Critica della ragione pura - Kant

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Testo

Critica della Ragion Pura= ‘esame critico generale delle validità e dei limiti che la ragione umana possiede in virtù dei suoi elementi puri a priori’=analisi critica dei fondamenti del sapere (scienza e metafisica)
Ragione=’qualità conoscitiva generale’
Pura=’contiene i principi per conoscere qualcosa a priori’
La ragione è al tempo stesso criticata e criticante.
Scienza: presuppone dei principi di base che siano validi universalmente=principi assoluti.
Principi assoluti= ‘Giudizi sintetici a priori’=NON DERIVANO DALL’ESPERIENZA
Giudizi=aggiungono un predicato ad un soggetto
Sintetici= il predicato dice qualcosa di nuovo
A priori= non possono derivare dall’esperienza
Giudizi sintetici a priori (criticismo della scienza):
• Fecondi –sintetici-
• Universali e necessari –a priori-
Giudizi analitici a priori (razionalismo della scienza):
• Infecondi –analitici-
• Universali e necessari –a priori-
Giudizi sintetici a posteriori (empirismo della scienza):
• Fecondi –sintetici-
• Particolari e non necessari –a posteriori-
Sapere= si basa sui Giudizi sintetici a priori.
Conoscenza= sintesi di materia e forma (elementi a posteriori ed elementi a priori)
Elemento empirico Elemento razionale
= =
informazioni sensibili forme a priori
(molteplicità caotica e mutevole (modalità fisse attraverso le quali
di informazioni) la mente umana ordina le informazioni sensibili)
Forme a priori (universali e necessarie)
=
Spazio-tempo e le 12 categorie
Rivoluzione copernicana: come Copernico ha sconvolto la visione dell’universo (Sole->terra e non più Terra->Sole)
anche Kant opera una rivoluzione=mnon è la mente a modellarsi sulla realtà, ma è la realtà a modellarsi sulle forme a priori.
La realtà ci appare:
• Fenomeno = attraverso le forme a priori (così come la percepiamo)
• Noumeno = a parte dalle forme a priori (così come è)
La conoscenza è partecipata da tre facoltà:
• Sensibilità = gli oggetti ci sono dati per intuizione e per le forme a priori
• Intelletto = le informazioni sensibili sono analizzate tramite le 12 categorie
• Ragione = spieghiamo la realtà attraverso le 3 idee (Dio, anima, mondo)
Critica della Ragion Pura:
• Dottrina del Metodo = scoprire l’uso possibile degli elementi a priori della conoscenza
• Dottrina degli Elementi = scoprire gli elementi puri, a priori
Estetica trascendentale Logica trascendentale
= =
Studia la sensibilità Studia il pensiero discorsivo
e le forme a priori
(motiva la matematica)

Estetica trascendentale = -viene dalla Dottrina degli Elementi- studia la sensibilità e le forme a priori.
Sensibilità:
• Passiva = accoglie i propri contenuti dalla realtà esterna o dall’esperienza interna
• Attiva = organizza le intuizioni empiriche (le informazioni sensibili) tramite le intuizioni pure (spazio-tempo)
Spazio = la forme del senso esterno
Tempo = la forma del senso interno – tuttavia, viene utilizzato per rapportarci con lo spazio esterno ed è anche quindi un senso esterno.
Spazio-tempo sono confutati come a priori in:
• Esposizione metafisica , con argomenti generali
• Esposizione trascendentale , con argomenti scientifici e matematici
Esposizione metafisica critica la visione di spazio-tempo:
• Empiristica (nozioni tratte dall’esperienza) = per fare qualunque esperienza dovremmo già avere le nozioni di spazio tempo. (Locke)
• Oggettivistica (come unità a sé) = non sono dei recipienti vuoti (Newton), ma dei quadri mentali a priori mediante i quali ordino le informazioni sensibili.
• Concettualistica (esplicano i rapporti tra le cose) = non possono essere considerati concetti, perché hanno una natura intuitiva e non discorsiva (Leibniz)
Esposizione trascendentale:
• Geometria ed aritmetica scienze sintetiche a priori = ampliano le nostre conoscenze, i loro teoremi valgono indipendentemente dall’esperienza.
Logica trascendentale = indagine delle conoscenze a priori dell’intelletto e della ragione.
Analitica trascendentale = -viene dalla Dottrina degli Elementi, e dalla Logica Trascendentale- studia l’intelletto e le sue forme a priori
Intuizioni = passive, percezioni
Concetti = attivi, funzioni tramite i quali ordino e unifico il molteplice delle informazioni sensibili:
• Empirici = ricavati dall’esperienza
• Puri = a priori nell’intelletto
Concetti puri = (categorie) sono le leggi supreme dell’esperienza, le funzioni con cui raccogliamo la realtà, la unifichiamo e la pensiamo:
• tre quantitative (riguardano l’aspetto numerico delle cose = UNIVERSALI, PARTICOLARI, SINGOLARI)
• tre qualitative (si riferisce agli attributi delle cose = AFFERMATIVI, NEGATIVI, INFINITI)
• tre di relazione
• tre di modalità.
Giudizi = pensare qualcosa significa dare un giudizio, quindi, per le categorie Kant si ispira alla tavola dei giudizi di Aristotele:
1. Quantità
2. Qualità
3. Relazione
4. Modalità
Deduzione trascendentale = riuscire a spiegare che cosa ci garantisce che la natura obbedirà alle categorie, manifestandosi nell’esperienza secondo le nostre maniere di pensarla.
(Spazio e tempo sono esenti dalla critica perché nessun oggetto può essere percepito dall’uomo se non attraverso le due forme a priori)
1. L’unificazione delle intuizioni sensibili, il molteplice, avviene per un’attività attiva e sintetica che risiede nell’intelletto (non è una semplice affezione).
2. Questa attività che risiede nell’intelletto, e che compie la distinzione tra l’unità reale, e l’unità che esso compie dinanzi alle intuizioni sensibili, è detta ‘IO PENSO’.
3. L’attività dell’io penso è mossa dai giudizi, che sono i modi concreti attraverso il quale il molteplice viene pensato.
4. I giudizi si basano sulle categorie, che sono le diverse maniere d’agire, di analizzare, dell’io penso.
POICHE’ PER PENSARE DEVO PRESUPPORRE L’IO PENSO, E POICHE’ L’IO PENSO PENSA TRAMITE LE CATEGORIE, TUTTI GLI OGGETTI PENSATI PRESUPPONGONO LE CATEGORIE.
Io penso = principio supremo della conoscenza umana (rende possibile l'oggettività del sapere, organizza la realtà).
Principi dell’intelletto puro = regole tramite le quali vengono applicate le 12 categorie agli oggetti:
1. Assiomi dell’intuizione (quantità) = tutte le intuizioni sono quantità estensive
2. Anticipazioni della percezione (qualità) = tutte le intuizioni sono quantità intensive
3. Analogie dell’esperienza (relazione) = l’esperienza è una sintesi necessaria di rapporti basati su principi:
• Della permanenza della sostanza
• Della causalità
• Dell’azione reciproca
4. Postulati del pensiero empirico generale (modalità) = stabiliscono che:
• Ciò che è in accordo con le condizioni formali dell’exp è possibile
• Ciò che è connesso con le condizioni materiali dell’exp è reale
• Ciò la cui connessione col reale si basa sulle condizioni universali dell’exp è necessariamente
ANZICHÉ CERCARE NEGLI OGGETTI O IN DIO LA GARANZIA DELLA CONOSCENZA, L’UOMO LA TROVA NELLA SUA MENTE.
La garanzia, basandosi sull’uomo stesso, conosce i propri limiti e le proprie possibilità.
Fenomeno = categorie risultano operanti solo in relazione al fenomeno, cioè alla realtà come si manifesta. Il conoscere per Kant non può estendersi al di là del fenomeno in quanto una conoscenza che non si riferisca all’esperienza non è conoscenza ma un pensiero vuoto.
Noumeno = Kant non vuole ridurre la realtà al fenomeno, egli afferma infatti che se c’è un -per noi- deve esserci per forza un -in sé- :
• Positivo = il noumeno è l’oggetto di un’intuizione intellettiva, non sensibile, cioè di una conoscenza extrafenomenica
• Negativo = il noumeno è il concetto di una cosa in sé che non può mai essere oggetto della nostra intuizione sensibile
Concetto-limite = il noumeno diviene un limite per arginare le nostre conoscenze. Ci ricorda che il nostro intelletto non può conoscere le cose –in sé-, ma solo pensarle come una possibilità
Dialettica Trascendentale = -viene dalla Dottrina degli Elementi, e dalla Logica Trascendentale- studia la ragione e le sue tre idee. Si pone il problema : ‘la metafisica può essere una scienza?’
Dialettica = per Kant ‘ analisi e smascheramento dei ragionamenti fallaci della metafisica’:
• Positivo per: Platone – Stoici
• Negativo per : Aristotele – Kant
Metafisica = risulta esigenza dell’uomo.
Nasce dalla ragione, che è intelletto e che quindi vuole pensare, anche senza dati dell’esperienza.
Tre idee trascendentali = la nostra ragione vuole sempre pensare attorno a cose di cui non ha fatto esperienza, e tenta di dare ad ogni concetto una spiegazione globale:
1. Anima = totalità dei fenomeni interni
2. Mondo = totalità dei fenomeni esterni
3. Dio = totalità di tutte le totalità
Critica della psicologia razionale (anima) = sbaglia volendo dare dei valori positivi a quella x ignota che è l’io penso.
Critica della cosmologia razionale (mondo) = sbaglia utilizzando la nozione di mondo per intendere la totalità di tutti i fenomeni cosmici – non possiamo sperimentare una serie completa di fenomeni e ricondurla ad una sola esperienza. Se fatto, si cade in errore.
Antinomie: ‘conflitti della ragione stessa’, coppie di affermazioni opposte (tesi ed antitesi), e tra le quali non è possibile decidere:
• Prima antinomia: finitezza o in infinitezza del mondo
• Seconda antinomia: mondo semplice o complesso
• Terza antinomia: cause libere o natura
• Quarta antinomia: cause cosmiche necessarie o contingenti
Dio (Ens realissimus) = supremo modello unificatore – ideale della ragione pura
Prove fallaci dell’esistenza di Dio :
1. Prova ontologica (San Anselmo) = ricava l’esistenza di Dio dal suo concetto di perfezione (se è perfetto, non può non avere l’attributo dell’esistenza). Passa dalla possibilità logica alla realtà ontologica.
2. Prova cosmologica (S. Tommaso) = se qualcosa esiste, deve esistere anche qualcosa che sia assolutamente necessario e che abbia scaturito l’oggetto. E’ un uso illegittimo del principio di causa effetto.
3. Prova fisico-teologica (scolastica-razionalismo) = ricava l’esistenza di Dio dall’ordine della natura, come qualcosa di scaturito dalla perfetta divinità. Ma l’ordine della natura non per forza presume un creatore, potrebbe basarsi sulle stesse sue regole.
Livello regolativo = Queste tre idee (anima, mondo e Dio), seppur considerate erroneamente, possono aiutare l’uomo nello spingerlo costantemente alla ricerca ed al ragionamento.
Critica della ragion pratica = ricerca dell’esistenza di una legge etica assoluta, universale e necessaria.
Ragione =
• teoretica (dirige la conoscenza)
• pratica (dirige l’azione del pensare)
Ragione pratica =
• pura (opera indipendentemente da esperienza e sensibilità)
• empirica (opera sulla base dell’esperienza e della sensibilità)
La critica della ragione pratica tratta della ‘ragione pura teoretica’ e non della ‘ragione pura pratica’.

Ragione pura pratica = morale - non deve essere posta sotto esame, perché si comporta seguendo una legge universale – svincolata dalle inclinazioni sensibili e dall’esperienza.
Ragione pratica = non morale – deve essere posta sotto esame perché si da delle modalità d’agire derivate dall’esperienza e non legittime dal punto di vista morale.
Ragione pura teoretica = ha bisogno di essere posta sotto esame perché, anche se pura, tende a valicare i limiti dell’esperienza, agendo in modo illegittimo.
Il fatto che la ragion pura pratica non debba venir criticata non significa che sia priva di limiti.
Risulta segnata dalla finitudine dell’uomo e deve essere salvaguardata dal fanatismo.
Fanatismo = trasgredire i limiti della condotta umana sostituendo alle virtù la presunta possessione della perfezione.

Morale = incondizionata, svincolata dalle inclinazioni sensibili. Ciò implica:
• libertà dell’agire
• validità universale e necessaria della legge
Libertà di agire = essendo incondizionata, la morale presuppone la capacità umana di autodeterminarsi.
Validità U e N = è indipendente dagli impulsi del momento e da ogni condizione particolare.
MORALITÀ = INCONDIZIONATEZZA = LIBERTÀ – UNIVERSALITÀ E NECESSITÀ
Se l’uomo fosse solo sensibilità = non esisterebbe morale, ma solo istinto
Se l’uomo fosse solo ragione = non esisterebbe morale, ma santità etica
Agire morale = lotta permanente tra ragione ed impulsi egoistici.
Critica della ragione pratica:
• Dottrina del Metodo (tratta del modo in cui la legge morale arriva al nostro animo)
• Dottrina degli Elementi (elementi della morale)
Analitica Dialettica
= =
esposizione della affronta la parvenza
regola della verità morale, l’antinomia
(etica) del sonno bene
Massime ed imperativi = principi che regolano la volontà, i comandi della ragione
Massima = prescrizione di valore soggettivo
Imperativo = prescrizione di valore oggettivo:
• Ipotetici: si esprimono con punti di vista che hanno la forma del ‘se..devi’
1. Regole d’abilità = le tecniche per raggiungere uno scopo
2. Consigli della prudenza = mezzi per ottenere benessere e felicità
• Categorici: ordina un dovere incondizionato a prescindere dallo scopo
La morale risiede negli imperativi categorici, perché ha i connotati di legge.
Tre formule dell’imperativo categorico :
1. La prima è: “Agisci in modo che la massima della tua volontà possa sempre valere nello stesso tempo come principio di una legislazione universale”. (cioè se vuoi sapere se un’azione è morale chiediti se la tua massima possa dar luogo ad un ordine universale, ad una natura nella quale puoi vivere con i tuoi simili senza contraddizioni).
2. La seconda dice: “Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona, sia in quella di un altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo” (Si basa sul principio dell’umanità come fine a sé stessa e prescrive il riconoscimento della dignità umana nella propria e nell’altrui persona).
3. La terza afferma di agire in modo tale che: “ La volontà, in base alla massima, possa considerare contemporaneamente se stessa come universalmente legislatrice”. (Riprende la prima ma sottolinea l’autonomia della volontà chiarendo come il comando morale non sia un imperativo esterno, ma il frutto spontaneo della volontà.

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