L'educazione fisica dall'antichità ai nostri giorni

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Categoria:Educazione Fisica
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Testo

PROGRAMMA DI EDUCAZIONE FISICA
BIENNALE.
L’EDUCAZIONE FISICA DALL’ANTICHITÀ AI NOSTRI GIORNI
ANTICA GRECIA
Già nelle civiltà preelleniche si è potuto rilevare l’uso di esercizi fisici,anche se finalizzati ad obiettivi diversi,ma è l’Antica Grecia il primo vero luogo cui fare riferimento nella ricerca del valore dato alla ginnastica,intesa quale mezzo riconosciuto per la formazione della persona umana nella sua globalità.
Le due città greche,Sparta e Atene,furono i centri principali che curarono l’educazione basandola su tre discipline : ginnastica,musica e grammatica.
La Ginnastica,perché partecipava all’educazione del corpo fornendogli salute e robustezza nonché grazia ed eleganza,espressione dello spirito.
La Musica,espressione dell’animo,perché era inconcepibile senza l’educazione fisica in quanto complementare per fortificare il carattere e lo spirito.
La Grammatica,perché era volta all’educazione intellettuale.
A Sparta,seguendo la pedagogia di Socrate prima e di Platone poi,l’educazione dei giovani era demandata allo Stato -da accrescere e proteggere- e si fondava sulla pratica della ginnastica quale fonte per la salute,la forza,l’abitudine alle difficoltà.Tali obiettivi si raggiungevano attraverso esercizi fisici,equitazione,lotta,danza e musica,eseguiti anche dalle donne.
Ad Atene,invece,l’educazione veniva impartita prima in seno alla famiglia,secondo i precetti di Aristotele,concentrandosi sull’educazione fisica,per poi essere sviluppata dallo Stato in forma liberale.
Plutarco,ultimo grande pedagogista greco vissuto intorno al I secolo d. C.,indicava per i giovani un’educazione familiare dove si coltivasse l’attività fisica,l’istruzione e la morale.
L’educazione fisica prosperò in Grecia per molti secoli,poi la decadenza dei costumi e della moralità e la mercificazione dell’atletismo portarono alla fine dei valori ginnastici che pure tanta parte avevano avuto nel fare la grande civiltà greca.
La Ginnastica ellenica prevedeva esercizi eseguiti in forma generale e specifica di tipo militare,atletico,medico,pedagogico,scenico(danze e giochi di abilità),sferistico (giochi eseguiti con palle di varie dimensioni).
Gli esercizi maggiormente utilizzati erano : la corsa,il salto,il lancio del disco e del giavellotto,la lotta (che costituivano il pentathlon);inoltre,praticavano il pugilato,il pancrazio (misto di lotta e pugilato) e la corsa dei carri.
I luoghi destinati all’educazione della gioventù greca erano il Ginnasio e la Palestra;le feste pubbliche erano tenute nello Stadio,fatto a forma di ferro di cavallo, il cui campo era detto “ arena”;nell’Ippodromo,una specie di stadio,si disputavano le gare equestri;nel Teatro si eseguivano i giochi scenici:
le ricorrenze religiose e civili erano festeggiate tra le città greche disputando giochi ginnici,tra i quali i più celebrati furono gli Olimpici,i Pitici,i Nemei e gli Istimici.
GIORNI NOSTRI
Ulteriori correnti di pensiero hanno ormai varcato,superandolo,il dualismo corpo spirito che tanto danno ha procurato al formarsi dell’educazione fisica e sportiva come disciplina educativa.
Oggigiorno l’educazione fisica è parte integrale della educazione in generale,in quanto partecipa alla formazione della personalità dell’individuo attraverso i collegamenti interdipendenti tra l’area motoria e quella cognitiva,affettiva e sociale.
L’individuo,nel suo evolversi,tenendo conto delle propri necessità e dell’ambiente che lo circonda,trova nell’educazione fisica,opportunamente dosata nelle forme e nell’intensità,una guida sicura e una fonte per l’integrazione sociale.
La visione contemporanea dell’educazione fisica è pertanto molto ampia e il filone “psicomotorio” (connubio tra l’attività psichica e la motricità) lo dimostra.
La ricerca di varie forme di movimento atte ad ampliare le esperienze motorie sono considerate fondamentali per la formazione della persona per cui si utilizzano gli strumenti più vari : ginnastica (con e senza attrezzi),danza,mimo,giochi sportivi,attività in spazi naturali.
MOTRICITÀ

IL MOVIMENTO RIFLESSO
I movimenti riflessi compaiono già nella vita intrauterina (gestazione).Alla nascita si hanno movimenti riflessi riferiti alla respirazione,alla digestione,alla minzione,ecc.,e vengono identificati anche in movimenti di avvicinamento (prensione,ricerca) e di allontanamento (chiusura della palpebra in presenza di una luce improvvisa).
Con lo sviluppo delle strutture nervose superiori tali riflessi vengono integrati in azioni complesse,in quanto poste sotto il controllo cosciente.

IL MOVIMENTO AUTOMATICO
Al primo anno di vita si sviluppano gli schemi motori automatizzati (raddrizzamento,equilibrio,di difesa).Gli schemi motori necessari alla realizzazione di attività verranno sempre meglio appresi e ripetuti con minor sforzo e volontà.
I movimenti automatici sono tutti quei movimenti che attraverso la ripetizione sono stati organizzati in sequenze ordinate ma non per forza fisse.Gli automatismi facilitano il conseguimento di specifiche abilità (correre,saltare,lanciare) ottenute attraverso il controllo e la coordinazione dei movimenti,specialmente quando risulta necessaria un’esecuzione veloce e la ripetizione di un gesto.
IL MOVIMENTO VOLONTARIO
Il movimento volontario è quell’atto complesso che,partendo dalla rappresentazione mentale dell’azione da compiere,dalla spinta motivazionale e dalle capacità di controllo,giunge all’esecuzione finale.Per giungere a tutto questo,è necessario che siano presenti alcune condizioni,come la comprensione e il padroneggiare la dimensione spazio-tempo;la subordinazione delle singole unità motorie,mosse dall’intenzionalità,verso uno schema finalizzato;la capacità di avere un’immagine mentale dell’atto da compiere e di utilizzare gli automatismi più utili allo scopo;la continua automatizzazione dei movimenti acquisiti,interiorizzati dal Sistema Nervoso Centrale,che possano permettere scelte motorie aventi la massima funzionalità e tali da richiedere il necessario dispendio di energia.

AUXOLOGIA E PREREQUISITI STRUTTURALI
L’AUXOLOGIA
I ragazzi/e che frequentano la scuola media abbracciano una fascia di età che va tra gli 11 e i 14 anni.La scienza dell’auxologia (studio dello sviluppo umano) identifica questa fascia di età come età prepubere o della proceritas secunda.
I ragazzi/e presentano un forte sviluppo staturale che determina uno squilibrio tra arti e tronco. I muscoli,che seguono l’accrescimento,sono allungati e presentano ipotrofia.Tale squilibrio comporta una difficoltà nei ragazzi/e di esprimere coordinazione e velocità nei movimenti.La resistenza fisica,pur risultando buona,ha bisogno di riposo frequente.La stessa gabbia toracica,non ancora completamente sviluppata,determina l’incompletezza funzionale potenziale dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio.
Per quanto riguarda l’aspetto psico-intellettivo,alla scoperta dell’io fa seguito una nuova scoperta del mondo circostante,del rapporto con la famiglia e con il gruppo.Si avvertono l’esigenza di eguaglianza e il bisogno di giustizia,il che porta verso una forma di rivolta.Si è presi da un nuovo spirito di gruppo,da nuove forme di gioco,da nuove forme aggregative,per cui questo periodo è importantissimo per la socializzazione come realizzazione di esperienze comuni.
Le attività motorie,ai ragazzi/e della scuola media,vanno fatte come sistema di vita che possa incidere sul consolidamento degli schemi motori di base,sulla strutturazione dello schema corporeo,sulla formazione della personalità.
Il termine di “schema motorio di base” o “condotta motoria” indica tutti quei movimenti di base che ci portano alla vita di relazione )camminare,correre,saltare,rotolare,lanciare e afferrare,strisciare,arrampicarsi).
Le condotte motorie di base favoriscono quelli che vengono definiti “pre-requisiti”,cioè condizioni essenziali attraverso le quali avviene la strutturazione dello “schema corporeo” (organizzazione delle percezioni relative al proprio corpo in rapporto con i dati forniti dal mondo esterno).
La strutturazione dello schema corporeo avviene in forma continua,per cui i prerequisiti rivestono grande importanza. I prerequisiti sono di due tipi:
1) Strutturali,e comprendono i sistemi nervoso,circolatorio,endocrino,respiratorio e locomotore.
2) Funzionali,e si riferiscono alle capacità coordinative che vanno affiancate da quelle condizionali.
Quanto fin qui espresso porta alla riflessione che,per realizzarsi compiutamente l’uomo deve conoscere il proprio corpo (strutture e funzioni).
SISTEMA OSSEO
Il “sistema osseo” è formato,nell’adulto,di circa 208 ossa che sono organi di consistenza dura,ma dotati di una certa elasticità,specie nei giovani.Hanno forma e lunghezze differenti : ossa lunghe,piatte e brevi.
Le ossa costituiscono lo scheletro della testa,del tronco e degli arti.
Le ossa della testa comprendono quelle del cranio e della faccia.
Le ossa del tronco riguardano : le vertebre,le coste e lo sterno.Il tronco si raccorda agli arti superiori mediante il cingolo scapolare (scapola e clavicola).
L’arto superiore è formato dallo scheletro del braccio (omero),dell’avambraccio (radio e ulna) e della mano (carpo,metacarpo e falangi).
Il raccordo tra tronco e arti inferiori è deputato al cingolo pelvico (ileo,ischio e pube).
Lo scheletro dell’arto inferiore riguarda : la coscia (femore),la gamba (tibia e perone) e il piede (tarso,metatarso e falangi).
Studi recenti hanno dimostrato che l’attività fisica svolta con carichi proporzionati all’età giovanile contribuisce al miglioramento del sistema osseo,potenziando :
-lo sviluppo della lunghezza,larghezza e spessore osseo;
-il ricambio dei sali di calcio;
-la formazione di nuove strutture di rinforzo e sostegno dell’osso.
La carenza di movimento -in questo aspetto- determina una malformazione nell’accrescimento osseo e forme di rachitismo.
SISTEMA MUSCOLARE
Il “Sistema muscolare” è la componente attiva dell’apparato locomotore. I muscoli si dividono in tre tipi :
1) Lisci,che si trovano negli organi interni e hanno una contrazione involontaria.
2) Cardiaco,che compone il cuore con una muscolatura striata ma involontaria.
3) Scheletrici,che sono striati e volontari.
La componente distintiva della fibra muscolare è la “miofibrilla” che contiene due filamenti proteici essenziali,il più spesso detto miosina e il più sottile detto actina che geometricamente allineati conferiscono l’aspetto striato al muscolo. L’unità funzionale più piccola della miofibrilla e il “sarcomero”,che a seguito di una stimolazione si accorcia.
Il fenomeno della contrazione muscolare è estremamente complesso. Si realizza mediante un impulso nervoso che,depolarizzando la fibra nervosa,provoca la liberazione di “acetilcolina” che si lega ad un recettore sulla membrana muscolare,determinando l’inversione di potenziale tra l’esterno e l’interno della fibre muscolari.
Alla contrazione muscolare si giunge attraverso l’operato dell’unità motoria : neurone;assone;placca motrice;fibra muscolare.
Con la stimolazione di un motoneurone tutte le fibre muscolari all’interno dell’unità stessa,si contraggono più o meno in sincronia.
Le fibre muscolari possono essere di due tipi :fibre bianche e veloci; fibre rosse e lente.
Le “fibre bianche” sono caratterizzate da un’alta capacità di concentrazione e sono quelle impegnate nell’attività motoria in cui lo sforzo è intenso e contenuto nel tempo.
Le fibre rosse sono strutture resistenti al lavoro lento e prolungato.
Si trovano abbondanti negli atleti che praticano sport di resistenza.
Il movimento ha un particolare e vistoso effetto sui muscoli :
-aumentano di volume;
-lo sviluppo simmetrico fa da tutore allo scheletro;
-ne migliora il ricambio attraverso la capillarizzazione;
-migliora il passaggio dell’impulso nervoso;
-condiziona l’ampiezza del movimento.
Quando il movimento viene ad essere deficitario,si rileva l’inibizione dell’effetto plastico sui muscoli. La stessa ampiezza dei movimenti,che viene ad essere ridotta,determina una regressione delle fibre muscolari,e se la riduzione è duratura,ci sarà un accorciamento della parte contrattile che provoca una riduzione della sua massima contrazione),e di disadattamento delle superfici articolari e tendini. L’accorciamento dei gruppi muscolari può provocare una degenerazione anche sul sistema osteo-articolare, giungendo a danneggiare gli organi interni. Una muscolatura ipotonica tende a provocare,sull’apparato scheletrico,delle deviazioni dette “paramorfismi” se riducibili, e “disformismi” se riducibili solo attraverso interventi cruenti. Proprio l’età in cui si frequenta la scuola media è ad alto rischio se non si fa una saggia attività motoria.

PREREQUISITI FUNZIONALI E CAPACITÀ CONDIZIONALI.
CAPACITÀ COORDINATIVE.
Le “capacità coordinative”(C.C) sono fondate sull’assunzione e l’elaborazione delle informazioni per organizzare e regolare il movimento.Esse hanno il loro presupposto nei prerequisiti funzionali dell’individuo (complessi psicomotori) a loro volta condizionati dal patrimonio genetico.
Molti sono gli studiosi che ne hanno voluto dare una classificazione,ma la più attendibile è quella di Schnabel che le divide in “capacità coordinative generali” (destrezza) e “capacità coordinative speciali”.Tutte queste capacità non appaiono mai da sole ma sono sia premessa che attività.
Le C.C generali sono distinte in tre capacità basilari:
1: “capacità di adattamento e trasformazione di movimenti”che è la capacità di adeguare il programma motorio alle modificazioni delle situazioni per poter raggiungere il risultato;
2: “capacità di apprendimento motorio”,per l’acquisizione di movimenti o parte di essi prima non conosciuti e successivamente automatizzati;
2 : “capacità di controllo motorio2,per raggiungere esattamente il fine programmato.
Le C.C Speciali sono numerose:
- “capacità di accoppiamento e combinazione”,che permette di collegare due o più movimenti già automatizzati;
- “capacità di differenziazione”,intesa come capacità di realizzare in modo differenziato i parametri dinamici,temporali e spaziali del movimento,sulla base di percezione del tempo,dello spazio e della forza;
- “capacità di equilibrio”,vista come capacità di mantenere il corpo in posizione statica,statico-dinamica,dinamica;
- “capacità di reazione”,intesa come capacità di reagire a stimoli conosciuti o no.Le risposte possibili sono : una reazione semplice come conseguenza di processi interiorizzati;una reazione complessa determinata da fattori del tutto nuovi;
- “capacità di trasformazione”,propria dei giochi sportivi,che riguarda l’adattamento del proprio movimento alle varianti esterne.Va intesa anche come capacità di relazione con il mondo esterno (la cosiddetta fantasia motoria);
- “capacità di anticipazione” (legata alla capacità di reazione),che consiste nella sintesi d cosa stia accadendo nella presa decisionale,nella formulazione di programmi (controllabili),e nell’attivazione del programma attraverso l’anticipazione cognitiva delle possibili risposte con utilizzazione di corrispondenti schemi motori precostituiti.
Le C.C vanno migliorate attraverso esercitazioni variate e dinamiche,strutturando le abilità di base.
Non è possibile separare drasticamente gli esercizi di sviluppo delle C.C. da quelli delle capacità condizionali,in quanto risultano essere di reciproca utilità.
Tra i metodi per il miglioramento delle C.C.,i più utilizzati sono:
-esecuzioni motorie variate;
-differenti posizioni di partenza e di arrivo;
-combinazione con altri esercizi;
-esecuzioni asimmetriche e simmetriche;
-giochi di movimento e con attrezzi;-
-situazioni stimolo;
-esercizi eseguiti a coppie e a gruppi;
-esercitazioni degli analizzatori;
-esercitazioni da effettuarsi in circuito.
In definitiva è possibile esercitare massivamente le capacità coordinative generali fino a 14 anni;le capacità coordinative specifiche vanno ristrutturate di continuo in riferimento alla crescita delle capacità condizionali e maturazione psichica.
SCIOLTEZZA MUSCOLARE
La “scioltezza articolare” o “flessibilità” è la capacità fisica che permette ad un segmento osseo di compiere agevolmente movimenti della massima ampiezza,entro i limiti fisiologici dell’articolazione.
La flessibilità è importante per compiere movimenti corretti ed economici e tende a decrescere con l’avanzare dell’età,per cui va mantenuta efficace allenandola in continuità.
I fattori anatomici limitanti la flessibilità possono essere ricercati nella estensibilità tendinea e muscolare.
Una carente scioltezza articolare incide negativamente sull’apprendimento e attuazione dei compiti motori,facilità l’insorgenza di infortuni,limita le altre capacità fisiche,procura un più rapido affaticamento dovuto all’elevato dispendio energetico a cui si ricorre per l’attività motoria.
La scioltezza articolare va distinta in attiva e passiva : la prima indica la capacità di ampiezza di un movimento dovuto ai muscoli agonisti;la seconda è l’ampiezza del movimento raggiunto attraverso forze esterne.
La metodica di sviluppo di questa capacità utilizza :
-movimenti di flesso-estensione;
-movimenti con molleggi e rimbalzi;
-movimenti di oscillazione e slancio;
-lo stretching.
Migliorare la flessibilità sotto l’aspetto funzionale,determina una perfetta integrazione tra l’articolazione e l’unità neuro-muscolare. A questo scopo si agisce lavorando sulle articolazioni in modo sia attivo che passivo sui muscoli attraverso esercitazioni di stretching.Tale metodica permette di creare un miglioramento dell’estensibilità della muscolatura flessoria avente funzione preventiva antitraumatica. L’esercizio di stretching prevede di raggiungere la posizione desiderata in modo lento (5 secondi) e il suo mantenimento per circa 10 secondi,dopodiché si torna alla posizione iniziale in 5 secondi.Questi esercizi vanno eseguiti già in fase di attivazione generale o in fase di defaticamento.

PROGRAMMA TRIENNALE
EDUCAZIONE AL MANTENIMENTO DELLA SALUTE
L’AMBIENTE
L’ambiente che ci circonda influenza il nostro organismo.Le abitazioni in cui viviamo,il posto in cui operiamo,l’aria che respiriamo,l’acqua che beviamo,i cibi di cui ci nutriamo,le strade che percorriamo,glia abiti che indossiamo sono tutti fattori condizionanti della nostra salute.
Il cittadino deve conoscere il proprio corpo,alimentarsi con cibi genuini,utilizzare al meglio l’ambiente naturale e nel contempo rendere più salubri i luoghi di riunione,razionalizzare l’uso di medicinali,mantenersi in forma : in definitiva,tutelare la salute.
Il cittadino deve farsi partecipe dei problemi ambientali e sollecitare le istituzioni che si mostrassero disattente o assenti..
IL FUMO
Una delle più comuni intossicazioni è dovuta al fumo di foglie di tabacco variamente trattate.
L’uso continuato e abbondante del tabacco provoca danni a tutti i grandi sistemi dell’organismo umano fino a determinare malattie tumorali.
Contro questo tipo di intossicazione è stata avviata una campagna mondiale di prevenzione,come dimostra il divieto di fumare nei luoghi pubblici.
LE DROGHE
Continuando a trattare di stupefacenti,si entra nel campo delle droghe naturali e loro derivati.Purtroppo va rilevata la diffusione incoerente che la droga ha avuto tra gli adolescenti,forse perché più esposti in questa fase evolutiva della loro esistenza,provocando danni irreparabili alla loro salute e seminando la morte.
Ormai si parla di male sociale,perché una gioventù,così minata, quale capacità potrà avere nel campo della produzione, della politica,della società tutta? In quanto problema sociale,deve essere affrontato dalle Istituzioni,Organizzazioni,Movimenti e soprattutto dal singolo individuo che sappia creare una barriera invalicabile a tutela della salute e della vita.
Gli stupefacenti riguardano l’oppio, la morfina, l’hashish e la marijuana.
L’uso di queste droghe porta alla tossicomania e cioè alla tendenza ad aumentare la dose,al desiderio di prenderla a tutti i costi, a ridursi ad una dipendenza psicofisica.
ESPRESSIVITÀ CORPOREA SPORT E NATURA
IL LINGUAGGIO DEL CORPO
La plasticità del corpo umano è in grado di esternare, rappresentandoli, i variegati moti dell’animo. Ciò va inteso non come semplice bisogno biologico o strumentale ma come vitalità dell’essere umano.
È compito dell’educazione fisica affinare,sistemare,aggregare e ampliare l’espressività corporea per raggiungere quegli obiettivi formativi che la contraddistinguono.Proprio gli obiettivi da raggiungere richiedono,sul piano operativo,quella conoscenza e padronanza della cosiddetta “tecnica mimico-gestuale”,tecnica finalizzata allo sviluppo degli schemi motori di base,al controllo dell’equilibrio,alla coordinazione dinamica generale,all’educazione al ritmo e valutazione dello spazio,all’apprezzamento del proprio corpo come espressione di unicità. Unicità che si può rilevare dalle espressioni motorie e che danno luogo allo “stile” cioè ad un qualcosa che va oltre la pura tecnica in quanto indice della propria personalità,del proprio modo di porgersi al mondo circostante.Pertanto la tecnica mimico-gestuale non è altro che una delle opportunità che ha l’educazione fisica per concorrere alla formazione dell’individuo,opportunità espressa da attività motorie come la “danza moderna” e di “folcrore” e il “mimo”,che muoveranno di sicuro l’attenzione e la partecipazione degli alunni.
ATTIVITÀ IN AMBIENTE NATURALE
L’educazione fisica non va intesa solo come pratica ginnastica e sportiva da tenersi tra le quattro mura di una palestra o in un cortile,ma la sua sfera d’azione va ampliata considerando tutte le opportunità offerte dall’attività svolta a contatto con la natura.
L’ambiente naturale con la sua vegetazione,l’aria salubre e la luce solare è fonte di numerose sollecitazioni fisiologiche,psicologiche e culturali,che concorrono alla formazione integrale della persona.
Gli effetti del movimento razionale svolto in ambiente naturale sono vari ed estremamente vantaggiosi.Si utilizzano gesti,non usuali,che portano verso un’utilizzazione degli stessi in forma utilitaristica e perciò economica.Immaginiamo l’attraversamento di un torrente,da una sponda all’altra;l’arrampicarsi ad un albero per cogliere un frutto;il tracciare un sentiero per raggiungere un luogo;quali e quante situazioni motorie nuove richiedono a chi vive imprigionato nel cemento cittadino.Tutto ciò incide sullo sviluppo osteo-articolare,muscolare,psico-motorio generale.
Il poter respirare aria pura è fonte di miglioramento dell’atto respiratorio e del ricambio gassoso che incidono sul potenziamento dell’apparato respiratorio e circolatorio.
L’immergersi in una luce sanamente splendente,che ha una riconosciuta azione battericida e di stimolazione organica nonché un effetto d’integrazione sull’accrescimento osseo,riesce vivificante per il cittadino afflitto dallo smog.
Lo stesso paesaggio con i suoi colori e forme che offre all’occhio dell’osservatore,e l’ambiente circostante per le difficoltà che può presentare,sono stimoli che interagiscono sulla sfera psichica.
L’ambiente naturale è pure fonte culturale per le cose che offre da conoscere,differenziare e imparare a rispettare.Le piante e i fiori nelle loro numerose specie,gli animali nei loro aspetti caratteristici,il terreno e le rocce nelle loro composizioni,i segni lasciati dall’uomo attraverso i secoli,sono solo alcune sollecitazioni offerte,all’escursionista attento,per migliorarsi.

GLI SPORT DELLE OLIMPIADI
ATLETICA LEGGERA
Nasce con l’uomo e viene man mano organizzandosi e definendosi attraverso i secoli in due grandi settori : le corse ed i concorsi.Le gare sono disputate per sesso e suddivise per “specialità”.
Le “corse” si effettuano su pista avente di solito il fondo costituito da materiale elastico sintetico.
Velocità. I 100,200e 400 metri sono le distanze previste per questa specialità.Si utilizzano scarpette aventi al massimo sette chiodi sotto la parte anteriore della suola e non portano tacco.Sono gare che prevedono massime accelerazioni per cui le partenze avvengono dai blocchi,che permettono di conseguire il maggior impulso iniziale propedeutico a sviluppare i balzi necessari al raggiungimento e al mantenimento della massima velocità.
Le regole che vanno osservate per non incorrere in squalifica sono: non invadere le corsie vicine e non cadere in due partenze false.
Ostacoli. Prevedono una partenza dai blocchi ed il superameno radente di 10 barriere poste ad altezze e distanze diversificate.
La tecnica del passaggio dell’ostacolo prevede l’attacco della prima gamba quasi distesa e passaggio della seconda flessa ed in fuori che poi va ad una ricerca rapida del terreno.Nelle distanze più brevi il passaggio tra gli ostacoli avviene con tre passi.
Maratona. E’ la gara di corsa più lunga,dato che prevede la copertura di ben 42 Km e 195 m.Questa gara parte ed arriva in pista,ma si svolge su percorsi stradali che possono variare.
Agli atleti che si cimentano in questa specialità è richiesta una grande capacità psichica,per vincere i momenti di crisi e una muscolatura molto capillarizzata e con un’alta percentuale di fibre rosse.
Marcia. La marcia non è altro che un camminare veloce ottenuto con un rapido alternarsi di passi.Il regolamento prevede che,quando il piede posteriore lascia il terreno,quello anteriore già deve avervi preso contatto ed il ginocchio della gamba anteriore deve essere teso.
Salto con l’asta. Specialità più antica di quanto si possa credere,ha lo scopo di far superare all’atleta l’asticella mediante l’asta. Le aste nel corso degli anni sono state modificate nei materiali : legno di ciliegio,bambù,fibre al carbonio,ecc.
La pedana per saltare prevede corsia,ritti,asticella e materassi,buca. La buca permette di far caricare l’asta per poi sfruttare in senso ascensionale il suo raddrizzamento.
Lancio del disco. L’attrezzo da lanciare è fatto di legno o di plastica ed è bordato in metallo.Il lancio si esegue da una pedana circolare : il disco da competizione maschile pesa 2 Kg ed ha un diametro di 22 cm,quello femminile pesa 1 Kg ed ha lo stesso diametro.La tecnica del lancio prevede che l’atleta esegua un caricamento sulle gambe e torsione del busto,una traslocazione e il lancio vero e proprio ottenuto espellendo il disco dal dito indice.
Tiro del giavellotto. Già nei giuochi di Olimpia si praticava tale specialità anche se richiedeva una tecnica di lancio particolare,in quanto il lanciatore si aiutava con una cinghia. L’attrezzo si compone di tre parti : testa,fusto e coda.La tecnica esecutiva è fissata in due punti : rincorsa e lancio.
NUOTO
Pur se praticato già nell’antichità,si deve giungere all’epoca contemporanea per veder fissate le prime regole e stili di nuoto,e precisamente alle Olimpiadi di Londra nel 1908.
Il campo di gara del nuoto è la piscina,le cui dimensioni,perché vengano riconosciuti i primati,sono di 50 m di lunghezza per 21 m di larghezza e 1,80 di profondità.La piscina deve essere suddivisa in 8 corsie –larghe 2,50 m ciascuna- delimitatela galleggianti.La temperatura dell’acqua non può essere inferiore ai 24°.Le gare ufficiali prevedono le seguenti specialità : stile libero, rana, farfalla,dorso e sono suddivise per sesso.Le gare dello stile libero maschile sono : 50,100,200,400,1500 m ,mentre quelle femminili sono : 50,100,200,400,800 m. I quattro stili si differenziano per tecnica e difficoltà di esecuzione così identificabili :
- stile libero o crawl, si esegue stando proni sull’acqua ed azionando alternativamente le braccia per ottenere le fasi di presa,trazione,spinta e recupero.Le gambe e i piedi sono quasi distesi e battono alternativamente sull’acqua;
- rana, richiede il movimento sincronico degli arti.Le braccia fanno azione di lungo,spinta e recupero,mentre le gambe fanno l’azione di calciata e recupero;
- farfalla, si esegue con un’azione delle gambe uguale a quella utilizzata per la rana ,mentre le braccia eseguono le azioni di entrata,allungo,spinta e recupero.Si usa molto anche lo stile a delfino che varia per l’azione delle gambe effettuata in due fasi –ascendente e discendente-;
- dorso,è l’unico stile che si esegue stando supini sull’acqua mentre le braccia in forma alternata si effettuano : entrata,allungo,estensione,spinta e recupero.Gli arti inferiori –distesi- eseguono la battuta in forma alternata.
CALCIO
Varie testimonianze storiche indicano come un po’ ovunque,anche se con numero di uomini e regole diverse,si giocasse al calcio.Il calcio attuale deriva dal “soccer” che si giocava nei collegi inglesi. La prima vera regolamentazione ci fu nel 1848 attraverso le quattordici regole di Cambridge alle quali se ne aggiunsero altre tre,che insieme ad alcune modificazioni apportate costituiscono il vigente regolamento.
Le misure del campo di gioco vanno tra i 100 e i 110 m di lunghezza e tra i 64 e i 75 m di larghezza.Le dimensioni della porta,posta al centro del lato più corto,sono di 7,32 m in larghezza e 2,44 m di altezza.Vicino alla porta sono segnate due aree : quella del portiere e quella di rigore. La prima misura 18,30 m per 5,5 m;l’altra 39,32 m per 16,5m.Ad 11 m dalla linea di porta si trova il punto da cui viene battuto il calcio di rigore.Il pallone da gara misura tra i 68 e i 71 cm di diametro ed ha un peso di 397gr circa.
Al calcio si gioca con i piedi –solo il portiere può usare le mani in area di rigore- e vince la squadra che invia più volte la palla nella porta avversaria.Le partite di campionato durano due tempi di 45 minuti e possono terminare in parità,mentre in alcuni tornei ciò non è ammesso,per cui si disputano due tempi supplementari,di 15 minuti ciascuno.In caso di ulteriore parità,si effettuano i calci di rigore fino a quando una squadra non risulti vincitrice.
I giocatori in campo sono 11 per ogni squadra e non possono mantenere o colpire gli avversari,altrimenti commettono un fallo che viene punito con un calcio di punizione;se il fallo volontario è commesso in area dà seguito ad un calcio di rigore.La palla inviata da un giocatore dietro la propria linea di fondo determina un calcio d’angolo,che viene battuto dalla squadra avversaria dall’angolo compreso,che viene battuto dalla squadra avversaria dall’angolo compreso tra la linea di fondo e la linea laterale.Se un attaccante si trova oltre l’ultimo difensore quando la palla gli sta per essere passata,scatta la regola del fuorigioco,per cui il gioco è fermato dall’arbitro e riprende con una punizione a favore degli avversari.
La tecnica calcistica prevede fondamentali individuali senza e con palla e la tattica di squadra.
I fondamentali individuali possono essere visti in chiave offensiva attraverso gli smarcamenti dell’avversario) o difensiva nei marcamenti (controlli dell’avversario).
I fondamentali individuali con la palla sono : lo stop,il controllo di palla (palleggio,dribbling,passaggio e tiro),il colpo di testa.
La tattica di squadra comprende i sistemi difensivi (zona, uomo, misti) ed i meccanismi offensivi (contropiede, sovrapposizioni, scambi).
PALLACANESTRO
Il gioco della pallacanestro fu ideato nel 1891 dal professor J.Naismith, insegnante presso l’Y.M.C.A Training Scool di Springfield nel Massachussets (USA).
Scopo del gioco è quello di centrare il canestro avversario avendo cura di proteggere il proprio.La squadra,che realizza di più,vince.
La partita si disputa su un campo con superficie piatta,dura e rettangolare,libera da ostacoli e avente dimensioni massime di 28 m in lunghezza e di 15 m in larghezza.
Il canestro è posto ad un’altezza di 3,05 m dal suolo:Sul terreno di gioco vi sono tracciate,nei pressi del canestro,le aree trapezoidali dei 3”. La palla di gara dovrà essere sferica e di colore arancio : la sua superficie esterna dovrà essere di cuoio,gomma o materiale sintetico. La sua circonferenza non sarà inferiore a 749 mm,né superiore a 780 mm,il suo peso oscillerà tra i 570 e i 650 gr .
Il valore numerico di una realizzazione può essere vario : di 1 punto,se eseguito su tiro libero; di 2 punti,se eseguito su azione; di 3 punti,se il tiro realizzato è stato eseguito oltre la linea posta a 6,25m dal centro del canestro.
Ogni squadra può disporre di 12 giocatori,cinque in campo e gli altri in panchina,intercambiabili nell’arco della gara. Il regolamento vieta di cadere in infrazioni –violazioni delle regole,la cui sanzione è la perdita del possesso di palla-;e di commettere falli –violazione delle regole che implica un contatto personale con un avversario o un comportamento antisportivo,che viene fischiato a carico del giocatore colpevole,conseguentemente penalizzato secondo le norme del regolamento tecnico ed iscrizione sul referto di gara-.
La partita di pallacanestro dura due tempi di 20 minuti effettivi e non può terminare in parità.In tal caso si disputeranno tanti tempi di 5 minuti ciascuno necessari per determinare la squadra vincente.
La tecnica cestistica è inquadrata in fondamentali individuali e fondamentali di squadra.
I fondamentali individuali comprendono : quelli senza palla (marcamenti difensivi);e quelli con la palla (tiro,passaggio e palleggio).
I fondamentali di squadra comprendono sia le organizzazioni offensive (contropiede,schemi),sia quelle difensive (difesa a zona;difesa individuale;difese miste;pressing).
PALLAVOLO
Gioco ideato in U.S.A nel 1895 da W.G. Morgan ed introdotto in Europa durante la prima guerra mondiale dai soldati nordamericani.
Il campo misura 18 m di lunghezza e 9 m di larghezza ed è diviso centralmente da una rete posta ad un’altezza di 2,43 m per i maschi e 2,23m per le donne.Ogni metà campo è a sua volta diviso da una linea posta a 3 m dalla rete,che divide lo stesso in “zona d’attacco” e “zona di difesa”.
La palla per il gioco,ricoperta in pelle o similari,pesa 270 gr e ha una circonferenza di 66cm.
Per vincere una partita,si debbono conquistare 3 set su 5.Ogni set si acquisisce realizzando almeno 15 punti.Va rilevato che se le squadre giungono a disputare il quinto set,i punti vengono conquistati anche su cambio battuta.
Invece per gli altri set i punti si possono realizzare :
-quando,su battuta,la palla giunge agli avversari che in tre tocchi o meno non riescono a rinviarla nel campo del battitore;
-direttamente sulla battuta non ripresa;
-sul prosieguo del gioco dopo la battuta e risposta avversaria.
I fondamentali tecnici del gioco sono :
-la battuta,da eseguire con una sola mano,mette la palla in gioco e può essere effettuata dal basso,dall’alto,in salto;
-il bagher è il movimento tipico per la ricezione della palla che giunge bassa;
-il palleggio consente di controllare le palle alte ed inviarle ai compagni;
-la schiacciata è il colpo rapido e potente,portato in salto,come possibile conclusione dell’azione;
-il muro si effettua sotto rete ad una,due o tre persone,per rintuzzare l’azione di schiacciata avversaria facendo in modo che la palla venga ribattuta nel campo avversario.
Volendo riassumere un’azione completa di gioco eseguita dai sei giocatori in campo,abbiamo:battuta,ricezione in bagher,alzata in palleggio,attacco,muro,più copertura difensiva degli avversari.

INFORTUNI E PRONTO SOCCORSO
CONTUSIONE
La “contusione” è determinata dal contatto non normale del corpo con agenti esterni senza che vi sia interruzione della cute.
SINTOMATOLOGIA : la contusione,a seconda dell’entità,è accompagnata da dolore più o meno intenso;una tumefazione più o meno rilevabile del tratto colpito è dovuta all’infiltrazione linfatica ed emorragica del focolaio contuso.
TERAPIA : in contusioni non gravi è sufficiente utilizzare la terapia del freddo (ghiaccio ecc.)che,producendo un’azione analgesica e vasocostrittrice,riduce il gonfiore dell’edema.
In contusioni più violente si usano bendaggi compressivi.
DISTORSIONE
La “distorsione” è l’insieme di lesioni provocate in un’articolazione da un movimento violento andato oltre i limiti funzionali.
Possono essere interessate esclusivamente le parti molli dell’articolazione (capsula,legamenti,sinovia).
SINTOMATOLOGIA : dolore iniziale molto forte che diminuisce con il riposo ; tumefazione rapida e costante,di variabile entità,dovuta al versamento endoarticolare sieroso o ematico ; impotenza funzionale.
TERAPIA : terapia del freddo e immobilizzazione dell’articolazione lesa con un bendaggio elastico.
FRATTURE
La “frattura” è l’interruzione parziale o totale della continuità di un osso dovuta all’azione di una forza che ne supera la resistenza.
La tipologia delle fratture è molto ampia in riferimento alla parte di osso interessato e in relazione alla forma netta o composta.
SINTOMATOLOGIA : dolore e impotenza funzionale;deformazione;mobilità anormale;ecchimosi tardiva.
TERAPIA : evitare ogni ulteriore movimento;steccare con materiale di fortuna (immobilizzando a monte e a valle);bendare il tutto e applicare borse di ghiaccio.Meglio aspettare personale specialistico.
COLPO DI SOLE
Il “colpo di sole” è dovuto ad una lunga esposizione al sole con congruente innalzamento della temperature intercranica.
SINTOMATOLOGIA : cefalea,nausea,confusione mentale.
TERAPIA : applicare una borsa di ghiaccio alla testa,al colo,sotto le ascelle e la regione tempiale.Somministrare liquidi in modica quantità.
RIANIMAZIONE CARDIO-RESPIRATORIA
È il trattamento primario da effettuare nel caso di arresto cardio-respiratorio.
La manovra prevede : liberazione delle vie aeree;respirazione bocca a bocca;massaggio cardiaco esterno.
L’operatore,una volta disteso al suolo il soggetto,gli reclina il capo all’indietro e gli solleva la mandibola,così da determinare l’apertura delle vie aeree.Se queste sono ostruite,effettua manovre di colpi sul dorso e compressioni addominali,per poi sollevare la mandibola e rimuovere il materiale ostruttivo.
Per la respirazione bocca a bocca,tenergli il capo reclinato all’indietro,chiudendogli il naso con le dita.
L’operatore,dopo aver respirato profondamente,pone la propria bocca su quella del soggetto e immette con forza aria.
Staccata la bocca deve controllare l’espirazione passiva del soggetto e quindi riprendere il ciclo.
Il massaggio cardiaco esterno si effettua con il soggetto adagiato su una superficie dura e con l’operatore che appoggia la base della palma delle mani sovrapposte sulla metà inferiore dello sterno.
Esercitare pressioni ritmiche per abbassare il torace,e mantenere la compressione per alcuni secondi;poi lasciare la compressione rapidamente,senza staccare le mani ;poi si riprende il ciclo.
La combinazione tra respirazione artificiale e massaggio cardiaco va fatta alternando 2 ventilazioni e 15 massaggi cardiaci.

Esempio



  


  1. cobidi

    tema prova scritta concorso '99