Auguste Comte

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Testo

COMTE

Il padre del Positivismo francese è Auguste Comte (1788-1857), il cui obiettivo di fondo (“Corso di filosofia positiva”) fu una rifondazione complessiva del sapere che potesse guidare una rigenerazione della vita sociale, entrata in crisi dopo la Rivoluzione (1789). Il crollo di determinati valori ed istituzioni, la confusione organizzativa e politica, il “disordine morale”, è quanto letteralmente lo ossessiona e per questo va alla ricerca di un sistema di principi universali-oggettivi sul sapere, l’uomo ed il mondo. Il programma di Comte consiste nel sostituire alle credenze di tipo teologico-metafisico il sistema delle scienze, alle nozioni empirico-soggettive le leggi scientificamente fondate, all’autorità della tradizione l’autorità del metodo sperimentale.
L’originalità e la grandezza del “Corso di filosofia positiva” consistono non solo nel privilegiamento del sapere scientifico, ma anche nel legame che nell’opera si stabilisce tra scienza e società, tra scienza e realtà, in una prospettiva d’assieme di tipo storico-evolutivo. A questo proposito Comte enuncia alcuni principi che costituiscono la struttura di fondo del suo sistema:
1. i sistemi del sapere sono sempre “causa” dei corrispondenti sistemi socio-politici;
2. il progresso si identifica con il proseguire e progredire delle scienze, uniche forme di sapere in grado di produrre conoscenze, anche politico-sociali, efficaci;
3. la conoscenza procede per fasi o “stadi” rigorosamente determinati;
4. gli “stadi” della conoscenza rispecchiano il processo evolutivo dell’umanità e l’ordine oggettivo delle cose.
Correlativamente, il primo compito della riflessione è cogliere la legge governante tale processo: una legge di cui Comte ritiene di poter offrire la teoria più rigorosa e compiuta. Per essa, sia il sapere che l’umanità hanno attraversato tre fondamentali “stadi”:
1.uno stadio teologico (o fittizio);
2.uno stadio metafisico (o astratto);
3.uno stadio scientifico (o positivo);
A tali stadi corrispondono tre diversi metodi di indagine scientifica e tre concezioni generali dell’uomo e del mondo, corrispondenti a periodi storici diversi ed a diverse fasi di organizzazione politico-sociale.
Nel primo stadio gli uomini sono dominati dalla fantasia e tendono a spiegare i singoli fenomeni con l’appello ad esseri fantastici e soprannaturali, che regolerebbero con la loro volontà tutti gli eventi naturali ed umani.
Nel secondo stadio si sostituisce alla fantasia la ragione riflessa ed alla religione la metafisica. La funzione che spetta a questo stadio è essenzialmente critica e disgregatrice: esso, infatti, mira non già a spingere gli uomini verso qualche conoscenza veramente nuova, ma solo a far loro comprendere l’insostenibilità dei vecchi miti teologici.
Nel terzo stadio l’umanità riesce a compiere il passo conclusivo della sua evoluzione. Comte si affida al metodo critico instaurato da Hume, secondo cui qualsiasi conoscenza, per risultare vera, deve essere interamente fondata sull’esperienza. Per cui, sotto il profilo cognitivo, il terzo stadio consiste nell’avvento del sapere positivo, identificato con il sapere scientifico. Esso viene caratterizzato come sapere che ricerca non essenze e cause prime (Aristotele), ma le relazioni e le leggi dei fenomeni. Tali relazioni e leggi si colgono attraverso l’osservazione empirica e la rielaborazione razionale: una rielaborazione in grado di pervenire a risultati universali.
Quindi per il filosofo francese la riorganizzazione del sapere consiste non tanto nel fondare e risolvere le diverse conoscenze nel sistema di una logica universale, quanto nella costruzione di una Enciclopedia, la quale, pur nell’ambito di un determinato sistema, attribuisce uno spazio ed una specificità ad ogni singola disciplina.
Benché ammiri soprattutto certe scienze (la fisica e la matematica) e creda nell’ideale di un sapere unitario, Comte non vuole ridurre le varie discipline ad un unico ordine epistemologico: cerca, invece, di pensare insieme i due principi dell’unità (tendenziale) e della differenza (fattuale) delle conoscenze.
Il problema viene risolto da Comte ammettendo sei sole scienze fondamentali: matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia. Il passaggio graduale dalla prima alle successive è caratterizzato dalla complessità crescente degli oggetti da esse studiati. Quanto più il contenuto di una scienza è semplice, tanto più acquista preponderanza in esso il metodo deduttivo; quanto più è complesso, tanto più acquista preponderanza quello induttivo. Ciascuna scienza, poi, si vale nelle proprie indagini dei risultati delle scienze antecedenti.
Nella classificazione delle scienze non trovano posto né la logica, né la psicologia. L’esclusione della logica può venire spiegata tenendo presente che Comte esclude per principio l’esistenza di regole astratte, vincolanti ogni dimostrazione. Riguardo la psicologia, invece, il filosofo ritiene che essa sarebbe riconducibile in parte alla biologia, in parte alla sociologia. Ogni scienza fondamentale passa attraverso tre stadi. Scartata la possibilità di una psicologia come scienza, egli valorizza la sociologia, che non avrebbe ancora attuata interamente la propria evoluzione, e, una volta costituita in scienza, il suo compito sarà non solo quello di determinare le leggi generalissime dei fenomeni sociali, ma anche di illuminare con esse, e soprattutto con la legge dei tre stadi, lo sviluppo e la struttura di tutte le altre scienze. Perciò il suo compito è di stabilire le leggi che regolano l’esistenza della società e quelle che regolano la sua evoluzione (rispettivamente “statica” e “dinamica” sociale).
In una fase più tarda del suo pensiero, il Nostro non si accontentò più di un’analisi solo razionale del sapere, ma gli attribuì carattere assoluto e religioso; correlativamente, passò da una filosofia della scienza ad una religione della scienza. In quella che volle chiamare “età sociocratica”, il sapere scientifico venne presentato come una vera e propria divinità, che doveva sostituire la vecchia religione ed al quale bisognava riservare onori e riti appropriati.
Per Comte, la filosofia ha soltanto il compito di studiare le relazioni e le connessioni tra le varie scienze ed in particolare di scoprire i principi comuni a tutte (per esempio la legge dei tre stadi o la necessità di ricorrere alla matematica), riassumendone infine i risultati in una visione unitaria ed organica della realtà. Perciò per Comte scienza universale e comune a tutte le scienze è la filosofia.

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