Il gioco del curling

Materie:Appunti
Categoria:Educazione Fisica

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Testo

Curling
Il curling è uno sport di squadra simile alle bocce ma giocato sul ghiaccio con delle pesanti pietre di granito levigato. Il curling è diffuso in Gran Bretagna, in Scandinavia, nel Canada e negli U.S.A.
Superficie di gioco

Il campo di curling, detto rink, è una lastra di ghiaccio lunga 146 piedi (in Italia 44,5 m) e larga 14 piedi e 2 pollici (4,75 m) perfettamente livellata per permettere alle stones (pietre) di scivolare con il minor attrito possibile.
Molto importante per la preparazione del ghiaccio è il cosiddetto pebble, uno spruzzo d'acqua nebulizzata che ghiaccia al contatto con la pista. Il pebble aiuta le stones a scivolare più velocemente ma, durante la gara, l'azione del pebble sulle stones può modificarsi a causa dell'erosione provocata dall'attrito.
Sul ghiaccio del rink, circa alle due estremità, sono disegnati due bersagli detti case (house) con un raggio di 6 piedi (1,88 m). Il centro delle case, chiamato tee, viene individuato dal punto d'incontro di due linee: la center line, che divide il campo a metà longitudinalmente, e la tee line, posta a 16 piedi (ca. 4,9 m) dal fondo della pista. Sul campo, a 37 piedi (ca. 11,3 m) sono segnate altre due linne, le hog lines.
Gli anelli del bersaglio sono definiti dal loro diametro: 4, 8 e 12 piedi, e si distinguono per il colore (blu, bianco e rosso).
Vicino al fondo della pista, a cavallo della center line sono poste le hacks, le staffe, utilizzate dai giocatori per avere un punto d'appoggio per il piede in occasione del tiro.
Il gioco
Il curling è giocato da due squadre di quattro componenti ciascuna. I giocatori di una squadra sono definiti a seconda dell'ordine di lancio. Il lead tira per primo, seguito dal second e dal third. Il giocatore che lancia per ultimo è detto skip ed è il capitano della squadra. Non è comunque obbligatorio seguire questo ordine di lancio.
Una partita consiste generalmente in dieci mani (end). Ad ogni mano tutti i giocatori lanciano a turno due stones, alternando i componenenti delle squadre.
Mentre i primi tre giocatori lanciano le stone e fanno lo sweeping, lo skip rimane nella zona della casa per coordinare le strategie di lancio. Quando tocca a lui lanciare questa funzione è ricoperta dal terzo detto viceskip.
Per lanciare una stone il giocatore usa la staffa per darsi una leggera spinta e scivolare verso la hog line. Prima di raggiungere la linea il giocatore deve rilasciare la stone. Se la stone non riesce a superare la hog line più lontana, o supera la back line, viene tolta dal gioco.
I giocatori che effettuano lo sweeping, spazzamento, cercano di indirizzare la stone verso il punto indicato dal capo squadra scaldando il ghiaccio immediatamente davanti alla stone in movimento con delle scope. Lo scopo è di sbocciare le stones avversarie e di piazzare le proprie vicino al tee.
Dopo che entrambe le squadre abbiano lanciato tutte e otto le stones a loro disposizione viene determinato il punteggio. La squadra con la stone più vicina al tee riceve un punto per ogni stone che sia ad una distanza minore dal tee della più vicina stone avversaria.
La squadra che non ha segnato punti nella mano ha diritto a tirare l'ultima stone, detta hammer, nella mano successiva.
Le Stones
La stone è una roccia di granito scozzese tonda (diametro di ca. 90 cm) e del peso approssimativo di 20 kg. Nella parte superiore viene applicata una maniglia mentre il fondo è concavo. La superfice di scivolamento di una stone è larga solamente 6-12 mm, questo permettte al pebble presente sul ghiaccio di agire sul movimento della pietra
Durante il lancio la stone subisce una rotazione e successivamente viene rilasciata. Se la maniglia viene fatta ruotare verso il corpo del lanciatore il lancio è detto in-turn, viceversa la rotazione verso l'esterno è detta out-turn. la traiettoria della stone subirà quindi un effetto laterale corrispondente alla rotazione che le è stata impressa, specialmente verso la fine della sua corsa.
Storia
Generalmente l'invenzione di questo gioco viene fatta risalire al XVI secolo in Scozia, ne è una dimostrazione l'incisione della Stirling Stone datata al 1511 che contiene la prima citazione scritta di questo sport. In realtà il gioco doveva essere già diffuso nel nord Europa se in due dipinti di Pieter Brueghel il vecchio sono immortalati alcuni contadini olandesi intenti a giocare a sul ghiaccio con delle pietre.
Qualunque sia la verità sulla sua terra d'origine, il curling all'aperto divenne molto popolare in Scozia tra il XVI secolo ed il XIX secolo cioè fino quando il clima invernale rimase abbastanza freddo da permettere il formarsi sugli specchi d'acqua di uno strato di ghiaccio sufficientemente spesso. Una riprova della grande diffusione del curling in quel paese è che la World Curling Federation, il massimo organo internazionale della disciplina, ha sede proprio in Scozia, a Perth. Il curling è divenuto sport olimpico nel 1924, ai giochi olimpici invernali di Chamonix e la disciplina resta olimpica fino a Lake Placid nel 1932. Dopo di che per più di 50 anni non viene praticata a livello olimpico, fino alle XVIII Olimpiadi Invernali, svoltesi nel 1998 a Nagano. In quell'edizione si aggiudicano la medaglia d'oro la Svizzera (maschile) e la Norvegia (femminile).
Attualmente il paese con il maggior numero di praticanti è il Canada.
In Italia la pratica del curling ha avuto un luogo d'origine ben preciso: Cortina d'Ampezzo. Dopo una fugace apparizione nel periodo tra il 1925 ed il 1930, il curling è stato praticato regolarmente dal 1952 trovando nuovi appassionati soprattutto nelle regioni dell'arco alpino.
Il curling fa parte ufficialmente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG).

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