G. W. F. HEGEL (1770-1831)

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Testo

G. W. F. HEGEL (1770-1831)
Radici filosofiche
Nei primi anni dell’800 Hegel riflette circa le tematiche religiose e pubblica “Spirito del Cristianesimo e del suo destino”. Turbato dai numerosi conflitti presenti in Germania in quel periodo Hegel si prefigge di trovare un nuovo equilibrio che renda più armoniosi i rapporti. Per farlo, considerando la religione come un’espressione profonda di un popolo, riflette sull’essenza filosofica del messaggio cristiano, attraverso il suo tipico metodo di ragionamento, basato su tesi, antitesi e sintesi.
1) Grecità
I greci sapevano cosa fosse l’Anima Bella e erano stati in grado di conciliare perfettamente l’umano e il divino, il finito e l’infinito. Questa armonia era fonte di una felicità spontanea, immediata.
2) Ebraismo
Simbolo di profonda frattura, testimoniata dal contrasto Uomo-Dio, che può essere sintetizzato in un rapporto schiavo-padrone, in cui l’Uomo teme Dio in quanto questo punisce senza dare spiegazioni. Hegel definisce questo tipo di religiosità come della “coscienza infelice, scissa”.
3) Cristianesimo
Superamento, grazie all’amore simboleggiato da Cristo, della frattura insita nell’Ebraismo. Cristo è una sorta di ponte tra Cielo e Terra e la sua uccisione testimonia la fatale incomunicabilità tra Umano e Divino, nella cui unione risiede invece la vera vita.
Dialettica Hegeliana
Per cercare di superare il non-conciliato, il tragico, Hegel si serve della Ragion Dialettica, la facoltà attraverso la quale siamo in grado di conciliare due tesi antitetiche. La Ragione infatti, per essere tale, deve prima conoscere il conflitto e la verità può nascere solo dal superamento di due poli apparentemente inconciliabili, appunto in conflitto tra loro.
Mentre per Kant il termine “Dialettica” è riferito a qualcosa di deleterio per la conoscenza (per Kant le contraddizioni portano al fallimento, non alla filosofia), Hegel lo usa per designare lo strumento principe della sua filosofia.
La Dialettica è formata da 3 momenti essenziali che devono essere intesi come parti dinamiche di un processo.
1) Momento intellettuale
Viene esposta la tesi di partenza, un concetto astratto in cui opera l’intelletto (inteso come facoltà del pensare rigido, illuministico).
Bergson afferma che in Hegel “l’Intelletto è come una fotografia, mentre la Ragione è come un film”.
2) Momento Dialettico
Viene esposta un’antitesi che mette in luce la limitatezza della tesi. E’ un momento basilare perché ci fa capire i nostri limiti e ci offre la possibilità di confrontarci.
3) Momento Speculativo o Sintesi
Aufhebung: conservare e distruggere. Vengono conservati i primi due momenti ma allo stesso tempo vengono superati da una sintesi che li concilia in una posizione superiore
⇒ Processo Dialettico Triadico guidato e coordinato dalla Ragione.
Per Hegel l’Intelletto è la Ragione allo stadio iniziale, quando non è ancora consapevole del proprio stato.
Si può rileggere seguendo questo processo la riflessione sulle religioni: il mondo greco rappresenta la tesi (apparentemente c’è armonia, ma c’è incompletezza in quanto la tesi non ha conosciuto la crisi), l’Ebraismo rappresenta l’antitesi (la crisi non conosciuta dalla Grecità) e il Cristianesimo la sintesi (negazione della negazione: ha in sé le due precedenti religioni ma le supera arrivando a Cristo).
La Dialettica è tutto questo processo, è la Ragione nel suo farsi.
Fenomenologia dello Spirito (1807)
Rappresenta l’introduzione al vero e proprio Sistema Hegeliano, l’Enciclopedia.
La Fenomenologia è la storia della coscienza che si conosce attraverso il travaglio.
La filosofia è filosofia dell’Assoluto (oggetto e soggetto della filosofia stessa).
Si sviluppa su due piani:
- Coscienza del singolo che diventa autocoscienza dell’umanità
- Storia dello Spirito presentata attraverso la coscienza di alcuni grandi della storia
La coscienza esiste sempre in rapporto con qualcos’altro e la sua storia è la storia di come nello Spirito si sani la frattura presente in questo rapporto.
⇒ Coscienza = Storia di un processo (colto dalla Ragione)
Temi dell’Opera
- Introduzione: critica ai Romantici e ai sostenitori di una conoscenza intuitiva (x Hegel intuitivo = irrazionale) e rottura con Schelling (x Hegel la ragione è superiore all’arte come forma di conoscenza)
- Coscienza diventa Autocoscienza (in 3 tappe: sensibilità, percezione, intelletto)
⇒ da coscienza esteriore a coscienza interiore liberandosi dei limiti materiali
⇒ da coscienza a ragione di tipo universale
- Spirito: superamento della Ragione cui l’uomo giunge quando capisce la propria dimensione intersoggettiva e storica (la morale è individuale, l’etica è storica, quindi “collettiva”)
- Religione e Sapere Assoluto: mete della coscienza. La Religione non è perfetta perché coglie l’assoluto come rappresentazione interiore di Dio.
La “dialettica servo-padrone”
L’uomo arriva all’autocoscienza attraverso un incontro/scontro con gli altri.
Un servo è succube del padrone, ma quando capisce di essergli indispensabile per il lavoro che compie, ribalta i ruoli e diventa egli stesso padrone: attraverso il rapporto con gli altri (in questo caso con il padrone) è arrivato all’autocoscienza (rilettura socialista e proletaria di Marx).
Secondo Hegel un fattore importante del rapportarsi con gli altri è il lavoro, che rende umana la natura ostile e profondamente negativa.
La “coscienza infelice”
L’uomo romantico è come un crociato: cerca Cristo (l’Assoluto) ma trova solo un sepolcro vuoto (consapevolezza della materialità e contemporaneo anelito al divino).
La coscienza della vita è quindi coscienza di infelicità se la coscienza stessa non capisce che l’Assoluto che cerca in realtà è dentro di sé.

Lo Spirito
Lo spirito è il momento in cui l’Io si fa Noi e il Noi si fa Io, quando cioè l’uomo scopre la propria dimensione intersoggettiva e capisce di essere libera volontà in mezzo ad altre libere volontà.
Per far sì che queste volontà non si ledano tra loro ci sono i diritti.
1) Il Diritto
Il diritto rende l’uomo consapevole di essere una persona, ma allo stesso tempo il diritto è una coercizione esterna che limita la libera volontà e lo rende consapevole dell’esistenza di regole imposte
2) La Moralità
La moralità è il superamento della fase precedente, cioè è l’interiorizzazione delle regole imposte, che diventano così degli imperativi personali, interiori. Nella morale ciò che conta sono le intenzioni, non il fine.
Tuttavia anche questa fase deve essere superata perché crea una contraddizione tra le regole che l’uomo impone a sé stesso e quelle che si impone nella vita con gli altri
⇒ contraddizione tra “essere e dover essere”
3) L’Eticità
Il significato Hegeliano di questo termine sta nella parola originale: ethos, che significa sia il comportamento del singolo sia le tradizioni comuni.
⇒ è la perfetta armonia tra le proprie regole e quelle imposte, la perfetta fusione tra l’uomo e la società in cui vive
⇒ facendo il proprio bene si fa anche il bene della società
L’eticità si realizza in 3 momenti:
- Famiglia (divisa a sua volta in matrimonio, patrimonio ed educazione dei figli)
- Società Civile
- Stato come conciliazione tra la giusta azione del singolo e il bene dell’umanità. In particolare Hegel considera ottimale la Monarchia Costituzionale esaltando quindi lo Stato Prussiano del tempo ed attirandosi accuse di essere troppo filogovernativo.
Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio (1817)
L’enciclopedia filosofica rappresenta un sapere sistematico, organico, concettuale e triadico che, attraverso una conoscenza progressiva, porta l’uomo ad una conoscenza articolata dell’Assoluto.
Analizza:
1) Scienza della Logica
Studio dell’idea pura, astratta, cioè studio dei meccanismi del pensiero, “della mente di Dio prima della creazione del Mondo”.
Hegel riprende e adatta i concetti di categoria di Aristotele (considerate attraverso schemi triadici), gli schemi a priori di Kant (le idee sono attive) e l’identità tra pensare ed essere di Parmenide.
2) Filosofia della Natura
L’idea si aliena, esce da sé e con un’estrinsecazione spazio-temporale si fa materialità
⇒ Natura vs Libertà perché la Natura è definita, rigida (“L’atto più basso del peggior criminale è meglio dello spettacolo naturale più bello”)
3) Filosofia dello Spirito
Lo Spirito è la libertà che si auto-realizza liberandosi di tutti gli ostacoli materiali.
Indaga come la Ragione sia Ragione e come ragioni al concetto.
Concetto di Alienazione
Alienarsi significa perdere la propria coscienza. Per Hegel è un concetto tipico della Natura che si fa altro, si aliena appunto, dallo Spirito. Pur avendo un’accezione apparentemente negativa, l’alienazione è una tappa necessaria all’interno del processo che porta allo spirito e quindi per Hegel assume addirittura un significato positivo.
Fuerbach userà poi questo termina riferendosi al rapporto uomo-Dio affermando che l’umo si aliena cedendo a Dio le proprie qualità migliori.
Marx parlerà di alienazione socio-economica come condizione dei lavoratori.
Freud, infine, considererà l’alienazione come il momento in cui l’uomo perde la propria coscienza diventando succube delle proprie fobie.
Filosofia della Natura
Rappresenta l’antitesi all’interno dello schema triadico e risulta essere la fase in cui domina l’accidentalità, il caso, cioè la fase in cui è totalmente assente lo Spirito
⇒ la Natura non ha coscienza di sé
3 momenti:
1) Natura Meccanica
Studio fisico degli oggetti
2) Natura Fisica
Studio della Dinamica, delle sue leggi e quindi della Natura in movimento
3) Natura Organica
Animalità non in grado di cogliere lo Spirito
⇒ l’uomo per completarsi deve diventare consapevole di sé e del mondo
⇒ ha bisogno dello Spirito
La Scienza
Secondo Hegel il sapere scientifico è troppo settoriale, catalogativi e l’empirismo è troppo casuale: la ricerca non deve cercare le leggi, ma deve capire i collegamenti che regolano il Mondo
⇒ per poter capire il vero senso delle cose, il Sapere deve essere concettuale e intenzionato
La Storia
Secondo Hegel sono reali solo quei fatti che hanno portato dei cambiamenti significativi (guerre Persiane), il resto è accidentalità (guerre del Peloponneso): “tutto ciò che è razionale è reale, tutto ciò che è reale è razionale”
⇒ la vita è pienamente comprensibile
⇒ visione progressiva della storia
Se la razionalità è la progressiva conquista dello Spirito, la storia è la progressiva conquista della razionalità e di realizzazione dello spirito.
La storia deve sempre essere intesa come storia di liberazione:
1) Storia Orientale: libertà di uno
2) Storia Greco-Romana: libertà di pchi
3) Storia Germanica: libertà di tutti perché si è capito cosa sia la coscienza della libertà, ma questa per ora rimane ferma ad una pinao potenziale.
I grandi personaggi della storia sono inoltre visti come dei burattini manovrati dalla ragione per realizzare questa progressiva liberazione.
In politica difende la teoria di Adam Smith della “mano invisibile”, da importanza al popolo e allo stesso tempo esalta la monarchia. Per lui lo “stato di materialità” è qualcosa di irrazionale perché non riesce a conciliare ragione e ricchezza.
Lo Spirito Assoluto
Lo spirito assoluto viene colto solo da una ragione pienamente consapevole di sé.
Si articola in 3 momenti:
1) L’Arte, cioè l’assoluto come intuizione sensibile e come conoscenza estetica:
a) Arte simbolica: il contenuto supera la forma perché l’uomo non lo domina
ancora
b) Arte classica Greca: forma+contenuto=armonia=bellezza
c) Arte Romantica: tanto materiale ma poca ispirazione a causa del mondo borghese (rischio di “morte dell’arte”)
2) La Religione, cioè l’assoluto come rappresentazione interiore non razionale, non mediata e mistica che raggiunge il suo punto più alto con la devozione che è il momento in cui il cuore del fedele si fonde con Dio.
a) Religione Orientale: assoluto = astri
b) Religione Greco-Romana: assoluto = Dei antropomorfi
c) Religione Cristiano-Germanica: Assoluto = Dio, ha preparato tutti i temi per la
filosofia (Trinità vista come modello dello schema triadico)
3) La Filosofia, cioè l’assoluto come processo spirituale dinamico a tappe che porta all’assoluto come concetto.
a) Filosofia Greca
b) Filosofia Medioevale Cristiana
c) Filosofia Germanica
Filosofia = cogliere il proprio tempo attraverso il pensiero, analizzando i tratti essenziali del presente e trovando i concetti delle cose.

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