Baruch Spinoza

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Categoria:Filosofia

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Testo

Baruch Spinoza

DEUS SIVE NATURA
RAGIONE EUCLIDEA E ORDINE DELLA NATURA
La sua opera principale, l’Ethica ordine geometrico demonstrata dichiara già di seguire lo schema degli elementi di Euclide, presentandosi con un impianto di definizione, assiomi, proposizioni, dimostrazione. C'è la visione della natura come ordine necessario, che si identifica con Dio stesso.
LA SOSTANZA DIVINA
Nell’Ethica Spinoza riprende il concetto cartesiano di sostanza, ma ne muta profondamente il significato. La sostanza che costituisce l'architrave dell'intero sistema è definita da Spinoza come ciò che esiste di per se stesso e per se stessa viene compreso, ciò il cui concetto non ha bisogno del concetto di alcuna altra cosa dal quale debba venir formato. La sostanza divina è CAUSA SUI, perché è ha in sé il principio della propria esistenza e intelligibilità. La sostanza è anche causa e fondamento del mondo, la sua fonte generatrice e il suo principio costitutivo. In altri termini, Dio è nello stesso tempo il principio attivo produttore di sé e del mondo. La sostanza-Dio è infinita, in quanto nessun altro sostanza la limita. Dio costituisce il mondo attraverso una produzione eterna, che è frutto di una interna necessità, secondo la sua infinita potenza. Dio non agisce sulle cose restando separato da esse ma è potenza generatrice che resta all'interno di ciò che ha generato: causa immanente. Deus sive natura: Dio ovvero la natura.
OLTRE IL DIO EBRAICO-CRISTIANO E DEL NEOPLATONISMO
La problematica religiosa è certamente centrale nel pensiero di Spinoza. Il Dio-sostanza, identificato con la natura, appare incompatibile con il Dio persona, puro spirito assolutamente trascendente della religione cristiana ed ebraica. Il Dio di Spinoza non è neppure assimilabile all’Uno di Plotino, in quanto il fondamento stesso della conoscibilità e comprensibilità del mondo.
GLI ATTRIBUTI DELLA SOSTANZA
Nell’Ethica alla definizione della sostanza segue la definizione dell'attributo: ciò che l'intelletto percepisce nella sostanza come costituente la sua essenza. In quanto sostanza infinità, Dio consta di infiniti attributi, di cui ne conosciamo solo due: il pensiero e l’estensione. In Dio il due attributi sono la stessa realtà. L'attribuzione a Dio del carattere dell'estensione gli toglie lo stesso carattere dell'assoluta spiritualità e lo trasforma in una sorta di entità materiale. Per Spinoza la materia estesa e dotata di movimento che non è stato impresso dall’esterno, dal fiat divino, ma è interno alla materia stessa.
I MODI DELLA SOSTANZA
Gli attributi della sostanza divina si manifestano in infinite determinazioni particolari ( i loro MODI), prodotti ab eterno da quel principio originario. I modi sono singoli menti o idee, oppure singoli corpi. Ogni modo viene spiegato mediante il rinvio a una realtà del suo stesso ordine: ogni corpo è determinato da altri corpi.
LA COINCIDENZA DI LIBERTà E NECESSITà
Un aspetto essenziale del concetto spinoziano di Dio è costituito dalla coincidenza della libertà con la necessità. Nell'altura tutto è determinato da necessità della natura divina ad esistere e ad adoperare in una certa maniera. Non può spezzare la catena causale e necessaria del mondo con un libero atto di volontà. Egli è libero perché causa sui, non dipende da altro ed opera necessariamente in base a leggi che appartengono al suo stesso essere. Gli uomini ritengono di essere liberi poiché sono consapevoli delle proprie volizioni e dei propri appetiti, non non pensa neppure lontanamente alle cause.
L’ESCLUSIONE DEL FINALISMO
L’uomo proietta tale supposta libertà sulla natura e sul Dio (libero arbitrio). In realtà si tratta solo di finzioni umane, di illusioni frutto dell'immaginazione dell'uomo, che capovolgono l'ordine necessario delle cause e degli etti. È vero che l'esistenza degli animali è la causa del fatto che gli uomini se ne nutrono; cioè è vero che l'esistenza degli animali è la casa efficiente di quell'effetto particolare, la nutrizione umana. Per Spinoza tutto ciò che esiste è perfetta, trova cioè la porta giustificazione in se stesso e nell'ordine delle cause. Non esistono imperfezioni in natura in quanto questa deriva necessariamente dalla stessa essenza di Dio. Spinoza è convinto che il finalismo risponda a un pregiudizio antropocentrico.
ANIMA E CORPO
Il superamento del dualismo cartesiano, operato da Spinoza considerando il pensiero e l'estensione due attributi dell'unica sostanza infinita, conduce il filosofo a presupporre una perfetta corrispondenza tra corpo e mente. Ma l'ordine dell'estensione e l'ordine del pensiero sono indipendenti l'uno dall'altro: la casualità intercorre all'interno di ciascuna di essi, non è tra l'uno e l'altro ordine. Idee causano idee, corpi producono effetti in altri corpi. Per quanto concerne l'essere umano, non vi è alcuna interazione tra corpo e mente, non ti è alcun bisogno di ipotizzare un influsso tra lo spirito e la materia: il corpo è composto di molti corpi in così come l'anima è composta da molte idee. La mente funziona secondo i principi della meccanica.
VERITà ED ERRORE
La verità non è altro che la riconduzione di una singola idea all'ordine in tipo matematico geometrico di cui è parte. L'errore si verifica quando consideriamo un'idea a se, al di fuori dell'ordine necessario di cui fa parte in cui dovrebbe essere concepita.
ESPERIENZA, RAGIONE E INTUIZIONE
Come può la mente innalzarsi alla conoscenza vera?
• il primo al secondo livello sono relativi all'esperienza e all'immaginazione, cioè ad una conoscenza basata sulla ricezione disordinata e casuale i dati empirici
• il livello successivo è quella della ragione cioè di una conoscenza scientifica che risale agli effetti alle cause dei fenomeni
• l'ultimo è costituito dall'intuizione che vede le cose, anche quelle transitorie, sub specie aeternitatis. Spinoza attua anche sul piano gnoseologico con l'abbandono della dimensione soggettiva del conoscere e l'adozione di un genere di conoscenza in cui si colloca il punto di vista della derivazione delle cose da Dio cioè dell'ordine necessario. Questa scienza intuitiva cogliendo il sistema universale della natura, l'ordine geometrico dell'universo, che è Dio stesso, s'innalza alla contemplazione e all'amore intellettuale di Dio.
COMPRENDERE MORE GEOMETRICO LA NATURA UMANA
Una delle caratteristiche fondamentali della filosofia spinoziana è costituita dall'intenzione del filosofo di studiare more geometrico anche la condotta umana. Questa va studiata con metodo scientifico. Nei confronti dell'altro umana vanno abbandonati gli atteggiamenti dei moralisti, e tiranni e degli intolleranti, degli utopisti.
• i moralisti considerano le passioni come vizi verso cui gli uomini scivolano per propria colpa
• i tiranni nelle persone intolleranti fanno leva sulle passioni peggiori, come l'odio l'ira la paura
• di utopisti e esaltano una natura umana che non esiste
comprendere scientificamente la condotta degli uomini, significa ricostruirne il processo di produzione.
IL CONATUS SESE CONSERVANDI
In Spinoza alla radice del comportamento umano vi è il CONATUS SESE CONSERVANDI, cioè allo sforzo di autoconservazione. L'essenza stessa dell'uomo è espressione della potenza di agire che muove la natura. La mente patisce quando la sua conoscenza confusa; la mente agisce quando pensa in modo adeguato.
IL RELATIVISMO ETICO
Il fatto che alla base della condotta umana sia la tendenza necessaria all'autoconservazione e che da questa si origini la sfera dei desideri e delle passioni, conduce il Spinoza al relativismo etico: una cosa non è desiderata perché ritenuta buona, ma è ritenuta buona perché desiderata. Coerentemente con tale concezione è bene solo ciò che è a noi utile, e aumenta la nostra potenza d’agire.
LA SCHIAVITù UMANA
L’uomo è schiavo delle passioni quando ha una conoscenza confusa e indistinta delle cose. Esse sono legati a realtà esterne ed esprimono il nostro rapporto con ciò che esiste fuori di noi.
LA RICONVERSIONE DELLE PASSIONI
La conoscenza riesce ad essere efficaci solo se sa tradursi in un sentimento di valore positivo. La ragione può farlo. La ragione ci conduce a fare chiarezza entro noi stessi, a calcolare ciò che è davvero utile e ciò che non lo è. Valutando il valore effettivo dell'oggetto delle passioni, l'uomo acquista una superiore autonomia di comportamento. Tale liberazione non è dalle passioni, in quanto avviene attraverso le stesse passioni mutate di segno, trasformate in azioni. La ragione riconverte le passioni portandole da uno stato di dipendenza dagli oggetti esterni ad uno di dipendenza solo da noi stessi.
DALL’ODIO ALL’AMORE
Dal punto di vista delle passioni, questa liberazione ittica richiedono spostamento d'asse dall'odio all'amore. L'amore intellettuale di Dio è il punto più alto cui può giungere il processo conoscitivo e di emancipazione umana.

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