BJT

Materie:Appunti
Categoria:Elettronica

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Testo

RELAZIONE DI ELETTRONICA
Nomi & cognomi: Bettaccini Fabrizio & Innocenti Luca
Classe: 4Ak a.s. 1999/2000
Titolo esperienza: STUDIO IN FREQUENZA DI UN AMPLIFICATORE A
BJT UTILIZZANDO IL TRANSISTOR “BC107B”
PREMESSE TEORICHE
· Polarizzazione del BJT
L’amplificazione dei segnali richiede il funzionamento del BJT in zona attiva o lineare.
Ciò può essere ottenuto applicando ai terminali del BJT una rete di resistori alimentati con tensioni continue; queste sono dette reti di polarizzazione e può essere con o senza partitore di tensione.
Cosi facendo si impone che il BJT lavori in un punto preciso di funzionamento, chiamato PUNTO DI FUNZIONAMENTO A RIPOSO per sottolineare che dipende solo da tensioni continue. Questo punto viene indicato con “Q” ed è definito dalle sue coordinate: IBQ, VBEQ, ICQ, VCEQ. Si può determinare il punto Q in due diversi modi: pervia grafica e per via analitica. Col primo metodo si traccia la retta di polarizzazione con pendenza –1/Rb nel grafico della caratteristica d’ingresso: il punto d’incrocio della retta con la curva determina il valore di IBQ. Questo valore permette di determinare la curva d’uscita del transistore; sul relativo grafico si disegna un’altra retta “retta di carico statica”, con pendenza –1/Rc: il punto d’incontro ha coordinate (VCEQ, ICQ).
L’altro metodo prevede semplicemente di risolvere l’equazione della maglia d’ingresso e di quella d’uscita.
· Classificazione degli amplificatori
Una prima classificazione distingue gli amplificatori di segnale da quelli di potenza. Con i primi si bada soprattutto ad innalzare l’ampiezza dell’eccitazione di tensione o di corrente applicata all’ingresso senza preoccuparsi del livello di potenza associato, che rimane limitato, come accade, ad esempio, nei primi stadi di amplificazione dei radioricevitori. Con i secondi l’obbiettivo da raggiungere è quello di erogare al carico, di valore spesso molto basso, una potenza adeguata e solitamente ingente; si pensi, ad esempio, alla potenza trasferita ad un altoparlante in un sistema di riproduzione sonora.
Un’altra distinzione è quella tra amplificatori a banda larga, in grado di fornire un’amplificazione costante in un campo di frequenze molto esteso in relazione al valore della frequenza di centro banda, ed amplificatori a banda stretta per i quali la banda di frequenza amplificata risulta alquanto limitata rispetto a tale valore. Quest’ultimi tipi di amplificatori sono spesso detti accordati perché la loro curva di risposta in frequenza presenta la forma a campana vista anche per i circuiti risonanti. Una classificazione legata alle gamme di frequenze di lavoro permette di individuare i seguenti tipi di amplificatori:
· Amplificatori in continua. Il loro campo di frequenze di lavoro si estende dalla continua ( f=0) in su; essi sono in grado di amplificare segnali che variano lentamente nel tempo come quelli forniti da sensori utilizzati in sistemi d’aquisizione dati.
· Amplificatori audio. Operano in un intervallo non inferiore a quello delle frequenze acustiche tra 16 Hz e 20 KHz.
· Amplificatori video. La loro banda di lavoro va da 0 Hz ad alcuni MHz; vengono utilizzati per amplificare il segnale televisivo in banda base il cui spettro utile giunge fino a 5,5 MHz.
· Amplificatori per frequenze elevatissime. Sono amplificatori a banda stretta che lavorano nel campo delle onde ultracorte e delle microonde, con frequenze che vanno dalle centinaia di MHz alle decine di GHz. Sono impiegati nelle telecomunicazioni e per la loro progettazione vengono impiegati componenti speciali e tecniche circuitali particolari.
Gli amplificatori possono essere classificati anche in base ai livelli di resistenza di ingresso e di uscita.
· Amplificatori di tensione. Un amplificatore di tensione ideale presenta Ri=U e Ro=0. la tensione di uscita Vo risulta proporzionale a quella fornita dalla sorgente Vs ( Vo=Av(Vs), con fattore di proporzionalità Av indipendente sia da RL che da Rs. Nella pratica ciò si realizza con buona approssimazione se si verificano le condizioni Ri>>Rs e Ro

Esempio



  


  1. paolo

    tutto bene magnificoeccezzionale svolto bene