Il nuoto

Materie:Tesina
Categoria:Educazione Fisica

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Testo

- EDUCAZIONE FISICA -

Il Nuoto

Il nuoto è un insieme di movimenti tramite i quali un corpo si sposta più o meno velocemente, per mezzo di trazioni di spinta, scivolando sulla superficie dell’acqua. Il nuoto è uno sport antichissimo; in tempi molto lontani esso era praticato solo come arte militare. Solo al tempo dell’impero Romano esso fu diffuso come abitudine e costume igienico ricreativo. È uno sport che ha valore agonistico, ricreativo ed etico sociale: esso ci consente di salvare la propria vita e quella di chi dovesse trovarsi in difficoltà nell’elemento liquido. Il nuoto è uno degli sport più completi, infatti, esso richiede una partecipazione simultanea dei vari distretti muscolari, coordinata con gli atti respiratori. Solo nell’epoca attuale sono state fissate le prime regole e stili di nuoto. Il campo di gara del nuoto è la piscina, le cui dimensioni sono di 50 metri di lunghezza per 21 metri di larghezza e 1,80 m di profondità. La piscina si divide in otto corsie (larghe 2,50 m ciascuna) delimitate da galleggianti uniti l’uno all’altro. La temperatura dell’acqua non può essere inferiore ai 24°C. Le gare ufficiali prevedono le seguenti specialità: stile libero o crawl, rana, farfalla o delfino, dorso. Le gare sono divise per sesso. Le gare dello stile libero maschile, devono essere di queste lunghezze: 50, 100, 200, 400, 1500 metri e le staffette 4x 100 e 4x 200 metri. Mentre quelle femminili, devono essere di 50, 100, 200, 400, 800 metri e le staffette 4x 100 e 4 x 200 metri.

Stile Libero o Crawl

Il Crawl è lo stile più diffuso, perché è il più redditizio ai fini della velocità di traslocazione nell’elemento liquido. Il corpo è adagiato sull’acqua in posizione prona; il suo spostamento avviene per mezzo di un movimento a ritmo alternato delle braccia, che viene eseguito con scioltezza e potenza; esso è coordinato con un veloce movimento degli arti inferiori, leggermente flessi al ginocchio, che si spostano dal basso verso l’alto e viceversa. Il movimento degli arti inferiori parte sempre dall’anca e mai dal ginocchio. Il rapporto di movimento fra braccia e gambe è di solito di 1 a 4, 1 a 6, 1 a 8. Il viso è sempre in immersione e, nel momento in cui il nuotatore deve compiere l’inspirazione, esegue una rotazione col viso in immersione. Di solit l’atto respiratorio avviene ogni tre bracciate, ma questo rapporto può subire variazioni personali.

Rana

La nuotata a rana è uno stile che, utilizzando la posizione prona del corpo in acqua, esige un movimento simile a quello dei girini. In questo stile, arti superiori ed inferiori si muovono simmetricamente e sincronicamente. Il corpo è prono, alla massima estensione, con il capo leggermente flesso indietro. Mentre le braccia sono in alto tese, con i palmi delle mani uniti, si esegue una raccolta delle gambe con ginocchia divaricate, piedi ruotati all’esterno; successivamente, con un movimento di calcio - spinta, si estendono le gambe che si uniranno per iniziare un nuovo movimento (in questa fase gli arti inferiori hanno due compiti: un azione propulsiva, per spingere il corpo in avanti ed una di mantenimento dell’equilibrio del corpo in acqua). Le braccia si allargano per fuori-basso, compiendo una trazione nell’acqua, ed arrivano quasi all’altezza delle spalle. Quindi, mantenendo il gomito nella stessa posizione, le avambraccia si flettono, mentre le mani convergono all’interno prima della successiva estensione delle braccia che ritorneranno nella posizione iniziale. Tra i due momenti coordinati dei movimenti gambe - braccia, s’inserisce l’atto respiratorio.

Delfino

La nuotata a delfino è, in un certo senso, un esercizio imitativo. I movimenti delle braccia e delle gambe sono eseguiti in modo simmetrico dagli arti inferiori e superiori. Le braccia, che inizialmente si trovano tese in avanti, compiono un movimento di trazione spingendosi contemporaneamente da dietro-fuori, in avanti, finché arrivano all’altezza del petto: in questo momento compiono un altro movimento di trazione-spinta verso le cosce, che serve ad elevare le spalle ed il capo per inspirare (la respirazione avviene a capo immerso nel primo movimento di trazione). Quindi le braccia per basso-fuori ritornano alla posizione di partenza. Le gambe, unite, battono in basso l’acqua e ritornano, come una grossa coda, con un rapporto di due o tre battute per ogni bracciata. Il movimento è coordinato dall’azione dei muscoli del bacino e della zona lombare, nonché da un movimento ondulatorio della colonna vertebrale, simile a quella dei delfini. Uno stile simile al delfino è la farfalla. Questo stile ha le caratteristiche del delfino per quanto riguarda il movimento delle braccia, ma si differenzia per il movimento delle gambe, che sono a rana.

Dorso

La nuotata sul dorso è l’unica che avviene dalla posizione supina, col corpo in estensione sull’acqua ed il capo leggermente flesso in avanti. In questo stile la respirazione avviene secondo il ritmo respiratorio personale, di solito ad ogni bracciata. Gli arti inferiori compiono un’azione sia propulsiva che stabilizzatrice, che avviene con movimenti alternati dall’alto in basso e viceversa. Le gambe devono essere tese ma non rigide, ed il movimento parte dall’anca. Gli arti superiori si muovono alternati con circonduzioni indietro, ed hanno la funzione di fare avanzare il nuotatore mediante un’azione di trazione-spinta che, partendo da sott’acqua (braccio lungo il fianco), fa compiere la circonduzione per avanti-alto. Il braccio è in estensione ed il movimento viene aiutato dall’allungamento della spalla. È una nuotata abbastanza veloce.

Il Nuoto Sincronizzato

Il nuoto sincronizzato è una disciplina sportiva che nacque negli U.S.A. intorno agli anni Venti. La gara, strettamente femminile, è distribuita su due prove: «obbligatoria» e «libera». Gli obbligatori prevedono la rappresentazione di sei figure giudicate da una giuria composta da cinque giudici; le atlete indossano lo stesso abbigliamento (calotta bianca e costume nero). Gli esercizi, che hanno degli elementi obbligatori, sono resi in modo fluido, coreografo e spettacolare. Il nuoto sincronizzato olimpico prevede esclusivamente prove effettuate a squadre e in doppio.

Tuffi

I tuffi furono introdotti ufficialmente alle Olimpiadi di Los Angeles del 1908. La piscina per i tuffi è specifica, avendo sul bordo vasca la cosiddetta torre costituita da tre piattaforme (a 5-7, 5-10 metri) e tre trampolini (uno ad 1 metro e due a tre metri). Ai giochi si disputano gare dal trampolino di 3 metri e dalla piattaforma di 10 metri, sia con prove maschili che femminili. Inoltre recentemente è stata anche immessa la prova sincronizzata a coppie. Mentre la piattaforma è rigida, il trampolino è elastico, completandosi con tavola in legno o in lega leggera. La gara viene controllata dai giudici che, in base alla «classe» e alla «difficoltà» del tuffo, elaborano un punteggio che determina la classifica finale. Le classi sono sei e così inquadrate:

• 1ª: salto in avanti
• 2ª: salto all’indietro
• 3ª: salto inverso
• 4ª: salti all’interno
• 5ª: salti con avvitamento
• 6ª: salti in equilibrio

I gradi di difficoltà vengono indicati da lettere. Prima del tuffo, su di un apposito tabellone appaiono il numero della classe, tre o quattro numeri, e la lettera del grado di difficoltà che l’atleta esegue.

Esempio



  


  1. arianna

    a me serve del nuoto sincronizzatoo