Freud: Lo studio dell'isteria

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Testo

Freud
Lo studio dell’isteria
Freud frequentò la scuola neurofisiologica di E.W. Brucke, rappresentante di una corrente di psicologia scientifica che mirava a una teoria generale del funzionamento della psiche, mediante la costruzione di sistemi di ipotesi basati su dati sperimentali. Fu allievo di Meynert che ricercava la causa dei disturbi psichici in specifiche alterazioni organiche del sistema nervoso e tralasciava l’apetto terapeutico vero e proprio, utilizzando il rapporto con il paziente per tracciare un quadro sintomatologico completo. L’impostazione positivistica di Meynert venne compensata dallo studio delle tecniche ipnotiche utilizzate a fine terapeutico da Charcot e da Bernheim. Charcot supponeva che da una delle cause dell’affezione psichica fosse la degenerazione organica, ma che l’altra fosse un trauma psichico che l’ipnosi può inibire. Questa teoria portò all’idea che la matrice dell’isteria fosse psicologica e non organica.
BREUER – Secondo breuer i sintomi isterici non hanno cause organiche dirette, ma sono la somatizzazione di un disturbo psichico profondo, originato da un evento traumatico e inaccessibile alla consapevolezza del paziente. La cura mediante ipnosi assunse il nome di metodo catartico. Nel corso del sonno ipnotico, il paziente era sollecitato a rievocare attivamente le proprie esperienze ed i propri sentimenti.Freud e Breuer constatarono che proprio la verbalizzazione completa dei traumi e delle esperienze affettive più dolorose comportava l’attenuazione o persino la scomparsa della sintomatologia isterica.La teoria sviluppata da Breuer e Freud per spiegare l’origine dell’isteria affermava che alla radice dell’affezione vi era un trauma vissuto in uno stato di coscienza ipnoide, caratterizzato cioè dalla percezione molto vivida, ma non cosciente, di rappresentazioni. Questa circostanza avrebbe così comportato la rimozione dei potenti affetti vissuti durante il trauma in una sfera psichica separata. Da ciò si sarebbe originata la dissociazione del paziente, il quale, non essendo in grado di far emergere quegli affetti a livello cosciente, li avrebbe manifestati sul piano somatico come sintomi.
Il processo psichico poggia su un substrato materiale, il sistema neurale, attraverso il quale circola una carica di energia proporzionata alla quantità di stimoli che il soggetto riceve. L’apparato nervoso portatore di questa carica tende, in prima istanza, a scaricarsi, ad annullare completamente la propria energia. Una parte del sistema nervoso, in cui risiede l’IO (un aggregato di rappresentazioni relativamente stabili), ha invece la funzione di impedire l’annullarsi totale dell’energia psichica mediante scarica.
L’attività psichica che mira alla scarica è inconscia ed è costituita da un processo primario, che si identifica in un riflesso. L’attività psichica dell’Io lega e immagazzina l’energia, processo secondario.
Alla base della patologia vi è una rappresentazione, un’esperienza che risulta inaccettabile. Se le difese razionali non hanno successo, entrano in gioco i meccanismi di difesa anteriori alla coscienza razionale, il principale è la rimozione. Essi vengono così respinti nell’incoscio. Per alleviare la forte tensione dovuta alla massa di rappresentazioni rimosse, l’Io è costretto a lasciar defluire atti, gesti e parole che soddisfino in qualche misura i pensieri repressi.
La formazione del metodo terapeudico
Scoprì attraverso l’esperienza clinica che le storie traumatiche dei nevrotici erano legate a vissuti a sfondo e contenuto sessuale.
TRANSFERT – forte attaccamento emotivo, talora anche ostile, che il paziente nevrotico esprime nei confronti del medico durante la terapia catartica. Freud constatò che esso risultava difficile da eliminare alla fine della terapia, e che la guarigione dell’isterico non poteva mai dirsi completamente assicurata a causa della relazione tra ricaduta e fissazione erotica del paziente sulla persona del medico.
UTILIZZAZIONE TERAPEUTICA TRANSFERT – la turba sessuale da cui si origina la nevrosi impedisce al paziente di soddisfare i propri desideri, che l’io giudica sconvenienti e li reprime. Il desiderio sessuale inconscio tuttavia permane. Il terapeuta non darà soddisfazione reale ai bisogni erotici del paziente, ma accoglierà il desiderio espressivo che questi gli rivolge e incanalerà i suoi sentimenti erotici ed ostili in una situazione analitica intessuta di regole. La sua regola fondamentale consiste nell’impegno del paziente all’assoluta sincerità e alla completezza delle sue comunicazioni al terapeuta. Lo psicanalista sfrutta questa libera associazione per scoprire la resistenza.
Dal 1896 si dedicò sistematicamente all’analisi dei propri sogni e si convinse che essi fungono da espressioni di desideri e bisogni inconsci, prevalentemente di natura sessuale. Nel sonno i desideri rimossi rimangono attivi, mentre la forza dell’Io diminuisce poiché non deve far fronte alle richieste della realtà esterna, i desideri allora si esprimono in rappresentazioni. Al contenuto latente, inconscio, costituito dai desideri rimossi, si sostituisce così, mediante lavoro onirico, un contenuto manifesto del sogno.
Le tecniche di trasformazione del contenuto latente in contenuto manifesto sono tre:
lo spostamento – una rappresentazione è sostituita da un’altra che le si avvicina
la condensazione – rappresentazioni latenti affini sono fuse in una sola
il simbolismo – il rapporto semantico costante tra immagini e contenuti. I campi: il corpo, la sessualità,la nascita, la morte.
Invitando il paziente a collegare a ogni immagine del sogno una catena di libere associazioni, si risale lungo la strada percorsa dai meccanismi di Spostamento e di condensazione e ci si avvicina al contenuto latente.
La teoria freudiana della sessualità
Considera l’istinto sessuale come portatore di un’energia, la libido (energia psichica delle pulsioni sessuali).La soddisfazione del desideriosessuale mediante l’attività sessuale genitale è possibile solo in presenza di una maturazione completa, biologica e psicologica. Il raggiungimento della maturità biologica coincide con il raggiungimento della pubertà e lo sviluppo dei caratteri sessuali; la maturità psicologica attraversa tutte le tappe dell’infanzia e dell’adolescenza. Tre tappe: La fase orale, la fase anale, la fase fallica.
Nel bambino circola l’energia libidica che causa dei comportamenti che provocano piacere e alleviano lo stato di eccitazione che l’accumularsi della libido comporta. La prima fase perciò è quella orale. La seconda fase è quella anale ed è legataall’educazione sfinterica impartita al bambino, che gli consente di apprendere come controllare l’espulsione delle feci e dell’urina. Trattenendo e rilasciando gli escrementi, si sensibilizzano le zone erogene anale e uretrale e viene così attivata un’altra fonte di piacere. La terza fase, fallica, è legata alla scoperta della differenza sessuale tra maschio e femmina e alla consapevolezza del piacere ottenibile mediante la manipolazione dei genitali.
COMPLESSO EDIPICO – Il rapporto con l’oggetto si concentra nella predilezione per l genitore di sesso opposto, così nasce una forte rivalità nei confronti del genitore delle stesso sesso. ANGOSCIA DI CASTRAZIONE – gli adulti puniscono e disapprovano le manipolazioni genitali dei bambini e vietano i desideri incestuosi da essi concepiti. L’immaturità psicologica e biologica e l’angoscia per l’impossibilità di soddisfazione del desiderio, comportano la rimozione del complesso edipico e di tutta la vicenda infantile. Il bambino apprende la differenza tra piacere e realtà, e si identificherà con il genitore del proprio sesso, fino a quando la maturità puberale non ne risveglierà le pulsioni sessuali e riproporrà il conflitto edipico in modo cosciente. Se lo sviluppo del soggetto sarà stato organico, l’individuo sarà pronto a entrare nella fase genitale. Se lo sviluppo non si compie si può avere una regressione a uno stato più arcaico, nel quale il soggetto non ha trovato sufficiente soddisfazione, oppure una fissazione allo stadioin cui al contrario trovò soddisfacimento, apposto della progressione della fase fallica a quella genitale. A questi fenomeni si devono le perversioni sessuali.
La perversione e la nevrosi sono da interpretarsi unitariamente come difese contro l’angoscia di castrazione: la perversione si difende dall’angoscia regredendo a forme infantili, pregenitali, di organizzazione della libido, cui da comunque sfogo; la nevrosi, invece, se ne mette ala riparo mediante una rimozione generalizzata delle tendenze lipidiche.
La metapsicologia freudiana:
dalla prima alla seconda topica
Prima topica: la vita psichica è considerate un processo conflittuale di energie, associate a rappresentazioni. Abbiamo tre province psichiche, inconscio, preconscio e conscio .
L’inconscio è il luogo in cui si depositano tutte le emozioni che sono insopportabili alla nostra coscienza, che poi riaffiorano nel preconscio. Il conscio è l’ultimo stato ed è la realtà.
PRINCIPIO DI NIRVANA – tendenza dell’apparato psichico a ridurre a zero assoluto la propria carica di eccitazione.
La pulsione è una spinta determinata da una certa quantità di eccitazione
PULSIONE DI MORTE o THANATOS – tendenza all’annichilimento e all’autodistruzione
PULSIONE DI VITA o EROS – tendenza all’autorealizzazione, all’espressione e alla trasformazione, pulsioni dell’Io (autoconservazione) e pulsioni rivolte all’oggetto (sessuali).
ES – serbatoio di tutte le nostre pulsioni, il luodo dove lo psichico si apre al somatico e viceversa, il deposito del materiale psichico rimosso.
SUPER IO – i divieti che ci vengono dall’esterno ed è depositata l’identificazione con le figure parentali.
IO – interagisce tra es e super io per trovare una mediazione, ha una unzione di filtro tra inconscio e realtà.

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