Civiltà greca e filosofia

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Civiltà greca e filosofia

Due linee di pensiero:
- orientalisti (= la filosofia dei Greci, padri del pensiero occidentale, deriva dall’Oriente
- occidentalisti (= la filosofia greca non deriva dall’Oriente e presenta aspetti originali

Motivazioni addotte dagli orientalisti:
- prima o contemporaneamente alla filosofia greca esistevano già, in estremo Oriente, grandi teorie filosofico-religiose (Induismo, Buddismo, Confucianesimo… )
- Nelle civiltà pre-greche erano operanti non solo invenzioni tecniche, ma anche ricerche di medicina e chirurgia, astronomia e matematica
- Tra l’Ellade e l’Oriente esistevano rapporti commerciali favoriti dall’attività marinara dei Greci

Il sapere orientale (secondo gli occidentalisti):
- si dirige soprattutto verso problemi di natura esistenziale e soteriologia (= attinenti alla salvezza dell’uomo)
- è di tipo religioso e tradizionalistico, ossia
a) privilegio e patrimonio di una casta sacerdotale
b) dipendente da un’autorità ritenuta sacra ed immodificabile
- è immerso in un’atmosfera mitica ed intriso di rappresentazioni fantastiche
- si sviluppa per scopi pratici

Il sapere greco (secondo gli occidentalisti):
- si dirige soprattutto verso la conoscenza della natura e dell’essere in generale
- si caratterizza come libera indagine critica e razionale
a) ogni uomo può filosofare in quanto “animale ragionevole” (ragionevolezza = possibilità di cercare in modo autonomo la verità)
b) nasce da un atto di libertà di fronte alla tradizione, ai costumi e a ogni credenza precostituita
- pur presupponendo il mito, tende a riconoscere come unica guida la ragione
- presenta un indirizzo teorico (dettato dal desiderio di conoscere i perché delle cose)

Politica, classi sociali e religione nella vita della “polis”:
1) Nella Grecia antica ogni cosa era legata alla vita della “polis”. L’esistenza del cittadino greco è, in genere, fortemente comunitaria e plasmata dalla “polis”. Da ciò l’interesse verso la politica da parte dei filosofi greci dell’età classica.
2) La struttura democratica degli istituti politici greci è limitata da una grande quantità di schiavi e di cittadini stranieri privi di diritti politici. I cittadini liberi finiscono per essere una minoranza. Le mirabili conquiste della filosofia e della scienza rimangono dunque per pochi in quanto vengono riconosciute patrimonio potenziale di tutti gli uomini liberi, ovvero dei cittadini.
3) Nelle città greche vi è una tendenziale contrapposizione fra due componenti sociali: quella aristocratica (mentalità conservatrice e legata al passato) e quella del demos (= popolo) urbano, formata dai cittadini benestanti (mentalità più progressista e aperta al nuovo).
Di conseguenza è possibile distinguere, all’interno della filosofia greca degli inizi, un filone più legata al demos ed alla sua mentalità progressista e un filone più legato all’aristocrazia ed alla sua mentalità conservatrice.
4) La città-stato greca non è una realtà solamente politica, ma è anche un’entità religiosa. La religione all’interno della polis gioca un ruolo basilare. Le leggi stesse, inizialmente, vengono ritenute di origine o ispirazione divina e solo lentamente come opera umana. Tutto ciò pone talune restrizioni a quelle libertà di pensiero di cui visse e si nutrì la nascente filosofia greca.

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