motore asincrono trifase

Materie:Altro
Categoria:Elettrotecnica
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Testo

Menini M., Olivari M., Mercuri G.

Relazione di T.D.P. 28/10/05 N° I

Obbiettivo: Realizzazione di un impianto eseguito sul pannello atto
al funzionamento di un Motore Asincrono Trifase.

Componenti Utilizzati:

N°1 Motore Asincrono Trifase. (M.A.T.) 380V~
N°2 Lampade di segnalazione
N°1 pulsante marcia/arresto
N°1 portafusibili tripolari
N°1 teleruttore

Materiali Utilizzati:

5 m di filo (S=1x2.5mm²) di colore (Nero, blu e grigio)
5 m di filo (S=1x1.5mm²) di colore (Blu e grigio)
N°2 morsettiere
N°3 fusibili 380V~ 40°

Considerazioni Varie:

Nella realizzazione dell’impianto è stata prestata particolare attenzione per quanto riguarda la Sicurezza,stando ben attenti a realizzare un impianto assolutamente conforme alle norme CEI. Nell’impianto stesso sono presenti dei componenti che svolgono proprio una funzione di salvaguardia della sicurezza. Primi fra questi i fusibili.
Il fusibile è un componente elettrico che
serve a proteggere un circuito da
sovraccarichi di corrente che lo danneg-
gerebbero. Quando per qualche motivo
in un circuito passa più corrente di quella
di quella per cui è stato progettato, il
fusibile brucia interrompendo il flusso ed evitando danni maggiori. Prima dell’ invenzione degli interruttori magnetotermici gli impianti elettrici

delle case erano protetti con dei fusibili, ancora oggi comunque alcuni impianti vengono protetti così, specie quelli industriali in cui sono in gioco potenze elevate. I fusibili sono di vario aspetto, quello che possiamo trovare comunemente in molti apparecchi elettrici è costituito da un tubo di vetro tappato con due pezzi di metallo collegati da un filo sottilissimo, che è quello che fonde, in questo caso si vede a occhio nudo quando è bruciato, vengono detti LBC. I fusibili per grandi potenze hanno la stessa struttura ma il tubo è di ceramica e sono riempiti con della sabbia che ha il compito di estinguere un eventuale arco voltaico.
Cenni teorici sui M.A.T.: Indubbiamente ‘ obbiettivo principale di
Questa prova era approfondire le conoscenze riguardo ai M.A.T. e imparare a realizzare un impianto in grado di garantirne il funzionamento.
Principio di funzionamento e forma costruttiva:
Il principio di funzionamento dei motori asincroni trifasi deriva da una diretta applicazione del campo magnetico rotante. La struttura costruttiva dello statore è la parte fissa del motore.
Gli avvolgimenti destinati a produrre il campo rotante vengono allogati entro cave praticate lungo la superficie cilindrica interna del pacco di corone circolari che forma l’anello magnetico di statore.
Il pacco lamellare è realizzato in lamiere magnetiche al silicio fra loro isolate e compresse entro una carcassa di sostegno di ghisa o di acciaio saldato, o anche in lega leggera per i piccoli motori.
L’isolamento verso le cave viene assicurato con cartoccio isolante e fasciando i lati di matassa con lastrature di cotone o mica – vetro successivamente impregnate con vernici polimerizzanti a caldo o con speciali resine sintetiche.
Nella cavità statorica del motore viene introdotto il rotore di diametro tale da realizzare un traferro dell’ordine del millimetro.
Il rotore del motore asincrono è costituito da un pacco cilindrico di lamiere magnetiche, tagliate a dico, isolate fra loro e strettamente serrate. Sulla superficie di questo cilindro vengono ricavate le cave longitudinali entro le quali vengono introdotti i lati attivi dell’avvolgimento rotorico.
Il circuito rotorico è costituito da tante sbarre conduttrici le cui testate sporgenti da una parte e dall’altra del cilindro rotorico sono collegate fra loro per mezzo di due anelli: la struttura che ne risulta prende il nome di rotore a gabbia di scoiattolo.
Nei motori di potenza più elevata, il circuito rotorico è rappresentato da un vero e proprio avvolgimento trifase, e allora si parla di rotore avvolto.

Procedimento: Come di dovere prima dell’esecuzione manuale dell’ impianto sono stati realizzati gli schemi del circuito di potenza, e del circuito di comando. Entrambi gli schemi sono stati realizzati con il programma CAD). A questo punto siamo passati alla realizzazione vera e propria sul pannello. Per prima cosa ci siamo occupati del circuito di potenza,per la sicurezza dell’impianto si sono collegate le tre fasi ai rispettivi portafusibili, le uscite di questi sono state collegate al teleruttore e da quest’ultimo al motore tramite un collegamento a stella. Terminate le operazioni riguardanti il circuito di potenza, siamo passati alla realizzazione del circuito di comando.
Alla bobina del teleruttore si è collegato un polo soggetto alla tensione di 24 V~. Il secondo polo viene collegato al pulsante avente contatto aperto per garantire l’avviamento del motore. L’uscita di questo viene congiunta al pulsante di arresto e da qui ritorna al contatto della bobina del teleruttore.
Infine si è collegata la ritenuta del teleruttore (NO), in parallelo (//) al pulsante di avviamento.
Giunti a questo punto si sono stati effettuati i collegamenti atti al funzionamento delle lampade di segnalazione. Questa operazione è stata effettuata mediante l’uso di due contatti secondari, uno impiegato in modalità NO (normalmente aperto), ed uno in modalità NC (normalmente chiuso).
Si sono alimentati questi due contatti con una tensione pari a 230V e sono stati collegati con le lampade di segnalazione, esse servono per evidenziare le fasi di arresto e di avvio del M.A.T.
Conclusione: Al termine del lavoro è stato collegato l’impianto alla torretta di alimentazione per verificarne il corretto funzionamento. Accertato ciò siamo passati alla trascrizione della relazione conclusiva.

Esempio



  



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