Eleati

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

ZENONE (pag.36)
Nato ad Elea alla fine del VI sec. a.C., si batteva in favore della libertà contro il tiranno, infatti la tradizione ci racconta che catturato e messo sotto tortura dal tiranno, si taglia la lingua con i denti e la sputa in faccia a quest’ultimo. Mentre una seconda storia racconta che ha denunciato i fedeli sostenitori del tiranno e quest’ultimo li ha eliminati e si è auto-sconfitto.
Ha argomentato molto contro il movimento, infatti controbatte il fatto che se un corpo si muove da un punto di partenza raggiungerà un punto di termine prestabilito, dicendo che ciò non è possibile perché prima di raggiungere la meta dovrebbe percorrere la metà del percorso, e poi la metà della metà, e poi la metà della metà della metà, e così via fino all’infinito, senza mai arrivare a zero (argomento della dictomia). Un secondo argomento era quello “dell’Achille”, che pur essendo il piè veloce, non potrà mai raggiungere una tartaruga, altrimenti si andrebbe in contrasto con l’argomento precedente. Un terzo argomento è quello “della freccia”, dicendo che una volta partita dall’arco percorre spazi uguali nei vari istanti di volo, ma ciò che percorre spazi uguali è a riposo, quindi la freccia è a riposo per tutto il tragitto. Un ultimo argomento è che la velocità, proprietà del movimento, non è una cosa oggettiva ma relativa, e che anche il movimento, quindi, è relativo poiché ha come principale proprietà la velocità.
Inoltre argomenta contro la molteplicità, con due affermazioni: la prima che dice che per esserci la molteplicità devono esserci molte unità singole, ma tali unità sono impensabili perché comportano innumerevoli contraddizioni e quindi anche la molteplicità non può esistere. Il secondo argomento è che se una manciata di chicchi cade per terra fanno rumore mentre uno solo non lo fa, ma oggi noi sappiamo che un solo chicco fa rumore in proporzione alla grandezza.
Definisce due piani:
1. PIANO LOGICO, si può pensare all’infinito
2. PIANO REALE, fisicità dove esiste solo il finito
Distingue la fisica dalla matematica e introduce il calcolo infinitesimale.

MELISSO di Samo (pag.38)
Nato a Samo alla fine del VI sec. a.C., scrive un libro intitolato Sulla natura o Sull’essere.
Afferma che l’essere non può essere finito (come pensava Parmenide), ma deve essere infinito, perché non ha né limiti temporali né limiti spaziali; ma se fosse finito confinerebbe con il vuoto e col non-essere, ma ciò è impossibile. Inoltre l’essere è uno, perché se fossero due l’uno confinerebbe l’altro. Definisce questo uno-infinito (coincidente con il divino) un qualcosa d’incorporeo e non ha una forma vicina alla sfera.
Con Melisso l’essere eleatico è:
• Eterno
• Infinito
• Uno
• Immutabile
• Immobile
• Incorporeo
Ma d’esseri con queste queste proprietà n’esiste uno solo: Dio.
Aristotele definisce gli Eleati molto vicini alla follia e affermerà che nulla può essere senza che prima sia stato nei sensi.

EMPEDOCLE (pag.40)
Nato ad Agrigento nel V sec. a.C., uomo di gran personalità, filosofo, medico, mago e guaritore, si pensa sia morto durante un sacrificio. Compone due opere un trattato Sulla natura e una Carmen lustrale, di cui ci sono pervenuti solo alcuni frammenti.
Secondo Empedocle il nascere e il morire non esistono perché non si può venire dal e andare nel nulla, ma secondo lui tutte le cose hanno origine dalla mescolanza di tutte e quattro le sostanze naturali(RIZOMATA): il fuoco, l’acqua, l’aria e la terra (PLURALISMO: spiegare l’origine di tutto attribuendolo a più elementi naturali). Dopo la teorizzazione dei quattro elementi, ci voleva qualcosa che li unisse e qualcosa che li dividesse. Questi due principi meccanici li ha trovati nell’Amicizia o Amore, che uniscono, e nella Discordia o Odio, che dividono. Quando predomina l’Amore tutto si unisce, mentre viceversa quando predomina l’Odio; il predominare dell’uno sull’altro è deciso dal destino. Per quanto riguarda il problema cosmologico, il cosmo non è nato dal prevalere dell’uno sull’altro o viceversa, ma da un equilibrio tra i due.
Secondo lui le cose emanano degli effluvi che sono percepiti dai nostri organi e le quattro sostanze riconoscono le altre simili (fuoco riconosce fuoco, acqua acqua e così via), mentre la vista funziona al contrario poiché gli effluvi partono dagli occhi e poi il simile riconosce il simile.
Nel poema lustrale, Empedocle, sviluppa concezioni orfiche e racconta che l’anima è un demone che è mandato sulla terra per espiare la colpa originaria.

ANASSAGORA di Clazomene (pag.42)
Nato a Clazomene nel V sec. a.C., visse per la maggior parte della sua vita ad Atene, e forse proprio per merito suo la città diventa importante centro filosofico. Scrive un trattato Sulla natura, di cui ci sono pervenuti solo alcuni frammenti.
Anche Anassagora si dichiara d’accordo sul fatto che il non-essere non è. Anassagora concepisce il vivere e il morire come il comporsi e lo scomporsi di realtà ingenerabili e immutabili chiamati “semi”: i semi sono infinitivamente vari per qualità e per qualità. Secondo Aristotele i semi sono delle omeomerie, cioè parti qualitativamente uguali. Tutte le cose sono delle mescolanze ordinate in cui ci sono i semi di tutte le cose, anche se in misure piccolissime. Anassagora dice: “Tutto è in tutto.”, infatti, secondo lui in un pezzo di pane, oltre ad una gran parte di semi di grano, sono presenti i semi del capello, delle ossa e della carne.
Secondo Anassagora l’uomo è più intelligente degli animali perché ha le mani e sa come usarle. Il lavoro e l’esperienza perfezionano l’uomo. Teorizza l’esistenza del NUS, cioè l’intelligenza primigenia ordinatrice e suprema che trasforma il caos dei semi in una mescolanza ordinata in grado di spiegare l’origine d’ogni cosa. Si interessa del problema gnoseologico arrivando ad una soluzione: il simile rimanda al dissimile.

LEUCIPPO e DEMOCRITO (pag.44)
Leucippo nasce a Mileto, va ad Elea dove conosce la filosofia eleatica, per poi andare ad Abdera dove fondò la scuola che sarà portata al massimo livello da Democrito.
Democrito nasce ad Abdera, di lui ci sono pervenuti molti scritti soprattutto sul corpus della scuola. S’interessa al problema della storia dell’umanità e dell’origine del linguaggio umano, inoltre al problema etico e all’origine delle religioni.
Atomismo: forma emblematica di MECCANICISMO e MATERIALISMO(la realtà dei viventi non rimanda alla materia), ATEISMO (non c’è un nus che garantisce l’ordine nel cosmo), CASUALISMO. Il divino coincide con gli atomi psichici. Anche gli Atomisti ribadiscono il fatto che il nascere equivale all’aggregarsi d’elementi, e la morte equivale al separarsi d’elementi.
Questi elementi sono gli atomi, che sono indivisibili, e sono tutti differenti:
• L’atomo A differisce dall’atomo B per forma e ordine
• L’atomo A differisce dall’atomo Z per posizione
Gli atomi non sono percepibili con i sensi ma solo con l’intelligenza. Hanno bisogno del vuoto (non-essere), perché senza il vuoto non potrebbero differenziarsi e nemmeno muoversi.
Nell’Atomismo bisogna distinguere tre tipi di movimento:
1. movimento caotico, come il volteggiare del pulviscolo atmosferico
2. movimento vorticoso, aggregamento degli atomi in modo da disporsi in modo diverso e generare varie cose
3. movimento sprigionato dagli atomi che forma gli effluvi
Il cosmo secondo loro è effetto di un incontro meccanico tra gli atomi, non progettato o prodotto d’intelligenza. Esistono due mondi: il mondo privo d’acqua e quindi senza esseri viventi, e il mondo inzuppato d’acqua con tanti esseri viventi. I mondi possono avere più lune e più poli. Sono famosi perché pongono il mondo a caso, infatti condannati da Dante all’inferno per questa affermazione.
La conoscenza deriva dagli effluvi d’atomi che vengono sprigionati da tutte le cose e che vengono a contatto con le cose. Il simile conosce il simile. L’anima è la dimora della nostra sorte, un aggregato d’atomi (leggeri, pesanti e nobili), nell’anima sono presenti le radici della felicità dell’infelicità.

DIOGENE di Apollonia (pag.46)
Diogene vive per la maggior parte della sua vita ad Atene, dove cerca di far tornare la filosofia sulla via del monismo, perché secondo lui se esistono più principi non potrebbero mescolarsi e neppure agire l’uno sull’altro. Si basa sul principio dell’aria infinita dotata di molta intelligenza (combinazione Anassimene e Anassagora). L’anima è il nostro respiro, per questo quando moriamo esaliamo l’ultimo respiro e mandiamo via l’anima. Ha una visione finalistica dell’universo. Il suo pensiero fu un punto fermo per la filosofia di Socrate.

ARCHELAO di Atene (pag.47)
Ha le stesse idee di Diogene sull’aria-infinita e sull’Intelligenza.

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