Apollo e Dafne

Materie:Altro
Categoria:Epica

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Testo

Apollo e Dafne

Il mito di Apollo e Dafne è concepito come un racconto naturalistico che spiega l’origine dell’alloro, ma in gran parte tratta dei sentimenti degli dei che pur essendo immortali si comportano come gli umani. Infatti, in questo racconto Cupido, offeso da Apollo, si vendica e lancia la freccia dell’amore contro Apollo e quella del ripudio dell’amore a Dafne.
Quindi Apollo pur essendo un dio con fascino e prestigio, viene ripudiato da una ninfa (divinità minore), che pur di sfuggire dal suo spasimante, che l’aveva offesa e disgustata con le sue profferte decide di essere trasformata in alloro (che comunque è di una natura inferiore), per sfuggire al suo “innamorato” e conservare la verginità in eterno.
Da questo mito si capisce la vulnerabilità delle creature divine, che tanto quanto un umano non riescono a resistere all’amore che colpisce chiunque e anche quanto siano irascibili e vendicativi. Infatti, gli dei si stuzzicano continuamente a vicenda e lo svolgimento del racconto nasce dal rapporto conflittuale tra Apollo e Cupido; il primo ha la colpa di aver offeso Cupido e l’altro di non essere stato superiore agli insulti di Apollo.
In realtà il vero messaggio tratta di amore e afferma che è inutile porre in atto tentativi di conquista se l’essere amato non ricambia gli stessi sentimenti e in senso più attuale quello del rispetto del prossimo, che, qualunque sia la sua scelta va rispettato e quindi non deve essere utilizzata la violenza.
Tornando all’aspetto naturalistico bisogna sapere che gli antichi ritenevano che l’alloro possedesse proprietà profilattiche ed, infatti, una volta che Dafne viene trasformata in albero pur essendo immobile si sottrae ai baci di Apollo, inoltre l’alloro essendo una pianta sempreverde mantiene una sua vitalità e quindi Dafne continuerà comunque una vita.
La vicenda è inserita in un contesto paesaggistico abbastanza definito, infatti, i luoghi vengono descritti e si può collocare questo mito nella Grecia antica.
Il tempo invece, al contrario del paesaggio, e come in quasi tutti i miti, non ha una collocazione ben precisa.

Esempio



  


  1. lily

    il riassunto di appolo e dafne