Filosofia e scienza nell'antica Grecia

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Testo

Caratteri della filosofia, della scienza greca e della civiltà greca

Caratteri della filosofia greca

La tesi di una derivazione orientale della filosofia greca non si trova in alcun autore dell’età classica.
L’ipotesi di una genesi orientale del pensiero greco si diffuse soltanto in epoca ellenistica.
In realtà, è quasi certo che i primi filosofi greci non abbiano avuto notizie circa le dottrine dell’estremo Oriente e quei popoli dell’Oriente con cui vennero a contatto possedevano una sapienza di stampo religioso e cosmologico, relativa cioè alla nascita dell’universo, ma non una vera e propria sapienza filosofica.
Inoltre, anche se si presume la derivazione orientale di qualche dottrina dell’antica Grecia, ciò non significa che bisogna attribuire l’origine della filosofia greca all’Oriente.
Infatti, la sapienza orientale è di tipo religioso e tradizionalistico, invece quella greca si presenta come una ricerca critica e razionale, che nasce da un atto fondamentale di libertà di fronte alla tradizione e che si fonda sulla forza del pensiero, il quale è riconosciuto come unica guida.
Ogni uomo, secondo i greci, può filosofare, in quanto “animale ragionevole” e la sua “ragionevolezza” consiste nel cercare autonomamente la verità.

Caratteri della scienza greca

Per quanto riguarda la scienza, oggi si è d’accordo nell’ammettere un legame tra scienza orientale e scienza greca.
Tuttavia gli occidentalisti mettono in luce la profonda diversità di indirizzi e di metodi che separa la scienza dei Greci da quella degli altri popoli.
Il tratto differenziale specifico sta nel carattere teorico.
Infatti, mentre gli Egiziani e i Mesopotamici sviluppavano le scienze per scopi di interesse pratico, i Greci tendevano a coltivarle per desiderio di conoscere e comprendere il “perché” delle cose.
Ad esempio, la competenza astronomica dei Babilonesi aveva come obiettivo la previsione delle sciagure e si limitava a prendere atto delle cose senza chiedersi il perché.
I primi filosofi greci, invece, videro nell’astronomia una scienza naturale e quindi si chiesero il perché delle cose.
Perciò alla semplice descrizione, essi sostituirono l’esigenza di una spiegazione naturale e razionale.
Così facendo, i Greci giunsero a quell’idea dell’astronomia come pura ricerca teorica.
Allo stesso modo, le conoscenze matematiche dell’Egitto presentano un carattere pratico, difettano di spirito scientifico e sono prive di quelle tipiche conquiste greche, che sono la formula e la legge, cioè l’inclusione degli illimitati casi possibili in una regola astratta.

Sebbene qualche studioso abbia sostenuto l’inopportunità di irrigidire la distinzione tra atteggiamento pratico-orientale e atteggiamento teorico-greco in una differenza qualitativa, ciò non cambia la sostanza del problema.
Inoltre, anche se si ipotizza che qualche isolato sacerdote egizio o mesopotamico abbia raggiunto livelli superiori di scientificità, con questo non si sminuisce affatto l’originalità dei Greci, che sono stati i primi ad impegnarsi pubblicamente in un determinato tipo di ricerca.
Quanto si è detto spiega, in conclusione, perché gli storici odierni, nonostante l’interesse per le grandi filosofie dell’Oriente, continuino a ripetere che “la filosofia e la scienza sono nate in Grecia”.

Caratteri e sviluppo della civiltà greca

I fattori che hanno reso possibile il sorgere del pensiero greco sono attribuiti alle condizioni e all’originalità del tipo di civiltà creato da essi stessi.
Le civiltà pre-greche erano monarchie stataliste e accentratrici, con potenti caste sacerdotali e guerriere che possedevano le chiavi del potere e del sapere.
Esse avevano quindi un carattere tendenzialmente autoritario e tradizionalista, quindi statico, e perciò lo sviluppo di un pensiero filosofico avrebbe trovato molti ostacoli.
In Grecia, invece, al posto di una monarchia patriarcale e di uno Stato accentratore, vi erano governi e repubbliche di tipo aristocratico e una costellazione di città-Stato (póleis); inoltre, a differenza della civiltà orientale, le caste sacerdotali avevano poco potere e scarsa rilevanza.
Nonostante ciò, comunque, le póleis greche proseguivano verso forme di direzione democratica, le prime della storia del mondo.
A determinare questa evoluzione contribuisce probabilmente un ceto plutocratico, cioè una classe benestante formatasi attraverso i commerci marittimi; tale ceto finisce per ingaggiare una lotta contro il monopolio della vecchia aristocrazia a base agraria, il cui risultato è l’affermazione dell’”isonomia”, ovvero del principio secondo cui i ceti devono godere di uguali diritti politici, e dell’autocostruzione della polis come comunità di uomini liberi che decidono autonomamente.
In un ambiente soci-politico del genere, caratterizzato dal cambiamento e dalla messa in discussione dei modelli tradizionali, la filosofia ha modo di emergere e di rafforzarsi.
Inoltre, con la mancanza di una classe sacerdotale, il libero pensiero dei filosofi ha modo di affermarsi più facilmente.

Il nome e il concetto di filosofia presso i Greci

In Grecia la parola “filosofia” compare relativamente tardi.
Secondo una tradizione molto nota, Pitagora sarebbe stato il primo ad utilizzarla in modo specifico.
Egli paragonava la vita alle grandi feste di Olimpia, dove alcuni si radunavano per affari, altri per partecipare alle gare, altri per divertirsi, e solo alcuni per vedere ciò che avveniva: questi ultimi sono i filosofi (vi è proprio un distacco tra la contemplazione disinteressata dei filosofi e l’affaccendamento degli altri uomini).
Ma in Grecia la filosofia ebbe anche il valore di una saggezza che deve guidare tutte le faccende della vita.
Più tardi, la parola “filosofia” viene ad assumere due significati fondamentali: il primo, quello della ricerca autonoma e razionale, il secondo indica una particolare ricerca che ha come oggetto di studio ciò che in qualche modo è fondamentale, sia in relazione alla realtà (metafisica), sia in relazione alla conoscenza (gnoseologia, logica), sia in relazione al comportamento (etica, politica).
In sintesi, la filosofia presso i Greci assunse il carattere di ricerca radicale sui fondamenti dell’essere, del conoscere e dell’agire e fu perciò considerata la “regina” del sapere.

Esempio



  


  1. claudia

    la filosofia e la scienza

  2. gh

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