Disturbi del comportamento alimentare

Materie:Tesina
Categoria:Educazione Fisica
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Testo

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
Capitolo 1
I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE:
CHI COLPISCE E COSA SONO
Anoressia, bulimia e iperfagia sono disturbi del comportamento alimentare molto diffusi, con una forte incidenza anche nelle popolazioni giovanili.
L’ANORESSIA NERVOSA, descritta in passato come malattia rara, attualmente colpisce gran parte delle adolescenti principalmente di sesso femminile con un età compresa tra i 12 e i 25 anni.
Questa malattia si diffonde soprattutto in determinati campi professionali come quelli della moda e della danza.
Una persona affetta da Anoressia nervosa è individuabile attraverso caratteristiche fondamentali:
1) Rifiuto di mantenere un peso uguale o superiore al peso minimo tenuto conto dell’età e dell’altezza;
2) Paura intensa di acquistare peso o di diventare grassi;
3) La forma e il peso del corpo sono avvertiti in modo anormale, il giudizio su sé stessi è indubbiamente influenzato dalla forma e dal peso del corpo;
4) Nelle donne puberi, amenorrea, cioè assenza di mestruazioni per almeno tre cicli consecutivi.
LA BULIMIA NERVOSA, anch’essa diffusa soprattutto tre le donne, è compresa in una fascia di età tra i 12 e i 25 anni.
Al contrario dell’anoressia nervosa non è semplice individuare se si è affetti da bulimia.
Devono essere presenti 4 fondamentali caratteristiche:
1) Abbuffate ricorrenti, cioè assunzioni alimentari in un tempo ristretto, inferiore alle 2 ore, di una quantità di cibo largamente superiore a quella che la maggior parte mangerebbe nello stesso tempo e nelle stesse circostanze;
2) Il soggetto mette in opera comportamenti comprensori mirati ad evitare l’acquisizione di peso (vomito provocato, assunzione di lassativi o diuretici, digiuno, esercizio fisico eccessivo);
3) Frequenza delle abbuffate e dei comportamenti di compenso;
4) Preoccupazione estrema per il peso e per l’aspetto fisico.
La bulimia nervosa viene suddivisa in 2 tipi:
• Con condotte di eliminazione: cioè il malato pratica regolarmente il vomito autoindotto o usa lassativi o diuretici;
• Senza condotte di eliminazione: i comportamenti di compenso sono il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo.
IPERFAGIA INCONTROLLATA O BINGE EATING DISCORDER
1) Episodi ricorrenti di iperfagia. Ogni episodio consiste nell’assunzione, in un breve lasso di tempo, di una quantità di cibo eccede in modo notevole quello che la maggior parte delle persone mangia nello stesso tempo e nelle stesse circostanze.
2) Durante gli episodi di iperfagia, almeno tre dei seguenti criteri di assenza di controllo sono presenti:
- l’assunzione alimentare nettamente più rapida del normale;
- l’individuo mangia fino all’apparizione di sgradevoli sensazioni di replezione gastrica;
- ingestione di grandi quantità di alimenti senza sensazione fisica di fame;
- assunzioni alimentari solitarie al fine di nascondere agli altri le quantità ingerite;
- sensazione di disgusto de sé, depressione o grande senso di colpa dopo aver mangiato.
3) Grande stato di sconforto per ciò che concerne l’iperfagia volontaria.
4) L’iperfagia sopraggiunge in media due volte la settimana per un periodo di sei mesi.
5) Il disturbo non risponde ai criteri di diagnosi di bulimia nervosa e di anoressia mentale.
Capitolo 2
CONTESTO DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
Oltre ai fattori psicologici individuali altri fattori che giocano un ruolo fondamentale nel favorire lo sviluppo del disturbo alimentare sono quelli socioculturali come:
1) la pressione culturale verso la magrezza;
2) il cambiamento del ruolo sociale della donna;
3) la mitizzazione dei disturbi del comportamento alimentare;
4) il pregiudizio nei confronti dell’obesità.
PRESSIONE CULTURALE VERSO LA MAGREZZA
Si è venuto a creare uno scarto significativo tra l’aspetto fisico reale e quello ideale, con la conseguenza che l’insoddisfazione per il proprio corpo e le pratiche dietetiche sono sempre più diffuse tre i giovani.
IL CAMBIAMENTO DEL RUOLO SOCIALE DELLA DONNA
Poiché i modelli offerti dai massmedia, televisione e riviste femminili sono quelli non realistici di donne magre, sexy, bellissime e di successo, è inevitabile che una donna arrivi a pensare di dover possedere tutte queste qualità per potersi considerare “moderna”. Nel tentativo di avere “tutto” è possibile che alcune donne sentano di non avere il controllo sulla loro vita e lo ricercano nella dieta e nella forma del proprio corpo.
LA MITIZZAZIONE DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
La mitizzazione dell’anoressia ha accresciuto in molte ragazze il rischio di sviluppare forme di media gravità di anoressia nervosa nel tentativo di acquistare, attraverso il disturbo, caratteristiche positive che non possedevano e che identificavano con esso.
LA SOLA DIETA NON E’ IN GRADO DI CAUSARE UN DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
L’enorme pressione sociale verso la magrezza, ha portato all’utilizzo di pratiche dietetiche sempre più frequenti in tutta la popolazione, e nelle adolescenti, in particolare.
Studi eseguiti hanno confermato che in alcune ragazze che seguivano una dieta si è riscontrato un rischio 8 volte maggiore (rispetto a coloro che non la facevano) di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare entro un periodo di un anno.
Capitolo 3
PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
L’eccessiva preoccupazione per il peso e l’aspetto fisico è considerata la psicopatologia specifica dell’anoressia nervosa e della bulimia nervosa. Le persone con problemi alimentari, infatti, idealizzano la magrezza e la perdita di peso e hanno comportamenti quasi del tutto finalizzati a evitare anche il minimo incremento ponderale.
PREOCCUPAZIONE ESTREMA PER IL PESO E L’ASPETTO FISICO
La preoccupazione estrema per il peso e la forma corporea è la psicopatologia specifica dei disturbi del comportamento alimentare e rende comprensibili la dieta ferrea, il vomito autoindotto, l’uso di lassativi o diuretici e l’estrema sensibilità per le modificazioni del peso. Per le persone bulimiche e anoressiche la magrezza è più importante della scuola, degli amici, della famiglia e di qualsiasi altro valore; la perdita di peso è considerata una straordinaria conquista mentre l’incremento viene percepito come una perdita delle capacità di controllo.
SCARSO CONCETTO DI SE’
Una delle osservazioni cliniche più comuni nelle persone bulimiche e anoressiche è la presenza di un livello di autostima eccezionalmente basso.
Deficit di AUTOSTIMA: le persone affette da questi disturbi sono molto critiche verso se stesse, considerandosi inadeguate in ambito sociale e personale.
Deficit di AUTOCONSAPEVOLEZZA: la mancanza di autoconsapevolezza (cioè l’incapacità di identificare accuratamente e rispondere alle emozioni) è un aspetto peculiare delle persone affette da anoressia e bulimia. Questo deficit può essere mediato dalla bassa autostima. L’incapacità di classificare e di esprimere emozioni si manifesta nelle persone anoressiche come un senso di “NON SAPERE MAI COME MI SENTO”, ma si esprime più comunemente come una mancanza di fiducia nella validità e attendibilità delle proprie emozioni.
PERFEZIONISMO
Numerosi studi hanno evidenziato che una caratteristica fondamentale delle persone predisposte a sviluppare un problema alimentare è una combinazione di tendenze perfezionistiche e una generale insoddisfazione della vita e di se stessi; tale combinazione viene chiamata anche “PERFEZIONISMO NEUROTICO”. Le ragazze avrebbero delle aspettative elevate nei confronti di se stesse e della propria vita. Tutto ciò che è meno “del perfetto” è considerato un fallimento, pertanto, il non riuscire a raggiungere la perfezione le porta a rafforzare lo scarso concetto di sé.
PENSIERO “TUTTO O NULLA”
Questo pensiero è un’altra caratteristica osservata nei soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare. Queste persone tendono a vedere le cose in bianco e nero, possono, per esempio, classificare sé stesse in grasse o magre, il cibo in dimagrante o ingrassante; non esistono mezzi termini.
IMPULSIVITA’
Alcune persone che presentano comportamenti bulimici hanno problemi nel controllo degli impulsi. Possono essere sessualmente promiscue, giocare d’azzardo, abusare di alcool e droghe, sottoporsi ad autolesionismo o tentare il suicidio. I comportamenti impulsivi associati alle abbuffate più difficili da controllare sono il fumare e il mangiarsi le unghie. Le persone bulimiche, attraverso gli atti impulsivi, cercano di allentare la propria tensione emotiva.
OSSESIVITA’
Le anoressiche restrittive, al contrario delle persone che si abbuffano, non sembrano avere problemi di controllo degli impulsi, mentre presentano frequentemente marcati tratti ossessivi. Si preoccupano spesso per l’ordine, la perfezione e l’autocontrollo, a scapito di flessibilità, apertura mentale ed efficienza. Prestano attenzione ai dettagli, alle regole, alle liste, all’organizzazione o agli schemi; sono molto dedite al lavoro, fino all’esclusione delle attività di svago.
Capitolo 4
LA DIETA FERREA
La diretta conseguenza dell’estrema preoccupazione per il peso e l’aspetto fisico è cercare di dimagrire seguendo una dieta. Le persone affette da anoressia nervosa e bulimia, però, non adottano un regime dietetico ordinario, ma seguono una dieta ferrea.
LE TRE MODALITA’ DELLA DIETA FERREA
1. SALTARE I PASTI: è una strategia molto seguita sia dalle persone anoressiche sia da quelle bulimiche. Nelle bulimiche il comportamento alimentare tipico è quello di saltare la colazione e il pranzo e di abbuffarsi nel tardo pomeriggio o la sera.
2. RIDURRE LE PORZIONI: cioè ridurre drasticamente le porzioni di cibo.
3. ELIMINARE CERTI CIBI: le persone affette da tali disturbi dividono il cibo in 2 categorie: da un lato i cibi “buoni”, non ingrassanti, dall’altro i cibi cattivi cioè “ingrassanti”.
GLI EFFETTI DELLA DIETA FERREA
Quarant’anni fa degli studiosi dell’università del Minnesota hanno analizzato un gruppo di trentasei giovani, sani e psicologicamente normali. Nei primi tre mesi tutti i soggetti mangiavano regolarmente, nei sei mesi successivi furono sottoposti a un semidigiuno, provocando il 25% di perdita nel loro peso corporeo. Seguirono infine tre mesi di riabilitazione nutrizionale. Ciò comportò molti cambiamenti negli individui:
Modificazioni del comportamento alimentare: mentre prima i trentasei ragazzi impiegavano pochi minuti nella consumazione dei pasti in seguito al semidigiuno impiegavano due ore.
Modificazioni emotive e sociali: alcuni attraversavano transitori periodi di depressione. Per quanto riguarda le relazioni interpersonali, il semidigiuno determinò nei soggetti volontari alcuni cambiamenti, quali una minore capacità di socializzazione e un maggiore isolamento. Inoltre si verificò una significativa diminuzione dell’interesse sessuale, della masturbazione e delle fantasie erotiche.
Modificazioni cognitive: i volontari, a livello cognitivo, presentarono una diminuzione della capacità di concentrazione, comprensione della vigilanza e giudizio critico.
Modificazioni fisiche: dopo sei mesi di digiuno nei soggetti si riscontrarono dolori addominali, digestione lenta e difficile, disturbi del sonno, vertigini, mal di testa, ipersensibilità alla luce e al rumore, riduzione della forza, perdita di capelli, disturbi della visione e dell’udito.
Capitolo 5
LE ABBUFFATE
Un largo gruppo di persone affette da anoressia nervosa e bulimia nervosa sperimenta periodicamente l’assunzione incontrollata di una grande quantità di cibo cioè le ABBUFFATE.
CARATTERISTICHE DELLE ABBUFFATE
Cibi assunti durante le abbuffate
Durante le abbuffate vengono ingeriti i cibi “cattivi o ingrassanti”, in particolare dolci, gelati, pane, toast e cioccolata.
Frequenza e durata delle abbuffate
Secondo l’Associazione Psichiatrica Americana, per poter diagnosticare la bulimia nervosa, sono necessarie almeno due abbuffate oggettive a settimana. Per quanto riguarda la durata, di ogni abbuffata essa dipende dal tipo di disturbo alimentare: per le bulimiche con vomito autoindotto durano in media circa un’ora, mentre in coloro che compensano con il digiuno, dura circa il doppio.
Velocità nel mangiare
In molti casi il cibo non viene neanche masticato e viene assunto intero; infine molte bulimiche bevono grandi quantità di liquidi per inghiottire più facilmente il cibo e per stimolare il vomito.
Agitazione
Durante l’attacco bulimico le persone sono molto agitate manifestando una mancanza di controllo nel loro comportamento.
Stato alterato di coscienza
Molte bulimiche riferiscono di avere uno stato alterato di coscienza nei momenti che precedono e durante un’abbuffata; alcune affermano di assumere una personalità diversa e certe volte non ricordano quanto è accaduto.
Segretezza
Tipico delle persone che si abbuffano è praticare questo comportamento in solitudine e in segreto. A volte nessuno della famiglia conosce il problema; solo in casi più gravi le abbuffate avvengono davanti alla famiglia.
Perdita di controllo
Essa varia da individuo a individuo: alcuni soggetti sperimentano la perdita di controllo molto prima di iniziare a mangiare, altri gradualmente mentre stanno mangiando, altri ancora improvvisamente, se si rendono conto di aver mangiato troppo, oppure se si sentono gonfi e grassi.
Fattori scatenanti
Essi sono vari da individuo a individuo e possono essere:
• emozioni negative (rabbia, irritabilità, depressione e solitudine);
• aumentare di peso, fame, rompere una regola dietetica, bere alcolici;
• sentirsi gonfie, grasse, tensione premestruale e tempo non programmato che porta a noia, depressione, quindi inducono ad abbuffate.
Conseguenze delle abbuffate
I primi momenti delle abbuffate sono spesso piacevoli, le emozioni negative vengono placate e scompaiono la fame e il senso di deprivazione. Questi effetti, però, vengono sostituiti da disgusto, senso di colpa e depressione autosvalutativa. Subito insorge la paura di aumentare di peso, che può essere così forte da portare a mettere in atto comportamenti di compenso (vomito autoindotto, uso di lassativi, digiuno, esercizio fisico eccessivo).
Effetti sull’umore e sulle relazioni sociali
Col tempo la qualità di vita delle persone che si abbuffano ne risente molto: si sentono spesso depresse e senza speranza. Alcuni individui provano un profondo disgusto verso se stessi.
Caratteristiche di personalità che favoriscono le abbuffate
Tra le anoressiche restrittive e le bulimiche vi sono diversi tipi di personalità: le bulimiche sono fortemente impulsive, al contrario delle anoressiche restrittive che, invece, si preoccupano di ordine, perfezione e controllo mentale.

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