Appunti sull'evoluzionismo di Darwin

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

DARWIN
Scenziato inglese (1809 - 1882). Con le teoria dell'EVOLUZIONISMO, basata sulla selezione naturale, rivoluzionт la concezione tradizionale dell’origine delle specie viventi. Egli sosteneva che tra i vari individui vi sia una continua lotta per la sopravvivenza, e che in questa lotta prevalgono i piщ adatti alle condizioni di vita in cui si trovano, trasmettendo i loro caratteri ai discendenti. Questa dottrina ebbe una grande influenza su tutto lo sviluppo scientifico e filosofico del secondo Ottocento dando origine al darwinismo sociale, di cui VERGA fu il maggior esponente in ambito letterario. Tale dottrina tende a vedere la societа umana regolata dalle stesse leggi del mondo animale e naturale, quindi dominata anch’essa dalla lotta per la vita, che assicura la sopravvivenza il dominio al piщ forte. Il darwinismo sociale pone la lotta per la vita come una legge assoluta che governa ogni forma di societа possibile, e che non potrа mai essere modificata. Queste teorie, che sono la manifestazione della profonda crisi attraversata dalla borghesia nella seconda metа dell’ottocento, causano la perdita di quei caratteri progressivi che caratterizzarono negli anni passati le lotte rivoluzionarie contro il regime assolutistico-feudale.
EVOLUZIONISMO
A cavallo tra Settecento e Ottocento, a seguito del grande impulso ricevuto dallo sviluppo delle scienze, tra cui quelle naturali, si assistette ad intensi dibattiti scientifici riguardanti la teoria della trasformazione delle specie. Nel Settecento era prevalente la tesi del "fissismo", diffusa da Linneo, secondo la quale le specie sono rimaste inalterate nel tempo e presentano gli stessi caratteri che ricevettero all’atto della creazione. Nello stesso periodo vi fu la nascita di una teoria opposta nota come "trasformismo", alla cui elaborazione parteciparono numerosi studiosi, tra i quali si distinse J. B. Lamarck il quale sosteneva che i mutamenti ambientali modificano i bisogni dell’organismo e, di conseguenza, le sue abitudini. Ma fu solo con CHARLES DARWIN che tale teoria assunse il significato tuttora conosciuto. Il pensiero scientifico di DARWIN poggia su due teorie. La prima и relativa alla lotta per l’esistenza: in natura non c’и posto per tutti e le risorse naturali non sono sufficienti a garantire l’esistenza degli esseri che si moltiplicano in una crescita vertiginosa. Essi devono, quindi, sostenere una guerra perenne gli uni contro gli altri per guadagnarsi uno spazio vitale e adeguati mezzi di sussistenza. La seconda teoria и quella che riguarda la selezione naturale: nella lotta per la vita, infatti, soltanto i piщ adatti sopravvivono, trasmettendo poi ereditariamente le loro qualitа. In questo modo si tramandano solo le specie piщ resistenti, mentre quelle che presentano particolaritа inadatte a reggere la lotta sono necessariamente destinate a scomparire. La concezione darwiniana della trasformazione delle specie metteva in crisi la visione ottimistica della natura difesa dagli eponenti del NATURALISMO, ma l’aspetto piщ problematico era la collocazione e il significato dell’uomo nell’economia generale della natura. Se la selezione naturale и la legge che regola lo sviluppo e la trasformazione delle specie, non c’и nessuna ragione per cui l’essere umano si sottragga ad essa. Una volta estesa all’uomo, la selezione naturale non si applica solo alla sua struttura fisica, ma anche alle sue determinazioni intellettuali e morali. In questo modo, tale teoria si estende dall’ambito naturale a quello storico-sociale giustificando una dinamica conflittuale che и sempre stata presente in qualsiasi nazione civile.
AVVENIMENTI IDEOLOGIE PERSONAGGI INNOVAZIONI
Comte: fede positivista e religione dell'umanitа
di Franco Di Giorgio

Rembrandt, Lezione di anatomia Non и facile trovare nel panorama culturale odierno chi si interessi del pensiero e dell'opera di Auguste Comte (1798-1857), quasi fosse esaurita l'attualitа di un filosofo che innegabilmente esercitт una grande influenza, seppur indiretta, sulla mentalitа della borghesia ottocentesca. Tuttavia a noi sembra che la parabola descritta dal pensiero di Comte sia oggi estremamente attuale, in quanto in esso ritroviamo il nucleo teoretico piщ sistematico e logico su cui si basano alcune soluzioni date al problema umano nella societа contemporanea. Occorre per questo perт porre attenzione all'intero procedere sistematico del fondatore della filosofia positiva, dall'intuizione giovanile (1822) della "legge dei tre stadi" fino alla progettazione della "religione dell'umanitа", che non puт essere ridotta come fanno alcuni interpreti a mero frutto di pazzia senile, dal momento che in essa trova compimento coerente la stessa intuizione iniziale.

Lo scopo peculiare del pensiero di Comte и infatti la costruzione di un nuovo e stabile ordine sociale, giudicato indispensabile da chi aveva come lui vissuto le convulsioni della Francia post-rivoluzionaria, i grandi sconvolgimenti sociali e culturali che dal dominio napoleonico al regno di Luigi Filippo ponevano le basi della rivoluzione industriale. Non si puт definire infatti originale l'idea iniziale della "legge dei tre stadi", che in effetti Comte deriva dal suo maestro Saint-Simon, o piщ semplicemente dall'Illuminismo che fortemente ancora permeava la cultura francese del primo Ottocento: l'idea appunto che la scienza rappresenti la forma di sapere superiore e definitivo cui l'umanitа deve giungere, abbandonando via via l'ingenuitа e la superstizione primitiva. Piuttosto superficiale, o addirittura deformante, si rivela anzi la stessa concezione comtiana della scienza, identificata sulla base del modello meccanicistico con un corpus definitivo di conoscenze, con un sapere comunque finalizzato ad una utilizzazione pratica.

И appunto nella operativitа del progetto che si focalizza l'intenzione del filosofo, trasformatosi, certo anche a seguito di un grave esaurimento nervoso, in Pontefice della "religione positiva", progettista maniaco di un nuovo culto per una nuova Chiesa.

Le tre tappe del pensiero di Comte

La nostra analisi percorrerа, senza pretesa di essere esauriente, le tre tappe che Comte propone come necessarie per la realizzazione di una nuova societа in cui l'uomo si realizzi pienamente:
* l'eliminazione del senso religioso
* l'instaurazione di una nuova religione con la conseguente riduzione del cattolicesimo;
* la imposizione di un "dispotismo spirituale", naturale premessa per l'instaurazione a livello politico di un regime totalitario.

1. L'eliminazione del senso religioso

jubov', ViaggiatriceCon la "legge dei tre stadi" Comte vuole dare una spiegazione allo svolgersi della storia. La successione che egli immagina dello sviluppo storico и contraddistinta da tre fasi: stadio teologico, stadio metafisico e stadio positivo. Nei primi due l'umanitа non ha fatto altro che ricercare la natura intima degli esseri, le cause prime e finali dei fenomeni naturali, attribuendo la funzione originaria ad agenti soprannaturali. Nello stadio positivo la ragione umana, riconosciuta l'impossibilitа di giungere a conoscenze assolute, abbandona queste ricerche, rinuncia ad indagare sull'origine e sul destino dell'universo e mira a scoprire le leggi effettive dei fenomeni. In questo stadio la ragione - come dice Comte stesso - non si chiede piщ il "perchй" delle cose, "non si interroga piщ sulle cause dei fenomeni, ma lavora a determinare le leggi secondo le quali si producono questi fenomeni" (Corso di filosofia positiva, 1830-1842).

L'esito di questo percorso и l'agnosticismo, contraddistinto dal fatto che si ritiene il problema di Dio insolubile, che si considera impossibile pronunciarsi tanto per l'esistenza quanto per la non esistenza di Dio e che si crede vietata ogni soluzione del problema delle origini e dei fini dell'uomo e del mondo.

A ben vedere questa posizione proclama una negazione del problema di Dio molto piщ radicale rispetto all'ateismo tradizionale. Infatti, al pari di Marx, si vuole eliminare alla "radice" lo stesso porsi del senso religioso, proclamando superata l'attenzione alle domande che riguardano il destino e le origini dell'uomo e del mondo. Lo stesso Comte confessa di aver voluto non evitare, ma superare l'ateismo, considerandolo una "emanazione insufficiente, poichй tende a prolungare indefinitamente lo stato metafisico, ricercando senza posa nuove soluzioni dei problemi teorici invece di eliminare, come radicalmente vane, tutte le ricerche accessibili" (Sistema di politica positiva, 1851-1854). "Il vero spirito positivo consiste soprattutto nel sostituire sempre lo studio delle leggi invariabili dei fenomeni a quelle delle loro cause propriamente dette, prime o finali, in una parola la determinazione del come a quella del perchй" (Ibidem). La forma assunta dall'ateismo, dunque, secondo Comte, non и capace di estirpare alla radice il senso religioso, in quanto conserva "i termini del problema di Dio, le abitudini di pensare e i modi di ragionare del credente" e quindi si inoltra in una via da cui и possibile ricadere di nuovo nell'ansia religiosa (cfr. H. De Lubac, Il dramma dell'umanesimo ateo, Morcelliana 1978, pp. 124-130).

A questa eliminazione del senso religioso Comte arriva facendo proprio un concetto di ragione, inteso come "misura di tutte le cose" e come tale negatore della stessa categoria della possibilitа. La ragione viene fatta coincidere con il modo di procedere delle scienze. Essa dunque implica le categorie della sperimentabilitа e verificabilitа pratica. Tutto ciт che non puт essere sperimentato e verificato secondo i criteri scientifici, non esiste, non и possibile che sia. C'и in Comte un fiducioso ottimismo circa le possibilitа della scienza e quindi della ragione di poter risolvere ogni umano problema senza Dio.

Un ottimismo, cosм dogmaticamente affermato, che non riesce piщ a percepire il limite dell'uomo e quindi anche delle sue costruzioni scientifiche. La scienza, anzi, viene a prendere il posto di Dio, nel suo tentativo di risolvere ogni tipo di problema umano. Anche l'idea di progresso viene affermata sulla base di questo atteggiamento ottimista nelle possibilitа della ragione umana. Un progresso inesauribile avrebbe dominato la scena storica universale. In questo orizzonte l'uomo stesso diventa misura di tutte le cose, nonchй criterio ultimo dell'esistenza della realtа.

Una volta eliminata la dimensione delle domande ultime assolute non rimane che ridurre tutto al "relativo", al "contingente". Il relativismo conduce a sua volta ad una "sottomissione all'oggetto", ad una forma cioи di "feticismo", che Comte stesso recupera dallo stadio teologico, preferendolo al politeismo e al monoteismo e paragonandolo all'epoca positiva. In altre parole l'uomo nelle sue domande ultime e nelle sue esigenze scompare per lasciare il posto al trionfo dell'oggetto, delle cose, verso cui si sente sempre piщ asservito. И l'epoca del capitalismo, che da un trionfo dell'oggetto si nutre e da cui trae alimento per proporsi in maniera definitiva (cfr. H. De Lubac, op. cit., pp. 113-124).

2. La riduzione del cattolicesimo e la "nuova religione"

Comte non si limita ad escludere Dio, ma tenta anche di sostituirlo in modo da eliminarlo totalmente dalla scena del mondo. "Si distrugge infatti solo quello che si sostituisce... Seguendo questa massima, tanto ben detta che pensata, bisogna dunque sostituire il cattolicesimo con una vera religione, sotto pena di veder prolungare indefinitamente la sua ignobile caducitа" (Corrispondenza inedita). Il positivismo deve sostituirsi al cristianesimo e rendersi capace di soddisfare tutti quei bisogni della natura umana che non trovano risposta nella posizione ateistica della vita. E questa sostituzione avviene ponendo al posto di Dio l'"Umanitа". И questa la vera divinitа, il "Grande Essere Provvidenziale", il "nuovo Essere supremo", capace di soddisfare il bisogno di adorazione presente nel cuore di ogni natura umana. Essa costituisce "il solo vero grande Essere, di cui noi siamo consciamente i membri necessari" (Sistema di politica positiva).

Il dio adorato dai positivisti и un "Essere relativo", che "ha una potenza limitata, benchй sempre superiore alle nostre forze, individuali o collettive", mentre i teologi e i metafisici - secondo Comte - adorano "un Dio assoluto, il cui potere и senza limiti". Per questa ragione i secondi devono considerarsi dei "veri schiavi", in quanto "sottomessi ai capricci di una potenza impenetrabile", mentre soltanto nei primi l'uomo puт diventare veramente libero, in quanto questi "sono subordinati a leggi immutabili e conosciute, che ci liberano da ogni impero personale" (Lettere a Henri Dix Hutton). In questo modo l'"Umanitа" prende il posto dell'"antico Dio". "In essa - dice Comte noi viviamo, ci muoviamo e siamo". Essa и "il centro delle nostre affezioni" (Appello ai conservatori, 1855).

L'"Umanitа", di cui parla Comte, comprende molti individui di tutte le generazioni, ma non li ritiene tutti, in quanto essa и "l'insieme continuo di esseri convergenti". I "parassiti" ed i "criminali" ne sono esclusi perchй "non trasmisero ai successori nessun equivalente di ciт che ricevettero dai loro predecessori". Ne fanno dunque parte soltanto quegli uomini "che hanno cooperato alla grande opera umana, quelli che si prolungano in noi, che sono da noi continuati, quelli di cui noi siamo i veri debitori" (Sistema di politica positiva).

E non a caso Comte si rifiuta di considerare la figura di Cristo tra i benefattori dell'Umanitа. Quest'ultimo viene infatti considerato un "avventuriero religioso", un "ciarlatano", un "falso fondatore" che nulla ha apportato al progresso umano. Il suo nome non viene fatto comparire assieme a quelli che hanno contribuito all'edificazione dell'"Umanitа", come Confucio, Mosи, Maometto, ecc. (cfr. Catechismo positivista, 1852).

In realtа ciт che a Comte fa problema и la supposta divinitа di Gesщ Cristo; un uomo che si dice Dio rompe con una religione che ha eliminato il Dio-Mistero per sostituirlo con il Dio-Uomo, con l'umanitа che si divinizza. Ma a pensarci, Comte, in questa sua eliminazione, riconosce al cristianesimo una forza davvero originale rispetto alle altre religioni. Rifiutando la figura di Cristo, egli sancisce quella profonda differenza che c'и tra la religione nata dalla presenza, morte e resurrezione di Gesщ Cristo e quelle i cui fondatori rispondono ai nomi di Confucio, Mosи, Maometto, Buddha. Infatti la pretesa di Cristo di definirsi e chiamarsi Dio non puт essere accettata da chi ha chiuso la ragione, con la "legge dei tre stadi", al senso religioso.

Il cristianesimo viene cosм condannato, non solo per la sua pretesa origine divina, ma in modo particolare per il suo carattere "immorale" ed "antisociale". Il cristianesimo, infatti, secondo Comte, predica un rapporto "personale" (da intendersi come sinonimo di "individuale") con Dio, a scapito del rapporto "sociale", del rapporto con gli altri uomini. Il grande torto del cristianesimo consiste dunque nell'avere "consacrata la personalitа con un'esistenza che, legando ciascuno direttamente ad una potenza infinita, l'isolava profondamente dall'Umanitа" (Catechismo positivista). Da ciт consegue che ogni influsso sociale viene dal credente rigettato per un tipo di esistenza anarchico. "L'uomo che si crede in rapporto diretto con un Essere assoluto, non puт essere che un fermento di disgregazione sociale. Egli и sollevato da uno "slancio astratto" che contrasta incessantemente "l'ordine collettivo" e disconosce tutte le solidarietа, incapace di riconoscerle nel tempo e nello spazio" (H. De Lubac, op. cit., p. 150).

Da queste considerazioni deriva anche l'accusa al cristianesimo di essere egoista, di aver sviluppato nell'individuo "un'abitudine continua di calcoli personali", che lo ha condotto nel tempo a modificare le tendenze della natura umana, dandole "un eccesso di circospezione, di previdenza, e finalmente di egoismo, che la sua organizzazione fondamentale non esigeva". L'"appello continuo ed esorbitante allo spirito di puro egoismo" ha fatto sм che la morale cristiana tendesse "ad atrofizzare, per difetto di esercizio proprio, la parte piщ nobile del nostro organismo morale" (Discorso sullo spirito positivo).

Evidentemente Comte della religione cristiana propone una forte riduzione, quando ne limita i principi ai due aspetti: morale e sociale. Pensare al cristianesimo come ad un ordinamento morale e sociale, significa in sostanza ridurlo ad elementi naturali, il cui controllo и possibile da parte della ragione. Comunque anche questa operazione riduttiva del cristianesimo и direttamente conseguente all'eliminazione del senso religioso. Una volta eliminato dalla realtа il senso del mistero per limitare lo sguardo alle leggi dei fenomeni, tutto ciт che risulta insignificante e senza senso viene accantonato. In questa prospettiva ciт che all'uomo importa и stabilire la forma migliore di collaborazione con gli altri uomini, sia a livello sociale che etico. Tutto ciт che contribuisce a dare una risposta a questa esigenza di socialitа viene accettato e rivalutato, a scapito invece di quello che sembra contrastare questo spirito di "comunione".

Se il cristianesimo, compresa la stessa figura di Gesщ, и oggetto delle piщ feroci critiche, un destino diverso tocca invece la figura di san Paolo, che - secondo il capostipite del positivismo - viene considerato il fondatore del cattolicesimo. И stato san Paolo a sminuire il carattere immorale ed antisociale del cristianesimo e a giungere alla formulazione del dogma e alla costituzione dell'attuale sistema cattolico, che Comte guarda con profonda ammirazione e che poi non esiterа a far proprio, dopo averlo svuotato del suo contenuto originario ed essenziale, nell'elaborazione della sua "religione dell'Umanitа". Se san Paolo finisce per porsi sotto la sequela di Gesщ Cristo и perchй questo gli permette di evitare "quell'obbligo, sempre odioso ad un uomo retto, di farsi adorare" (Sistema di politica positiva). Secondo Comte, con l'istituzione nel suo seno di un sacerdozio, il cattolicesimo ha limitato fortemente quell'"anarchia evangelica", allora imperante. Il sacerdozio, infatti, ha ristretto i miracoli, ha soprattutto limitato le rivelazioni, concentrando il potere "sul capo visibile della Chiesa, divenuto cosм l'interprete permanente dei precetti divini" (Sistema di politica positiva). Cosм facendo il cattolicesimo non ha fatto altro che rafforzare il legame sociale, cosa pregevole per il Nostro.

Inoltre in questo processo di umanizzazione del cristianesimo si innestano, secondo Comte, il culto dei santi e quello della Vergine, che hanno contribuito in modo determinante all'estinzione del "culto di Dio". Anche il dogma dell'incarnazione viene recuperato ed interpretato come il tentativo di eliminare qualsiasi distinzione tra l'uomo e Dio. Lo stesso dogma trinitario in sostanza ha permesso all'uomo di riconoscere la sua "divinitа", cosicchй il cattolicesimo viene ad essere una premessa necessaria per l'instaurarsi della "religione dell'Umanitа" (cfr. H. De Lubac, op. cit, pp. 158-159).

Sulla base di queste considerazioni и possibile spiegare anche il tentativo di Comte di cercare una alleanza con la Chiesa cattolica ed in special modo con l'ordine gesuita, ritenuto l'autentico capo spirituale del cattolicesimo. Resta comunque certo che nell'intento del maggior rappresentante del positivismo questa alleanza doveva avere un carattere puramente provvisorio; infatti una volta che "la religione dell'Umanitа" fosse stata riconosciuta ed accolta positivamente dalle masse, lo stesso cattolicesimo avrebbe dovuto abbandonare le sue "pretese cristiane" per confluire nella religione positiva. Si comprende allora che ciт che Comte propone alla Chiesa cattolica non и altro che rinnegare il suo fondamento, cioи Gesщ Cristo, per ridursi esclusivamente ad un fatto morale e sociale (cfr. H. De Lubac, op. cit., pp. 165-168).

3. Il nuovo dispotismo spirituale e politico

Van Gogh, Il giro dei carceratiLa "religione dell'Umanitа" diventa nelle intenzioni dell'Autore la vera religione positiva, l'unica capace di prendere il posto del cattolicesimo. Al pari della religione cattolica, il positivismo avrа il suo culto, i suoi dogmi, le sue cerimonie, le sue "consacrazioni" o "sacramenti sociali" con cui santificare "tutte le fasi attuali della vita privata, connettendole sistematicamente alla vita pubblica" (Catechismo positivista). I mesi prenderanno i nomi significativi della religione positiva e i giorni della settimana saranno consacrati ognuno ad una delle sette scienze. Verranno costruiti templi laici (istituti scientifici) e un papa positivo eserciterа la sua autoritа su coloro che si occuperanno dello sviluppo delle industrie e dell'utilizzazione pratica delle scoperte. Nella societа positiva la donna diventerа la custode e la fonte della vita sentimentale dell'Umanitа.

L'Umanitа sarа il "Grande Essere", lo spazio il "Grand'Ambiente" e la terra il "Gran Feticcio": in ciт consisterа la trinitа della religione positiva. Questi brevi accenni sono sufficienti a dare un'idea della legislazione religiosa positivista, che non и nelle nostre intenzioni descrivere nel dettaglio. A noi interessa invece rilevare quella forma di "dispotismo spirituale" che consegue da questa costruzione religiosa positivista e che conduce al totalitarismo. Infatti nella societа retta dal positivismo i sacerdoti dovranno un'obbedienza assoluta al "Gran Sacerdote", "organo supremo dell'Umanitа", sia nell'azione, sia nel pensiero che nel cuore. "La fede, cioи la disposizione a credere spontaneamente, senza previa dimostrazione, ai dogmi proclamati da un'autoritа competente, и una veritа fondamentale, base immutabile e necessaria dell'ordine sociale..." (Sistema di politica positiva). Sulla base di questa sequela i sacerdoti positivisti si costituiranno come classe intellettuale, incaricata di pensare per tutti gli altri uomini: и ciт che De Lubac definisce "dispotismo spirituale": la "diffidenza per l'intelligenza" di cui и permeato tradisce tra l'altro il carattere caricaturale dell'idea comtiana della scienza, ridotta a nuovo dogma.

Con l'istituzione della "religione dell'Umanitа", l'uomo non ha piщ bisogno di prostrarsi dinanzi a Dio, al mistero che sottende tutta la realtа, ma dovrа sottomettere se stesso ad altri uomini e a cose puramente umane. In questi termini Comte si rivolge ai suoi adepti: "Impadronitevi del mondo sociale, poichй esso vi appartiene, non giа sulla base di qualche diritto, ma secondo un dovere evidente, fondato sulla vostra attitudine esclusiva a ben dirigerlo, sia come consiglieri speculativi, sia come comandanti attivi. Non bisogna dissimulare che i servitori dell'Umanitа oggi finiscono per eliminare radicalmente i servitori di Dio da ogni posto direttivo degli affari pubblici, come incapaci di prenderne un sufficiente interesse e di comprenderli realmente..." (Lettere inedite a C. Blignieres).

Dio e l'Umanitа, secondo Comte, non possono essere conciliati. Si deve scegliere o per l'uno o per l'altro. Qualsiasi tentativo di sintesi nasconde un'incapacitа a capire le ragioni di fondo che sostengono i due "regimi". Comunque la scelta di Dio appartiene ormai ad uno stadio superato dalla evoluzione storica, allo stadio teologico. Non resta allora che fare la scelta per l'Umanitа, per lo stadio positivo, ricacciando Dio e le sue pretese assolute.

La venerazione dell'Umanitа comporta perт la necessitа di ordinare la societа secondo una distribuzione gerarchica, in cui c'и la classe speculativa (composta dal capo religioso positivista e dalla sua casta sacerdotale) che ha la funzione di comandare sull'intera societа, seguita dalla classe attiva cui appartengono i banchieri, i quali a loro volta esercitano il potere sul resto dell'Umanitа proletaria.

In questo ordinamento tutte le forze discordanti saranno escluse, senza perт usare alcuna forma di violenza o di forza, ma cercando di "disciplinare la volontа" dell'individuo. A riguardo Comte si proclama contro ogni forma di democrazia, cosм come respinge ogni ansia rivoluzionaria, proponendosi come "la sola difesa sistematica dell'ordine contro le sovversioni comuniste o socialiste" (Corrispondenza inedita).

La forma politica che egli preferisce и quella dittatoriale, in cui non si fa alcun uso di metodi violenti, ma si tenta la strada della persuasione, facendo appello a due vie: l'immaginazione ed il sentimento. Per appassionare la massa degli uomini al sistema positivista occorre "proporre loro il quadro dei miglioramenti che il nuovo sistema porterа nella condizione umana". E ciт sarа possibile se parallelamente si cercherа di suscitare nelle persone un diverso sentimento, fatto di rispetto, di venerazione, di "tenerezza" e persino di "sottomissione" nei confronti di chi и alla guida della societа. In questo modo l'individuo nello stato positivo si troverа privo di qualsiasi diritto e con una serie di doveri da assolvere. La fede positiva, eliminando l'assoluto per dar rilievo al relativo, sostituisce "le leggi alle cause e i doveri ai diritti". Essa sostituisce "la vana e tempestosa discussione dei diritti" con un "fecondo e salutare apprezzamento dei doveri" (Catechismo positivista). Ogni rivendicazione dei diritti, infatti, и anarchia.

Cosм ogni idea di diritto "deve scomparire completamente come puramente relativa ad un regime preliminare, e direttamente incompatibile con lo stato finale che non ammette che doveri a seconda delle funzioni".

L'individuo diventa una pura astrazione se non viene compreso nell'insieme sociale, l'unica posa reale, cosм come avviene per il singolo animale che consiste nella specie. Per lui non c'и salvezza che nello "spirito di insieme e nel sentimento del dovere" (Sistema di politica positiva).

La formula religiosa positivista conduce dunque alla dittatura di un partito o di una setta. Rifiutando all'uomo ogni libertа e ogni diritto, essa и costretta a cadere in una forma di totale tirannia.

Come si puт capire da questi brevi accenni, la "religione dell'Umanitа" non rimane nel puro ambito del culto, ma incide e intende organizzare nei minimi particolari la stessa vita sociale. Cosм facendo Comte ritorna al problema politico da cui la sua indagine prese inizio. Allora si trattava, infatti, di risolvere uno stato di anarchia e di crisi politica esistente, cercando di individuare - come accade per l'indagine scientifica - le leggi che regolano il procedere sociale. Una volta individuate queste leggi si poteva intervenire, modificando la stessa struttura della societа. Da queste motivazioni ebbe inizio la costruzione della scienza sociologica o "fisica sociale", che Comte pose fin dall'inizio al vertice delle altre scienze, non solo per una ragione storica, ma soprattutto perchй questa scienza possedeva l'oggetto piщ complicato rispetto alle altre indagini scientifiche.

Ora questa esaltazione del metodo scientifico e della "fisica sociale" trova a nostro avviso una sua continuazione nell'ambito della "religione dell'Umanitа". Purtroppo alla costruzione religiosa dell'ultimo Comte non si и dato mai molto rilievo, perchй considerata una parte inferiore rispetto all'ideologia scientista dominante. In realtа a noi sembra che la fondazione della "religione dell'Umanitа" non abbia altro scopo che quello di sacralizzare l'ambito sociale, nella convinzione - per dirla parafrasando J.P. Sartre - che siamo su di un piano in cui esiste solamente l'uomo sociale.

Da ciт si deve dunque partire per spiegare la stessa riduzione del cattolicesimo, operata da Comte in nome della socialitа. In questo modo la "religione dell'Umanitа" altro non и che una venerazione del rapporto sociale, ossia una "sociocrazia".

A differenza del cristianesimo, la religione positivista tende all'organizzazione del Regno della Societа sulla terra. Siamo dunque in una prospettiva esclusivamente immanentista, dove la religione e la sociologia collaborano per conseguire lo stesso fine: l'organizzazione di una nuova societа.

In questo modo la sociologia, come scienza sociale, acquista una "consacrazione" ulteriore, una portata universale non molto dissimile dalla pretesa, manifestata da questa disciplina anche ai nostri giorni, di poter spiegare tutto sulla base dell'organizzazione e dei rapporti sociali.

Nella costruzione teoretica di Comte, dunque, non c'и piщ posto per l'espressione della propria interioritа e individualitа. Il valore di ogni singolo individuo non si fonda piщ sulla base di un rapporto personale e irriducibile con il Mistero che sottende la realtа, ma sulla capacitа di sapersi omologare nel grande calderone della socialitа, dove il diritto scompare per lasciare il posto al dovere.

In Comte la negazione dei diritti dell'uomo consegue all'eliminazione e alla negazione di Dio. Se non si ammette un rapporto dell'uomo con l'infinito, con il Mistero, non si puт nemmeno fondare la dignitа, l'irriducibilitа e la sacralitа della persona. Se l'uomo fosse determinato soltanto dalle leggi biologiche, egli non avrebbe alcuna consistenza e non sarebbe mai libero, ma sottomesso ad un potere o ad una necessitа evolutiva che lo sovrasta. Soltanto se l'uomo viene concepito in diretto rapporto con l'infinito, con "l'origine di tutto il flusso del mondo", egli rimane libero di fronte a tutti i tentativi di afferrarlo, di dominarlo e di eliminarlo nella sua dignitа ultima e irriducibile (cfr. L. Giussani, La coscienza religiosa nell'uomo moderno, Jaca Book 1985).

Una volta eliminata la presenza di un Assoluto nell'universo, non resta che affidarsi alla forza cieca della fatalitа. E in questa accettazione Comte non appare poi cosм lontano da Nietzsche. "Adoratore dell'Umanitа, Augusto Comte ha profondamente disconosciuto la natura dell'uomo. Ha creduto di soddisfarla offrendole una divinitа che le fosse perfettamente omogenea, un essere composto dai suoi propri adoratori... La sua maggior debolezza deriva dal fatto che egli non ha mai lasciato che in sй si ponessero quei grandi interrogativi critici che mettono in discussione tutto il nostro essere umano, quei grandi interrogativi dell'al di lа, che soli rivelano l'uomo a se stesso. Egli ha creduto di averli per sempre esorcizzati. Mai forse la loro voce si и fatta sentire, come oggi, piщ forte e piщ pressante" (H. De Lubac, op. cit., p. 206).

Attualitа del pensiero di Comte

Da quanto detto fino ad ora si puт comprendere l'enorme incidenza avuta dal pensiero di Comte nella mentalitа contemporanea. Anzi possiamo con certezza affermare che esso и alla base della scristianizzazione attuale. Infatti il suo tentativo non и quello di negare o eliminare la religione cattolica, quanto di svuotarla del suo autentico contenuto e di ridurla ad un puro fatto morale e sociale. Questa riduzione avviene in forza della negazione del Mistero che si manifesta nella realtа e nelle circostanze quotidiane della vita umana.

"Il positivismo che domina la mentalitа dell'uomo moderno esclude le sollecitazioni alla ricerca del significato che ci viene dal rapporto originario con le cose... Vorrebbe imporre all'uomo di fermarsi a ciт che appare. E questo и soffocante" (L. Giussani, Il senso religioso, Jaca Book 1986, p. 146). In questo modo Comte arriva ad eliminare dal cuore dell'uomo quel senso di precarietа assoluta, determinato dalla condizione di vivere le varie circostanze della vita senza riuscire ad afferrare e conoscere la destinazione finale e il disegno complessivo ad esse sottese. Una volta eliminata la nozione di Mistero, tutto viene determinato e spiegato da una ragione "misura di tutte le cose", secondo un criterio che risponde alla logica dell'utilitа e del dominio assoluto.

Per Comte, infatti, "solo il positivismo puт renderci sistematicamente liberi, cioи subordinati a leggi immutabili e conosciute, che ci liberano da ogni impero personale" (Lettere a Henri Dix Hutton). All'interno di questa prospettiva и inevitabile la caduta in una concezione determinista della realtа, che toglie qualsiasi spazio alla libertа dell'uomo. Questa affermazione di universale necessitа, che permette di mettersi al riparo da "ogni impero personale", non puт convivere con la possibilitа di un compimento totale dell'io personale, con la capacitа dell'uomo "di possedere il proprio significato, di raggiungere la propria realizzazione" (L. Giussani, Il senso religioso, cit., p. 160). La libertа diventa quindi un presupposto indispensabile per condurre l'uomo al suo compimento e alla sua piena realizzazione. Senza la libertа non si darebbe all'uomo la possibilitа di un'adesione personale all'essere e l'individuo sprofonderebbe in un completo assoggettamento alle richieste sociali e al potere che controlla e domina tali richieste. E la libertа a sua volta si dа soltanto all'uomo che non rinnega quel rapporto originario e costitutivo con il Mistero che sottende tutta la realtа (cfr. op. cit., pp. 118-126, 160-162, 165-173).

Inoltre nell'orizzonte tracciato da Comte alla ragione viene assegnato il compito di occuparsi delle leggi dei fenomeni, senza accorgersi che l'atteggiamento scientifico non riesce ad esaurire la molteplice varietа dell'esperienza umana, i cui aspetti non si riducono all'ambito biologico, fisico-chimico e sociologico. Questo atteggiamento razionalista e scientista и costretto a distruggere la stessa categoria della possibilitа per lasciare il posto alla pianificazione ideologica e al dominio assoluto del potere. La storia stessa viene interpretata in modo da rendere ragione dell'idea che le si impone, tralasciano l'autentica manifestazione della realtа.

All'interno di questa ottica il primato dell'uomo nei confronti di qualsiasi istituzione sociale e statale, affermato dalla Chiesa cattolica, perde la sua consistenza ribaltandosi nel suo opposto. All'uomo non viene riconosciuto alcun diritto originario, alcuna "somiglianza" con Dio, ma soltanto il dovere di "sottomettersi" alla volontа sociale, espressa dallo stato positivista.

Partendo da questa prospettiva totalitaria tracciata dal pensiero di Comte, quanto numerosi sono gli echi che rimandano alla dispotica tirannia dell'Umanitarismo raccontata da R.H. Benson nel Padrone del mondo.

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