I sofisti

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Categoria:Filosofia

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Testo

I SOFISTI
Visione tragica della vita

Mentre i filosofi precedenti erano dominati da un sostanziale razionalismo e ottimismo e vedevano la vita come un percorso guidato dal MMMMMMMMdalla ragione, Gorgia la concepisce come qualcosa di irrazionale e misterioso.
Le azioni degli uomini sarebbero mosse dalle circostanze, dalla menzogna, dalle passioni o dal destino : questo non li rende mai colpevoli dalle azioni, perché dominati dalle circostanze.
Tutto ciò emerge dall’ Encomio di Elena, quando egli afferma :

“fece ciò che fece per volere del Caso e degli dei e decreto di Necessità, o rapita a forza, o convinta da discorsi o presa dall’amore”

In tutti i casi Elena risulta senza colpa.

In un altro frammento (p.101) tratto sempre dall’Encomio di Elena, si ha la percezione della fragilità e nullità umana, di un sentimento tragico che lo accomunerebbe ai tragediografi greci.

Diversa concezione della storia
Con i sofisti, da Protagora, nasce un idea di civiltà come progresso, che si differenzia dall’antica dottrina della storia fondata sul mito esiodeo della decadenza progressiva dell’umanità da un iniziale età d’oro o di Saturno.
Questa nuova dottrina della storia, cerca di studiare le origini dell’uomo al di là del mito e sostiene il suo lento emergere dall’animalità primitive all’evoluzione mediante le “tecniche” e le leggi nella società.

• Secondo Protagora l’uomo si differenzia dall’animale per il suo entrare nella società e creando le “tecniche”, complesso di arti con cui trasforma l’ambiente che lo circonda a suo vantaggio. Ma a regina di tutte le tecniche, senza la quale le altre non potrebbero garantire la sopravvivenza sociale dell’uomo, è la politica, l’arte di vivere insieme nella comunità. Il sofista considerava la politica un arte specialista (come apprendiamo dal Protagora di Platone), che riguarda ogni uomo perché Zeus ha fatto dono della politica a tutti gli uomini indistintamente. Questa affermazione della politica e l’idea che fosse potenziabile attraverso l’educazione, rispecchiava storicamente la situazione di democrazia ateniese.
• Prodico di Ceo offre un profilo della storia analogo, descrivendo la crescita dell’uomo da una condizione di bestialità alla fondazione di società basate sul lavoro e sulle leggi. Prodico è ottimista sulle possibilità umane. Nel suo Ercole al bivio presenta una concezione dell’esistenza come “ciò che è buono e bello, nulla gli dei hanno concesso agli uomini senza faticoso studio.
• Antifonte pone un accenno all’idea della concordia degli uomini come scopo della società (vedi frammento p. 102)

Queste teorie quindimanifestano come l’Atene delle tecniche si sia innalzata al concetto della civiltà come sforzo progressivo di modifica dell’ambiente naturale e sociale a vantaggio dell’uomo.

Tesi sulla religione

• Protagora ci offre la prima affermazione di agnosticismo religioso inserito nel quadro dello scetticismo metafisico della sofistica. Egli infatti diceva:

“Degli dei non sono in grado di sapere né se sono né se non sono né quali sono : molte sono infatti le difficoltà che si frappongono: la grande oscurità della cosa e la limitatezza, la brevità della vita umana”

• Prodico di Ceo invece sosteneva, come ci testimonia Sesto Empirico nel Contro i matematici, che la religione nasce per un esigenza di utilità pratica, divinizzando ciò che è necessario per il sostentamento umano. (fa l’esempio del Nilo per gli egiziani)

• Secondo Crizia invece gli dei non sono altro che un invenzione dei governanti per poter esercitare una diretta oppressione nei sottoposti, inducendoli a credere nell’esistenza di una divinità invisibile che conosce e punisce i comportamenti proibiti dalle leggi imposte da chi governa. Appare così una visione della religione come instrumentum regni.

Emerge così una concezione dell’uomo un po’ soffocato dalla religione, in opposizione per esempio a filosofi e teologi successivi come Picco della Mirandola, autore del De ominis dignitate , manifesto del rinascimento, nel quale afferma che Dio dà ad ogni uomo il librero arbitrio se farsi angelo o rimanere Bruto, quindi ha una concezione dell’uomo come artefice e fabbro della propria fortuna.

Esempio