mazzini per poco tempo.
Ma Michail Bakunin, un rivoluzionario russo in esilio, diffuse l’anarchismo, in netto contrasto con le idee di Marx; con questi contrasti la Prima internazionale cadde, per poi ricostituirsi nel 1876 con lo scopo di salvaguardare l’autonomia decisionale dei singoli partiti socialisti. Anche la Seconda Internazionale cadde allo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Dopo il 1870 l’Europa con a capo l’Inghilterra, cominciò una crescita vertiginosa con l’espandersi dell’industrializzazione, parallelamente a Stati Uniti e Giappone.
Fu diffuso su larga scala la macchina a vapore, l’elettricità, l’acciaio e varie scoperte scientifiche. L’introduzione di manufatti di ogni genere come l’automobile o il telefono cambiarono volto all’Europa.
La popolazione crebbe e le città si adeguarono, in più si abbellirono; un cittadino europeo non poteva fare altro che costatare che la sua vita stava cambiando rapidamente e in meglio, ed è in questo clima proiettato verso un futuro di speranze che si fa strada il Positivismo, che trova il suo fondatore in Auguste Comte.
Il Positivismo compiano, si fondava su una concezione della realtà scientifica, per scoprire i meccanismi e le leggi di sviluppo della natura e del progresso; lo scienziato assume il ruolo di interprete della realtà naturale e di artefice delle sue trasformazioni. Infatti, la sociologia di Comte cerca di spiegare il fenomeno dello sviluppo della specie umana attraverso processi scientifici. Comte afferma che dopo un primo stadio in cui l’uomo vede nelle divinità la causa dei fenomeni naturali, ed un secondo stadio in cui l’artefice si crede la magia, c’è il positivismo.
Con concezione positivistica del progresso umano nasce anche con Charles Darwin una concezione evoluzionistica della realtà che introdurrà il concetto di selezione naturale

REALISMO e NATURALISMO

Le radici ideologiche di questo movimento affondano nella delusione per il fallimento della rivoluzione del ’48. Questa corrente nasce dal Positivismo e soprattutto da un allievo di Comte, Hippolyte Taine che estese il nuovo metodo positivo non solo alla filosofia, ma anche alle scienze morali, come psicologia, antropologia.
L’opera letteraria intesa come rappresentazione della realtà sociale aveva già avuto dei precursori prima di Taine con Balzac e Flaubert. Ma è dopo la diffusione delle opere di Taine che Edmond e Jules de Goncourt e soprattutto Zola che questa corrente si estese a tutta l’Europa.

HONORE’DE BALZAC
E’ considerato il precursore del Naturalismo sia per le sue idee sull’influenza che l’ambiente esercita sull’uomo, sia per il carattere si sistematicità che diede alla sua più grande opera Commedia Umana che era un quadro d’insieme dell’esatta rappresentazione dei costumi della società moderna e in generale del destino umano.
Secondo Auerbach Balzac non interessava l’uomo nelle sue diverse attività come potrebbe sembrare, ma un personaggio che cambia in relazione alla società e alla condizione storica. (Il signor Grandet pag. 2688)

GUSTAVE FLAUBERT
In Flaubert il realismo è molto diverso da quello di Balzac perché mentre il secondo esprime spesso la sua opinione, Flaubert si limita a scegliere i fatti e a dar loro forma linguistica, con la convinzione che ogni fatto contiene già la sua interpretazione.
Secondo Auerbach Flaubert dimentica se stesso e il suo cuore gli serve solo per sentire il cuore dei suoi personaggi, le cose nei suoi romanzi sono viste come le vede Dio, nella loro essenza reale. (I sogni di Emma Bovary pag. 2693)

IL VERISMO

Grazie a De Sanctis e al suo saggio su Zola nel quale considera il suo romanzo fisiologico come un progresso artistico corrispondente al progresso scientifico, anche in Italia si diffonde la tendenza a studiare i comportamenti individuali come lo scienziato studia le leggi oggettive della natura.
Non si poteva perciò tralasciare il grande problema che nell’Italia Unita prendeva il nome di Questione Meridionale.
L’idea di rappresentare questa dolorosa realtà, proviene da Verga e Capuana, che trovano nelle classi umili il loro punto di partenza, documentato anche da documenti folkloristici, oltre che all’osservazione dal vivo.
Si rispettò così il principio dell’impersonalità teorizzato da Zola, per questo il contenuto del romanzo non era l’Io come per i romantici, ma l’artista aveva solo una funzione creatrice ed estranea.

GIOVANNI VERGA

Nacque a Catania il 2 settembre 1840 da una famiglia di latifondisti aristocratica e conservatrice. Nel 1872 va a Milano dove entra a contatto con gli Scapigliati e affronta con loro un’immagine della realtà impersonale ma distorta; qui scrive i romanzi Eva, Tigre reale, Eros, in cui descrive storie d’amor i sofferti in uno sfondo aristocratico e altolocato.
Attorno al 1875 inizia a discutere con Capuana sul Verismo che poi fu la base per il grande ciclo di cinque romanzi I Vinti.
Torna tuttavia nel 1890 a Catania dove rimarrà fino alla morte.
I verismo di Verga si può distinguere in due fasi: la prima di cui fanno parte Vita dei campi, i Malavoglia, le Novelle rusticane; e la seconda con La Lupa II Don Candeloro.

Le novelle scritte tra il 1874 e il 1876, segnano il distacco fra le storie d’amori altolocati e le sue opere veriste.
Il Verismo di Verga inizia con Nedda cioè quando inizia a parlare delle classi più umili. ( Nedda pag.2899)

VITA DEI CAMPI: L’interesse che Verga ha per le plebi meridionali si accentua grazie alle inchieste parlamentari aperte per la questione meridionale e per la tendenza a studiare il folklore delle regioni.
Tuttavia il Verga doveva trovare un modo di rappresentare quel mondo che non era il suo in modo veritiero, non come egli lo vedeva; si basa così sulla narrazione impersonale di Zola che gli permette di annientare la sua personalità senza annientarne la scrittura.
Le novelle di Vita dei Campi furono scritte fra il 1878 e il 1880 e contengono La Lupa(pag. 2905), Fantasticheria(pag. 2919), Rosso Mal Pelo(pag. 2911).

IL CICLO DEI VINTI e I MALAVOGLIA: I Malavoglia (riassunto pag. 2928) fu pubblicato nel 1881 preceduto da una prefazione (pag. 2925). E’ un ciclo di cinque romanzi ispirati al comune tema dell’universale lotta per la vita e per il progresso, nella quale le vittime vengono travolte dalla fiumana del progresso.
Nella prefazione Verga tiene presente i principi positivistici, ma li esprime in modo personale, così il progresso scientifico diventa un fiume in piena che sommerge tutti, e la selezione naturale una legge fatale che non lascia scampo a nessuno.
I Malavoglia dovevano rappresentare le basse sfere, Mastro-don Gesualdo un tipo borghese, la duchessa di Leyra un personaggio aristocratico, L’onorevole scipioni l’ambizione per il potere politico e l’Uomo di lusso l’ambizione per il potere nell’arte.
Verga realizzò solo i primi due e un po’ del terzo.
I piccoli attori del dramma pag. 2929; ‘Ntoni il giovane, ‘Ntoni il vecchio pag. 2941; La partenza di compar Alfio pag. 2946; L’addio di ‘Ntoni pag. 2949.

LE NOVELLE RUSTICANE e PER LE VIE: Scritte tra il 1881 e il 1882 e pubblicate nel 1883, le Novelle Rusticane confermano la scelta di una tematica popolare e contadina; in primo piano ci sono le leggi socio-economiche, cioè dalla legge della roba, per cui nell’individuo si annulla ogni altro aspetto che non sia compatibile con il suo essere prima di tutto possessore di roba. Sono Gli orfani, Storia dell’asino di S.Giuseppe, Pane nero, Libertà(pag. 2957).

MASTRO-DON GESUALDO: Le principali differenze fra questo romanzo e i Malavoglia sono che i Malavoglia è un romanzo corale, con un flusso continuo di chiacchiere, concentrato nel tempo, contenuto in uno sfondo storico con eventi importanti; Mastro-don Gesualdo(riassunto pag. 2964) invece, è un romanzo con un solo grande protagonista, scandito in grandi scene, in un arco di tempo di circa 30 anni, situato in vicende storiche che legano con il personaggio. In entrambi però Verga continua con il metodo impersonale.
Diodata pag. 2966; La fine di Gesualdo pag. 2982; Gli amari trionfi di Gesualdo pag. 2980.

Esempio



  


  1. rosy

    sono stati molto interessanti ed esaustivi