Hegel

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Testo

Definizione di idealismo: dottrina filosofica che identifica la realtà con le idee, il reale con l’ideale; le idee sono il fondamento della realtà. L’idealismo vede le cose come materializzazione delle idee. Per Schelling le cose sono spirito materializzato ovvero spirito visibile. Per Hegel il fondamento della realtà è l’idea o l’essere.
Definizione di idea secondo Hegel e Kant: secondo Kant l’idea è un prodotto della ragione, è quindi un’illusione trascendentale perchè non è frutto di giudizi sintetici a priori (non fornisce scienza nè sapere). L’idea è astrazione e non ha nessun contenuto empirico (empirico=concetto della ragione a cui non corrisponde nessun dato dell’esperienza sensibile). Secondo Hegel l’idea è il fondamento della realtà, è l’Assoluto, la realtà. E’ studiata dalla logica come idea fuori di sè; nello spirito soggettivo oggettivo e assoluto come idea che ritorna in sè; e dalla filosofia (sintesi dello spirito assoluto) intesa come totalità.
Religione popolare e religione positiva negli scritti teologici giovanili: (gli scritti teologici giovanili non sono stati pubblicati da Hegel, ma dopo la sua morte. Si occupa di religione perchè vede le connessioni religione-politica, gli interessa la ricaduta che ha la religione negli aspetti politici. Vorrebbe una riforma in Germania e ritiene che riformando la religione si possa riformare anche lo stato) La religione popolare è quella olimpica perchè non insegna alla rinuncia ma insegna a godere della vita e a realizzarsi, favorisce la libera espressione di tutte le facoltà dell’uomo, restituisce all’uomo la dignità e la serenità. La religione della Grecia parla al popolo, alla fantasia attraverso i miti; ha dentro di sè un contenuto razionale destinato ad emergere; esalta la vita, le sue divinità sono espressione di una vita che si esprime al meglio. Le religioni positive sono quella ebraica e quella cristiana perchè si fondano su istituzioni e su concetti assunti dogmaticamente come fatti; non possono essere accolte dall’uomo perchè gli impongono la rinuncia a se stesso.
Ebraismo e Cristianesimo: l’ebraismo è la religione della scissione tra Dio e uomo; reprime l’uomo. Figure più significative della Bibbia come testimonianza della lontananza Dio-uomo: Mosè e Abramo. Gli ebrei sono isolati per la fedeltà al loro Dio, che è geloso e così condanna l’uomo all’infelicità. Il cristianesimo ha negli scritti giovanili una valenza negativa, ma poi viene recuperato. Dapprima ha causato sofferenza all’uomo e gli ha imposto una limitazione nel godere la vita per guadagnarsi un premio nella vita ultra-terrena. Poi viene visto come una religione assoluta perchè si avvicina alla filosofia e Cristo è visto come colui che ha superato la scissione.
Critica all’Illuminismo e a Kant: Hegel rifiuta la maniera illuministica di rapportarsi al mondo, in quanto gli illuministi, facendo dell’intelletto il giudice della storia, sono costretti a ritenere che il reale non è razionale. La ragione degli illuministi è finita e parziale e pretende di dare lezione alla realtà e alla storia, stabilendo come essa dovrebbe essere ma non è, mentre la realtà è sempre ciò che deve essere. Hegel critica Kant perchè con i suoi dualismi non riesce a cogliere l’infinito. Infatti per Kant le idee spingono la ricerca scientifica all’infinito, verso una compiutezza che essa non raggiungerà mai. L’essere non si adegua mai al dover essere, la realtà alla razionalità. Mentre secondo Hegel questa adeguazione è necessaria.Rimprovera anche a Kant di voler indagare la facoltà del conoscere prima di procedere a conoscere.
Critica a Fichte e Schelling: Hegel accusa il soggetivismo di Fichte di non riuscire ad assimilare l’oggetto, cioè di ridurlo a semplice ostacolo esterno dell’Io. Lo accusa anche di aver ridotto l’infinito a semplice meta ideale dell’Io finito, in questo modo il finito, per adeguarsi e ricongiungersi all’infinito, è lanciato in un progresso all’infinito che non raggiunge mai il suo termine (cattiva infinità); non supera mai il finito perchè lo fa continuamente risorgere. Hegel critica Schelling perchè concepisce l’Assoluto in modo a-dialettico, come un’unità statica da cui derivano in modo inespicabile la molteplicità e la differenziazione tra le cose (mentre per Hegel l’Assoluto è divenire). Critica il concetto dell’Assoluto di Schelling perchè è unità astratta priva di vita e concretezza interiore, quindi incapace di spiegare la molteplicità delle cose; lo paragona alla “notte nella quale tutte le vacche sono nere”. Schelling voleva conoscere la totalità senza coglierne il particolare; l’intuizione artistica coglie la totalità. Per Hegel l’intuizione artistica conosce per intuizioni mentre la filosofia conosce per concetti.
Definizione di conoscenza intuitiva, intellettuale e razionale: la conoscenza intuitiva si basa sulle intuizioni. E’ la conoscenza della totalità. La conoscenza intellettuale è la conoscenza del particolare, ma si lascia sfuggire la realtà. La conoscenza razionale è globale e particolare. Per Hegel la conoscenza razionale è l’organo della filosofia: ogni individuo è reale solo se costituito nei rapporti con il resto del mondo (Hegel recupera i valori dialettici di Platone: ogni individuo per essere se stesso, deve essere in rapporto con gli altri e si conosce solo in base ai rapporti con gli altri).
Perchè la Fenomenologia è il romanzo delle esperienze della coscienza? La “Fenomenologia dello spirito” illustra la via che la coscienza umana ha dovuto percorrere per giunere fino all’infinito. La Fenomenologia è la storia romanzata della coscienza, che attraverso erramenti, contrasti, scissioni, e quindi infelicità e dolore, esce dalla sua individualità, raggiunge l’universalità e si riconosce come ragione che è realtà e realtà che è ragione. Figura significativa della Fenomenologia è la coscienza infelice. Coscienza infelice in quanto non sa di essere tutta la realtà e perciò si ritrova scissa in differenze e conflitti dai quali esce solo arrivando alla coscienza di essere tutto. La prima fase della Fenomenologia ha una triade: la coscienza (oggetto), l’autocoscienza (soggetto) e la ragione (unità soggetto-oggetto).
Profilo della figura dello Spirito nella Fenomenologia con riferimento al rapporto servo-signore: il soggetto, vedendo l’oggetto, gli sembra che questo sia la realtà, ma questa conoscenza è insicura e perciò lo spirito (cioè l’Assoluto) si muove alla ricerca di altre forme di conoscenza più complete. Lo spirito acquista la coscienza di essere il soggetto attivo nell’atto conoscitivo e acquista piena consapevolezza di sè, pretendendo di dominare le cose. La coscienza diventa autocoscienza. L’autocoscienza presuppone la presenza di altre autocoscienze in grado di darle la certezza di essere tale; cioè l’uomo è autocoscienza solo se riesce a farsi riconoscere da un’altra autocoscienza. L’autocoscienza ha bisogno di affermarsi sugli altri, ma, dal momento che tutti gli spiriti hanno lo stesso desiderio, esplode il conflitto. Tale conflitto non si conclude con la morte delle autocoscienze (perchè si annullerebbe l’intera dialettica del riconoscimento), ma con il subordinarsi dell’una all’altra nel rapporto servo-signore. Il signore è colui che è arrivato alla vittoria affermando così la propria indipendenza. Il servo è colui che ha preferito la perdita della propria indipendenza, pur di salvare la vita. Il servo non può più vivere per se stesso, ma deve vivere per il suo signore. Il signore può vivere di sè. La servitù è l’espressione esteriore di un modo di essere interiore, chi subisce la condizione di servo la merita. Primo grado di affermazione di se stessi è l’imposizione della propria libertà su u altro. Il rapporto servo-signore è destinato a una inversione di ruoli. Infatti il signore, che prima era indipendente, nel momento in cui usufruisce del lavoro altrui, finisce per rendersi dipendente dal servo. Nel lavoro il servo imprime una forma alle cose dando luogo ad un’opera indipendente e autonoma che rappresenta il riflesso della raggiunta indipendenza del servo. Quindi il servo, che prima era dipendente, nel momento in cui trasforma e padroneggia le cose da cui il signore riceve il proprio sostentamento, finisce per rendersi indipendente dal signore. Il raggiungimento dell’indipendenza trova la sua manifestazione filosofica nello stoicismo (visione del mondo che evidenzia l’autosufficienza). L’auotocoscienza, come soggetto assoluto, è diventata ragione e ha assunto in sè ogni realtà. La ragione si divide in: ragione osservativa, ragione attiva, individualità in sè e per sè.
Perchè l’Assoluto è “l’essenza che si determina mediante il suo sviluppo”? Assoluto è ciò che può essere nelle sue potenzialità e si realizza mediante un suo processo, un suo sviluppo.
Confronto tra la logica di Hegel, Aristotele, Kant e Fichte: la logica di Hegel è scienza dell’idea pura nell’elemento astratto del pensiero, si identifica con la metafisica perchè è scienza della realtà, mentre quella di Kant e di Aristotele riguerda la forma. La logica di Kant studia le condizioni a priori della conoscenza; è una logica trascendentale. La logica di Aristotele è formale, studia le regole del pensiero, si basa sul principio di non contraddizione. La logica di Fichte è metafisica assoluta che si basa sulla deduzione delle categorie della realtà dall’Io puro. Parte dal concetto di essere e all’interno di questo concetto individua le categorie. La superiorità della filosofia di Hegel rispetto a quella di Fichte sta nel fatto che quest’ultima parte da un principio particolare e non dalla totalità.
Perchè la Natura è alienazione dell’idea? Alienazione: procasso di oggettivazione dell’idea che diventa realtà. L’idea si perde e diventa qualcosa di diverso da sè , diventa Natura. L’idea si aliena nella Natura. Da una parte l’idea nel momento in cui diventa Natura ha una caduta, una perdita; dall’altra questa perdita è necessaria all’idea per diventare cosa, Natura.
Perchè ogni individuo porta con sè “il suo germe innato di morte”? Perchè ogni individuo è inessenziale, non esprime l’essere nella sua totalità e quindi deve arrivare alla fine, deve morire. Le specie non muoiono mai perchè costituiscono un istema di gradi che culmina nell’uomo.
Definizione di spirito soggettivo e oggettivo: spirito soggettivo: (tesi della grande sintesi) esprime il momento in cui lo spirito si solleva dalla condizione di naturalità e acquisisce la capacità di manifestarsi, si manifesta nella forma di anima (studiata dall’antropologia , coscienza studiata dalla fenomenologia , psiche studiata dalla psicologia . Spirito oggettivo: (antitesi della grande sintesi) lo spirito si manifesta nelle istituzioni sociali concrete, lo spirito soggettivo si vuole realizzare. Momenti dello spirito oggettivo: diritto , moralità , eticità .
Definizione di Dialettica e confronto con Kant: la Dialettica è la legge che regola il divenire, in quanto l’Assoluto è divenire, e rappresenta la legge di sviluppo della realtà e la legge di comprensione della realtà. Momenti della Dialetica: astratto o intellettuale (si ferma alle determinazioni rigide e isolate della realtà), negativo-razionale (nega le determinazioni astratte dell’intelletto, mettendole in rapporto con le determinazioni opposte), positivo-razionale (coglie l’unità delle determinazioni opposte, ricomponendole in modo sintetico). La Dialettica consiste quindi 1) nell’affermazione di un concetto astratto e limitato, ossia la tesi; 2) nella negazione di questo concetto e nel passaggio ad un concetto opposto, ossia l’antitesi; 3) nell’unificazione della precedente affermazione e negazione in una sintesi positiva comprensiva di entrambe.
Definizione di diritto moralità e eticità: costituiscono la tride del spirito oggettivo. Il diritto deve garantire a ciascuno il proprio ambito di libertà; si può negare e violare. Torto: negazione del diritto; può essere di diversa gravità, il delitto è quello più grave, si nega la forma e la sostanza della legge, deve essere sottoposto a sanzione. Diritto , torto , sanzione . Moralità : nella moralità l’individuo accetta come legge solo quella interiore, accoglie la legge della coscienza. Il conflitto che nel diritto si manifestava esteriormente, nella moralità si manifesta interiormente (scissione tra la legge della ragione e le aspirazioni del soggetto). Eticità : il soggetto avverte l’esigenza di obbedire a una legge esteriore che corrisponda alla sua legge interiore. L’eticità è un’aspirazione a superare il conflitto. Il rapporto legge-individuo nel diritto è di costrizione, nella morale è di obbligazione, nell’eticità è di fiducia. Triade dell’eticità: famiglia , società , stato . (Famiglia. Sostanza etica realizzata immediatamente; è la spiritualizzazione dell’atto della procreazione. Occupazioni della famiglia: difesa del patrimonio ed educazione dei figli. Il compito della famiglia è quello di dissolversi per dare autonomia ai figli. I figli, diventati autonomi, formano la società. La società è una pluralità di famiglie in rapporto tra loro, esse formano connessioni per il benessere della comunità. La società civile provvede ai bisogni di sopravvivenza con il lavoro, tre classi: produttori, commercianti, funzionari. Nella società civile restano dei conflitti che non consentono di superare le scissioni tra le famiglie. Stato: livello superiore, riporta la molteplicità delle famiglie all’unità. Nello Stato si afferma lo spirito di un popolo, deriva dalla volontà di un sovrano di portare alla luce lo spirito di un popolo nel corso della storia. Lo stoto è sostanza etica compiutamente realizzata e consapevole di sè.).
Definizione di Stato, Stato come “sostanza etica consapevole di sè”: lo Stato è la sintesi della famiglia e della società. E’ l’affermazione più alta; è l’ingresso di Dio nella storia; è lo spirito che prende la forma delle istituzioni che esprimono lo spirito dei popoli; è la forma materiale storica dello spirito che vive nei popoli; è sostanza etica realizzata nella maniera più completa /consapevole di sè. E’ il modo più alto di esprimere la libertà, è sostanza etica realizzata. L’individuo è libero solo nello stato perchè le leggi realizzano lo spirito che ha dentro di sè. Ha una missione etica, un valore spirituale. Nasce dallo spirito di un popolo che emerge e acquista maturità nella storia.
Concezione della storia: il contenuto della storia è razionale. Una forza divina domina nel mondo: questa fede religiosa nella provvidenza implica la razionalità della storia. Fine della storia del mondo è che lo spirito giunga al sapere di ciò che esso è veramente e oggettivi questo sapere, lo realizzi facendone un mondo esistente, manifesti oggettivamente se stesso. Questo spirito è lo spirito del mondo che si incarna negli spiriti dei popoli che si succedono. I mezzi della storia sono gli individui con le loro passioni. L’azione di un individuo è tanto più efficace quanto più è conforme allo spirito del suo popolo. La tradizione è conservazione (attraverso gli individui conservatori) e progresso (attraverso gli eroi). Questi personaggi sono i veggenti: sanno qual è la verità del loro mondo e del loro tempo; il loro destino è il successo; essi apparentemente seguono la propria passione, ma in realtà l’astuzia della ragione si serve di loro per attuare i suoi fini. Il fine supremo della storia del mondo è la realizzazione della libertà dello spirito, che si realizza nello Stato. La storia è la successione di forme statali che costituiscono momenti di un divenire assoluto. Tre momenti della storia: il mondo orientale (uno solo è libero), il mondo greco-romano (alcuni sono liberi), il mondo germanico (tutti gli uomini sanno di essere liberi).

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