Hegel

Materie:Tesina
Categoria:Filosofia

Voto:

2.5 (2)
Download:212
Data:15.02.2006
Numero di pagine:7
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
hegel_39.zip (Dimensione: 171.29 Kb)
readme.txt     59 Bytes
trucheck.it_hegel.doc     215.5 Kb



Testo

Hegel
Pensatore dell’idealismo tedesco. Creatura autunnale. Con lui nasce il totalitarismo. Vuole abolire i dualismi delle filosofie precedenti.
Critiche a Ficthe: la filosofia di F. è deontologica non ontologica, che pone l’attività pratica precedente a quella teoretica, per H. ad essere prioritaria è la seconda; il rapporto io/non-io è un rapporto tragico: si viene a creare una divaricazione dell’infinito e del finito: il finito non potrà mai raggiungere l’infinito, inoltre tale infinito ficthiano è negativo perché crea sehnsucht, la filosofia deve cogliere l’infinito attraverso la ragione.; in F. l’enciclopedia, il sapere umano è puramente idealizzato, H. vuole determinare i contenuti reali. Aspetto positivo: ha eliminato il noumeno.
Critiche a Schelling: la filosofia di S. manca di metodo, è dogmatica-postulatoria; è basata sul principio che è “notte nera in cui tutte le vacche sono nere” e per aver superato la filosofia col colpo di pistola dell’arte, per H. la filosofia non ammette scorciatoie. Aspetto positivo: S. ha individuato nell’assoluto, l’intero, la Totalità.
Hegel rivendica una filosofia enciclopedica, unitaria, con una definizione, un principio un metodo e un sistema ben chiari e definiti.
DEFINIZIONE DELLA FILOSOFIA: "La Filosofia è la Scienza dell'Assoluto" =la Scienza di Dio, Scienza che Dio ha, cioè vedere le cose dal punto di vista assoluto e dell'Assoluto, della Totalità.
ANALISI E CRITICA DEL PRINCIPIO: il Principio o Grund della Filosofia deve essere: "Uno ed Unico Logico e Razionale- Ontologico e Metafisico" senza dare adito a dualismi tragici. Il Principio non può essere "psicologico" come il Cogito cartesiano, o logico ma non ontologico come l'io penso kantiano o logico-deontologico come l'io Puro fichtiano, o ontologico, ma non logico come l'Assoluto schellinghiano, principi che creano solo Dualismi come "res cogitans e res extensa" in Cartesio, "fenomeno e noumeno" in Kant, "Io e non io" in Fichte, "Natura e Spirito" in Schelling. Il Principio della filosofia che è "reductio ad unum" deve essere UNITARIO -LOGICO - ONTOLOGICO. METAFISICO e deve riportare in unità tutto l'universo dei fenomeni cosmici e dei fenomeni storici. Quale allora sarà? Per Hegel è la RAGIONE UNIVERSALE o IDEA o LOGOS, cioè quel principio immanente che è alla base di tutti i fenomeni cosmico-storici e questo Principio si esprime nella nuova identità logicoontologica: "IL REALE E' RAZIONALE - IL RAZIONALE E' REALE"= PANLOGISMO. V'è sempre una Ragione universale nelle cose, che il filosofo vede concretamente in unità, non astraendo o estraendo ed estrapolando i fatti da un contesto universale in cui hanno valore di verità, perché "il Vero è l'intero". Da qui nascono delle conseguenze: 1) se il reale è razionale e il razionale è reale, non lo deve diventare, perché già lo è: quindi non hanno valore le filosofie-deontologiche, ma semmai l'etica è il fanalino di coda della filosofia; 2) inoltre tutto è giustificabile e logico, non giudicabile (PANLOGISMO); 3) la Logica è Ontologia, cioè non si tratta più di come dobbiamo pensare il pensiero (=gnoseologia, tale sarà la Fenomenologia dello Spirito che determinerà la rottura epistemologica tra il giovane e il maturo Hegel), ma di come dobbiamo e possiamo pensare la realtà (cioè Ontologia).
ANALISI E CRITICA DEL METODO: Il Principio della Ragione universale non è statico, ma dinamico in "sviluppo irresistibile". Esso è l'ESSERE, ma non quello statico e povero di determinazioni di Parmenide. Esso è un Principio determinato che si sviluppa attraverso "l'immane potenza dei negativo" (aufheben): ESSERE (tesi)+NON ESSERE(antitesi)=DIVENIRE(sintesi); le prime due sono astratte e sono colte dall'intelletto (facoltà debole:VERNSTAD), la sintesi invece è concreta, è positiva e conciliativa ("è ciò che superando si conserva") ed è colta dalla Ragione (VERNUNFT), facoltà forte : es. fiore + non fiore=frutto_Questo metodo di procedimento si chiama "DIALETTICO" o "TRIADICO".
ANALISI E CRITICA DEL SISTEMA: Le filosofie di Cartesio, Kant, Fichte e Schelling sono delle filosofie che distinguono sempre il metodo dal sistema. Ora per Hegel il Metodo si identifica col Sistema stesso ("non si può imparare a nuotare senza entrare nell'acqua!"): quindi il Sistema Enciclopedico delle Scienze è così articolato: 1)IDEA IN SE (tesi:Logica Ontologica o il Mondo di Dio nella sua eterna essenza); 2)IDEA EXTRA SE (antitesi: il Mondo della Natura);3)IDEA A SE (sintesi o Mondo dello Spirito) a)SOGGETTIVO: l'uomo b)OGGETTIVO: le sue Istituzioni c)ASSOLUTO: Cultura mondiale e universale dell'arte-religione-filosofia. Questo è l'impianto dell'Enciclopedia hegeliana che poi tende a suddividersi punto per punto in altrettante triadi dialettiche.
La Logica
H. vuole una logica ontologica: studia l’essere come una realtà che muta sempre e ha le sue leggi, le leggi della dialettica: le leggi del reale sono quelle del razionale e viceversa. È anche teologia perché questo logos che parte dall’ “in-sé” arriva all’ “extra-sé” e ritorna “a-sè” è proprio Dio. La logica propone la deduzione dialettica delle categorie che sono qui forme sia del pensiero ma anche dell’essere. La logica è divisa in 3 momenti:
Logica dell’essere – prende in esame le cose più astratte, da essa nascono le categorie di qualità, misura, quantità; quando diciamo che l’essere è non vi è contenuto, ma per avere significato l’essere deve essere negato per affermarsi concretamente nel divenire.
Logica dell’essenza – prende in esame le cose più concrete, da essa nascono le categorie di forma e materia, legge e fenomeno, causalità e azione reciproca; l’essenza del reale è il divenire, la concretezza dei fenomeni.
Logica del concetto – prende in esame la realtà, in quanto sviluppo di se stessa, da essa nascono le categorie di concetto, giudizio e sillogismo; il fenomeno per essere compreso deve essere posto in una totalità: questa totalità è il concetto.
La Natura
L’idea uscendo da se stessa, si dispiega nell’esteriorità dando origine alla natura. La natura hegeliana non è romantica, ma è solo negazione di Dio: è l’incidentalità dell’idea. La natura non può essere però divinizzata perché è solo accidentalità e necessità ma non è libera. Anche qui vi sono 3 momenti: Meccanica – studia la natura in modo quantitativo, esteriore, oggettivo, seguendo spazio e tempo; Fisica – studia la natura in modo qualitativo; Organica – studia l’interiorità della natura e si divide in vegetale, animale e umana.
Lo Spirito
È la più alta ed ultima manifestazione dell’idea. L’idea si rivela nella forma di spirito sempre attraverso 3 momenti: spirito soggettivo, spirito oggettivo, spirito assoluto.
Spirito Soggettivo
Ancora finito e limitato in quanto Uomo: la natura si fa soggettività nell’uomo che può essere considerato secondo la nuova triade: anima, coscienza, spirito.
Anima – indistinguibile dal corpo con il quale forma la sola entità persona, essa è il principio vivente immateriale, organizzatore della materia, per la quale l’uomo è parte integrante dell’universo. La scienza che si occupa di ciò è l’antropologia. Attraverso i 3 momenti dell’anima naturale, senziente e reale si sviluppa a coscienza.
Coscienza – momento della riflessione dello spirito nel quale si costituisce come certezza di se stesso. Secondo la coscienza l’uomo è analizzato gnoseologicamente dalla fenomenologia. Attraverso i 3 momenti della coscienza come tale, come autocoscienza e come ragione si sviluppa a spirito.
Spirito – momento psicologico, lo spirito in senso proprio che si suddivide in teoretico, pratico e libero.
Teoricamente l’uomo è libero ma praticamente non lo è, per esserlo deve mettersi in rapporto con la sfera dell’oggettività.
Spirito Oggettivo
Lo spirito libero, in quanto libera volontà, va a trovarsi nella forma della realtà, vale a dire che la libera volontà si realizza oggettivamente e concretamente per essere davvero libera nelle istituzioni storiche. Questo si attua attraverso un nuovo processo triadico che comprende: diritto, morale ed etica.
Diritto – Lo spirito si pone inizialmente come individuo. Il diritto infatti è privato (regola i rapporti fra cittadini e la proprietà privata: civile e commerciale), pubblico (regola i rapporti fra cittadini e stato (costituzionale) o fra stato e cittadini (amministrativo)), internazionale (regola i rapporti fra i vari stati) e penale (regola i rapporti fra i vari diritti). Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto del diritto H. concepisce la giustizia come vendetta dello Stato che deve quindi essere punitivo.
Morale – Lo spirito si interiorizza e l’individuo diventa soggetto. La moralità limita la nostra libertà nella sfera interiore, si viene a creare una legge universale interiore che regola i rapporti fra gli individui: scissione fra ideale del dovere e ideale del piacere, ma il dovere non ha ancora dei contenuti.
Etica – determina i contenuti del dovere morale: nasce il dovere etico, quello di amare. Si crea un’identità fra fini individuali e fini universali, l’essere e il dover essere coincidono nello spirito di un popolo. L’eticità si concretizza prima nella famiglia (istituzione universale, dialettica tra i sessi la cui sintesi sono i figli: l’innamoramento si nega per affermarsi nell’amore che si realizza nella regolamentazione del desiderio reciproco col matrimonio) poi nella società civile (basata su legami legali, civili e corporativi fra le famiglie) e infine nello stato.
Spirito Assoluto
Lo spirito assoluto è lo spirito che ha raggiunto la piena autocoscienza, sciogliendosi da ogni limite di spazio e tempo. Anch’esso si presenta in 3 differenti momenti: arte, religione e filosofia.
Arte – è la manifestazione sensibile dell’idea per mezzo di forme, colori, suoni, parole. Dio attraverso l’intuizione sensibile. Nell’arte del mondo antico prevale la grandezza del simbolo = esprimono il sublime. L’arte classica esprime il bello, ma non il sublime. L’arte romantica esprime il bello ed il sublime interiore, con la musica e la poesia.
Religione – è la manifestazione spirituale dell’idea, Dio attraverso la rappresentazione mistica. I popoli antichi vedevano dio nella natura; Greci, Romani ed Ebri vedevano Dio come spirito, pura forma, motore immobile. I cristiani vedono Dio come essere perfetto, come spirito assoluto e universale: come triade di Padre, Figlio e Spirito Santo: con tre momenti: Ortodossia, Cattolicesimo, Protestantesimo.
Filosofia – è l’autocoscienza assoluta dello spirito, la libertà assoluta. Punto di arrivo del cammino dello spirito: consiste nella scoperta dell’assoluto. Ma se lo spirito è nella sua essenza processo allora la filosofia se è spirito si potrà risolvere nella storia della filosofia: nella filosofia antica vi era dualismo tra finito e infinito; nella filosofia cristiana medioevale vi era un anelito del finito per l’infinito; nella filosofia moderna c’è la conciliazione dell’infinito col finito.
IL GIOVANE HEGEL TEOLOGO: Hegel aveva studiato insieme con Schelling e Holderlin nello stesso "stift" di Tubinga teologia per diventare pastore protestante. In quel periodo si colloca la sua attività teologica: nascono gli scritti teologico-giovanili (Religione popolare e Cristianesimo- La Vita di Gesù- La positività della Religione cristiana-Lo spirito del Cristianesimo e il suo destino), dove sono poste in embrione le premesse della sua futura elaborazione filosofica, cioè vi sono in abbozzo il Principio, il Metodo e il Sistema filosofico futuro. Il Principio (Grund) è mutuato dal Vangelo di Giovanni ove sta scritto: "In principio era Logos… e il Logos si è fatto carne”, cioè la Ragione, il Razionale si è fatto reale, perché il reale diventasse razionale. Il Metodo lo troviamo nel confronto dialettico negativo che fa lui tra Religione greca (mancato senso del peccato), religione ebraica (amore della legge) e religione cristiana (lege dell’amore). Il Sistema è la sintesi operata dal Cristianesimo tra le due precedenti esperienze religiose, in quanto le supera e le porta a completamento e compimento, conciliando l’inconciliabile.

Esempio