Domande di filosofia

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

DOMANDE DI FILOSOFIA
Rivoluzione scientifica, Francis Bacon, Galileo Galilei

1. Che cosa distingue il modello baconiano di scienza da quello della tradizione aristotelica?
Bacone è considerato il fondatore di una nuova logica di tipo sperimentale e induttivo, che intendeva sostituirsi a quella aristotelica. Bacone teorizzò l'esigenza di abbandonare il modo di procedere essenzialmente teorico della scienza ereditata dagli antichi, che si basava, anziché sull'osservazione della natura, su un metodo prevalentemente deduttivo e aprioristico, ovvero su un impiego della "mente distaccata e disgiunta dall'evidenza dei fatti". A questo procedimento Bacone volle opporne uno dotato di fecondità euristica, capace di condurre a nuove scoperte mediante l'impiego di un metodo induttivo. La "vera via" che Bacone indicava era quella che partiva dalle sensazioni e dai fatti particolari per risalire a proposizioni intermedie, ascendendo in modo progressivo e continuo fino ad arrivare a quelle più generali. Questa via presupponeva che l'esperienza, purché sottoposta ad una elaborazione razionale, fosse la fonte della nostra conoscenza, la quale ha come scopo quello di assoggettare la natura alle nostre richieste, piegandola al servizio dell'uomo.
2. Quali sono per Bacone i vizi caratteristici dell’intelletto umano nell’uso che di esso fa l’uomo quando indaga la natura?
Per Bacone il primo elemento della conoscenza sono i sensi, i cui inganni possono essere risolti dagli esperimenti, esperienza controllata. Ciò sarebbe sufficiente per una conoscenza scientifica se la nostra mente nel rielaborarli non fosse condizionata. Con una suggestiva metafora Bacone definisce la mente uno “specchio incantato” che dà una visione distorta della natura, mescolando ad essa elementi della propria soggettività. Bisogna dunque purificare la mente da ogni pregiudizio perché essa possa riflettere fedelmente la realtà.
3. Quali sono per Bacone i due significati del termine forma? Che cosa sono gli idòla baconiani? Che cosa è l’experimentum crucis?
Il termine forma è inteso da Bacone come natura dei corpi, che sii articola in processo latente e schematismo latente. Il processo latente è la legge che regola il divenire delle cose, la causa dei cambiamenti e delle trasformazioni. È invisibile e deve perciò essere colto attraverso le manifestazioni sensibili studiate in modo sistematico. Lo schematismo latente è la struttura dei corpi. Anche lo schematismo è nascosto e spetta allo studioso scoprirlo sia attraverso procedimenti come la distillazione, sia soprattutto attraverso la ragione.
La metodologia presentata nel Novum Organum comprende una pars destruens intesa a rimuovere tutti i pregiudizi e i preconcetti che generano concezioni erronee, denominate "idoli". Essi sono gli "idoli della tribù" (cioè gli errori radicati nell'intero genere umano), gli "idoli della spelonca" (derivanti dall'educazione ricevuta e dalle abitudini contratte da ciascun uomo, la cui prospettiva individuale è simile alla caverna di cui parla Platone nella Repubblica), gli "idoli del foro" (che coincidono con i pregiudizi derivanti dall'uso del linguaggio) e gli "idoli del teatro" (i dogmi delle filosofie tramandate, recitati come se fossero testi di teatro).
4. Quali i limiti cronologici della rivoluzione scientifica?
Nel 1543 mentre Copernico moriva, veniva stampata la sua opera De revolutionibus orbium celestium, ed è forse proprio con Copernico che si apre la fase di ricerca e di scoperte che si svilupperà per tutto il ‘600 ad opera anche di altri insigni scienziati, quali Galilei, Keplero, Brahe, Cartesio, Newton, per ciitarne alcuni.
5. Quali sono i fattori che confluiscono nella nascita della scienza moderna?
La scienza modena ha la caratteristica innanzitutto di essere quantitativa e meccanicistica, infatti la conoscenza si basa sugli aspetti misurabili della realtà e fa proprio il linguaggio matematico. Il metodo aristotelico dell’anticipazione è sostituito dal metodo dell’interpretazione. Base della ricerca è l’osservazione attraverso il metodo sperimentale.
Obbiettivo degli scienziati non è più ricercare la causa finale ma la causa efficiente. Lo scienziato non si chiede come è il fenomeno (essenza), ma cerca di spiegare come avviene.
Per gli studiosi del ‘600 tutto è dominato dalla razionalità, anche l’universo deve avere una struttura razionale e dunque una spiegazione semplice, unitaria, coerente è da preferirsi ad una spiegazione macchinosa, in cui l’ipotesi fondamentale richieda, per poter spiegare le apparenze, continue aggiunte e rettifiche.
Il fine della ricerca in questo periodo è migliorare la qualità della vita. Dunque ad un avanzamento scientifico corrisponde avanzamento tecnologico.
Il lavoro di analisi e studio dei fenomeni viene fatto in equipe, gli scienziati non sviluppano una ricerca personale, ma lavorano in gruppo. Infatti si ha un’enorme fioritura delle Accademie.
Il sapere scientifico inoltre, in questo periodo, acquista un valore oggettivo, con la crescente disantroporfizzazione dell’universo.
6. Qual è il legame tra cultura scientifica e contesto politico?
Incoraggiare la ricerca scientifica è un fatto positivo per i sovrani del tempo, infatti alcuni sovrani, come ad esempio re Sole con l’aiuto di Colbert, incoraggiano la fioritura delle accademie, confidando in scoperte utili ad aumentare la potenza economica e militare del Paese. Altri sovrani non comprendono fino in fondo l’importanza della scienza: è l’esempio di Giacomo I che non fa proprio fino in fondo il grande progetto teorizzato da Bacone nella Instauratio Magna. Anche gli studiosi hanno necessità di appoggiarsi al potere: ad esempio Galilei cerca appoggio nello Stato della Chiesa, infatti ripone fiducia nel papa Urbano VIII, rimanendo poi deluso.
7. Qual è, nel periodo della rivoluzione scientifica, il rapporto tra antichi e moderni?
Se il sapere scientifico per molti versi si contrappone al sapere aristotelico e dunque a quello medievale, ad esso largamente debitore, per le cause di cui alla domanda n.1, possono essere individuati anche dei punti di contatto con il sapere degli antichi. Infatti grazie allo spirito umanistico si riscoprono motivi del sapere classico, alternativi ad Aristotele, come pure si analizzano le concezioni aristoteliche in una versione più estesa e sperimentale.
8. Che cosa sono le accademie e quale funzione svolgono nella cultura scientifica del ‘600?
Le accademie erano costituite da gruppi di ricercatori, generalmente sotto il patrocinio reale o statale, che coordinavano la ricerca scientifica d’equipe, promuovevano l'istruzione, la letteratura e l'arte attraverso ricerche e pubblicazioni. Esempi ne sono la Royal Society di Londra, fondata nel 1662, l’Accademie Royale des Sciences in Francia, l’Accademia berlinese delle Scienze, in Prussia. In Italia, una delle prime accademie delle scienze, quella dei Segreti, venne fondata a Napoli nel 1560; del 1603 è quella romana dei Lincei e del 1657 quella fiorentina del Cimento.
9. Che cosa critica Galileo della fisica aristotelica?
Nell’opera “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano” Galileo, aderendo al sistema copernicano, porta avanti un’aspra critica contro la cosmologia aristotelica. Inoltre, sempre tramite argomentate dimostrazioni, Galileo nega la distinzione tra corpi gravi e leggeri e l’idea della perfezione dei corpi celesti. Inoltre confuta la teoria della immutabilità dei cieli, dimostrando tramite l’osservazione di una nuova stella, l’esistenza di trasformazioni anche nel mondo celeste. Nella parte finale del dialogo, Galileo giunge a dimostrare la validità della teoria dell’eliocentrismo.
10. Qual è la novità metodologica che Galileo porta in gioco in ambito di ricerca scientifica?
Galileo gettò le basi del moderno metodo scientifico, che collega strettamente l'osservazione dei fenomeni naturali, il ricorso alla matematica per la formulazione delle leggi scientifiche e la verifica sperimentale.
Inoltre egli fornì la prima interpretazione della natura in senso rigorosamente quantitativo, basandosi sullo studio delle proprietà geometriche e meccaniche dei corpi – l'estensione, la figura, il movimento – e prescindendo, in prima istanza, dalle loro qualità "secondarie" o soggettive, quali colori, suoni, odori.
11. Che cos’è l’esperimento e che significato epistemologico ha?
Il metodo scientifico è formato di più fasi: per prima cosa lo scienziato trae dalla natura dei dati, che misura con degli strumenti e traduce in formule matematiche. Poi riproduce i fenomeni nell’esperimento che può essere anche mentale. Il significato epistemologico è dunque quello di dare conferma alle ipotesi, tenendo comunque sempre conto del carattere “costruito” dell’esperimento e della dimensione comunque astratta del sapere scientifico.

Esempio



  


  1. cosetta

    sto cercando domande per una verifica su bacone