Don Giovanni, una maschera tragica

Materie:Tesina
Categoria:Filosofia

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Testo

Don Giovanni . una Maschera Tragica

Il mito del Don Giovanni nasce in Spagna nel XVI secolo non è un mito gaudente come si potrebbe pensare,bensì un mito tragico. La leggenda del Don Giovanni ha impressionato tutto l’Occidente ed è diventata quasi un’ossessione. L’uomo non potendo aggredire il problema della morte ha deciso di non pensarci che è in realtà un pensarci,poiché decidere di non pensare a qualcosa implica pensarla. Don Giovanni oggi non è più un eroe,è visto come una caricatura.
La figura del Don Giovanni nasce in una Spagna divisa ed è un uomo che prende in giro ,un uomo che per natura non considera minimamente le regole,tanto da ritenere ottuso e mediocre chi ancora le segue. El burlador de Sevilla è l’archetipo del Don Giovanni, la radice di un mito che ha invaso l’Europa, è il primo testo in cui il motivo della seduzione convive con le burle e con il convito finale, macabro e infernale.
La caratteristica principale del Don Giovanni di Tirso de Molina è però la gioia, una gioia travolgente vista come pienezza e felicità di vivere.
Il don Giovanni di Tirso è un ingannatore,un beffatore più che un vero seduttore
Gli piace travestirsi:si sostituisce a questo a quello in un gioco che sembra per lui più divertente della stessa conquista, dello stesso possesso,si diverte a osservare e a compiacersi gli inganni che escogita..
Tanto più Don Giovanni si vede ostacolato dal mondo, tanto più acquista una gioia perversa. Paradossalmente l’intento di Tirso De Molina è scrivere un’opera moralistica:prendere un personaggio,caricarlo di tutti i vizi e poi spedirlo all’inferno.L’unico scopo di questo ragazzone mai cresciuto è la seduzione più spregiudicata,ma col passare del tempo il DonGiovanni si arricchirà di nuove sfumature e la sua seduzione diventerà un progetto calcolato,come in LaClos.Quello di Tirso De Molina è un Don Giovanni tutto spagnolo,caratterizzato dall frizzante bonarietà.Dietro a Tirso De Molina anche Goldoni tenta di creare una rappresentazione teatrale del Don Giovanni,ma il suo era un uomo troppo per bene per ricreare la frizzante figura di questa simpatica canaglia.

Il dongiovannismo è una protesta dell’istinto contro il rigore delle leggi o addirittura contro Dio. Ecco perché è nato definitivamente nel 1600, in un periodo dove è proclamato un deciso rigorismo morale.Il Don Giovanni non ha niente a che fare con il mito,presuppone un mito da violare, è l’antiprincipio.Qualsiasi valore lo fa ridere,ad esempio la fedeltà,come ci tramanda un’opera di Verdi,il Rigoletto in cui il duca uno dei protagonisti è una riproposizione ottocentesca del Don Giovanni che proclama:”Sol chi vuole si servi fedele,ma in amor no,non c’è fedeltà”.
Nella maschera il Don Giovanni contesta le divergenze sociali.Quest’opera col susseguirsi delle epoche cambia notevolmente. A partire da Moliere il don giovanni si spegne, si problematicizza,è meno festoso e prende in giro l’onore,ha un successo popolare straordinario.Dalla Spagna passa in Francia, dove Moliere rifiuta ciò che gli imponeva la tradizione comica nella sua opera:la scena del catalogo. Il suo Don Giovanni ha una maggior coscienza di se. Don Giovanni diventa tartufo ed esalta l’ipocrisia, un mezzo eccellente per raggiungere lo scopo.
Moliere dichiara apertamente una polemica un po’ nascosta nel primo Burlador; quella polemica sociale contro la morale, la virtù, l’onore che si pretende invincibile.Il suo Don Giovanni è molto scettico,non si fida di tutti è un ateo. Il Don Giovanni di Moliere non ha regole,il suo scopo è vincere il pudore dell’altroNon ha principi,l’unica cosa importante è il piacere.
La difesa della fede e di Dio è affidata qui a un personaggio pavido,un valletto un ubriacone:Sganarello e questo solo per difendere la censura. è con lui che Don Giovanni discute sui problemi della fede e della creazione con un incredibile effetto comico. E’ lui che parla di spiriti libertini di paradiso e inferno e ciò fa rovesciare la commedia dalla parte di don Giovanni che spadroneggia con la sua morale immorale.
Moliere, a differenza di Tirso de Molina, è più restio a presentarlo sulla scena in piena attività amatoria e, durante i 5 atti della commedia non avviene mai nulla, come nel Don Giovanni di Mozart. Secondo Moliere la religione può fare da scudo e mantello. È l’unico mezzo per fare impunemente ciò che si vuole: giudicare male tutti e avere buona opinione solo di se stesso.
Lui è un falso devoto, si finge vendicatore del cielo e sotto questo comodo pretesto si sarebbe vendicato dei suoi nemici.
A questo proposito Moliere porta l’incontro con un povero credente che muore di fame fino alle ultime conseguenze: vuole offrirgli del denaro in cambio din un atto contrario alla sua religione, bestemmiare. Don giovanni, nel suo cinismo, non dubiterà un attimo della scelta: la religione e la morale non reggono di fronte all’utilità.
Per don giovanni la religione è per gli imbecilli un nobile non sa cosa farsene.Il suo innamoramento gli piace mentre è agli esordi,dopo poco si stufa,a lui piace il combattimento,la sfida.La caratteristica del Don Giovanni di Moliere è provocare del pudore ed essere poi in grado di vincerlo.Il piacere di Don Giovanni è qui la conquista.Il massimo dell’eros è per lui arrivare a possedere il desiderio dell’altro.ma appena lo conquista se ne stufa.
nel 700 il personaggio di dongiovanni si inserisce nella grande corrente libertina.
Il libertino Don Giovanni spegne del tutto il fuoco e la giovanile baldanza del suo antenato spagnolo. Il libertino è un libero pensatore non ha valore assoluto e si comporta seguendo solo la sua ragione, è ateo ,è uno spirito forte,vuole conoscere l’altro e renderlo prevedibile.
il Don Giovanni libertino è intellettualizzato, raggelato,munito di disprezzo,nemico della sincertità che va bene solo se usata come arma per irretire l’altro.allontana da sè il pericolo del sentimento e rivendica come suo antenato machiavelli perdendo il suo spagnolismo esuberante.
Il libertino ha tutto calcolato;
i due grandi esempi di libertini sono Lovelace di Richardson e il Valmont di Laclos. Lovelace che si paragona a Cromwell è un gran dissimulatore che fa finta di essere sincero solo per convenienza. Egli tenta di tessere delle trame verso la timida Clarissa che Lovelace seduce cogliendola nel sonno, dopo averla addormentata con un sonnifero, fingendo prima di essere il suo protettore.
Il visconte di Valmont che si paragona invece a Federico secondo il grande è forse meno satanico e meno intelligente di Lovelace. Valmont rientra in chi ha trasportatao machiavelli nel campo dell’amore. Valmont vive delle sue trame e dei suoi intrighi e condurli avanti gli rende frizzante la vita. Egli porta avanti tre intrighi contemporaneamente:Cecile de volanges ma questo primo intrigo a lui non interessa più di tanto poiché la resistenza di Cecile è troppo banale.il secondo intrigo è quello con la presidentessa di tourveille che rappresenta l’unico carattere drammatico e moralmente alto del romanzo.è la prima donna borghese nella storia della letteratura ad essere presente in un romanzo.
L’ultimo intrigo quello con la marchesa di mertevuille;la mertevuille è la vera don giovanni dell’opera ,un mostro unico che comanda valmont come una marionetta
La merteveill è totalmente radicale.Il suo corpo è al servizio della sua dissimulazione.
Laclos considera il dongiovannismo come un’arte e una scienza che ha le sue regole nella tattica e nell’attacco.
A differenza del Don Giovanni di Tirso, che aveva delle donne l’opinione di essere facili da ingannare e far cadere, Laclos disegna un suo discendente messo nel sacco proprio da una donna. .Il primo a mettere in musica il Don Giovanni è Mozart con il titolo Don Giovanni o il dissoluto punito
Il Don Giovanni è considerato uno dei massimi capolavori della storia della musica, della cultura occidentale e dello stesso Mozart. Egli non fa assolutamente un’opera buffa,c’è un richiamo alla tragedia.
Soprattutto nella figura di donna Elvira si intravede la tragicità che investe il don Giovanni di Mozart rispetto alla comicità di Tirso de Molina.
Anche nella scena del Catalogo del Don Giovanni di Mozart si è voluto vedere un elemento serio: il desiderio fatalmente insaziato del protagonista. Don Giovanni deve fissare, scrivere le sue vittorie per strappare al tempo ciò che il tempo gli dà in uno spazio limitato. I Don Giovanni che avevano preceduto quello di Mozart ragionavano troppo.
Quello di Moliere ostentava i suoi atteggiamenti, faceva troppi discorsi sull’ipocrisia e sull’ateismo. I libertini, a furia di ragionare, sembravano degli autentici idioti. Ancora più del vecchio Burlador è tutto sangue, gioia di vivere, fuoco, e non ragiona per nulla. Il filosofo danese Kierkegaard ha scritto che il Don Giovanni di Mozart è "un lavoro senza macchia, di ininterrotta perfezione".
L’eterna vitalità del dramma di Mozart risiede nel legare il riso alle lacrime, la giocondità al terrore.
Questo Don Giovanni è un personaggio mai odioso e ripugnante, tutti coloro che gli vivono intorno ne sono affascinati, anche coloro che mostrano di odiarlo.
La bellezza di Don Giovanni è la forza cieca, che produce lacrime e lutti. È l’assenza assoluta di sentimento, mentre dall’altra parte ce n’è fin troppo, graduato magistralmente da Don Ottavio a Donna Elvira a Donna Anna al Commendatore fino al grande Leporello.
Il personaggio che risulta fondamentale nel Don giovanni di Hoffman è Donna Anna,che si presenta come una donna forte,ed è un personaggio segnato dalla visione della morte,perché lei è propriamente l’idea della morte in quanto dovrebbe,si pensa ,salavare don giovanni
Don Giovanni per Hoffman vuole realizzare sulla terra l’idea di amore e desiderio assoluti, vola da una donna all’altra e poi si allontana da loro perché si sente ingannato;lui cerca la donna ideale,quella con la D maiuscola ,ma trova solo donne normali,la donna non esaudisce mai questo suo desiderio ed ecco perché lo inganna.La donna che si avvicinava di più a questo tipo di ideale è Donna Anna,la donna fatta apposta per incarnare il desiderio di Don Giovanni,purtroppo l’ha incontrata troppo tardi,quando lui era già irrimediabilmente corrotto. Don Giovanni è una vittima del desiderio,ne è schiavo,più prova piacere e più ne vuole.Tenta di saziare il suo desiderio irrealizzabile e infinito.L’amore per lui è un insulto alla natura umana e la sua rovina.
Don Giovanni è come lucifero un santo decadente,un disperato.Egli cerca nella burla di nascondere la sua disperazione.
A partire proprio da Hoffman e proseguendo con Grabbe la figura centrale dell’azione dei Don Giovanni successivi diventerà Donna Anna che ispira amore contemporaneamente a don giovanni e Faust;Un Don Giovanni sensuale e frenetico,che oltre a uccidere il padre di Donna Anna liquida anche Don Ottavio contrapposto al raziocinante Faust che finirà coll’uccidere l’oggetto del suo amore ,la stessa Donna Anna.Il primo è spagnolo e quindi per lui l’elemento per arrivare all’assoluto sono il corpo,i sensi,mentre Faust,tedesco arriva all’assoluto attraverso una ricerca spirituale. Come dirà poi Freud quando è impossibile raggiungere il proprio oggetto del desiderio o lo si distrugge o ci si fa distruggere da esso. Freud dirà che il vero volto del desiderio è la morte poiché c’è un nesso profondo tra “eros” e “tanatos”.Così facendo realizza il suo desiderio uccidendolo.
Nel Covitato Di Pietra di Puskin Donna Anna è la vedova del Commendatore. In quest’opera non c’è donna Elvira. In quest’opera la figura di Donna Anna è l’unica importante figura femminile e quando Don Giovanni sta scedendo all’inferno trascinato dal Commendatore grida:”O Donna Anna”,allora si inizia a credere che ne fosse veramente innamorato;è come se dicendo cosi rinascesse purificandosi da tutte le donne conquistate prima ma che non ha mai amato.
Siamo ormai in pieno clima romantico. Dopo tante realizzazioni Don Giovanni che è entrato nel romanticismo è ancora un personaggio da fare,un personaggio in cerca di autore Secondo Musset Don Giovanni è l’uomo che amando credeva di vedere sempre innalzarsi su ogni nuovo amore il sole delle notti eterne e nel frattempo invecchiava.Correndo dietro a tutte altre donne che non si avvicinavano nemmeno alla donna ideale si perdette dietro a una donna che non esiste con l’occhio fisso sulla sua chimera.
Musset come Hoffman capì l’anima romantica di Don Giovanni e il suo dramma, che era il dramma dell’impossibilem,della realizzazione di un sogno.Il Don Giovanni percorre il mondo intero ma trova sempre la stessa orribile realtà. L’unico modo per tentare di andare avanti è perciò l’autoironia. Musset capisce che l’anima di Don Giovanni è romantica,a confronto quello di Laclos è estremamente superficiale. Piano piano però il legame con la vicenda tradizionale si allentava sempre di più e ormai da parte di poeti e letterati pareva si lavorasse attorno a quella vicenda solo per inventare nuove situazioni. Col tempo le ombre di grandi personaggi come Faust assorbirono la figura del don giovanni; si può dire che il Burlador felice e gaio come un giovane animale si ammalò di faustismo, si spense,si raggelò. Più correva incontro al piacere e più si costruiva dentro il proprio inferno.
Blaze Debury pubblicò con lo pseudonimo di Hans Werner un Don Giovanni trasfigurato in uno splendore d’apoteosi Don Giovanni vola verso il Paradiso e raggiunge la morta Donna Anna che lo ha salvato.è un eccesso quasi ridicolo che non può far altro che farci rimpiangere gli espedienti di Hoffman che per giustificare alcune sue libere interpretazioni si era dichiarato mezzo addormentato. Verso la metà del 1800 Lenau è l’autore di un altro Don Giovanni;quando si accinse a scrivere l’opera disse però che non voleva far passare Don Giovanni come un libertino ma come colui che era alla ricerca della donna amata. Don Giovanni si sta interiorizzando,è innamorato della bellezza ,del femmineo,ma le donne non sono altro che traditrici. Appare sempre più il disgusto,la nausea(la figura non è lontana da quella di Faust,che vorrebbe possedere l’anima ,non il corpo) Così , alla fine di questa orribile ricerca,si arriva al suicidio:è come se volesse catturare quello che lo fa stare male,che si trova dentro di lui,anche se in realtà quello di Don Giovani non è un vero e proprio suicidio. Infatti si lascia morire sfidando a duello un altro uomo e non tentando neanche di difendersi. A partire da Debury la morte diventa un fatto positivo è l’oblio. Il desiderio del Don Giovanni di Lenau è quello di trovare una donna che sia l’incarnazione totale della femminilità,che gli consenta di godere nell’unica tutte le donne di cui gli è vietato il possesso. Ma poiché non riesce a trovare questo ideale lo coglie il disgusto. E il disgusto è il Demonio che alla fine se lo porta via.quello che un tempo era il peccatore,quello che aveva fatto dell’idea di resistere e di trovare sempre un nuovo piacere il fine della sua vita ora non è altro che mansueto,stanco,annoiato dal ripetersi delle cose..Questo Don Giovanni ama conquistare,ma soprattutto ama il distacco,poiché lo eccita di più.è come un giocatore accanito che aspetta con ansia ma inutilmente la vincita e intanto distrugge il suo patrimonio.
Oltre a Mozart a dare voce strumentale a questo eroe fu Richard Strauss.L’irruenza del Burlador,il suo impeto ,il suo fuoco ebbero un definizione sonora perfetta.Barocchismi,compiacenti eccentricità,volute,sonorità assordanti:tutto serve a gonfiare un personaggio che vive in primo piano,felice in questo suo agire e travestirsi sulla scena del mondo.Ma Strauss esprime anche la tristezza.Ed ecco che il secondo volto del DonGiovanni di Lenau ha la sua definizione:la stanchezza ,la tetraggine,il cupio dissolvi,conseguenze di una sensuale esasperazione senza via d’uscita trovano in Strauss eccellenti mezzi musicali per esprimersi.La musica straussiana avvolgente,ambiziosa che sfocia nel più cupo abbattimento esprimeva da sé il dramma del Don Giovanni e la sua attrazione verso la catastrofe.
Negli anni successivi si sottolineò l’aspetto della morte di Don Giovanni,autori poiù o meno mediocri non facevano che avvolgerlo nel sudario quasi a dimostrare che questa brillante figura che aveva interessato per secoli geni di ogni sorta stava per salutarci per sempre.
George Bernard Shaw sostiene che il Don Giovanni è un fenomeno sociale.La società si evolve si trasforma e,all’inizio del nuovo secolo essa si capovolse a tal punto da far sembrare quest’opera un anacronismo.Fu la società a rifiutarlo, a respingerlo.Secondo Shaw la donnna non è più la preda ma la cacciatrice e l’uomo non è più il vincitore come Don Giovanni..Nella sua opera i personaggi sono allegri,discettano continuamente,danno prova di una verve inesauribile.In quest’opera,che si svolge sotto l’aspetto di un sogno Don Giovanni perde completamente il suo prestigio sottomettendosi a una donna che a lasciarla fare arriverebbe a divorarlo come un’ape regina.qui la donna non è la fanciulla sedotta e abbandonata è la civetta astuta e aggressiva che esercita il proprio dominio non con una bellezza marmorea o con la brutalità ,ma con un’istitiva intelligenza,con una naturale furbizia lasciando all’uomo solo l’illusione di dominare.Ed ecco che ancora una volta dopo Laclos e la marchesa de Marteuill,don Giovanni ha cambiato sesso anche se senza la snervante scuola cui si era sottoposta l’eroina di Laclos.come qualcosa che viene da sé e così dev’essere.La rivoluzione di Shaw è data dalla fine che fa fare a Don Giovanni:lo fa sposare,ma non con la legittima amante Elvira,ma con donna Anna.Don Giovanni ha raggiunto la felicità borghese e nella pace conquistata con essa cessa di essere un personaggio.è un uomo comune di cui non si può far storia,come non si può fare storia di qualsiasi personaggio felice esereno.La felicità coniugale di Don Giovanni non ci interessa.gli ultimi a dare una grande rappresentazione del Don Giovanni sono Igor Stravinskij ,uno dei compositori più rivoluzionari del 1900 e Hugh Auden,un poeta inglese dell’angoscia con la loro “the rake’s progress”.Nella carriera di questo libertino ricorrono i resti un po’ avviliti del grande Don Giovanni,ma c’è anche qualche aspetto di Faust.L’intervento diabolico,rappresentato dalla figura di Nick Shadow,che lega a sé l’animo del protagonista per mezzo del piacere e del denaro,richiama fortemete il Faust.Anche la figura di Donna Anna è quella tradizionale ,di fanciulla pura e sincera che con il suo amore spera fino all’ultimo di riscattare il libertino .Ma in quest’opera ci sono una miriade di differenze:il Don Giovanni di Strvinskij è un borghese che potrebbe essere un ottimo padre,un ottimo sposo che ama il denaro solo in quanto mette in fuga dalle preoccupazioni dell’avvenire.Tom Rakewell è un sedentario.Ci si potrebbe chiedere perché il diavolo abbia scelto proprio lui,un uomo comune infondo senza grandi ambizioni.Lo sceglie perché rappresenta la figura dell’uomo passivo,antieroico a differenza del vecchio Don Giovanni che per raggiungere il suo scopo impiegava ogni mezzo e nella sua instancabile tenacia risiede la sua grandezza.Da tali premesse l’opera che inizia sotto l’insegna del piacere con scene di orge,oggetti strani,civette impagliate,diventa una delle più tetre e desolate.Il Don Giovanni di Stravinskij ha infranto ogni equilibrio,è un personaggio disperato,immerso nei vizi,ch’egli non ama,dove la libertà non esiste e dove l’unico atto di libertà è sposare donne mostruose e barbute come Baba la turca.Tom è un uomo solo,disperato,è quasi costretto a entrare in una serie di cose ch enon gli interessano.La caratteristica principale di questo personaggio è la solitudine.Quando a Tom viene chiesto che cos’è l’amore rimane smarrito,non sa cosa rispondere,dice che è una cosa che lo riempie di terrore.In quest’opera c’è solo sete di denaro e dissipazione.In Stravinskij c’è un tentativo di mettere un’aria dello chamapagne ma che risulta inadeguata alla situazione rappresentata.

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