Duns scoto, vita ed opere

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

- DUNS SCOTO -

(vita ed opere del filosofo e teologo scozzese)
(Maxton ca.. 1266-Colonia 1308)

Francescano, compì gli studi a Oxford e si addottorò nel 1305 a Parigi, nella cui università fu lettore delle Sentenze di Pier Lombardo. Ne continuò poi la spiegazione a Colonia, dove lo colse la morte. Per la sottigliezza della sua argomentazione fu soprannominato doctor subtilis e la sua dottrina divenne ufficiale per il suo Ordine. Venuto dopo San Tommaso e San Bonaventura, D. rappresenta l'ultimo sviluppo della scolastica: egli mantiene inalterato l'ossequio all'ortodossia cattolica, ma diventa critico e talora antagonista nei confronti di San Tommaso e di San Bonaventura. Nel suo sforzo di sintesi del pensiero platonico con quello aristotelico, il filosofo afferma la preminenza della volontà sull'intellettualismo aristotelico, ma solo nel campo che sfugge alla scienza. Questa, da parte sua, dipende da una dimostrazione razionale assolutamente rigorosa: sotto questo profilo è da escludere ogni valore scientifico della teologia, che ricade sotto il dominio della volontà. Ben distinta dalla teologia è invece la metafisica, scienza teoretica per eccellenza, che ha come suo oggetto l'essere colto nella sua assoluta indipendenza, fuori da ogni suddivisione di finito o infinito. Sulla linea del fideismo francescano, D. accentua pertanto la divisione tra filosofia e teologia, preludendo alla radicale separazione tra i due ambiti quale verrà teorizzata dagli occamisti. Passando poi al concetto di esseri reali, D. afferma che sono sempre individuali e che l'universalità del loro concetto è data dalla sostanza comune ai vari generi; si ha così una sostanza "uomo", comune sia al concetto sia agli individui uomini, una sostanza "animale" comune sia al concetto di animalità sia agli individui animali. Il principio che contrae la sostanza comune nell'essere individuale è dato dall' haecceitas, in cui i singoli elementi concorrono a formare un tutto (p. es., questi occhi, questo naso, questa bocca costituiscono questo viso). In questa posizione il pensiero di D. si differenzia essenzialmente da quello di San Tommaso, che spiegava l'individualità mediante la materia. E proprio per non aver compromesso il principio d'individuazione con la materia, D. si pone in netta antitesi con Averroè, dimostrando impossibile la tesi averroista sull'universalità dell'intelletto agente. Ma in questa esasperata affermazione dell'individualismo metafisico, carica di conseguenze per la filosofia, la teologia e l'etica, si può già intravedere la crisi del pensiero medievale, che esploderà nel sec. XIV. Le opere fondamentali di D., ritenute autentiche dalla critica moderna, sono: De primo principio, Quaestiones subtilissimae in Metaphysicam Aristotelis , e soprattutto l' Opus Oxoniense e l' Opus Parisiense (che raccolgono il commento alle Sentenze di P. Lombardo, tenuto rispettivamente a Oxford e a Parigi). È stato proclamato beato nel 1993.

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