Francesco Bacone

Materie:Altro
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Testo

Francesco Bacone
La vita di Francesco Bacone si svolge in una fase di tumultuoso sviluppo dell’Inghilterra,durante il regno di Elisabetta I. Nell’età elisabettiana l’Inghilterra si afferma come potenza economica e politica. Questo periodo segna anche l’avvio di una grande fioritura culturale,che non è più limitata a ristrette cerchie intellettuali,ma tende a diffondersi nei ceti medi urbani.
Sviluppo scientifico e rigenerazione umana
Bacone associa la cultura nuova,la scienza,a un più generale processo di rigenerazione etico-religiosa dell’umanità avviato dalla Riforma. Inoltre,ritiene che il rinnovamento scientifico faccia parte di un più complessivo sviluppo del sapere,che dovrebbe precedere la fine del mondo e aiutare gli uomini a liberarsi dagli effetti del peccato originale. Se con il peccato l’uomo ha perso anche il suo dominio sul creato,con la religione egli potrà recuperare l’innocenza e con la scienza può affermare il suo dominio sul mondo.
La verità è figlia del tempo
Sin dai primi scritti Bacone dichiara l’insufficienza del sapere tradizionale. Anzitutto di quel sapere aristotelico,privo di concretezza;e soprattutto sterile,incapace di produrre opere vantaggiose per il genere umano. Anche il sapere rinascimentale è per lui insufficiente perché si basa su esperimenti ciechi e disordinati,su procedimenti confusi e contraddittori,condotti a caso e su un’analisi dei fenomeni naturali vaga e ambigua.
Cosi la filosofia della natura dei Greci e quella degli alchimisti,costituiscono due gramigne di cui dobbiamo liberarci,se vogliamo far fiorire la scienza:la prima è basata sulle parole,la seconda è basata sull’impostura;la prima non fallisce mai nel moltiplicare le parole e la seconda fallisce sempre nel moltiplicare l’oro. In realtà,la cultura antica è una specie di infanzia della scienza:è immatura,legata a contese e dispute latranti e incapace di generare,di produrre frutti fecondi. La verità è figlia del tempo,non dell’autorità. E’ frutto di un’indagine incessante,che non può essere ostacolata dagli impedimenti della tradizione. La vecchia autorità del passato e della tradizione sta morendo e una nuova autorità,basata sulla ragione e sull’esperienza sta nascendo.
Una scienza lucifera e fructifera
Il fine della scienza è comprensione dei segreti che la natura nasconde e la trasformazione e la manipolazione delle cose per farne prodottoti utili all’uomo,cioè per arricchire la vita umana di nuove scoperte e di nuovi poteri. Egli è perfettamente consapevole del legame fra la sua concezione della scienza e quella della magia. Ma quest’ultima è frutto di un’azione mirante a scopi di utilità sociale e i suoi procedimenti debbono essere considerati non come arcani,ma come pratiche pubbliche. La produttività del conoscere,la sua fecondità,la capacità di determinare conseguenze utili viene vista come un criterio di verità,in quanto ciò che è utile in pratica è più giusto in teoria. Questa concezione utilitaristica della verità verrà più volte ripresa e discussa e fortemente criticata da parte di chi l’accuserà di essere troppo schematica e di subordinare il valore conoscitivo della scienza alla sua utilità.
Le invenzioni e il progresso
Bacone intuisce che il sapere tecnico-scientifico costituisce il principale fattore di progresso dell’umanità. Più ancora del fondatore di una città e di uno Stato,è l’inventore ad essere descritto da Bacone come il vero benefattore del genere umano. Cosi,la storia della civiltà viene quasi a identificarsi con la storia dello sviluppo della tecnica e della scienza. Bacone è consapevole che le tecniche possono esser volte sia al bene che al male.
Enciclopedia del Sapere e comunità scientifica
Il progetto baconiano richiede una riorganizzazione del sapere e prevede un’azione pratica di organizzazione della ricerca,da attuare mediante un’opera complessiva,nella quale il sapere dovrebbe essere ridefinito e posto su nuove basi. Il quadro della cultura di articola in tre parti fondamentali :la memoria,su cui si fonda la storia;la fantasia su ci si fonda la poesia;la ragione su cui si fondano la filosofia prima e le scienza particolari. Per Bacone si tratta di realizzare un’ enciclopedia diversa dalle altre,e di criticare e denunciare ciò che non è stato fatto e di ciò che si potrebbe fare ove la ricerca fosse sostenuta da un metodo e da una visione del mondo adeguati.
Il sogno di Bacone è quello di una comunità della scienza che operi solidamente facendo progredire incessantemente la società attraverso un accumulo di conoscenza e di innovazioni tecniche e realizzando il sogno umano di una vita sicura e tranquilla.
Il metodo
In Bacone la critica ad Aristotele è radicale e ha nel metodo uno dei suoi punti fermi. Egli ritiene che quello filosofico greco sia un metodo che ha perso ogni validità. Il sillogismo aristotelico è del tutto sterile e improduttivo,incapace di favorire l’acquisizione di un nuovo sapere. In realtà la logica tradizionale era uno strumento imperfetto di conoscenza;costituiva un’anticipazione della natura,cioè pretendeva di anticipare ciò che la natura mostra di se stessa solo attraverso l’esperienza. Quindi la logica deve permettere un’interpretazione della natura.
Formiche,ragni api.
Il nuovo Organon è il titolo dell’opera più famosa di Bacone. Compito del metodo è quello di espugnare la natura. Nei Cogita et visa Bacone paragona il metodo seguito dagli Empiristi e dai Razionalisti a quello delle formiche e dei ragni:come le formiche,gli Empiristi mirano unicamente a raccogliere e ad immagazzinare i dati dell’esperienza,mentre i Razionalisti come i ragni tirano fuori tele dalla propria testa. Egli suggerisce di seguire il metodo delle api,che è intermedio tra quei due. Anche le api raccolgono il materiale dai fiori del giardino e dei campi,ma non si accontentano di immagazzinarlo,in quanto lo modificano e lo digeriscono,cioè lo rielaborano e cosi se ne servono per i loro scopi. Questa è la via che Bacone invita a intraprendere. Essa si basa su una sintesi fra cogitare e videre,fra pensare e osservare. Questi momenti non possono essere concepiti separatamente. Occorre invece,realizzare una conoscenza che sappia interpretarne il significato,inserendoli in un contesto generale di spiegazione,permettendo all’individuo di uscire dal chiuso mondo della sua sensibilità e della sua particolarità e di entrare nel mondo comune a tutti.
La critica dei pregiudizi o idola
L’idea guida del metodo baconiano è espressa da una formula divenuta famosa: non si vince la natura se non obbedendole. Obbedire alla natura significa aderire ai dati dell’esperienza,prendere atto della realtà delle cose,per poterla poi controllare.
Ma condizione fondamentale e preliminare è liberare la mente dai pregiudizi o idola,dalle illusioni che la offuscano e ne limitano la potenza d’agire:pregiudizi generati dai caratteri stessi della natura umana. Questa attenzione critica nei confronti delle possibili deformazioni della conoscenza umana deve essere continua,proprio perché esse si possono sempre riprodurre. Vi sono quattro tipi di pregiudizio:i primi due sono radicati nella natura umana;gli altri due sono indotti dall’esterno.
• Gli idoli della tribù sono connaturati all’uomo. Essi sono dovuti all’insufficienza dei sensi. Tale insufficienza porta l’intelletto a vedere delle uniformità,delle regolarità dove esse non sussistono.
• Gli idoli della spelonca sono legati alle inclinazioni proprie di ciascun individuo,che in sé é come una caverna che rifrange e deforma la luce della natura. Tali inclinazioni partigiane derivano dal carattere,dai gusti personali,dalle abitudini acquisite attraverso l’educazione,dai libri che vengono letti.
• Gli idoli del foro cioè del mercato sono forse i più pericolosi. Essi hanno origine dalla società e dal linguaggio che gli uomini usano per comunicare fra loro. Bacone svolge un’analisi accurata degli equivoci e delle distorsioni che esso può generare. La ragione non domina le parole. Queste hanno una grande forza sull’intelletto fino a rendere sofistiche e inattive la filosofia e le scienza.
• Gli idoli del teatro sono costituiti dalla tradizione culturale,dalle filosofie antiche e medioevali. Queste sono come favole,che narrano di mondi fittizi e che vengono recitate e rappresentate come in un teatro. Esse poggiano su dogmi e su errate dimostrazioni.
La teoria dell’induzione e le tavole
Dedicata l’intera prima parte del Novum Organumm,come pars destruens alla critica dei vincoli e dei limiti che ostacolano i procedimenti della mente umana,nella seconda,come pars costruens,Bacone descrive le linee del metodo. La sua via esclude sia la conoscenza astratta e improduttiva dei Razionalisti,sia quella concreta,ma disordinata e confusa degli Empiristi,. Contempla un procedimento ordinato,graduale da cui procede con prime generalizzazioni. Bacone basa il suo metodo sull’esperienza. Ma su un’experientia letterata,cioè ordinata e rielaborata con un metodo rigoroso. Tale metodo è basato sull’induzione che utilizza sia la sensibilità che l’intelletto:le due facoltà si disciplinano reciprocamente. Il punto di partenza del metodo baconiano è il repertorio d tutte le osservazione che gli uomini hanno raccolto sui fenomeni naturali. Questi dati vengono ordinati mediante tre tavole.
La prima è la tavola della presenza,che registra ed enumera la presenza del fenomeno,oggetto di studio in una varietà di casi.
La seconda è la tavola dell’assenza ,che descrive il mancato verificarsi di un fenomeno in situazioni in prossimità a quelle in cui si verifica.
La terza è la tavola dei gradi o tavole delle comparazioni che riporta minuziosamente questi dati.

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