Epicureismo

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Testo

EPICUREISMO.
Epicureo vede la filosofia come la via per raggiungere la felicità e per questo deve servire come quadruplice farmaco:

MALI TERAPIA
1) paura degli dei / dell’aldilà → gli dei non si occupano degli uomini
2) paura della morte → quando ci siamo noi non c’è, quando c’è non ci siamo noi
3)mancanza della felicità → la felicità è facilmente raggiungibile
4)dolore fisico → se è acuto è provvisorio o porta alla morte, se è lieve è
sopportabile.
ETICA DELL’EPICUREISMO
Aponia: no dolore
Piacere stabile => privazione del dolore
Felicità = piacere Atarassia: no turbamento
Piacere in movimento => gioia e letizia
Naturali: - necessari [mangiare]
Esistono bisogni - non necessari [mangiare troppo]
Vani : - lusso
Per Epicuro solo i desideri naturali e necessari devono venir appagati.
Le virtù sono condizione reciproca della felicità [ saggezza = prima virtù]
➢ calcolo dei piaceri
➢ scelta e limitazione dei bisogni
➢ raggiungimento aponia e atarassia
AMICIZIA SECONDO EPICURO
Comandamento epicureo: vivi nascosto
Epicuro crede nell’amicizia ma disdegna la politica e i suoi affanni; ritenendo che i beni supremi dell’uomo non risiedessero nei fasti* del potere, ma nella serenità dell’animo.

* insieme di prestigio, lusso e privilegi.
IL PIACERE (= felicità)
“ non si è mai troppo vecchi e troppo giovani per essere felici””
Epicuro ritiene che il sommo bene sia il piacere(edonè) e ne distingue due tipi:
➢ piacere catastematico
➢ piacere cinetico
Per piacere cinetico si intende il piacere che dure per un istante e lascia poi l’uomo più insoddisfatto di prima. Sono piaceri cinetici quelli legati al corpo, alla soddisfazione dei seni.
Il piacere catastematico è, al contrario, durevole e consta della capacità di sapersi accontentare della propria vita, di godersi ogni momento come se fosse l’ultimo, senza preoccupazioni per l’avvenire.
Epicuro paragona la vita ad un banchetto, dal quale si può essere scacciati all’improvviso. Il convitato saggio non si abbuffa, non attende le portate più raffinate, ma sa accontentarsi di quello che ha avuto ed è pronto ad andarsene appena sarà il momento, senza alcun rimorso.
Importante è l’amicizia intesa come reciproca solidarietà tra coloro che cercano insieme la serena felicità.
Il disimpegno degli epicurei, che teorizzano una vita serena e ritirata, unito ad una distorta interpretazione del termino “piacere”, ha portato nei secoli una cattiva visione dell’epicureismo, spesso associato all’edonismo(= dottrina filosofica che pone come fine delle azioni umane la ricerca del piacere, considerato bene supremo. Afferma che il piacere attuale, qualunque sia l’oggetto che lo provoca, è bene e che il dolore è sempre male)con cui non ha nulla a che fare. La filosofia epicurea di distingue al contrario per una notevole carica illuministica e morale, insegna a rifiutare ogni superstizione o pregiudizio in una serena accettazione dei propri limiti e delle proprie potenzialità.
EPICUREISMO IN ORAZIO
L’epicureismo è la tradizione filosofica che ha maggiore autorità nella satira di Orazio. Gli obbiettivi fondamentali della ricerca oraziana sono l’autosufficienza interiore, la moderazione, il giusto mezzo [MODUS IN REBUS = moderazione nelle cose].
Nelle sue opere Orazio evidenzia la fugacità della vita e esorta i lettori ad appropriarsi delle gioie del momento, senza perdersi nell’inutile gioco delle speranze, dei progetti o delle paure. Il saggio affronta gli eventi e sa accettarli: agli conta solo sul presente, che cerca di cogliere nella sua fugacità e si comporta come so ogni giorno fosse l’ultimo.
All’invito al piacere non è separato alla consapevolezza acuta che quel piacere stesso è momentaneo come è destinata a finire la vita dell’uomo. Saggezza, serenità equilibrio, padronanza di sé, sfuggire agli eccessi e adattarsi alla sorte, non si acquisiscono una volta per sempre: la saggezza si scontra con il passare del tempo, la vecchiaia,la morte. Contro le angosce si può soltanto tentare di trasformare l’inquietudine in accettazione al destino.

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