Hegel:la filosofia della natura

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Testo

Nella seconda parte dell’Enciclopedia, Hegel affronta il tema della Filosofia della Natura.
Questa Filosofia ha come presupposto la fisica empirica, materiale che non va considerato nella sua specificità, ma va collocato nella realtà concettuale dell’Assoluto, nel contesto concettuale che gli permette di giustificarlo in quel momento che è il processo di sviluppo dell’Assoluto.
Hegel inizia definendo la Natura in rapporto con l’Assoluto. La Natura è quel momento del processo in cui l’Assoluto si dispiega dialetticamente nell’esteriorità facendosi altro da sé (→ Natura).
Il problema della Natura è piuttosto sviluppato nell’Ottocento; la principale caratteristica dell’Idealismo e di Hegel in particolare è di giustificarne l’esistenza e non di farne un modello.
L’approccio scientifico distoglie dalla conoscenza della natura, che può avvenire solo tramite la dialettica.
Hegel è polemico nei confronti dei Romantici e non condivide quella filosofia di tipo fichtiano che faceva della Natura un prodotto dello Spirito; Fichte, infatti, ha superato solo parzialmente il dualismo kantiano fra Pensiero e Natura, in quanto ha contrapposto la Natura allo Spirito, definendola altro dallo Spirito.
Hegel vuole cogliere i processi dialettici della Natura che non costituiscono una realtà indipendente e compiuta, ma rinviano all’Assoluto.
La Natura è per Hegel l’idea nella forma dell’essere altro. Se l’idea è spiritualità, l’altro è esteriorità → se la Natura è l’idea nel suo farsi altro da sé, l’altro da sé è esteriorità. Ma se l’Assoluto è l’essere e se la Natura è altro dall’Assoluto, la Natura è altro dall’essere.
Momento negativo (antitesi): lo Spirito facendosi altro da sé decade → la Natura è la decadenza dell’idea → l’idea è parzialità, è una manifestazione inadeguata dell’essere.
Hegel giustifica la sua critica nei confronti della scienza: per Hegel la Natura, proprio perché è decadenza dell’Assoluto, non può farci cogliere l’Assoluto stesso.
La Filosofia della Natura ha solo la presunzione di farci cogliere i nessi dialettici che ci rinviano allo Spirito.
L’approccio alla Natura di Hegel è contrapposto alla Nature Philosophie e alla Filosofia della Natura di Schelling. Per Hegel la Natura è quel momento del processo di sviluppo dell’Assoluto che è esteriorità, che risulta inadeguata all’idea, pur essendo una manifestazione dell’idea stessa. Non si può ricondurre l’Assoluto alla Natura, perché questa è un momento negativo, è una manifestazione della decadenza dell’Assoluto e rientra nella dinamica gnoseologica che riflette questo processo (antitesi). Lo Spirito che rientra in sé e si rivela in tutta la sua assolutezza sarà studiato nella Filosofia dello Spirito.
Hegel rompe con la tradizione newtoniana e galileiana. Il momento empirico ed il momento matematico vengono rimossi: il dato empirico è inadeguato per una spiegazione scientifica perché anch’esso dev’essere spiegato (intendendo per spiegazione la causa relativa all’esistenza del fenomeno, la giustificazione della sua esistenza. Per Galileo e Newton la spiegazione consiste nello spiegare perché “x” è così e non diversamente; Hegel, invece, non dà per scontata l’esistenza della realtà sensibile → approccio filosofico, perché non possiamo partire dall’esperienza prima di averne verificato l’esistenza); la spiegazione matematica per Hegel è illusoria, in quanto non è in grado di spiegare razionalmente la realtà e giustificare razionalmente gli oggetti di cui si occupa → spiegazione superficiale, sommaria e illusoria della realtà → percepisce gli oggetti come dato di fatto su una realtà che non ha niente a che fare con lo strumento matematico, frutto di una costruzione umana.
Hegel apprezza il pessimismo di Kant, che dichiara la parzialità della nostra conoscenza, anche se Kant non ha risolto il limite agnosticamente accettato.
La rottura irreversibile è fra Hegel e la scienza moderna: per Hegel la scienza verrebbe meno ai propri scopi se non fosse in grado di dedurre la totalità dei fenomeni umani → la razionalità è strutturata → l’unico accesso alla razionalità è quello filosofico → l’unica spiegazione scientifica e razionale si basa su una spiegazione logica. L’unico accesso alla Natura è, allora, quello logico e dialettico che ci permette di cogliere la sua intrinseca essenzialità.
Per Hegel la conoscenza è ESAUSTIVA, comprende la Natura nella sua totalità; la lettura dialettica della realtà permette di spiegare ogni singolo fenomeno (anche il particolare). Bisogna giustificare l’esistenza della realtà nella sua totalità.
Il limite della Filosofia della Natura di Hegel è che pretende di dedurre il particolare, la realtà naturale attraverso un sistema astratto che riconduce tutta la realtà alla logica, cioè prescindendo dalla Natura stessa.

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