Corsa e la velocità

Materie:Tesina
Categoria:Educazione Fisica

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Testo

VELOCITA’
e
CORSA VELOCE
A cura di Palma Bonanni
CAPACITA’ FISICHE
CAPACITA’ CONDIZIONALI
Sono determinate da fattori energetici, in altre parole dalla disponibilità d’energia. Esse sono costituite dalle caratteristiche biochimiche, morfologiche e funzionali, e permettono all individuo di svolgere adeguatamente le attività motorie. Sono legate ai requisiti strutturali del corpo, e fattori quali l’età, il sesso, il peso, la statura, la massa muscolare e inoltre ai processi biochimici e funzionali controllati dal sistema nervoso centrale.
CAPACITA’ COORDINATIVE
Sono determinate dai processi che controllano e regolano i movimenti. Sono presupposti essenziali per svolgere un gruppo d’attività motorie, per lo sviluppo della coordinazione di varie forme di movimenti sportivi. Come tutte le capacità umane non sono innate, ma si sviluppano sulla base di doti elementari, nel confronto attivo dell’uomo con il suo ambiente.
VELOCITA’
La velocità è la capacità che permette di realizzare delle azioni motorie nel più breve tempo possibile.
Questa definizione iniziale, lega la velocità alla rapidità d’esecuzione di una qualsiasi azione motoria, ma Dietrich Harre, un teorico di fama mondiale, la definisce come “la caratteristica di spostarsi con la più elevata rapidità possibile”.
La velocità è condizionata da altre qualità come la coordinazione neuro muscolare. Inoltre, più d’ogni altra capacità motoria, è determinata dal diverso patrimonio genetico d’ogni individuo.
Velocità di conduzione degli impulsi nervosi
La velocità di conduzione degli stimoli, che partono dal sistema nervoso e giungono ai muscoli, condiziona l’esecuzione di qualsiasi movimento e soprattutto condiziona i tempi di reazione agli stimoli esterni, e quindi determina una maggiore o minore prontezza di riflessi.
La rapidità di contrazione dei muscoli
La rapidità con cui i muscoli si contraggono dopo aver ricevuto un impulso dal cervello, è importante per la velocità d’esecuzione di qualsiasi esecuzione motoria, e dipende dall’esistenza di fonti energetiche adeguate, e dalla velocità con cui i muscoli stessi riescono ad utilizzarle.
La percentuale di fibre bianche o veloci presenti nei muscoli
Un’elevata percentuale di fibre bianche è decisiva per la velocità, perché queste fibre sono le uniche che intervengono quando si corre o ci si muove il più rapidamente possibile. Le fibre bianche o veloci, hanno la capacità di accorciarsi in tempi rapidissimi e sono adatte a risintetizzare l’energia utilizzando i meccanismi anaerobico lattacido e alattacido.
La forza dei muscoli interessati al movimento
Per l’esecuzione veloce dei movimenti sono particolarmente importanti due tipi di forza: la forza esplosiva, che consente di esprimere una tensione molto elevata in tempi brevissimi, e la forza veloce, che consente una gran rapidità di movimento, in altre parole consente di raggiungere la massima frequenza d’esecuzione delle azioni motorie.
L’elasticità muscolare
L’elasticità favorisce sia la capacità di distensione del muscolo interessato al movimento veloce, sia la maggiore ampiezza del movimento, facilitando una corretta acquisizione della tecnica d’ogni gesto sportivo.
La capacità di rilassamento dinamico
Consiste nella capacità dei muscoli antagonisti (quelli che non compiono il movimento), di rilassarsi rapidamente ed evitare così di agire da freno durante la contrazione degli agonisti. Permette di eseguire ogni movimento in maniera fluida con una giusta alternanza tra contrazione e decontrazione muscolare.
La coordinazione dei movimenti
Una buona coordinazione dei movimenti permette l’eliminazione di tutti quelli che sono inutili o che possono costituire un freno per il movimento interessato.
Una tecnica corretta
L’acquisizione tecnicamente corretta di un movimento, e la sua automatizzazione permettono di eseguirlo alla massima velocità mantenendone alti i livelli di precisione ed efficacia.
DIVERSI TIPI DI VELOCITA’
VELOCITA DI REAZIONE
Indica il tempo che passa tra un segnale esterno e l’inizio di un movimento di risposta da parte dell’organismo
.
Tempo latente della reazione motoria
E’ il periodo che precede l’atto motorio ed è condizionato dalla capacità d’attenzione. Il tempo latente della reazione motoria, può essere identificato con la velocità di reazione (o prontezza di riflessi) e determina la rapidità di tutte le reazioni motorie. Queste ultime possono essere distinte in semplici e complesse.
-SEMPLICI: sono le risposte ad un segnale previsto con un movimento già predisposto (per esempio la partenza dai blocchi dei centometristi al segnale dello starter);
-COMPLESSE: sono le reazioni ad una situazione non prevista globalmente e che comportano quindi una reazione non predisposta (per esempio, negli sport di combattimento, un’azione difensiva di un atleta in funzione del tipo d’attacco, spesso imprevedibile, portato dall’avversario).
VELOCITA’ D’ESECUZIONE
Indica il tempo impiegato ad eseguire un singolo gesto il più velocemente possibile.
La rapidità del singolo movimento
Una prestazione di velocità, in genere, è composta da una serie di movimenti ed è condizionata dalla velocità d’esecuzione di ognuno di loro. Questa velocità d’esecuzione è determinata dalla capacità di un muscolo di effettuare una singola contrazione nel minor tempo possibile.
VELOCITA’ DI SPOSTAMENTO
Indica il tempo impiegato a percorrere una certa distanza, in altre parole la frequenza d’esecuzione dei movimenti in relazione a spazio e tempo.
La frequenza dei movimenti
La stessa prestazione di velocità, è condizionata dalla velocità di spostamento, che è determinata dalla capacità del muscolo interessato di compiere il maggior numero di movimenti nell’unità di tempo.
CORSA VELOCE
Nella tecnica della corsa veloce, il velocista impiega la massima potenza muscolare dei suoi arti inferiori.
La corsa atletica è azione di moto risultante da una serie di stimoli, effettuati alternativamente sul terreno dagli arti inferiori per effetto dei quali, l’intero peso del corridore è spostato nella direzione d’avanzamento.
La velocità dell’atleta dipende esclusivamente dall’intensità degli stimoli al suolo.
L’azione di un arto (inizio del passo), proietta il corpo in una traiettoria tesa, che si conclude con l’arrivo al suolo dell’altro arto (fine del passo).Quest’ultimo ammortizza l’arrivo al suolo del peso del corpo piegandosi leggermente, e da questo piegamento si crea la condizione per la successiva estensione.
NELL’ATTO DELLA CORSA SI DISTINGUONO DUE FASI …
FASE D’APPOGGIO
Comprende i movimenti che gli arti inferiori compiono durante tutto il tempo in cui uno di loro è a contatto con il suolo. Durante questa fase l’azione dell’arto in appoggio s’identifica in un molleggio da cui scaturisce l’effetto propulsivo.
Le braccia si muovono in oscillazione coordinata, che compensa il movimento degli arti inferiori.
FASE AEREA
Ha inizio nel momento in cui il piede si distacca dal terreno e termina quando l’altro vi prende contatto. L’arto, staccato dal suolo, si flette al ginocchio ed avanza per naturale ed esclusiva reazione alla stimolo esercitata sul terreno. Ciò accade mentre l’altro si estende verso il basso e ritorna dietro. Tali movimenti non devono essere disturbati assolutamente da gesti violenti e voluti al fine di velocizzare l’azione della corsa
ESERCIZI SPECIFICI PER L’INCREMENTO DELLA VELOCITA’
Progressivo: l’esercizio inizia con la corsa lenta, l’allievo gradualmente aumenta l’andatura sino al massimo. In armonia con l’aumento della velocità aumenta anche la lunghezza e la frequenza dei passi, sino ad arrivare al massimo. Raggiunta la velocità massima, l’allievo diminuisce la frequenza e la lunghezza dei passi decelerando fino a ritornare alla corsa lenta. Si conclude camminando.
Nell’esercizio l’allievo deve cercare di essere il più possibile sciolto, diminuendo immediatamente la velocità in caso di rigidità o errori tecnici.
Massima accelerazione: partenza come l’esercizio precedente. L’allievo deve raggiungere la massima velocità mantenendola il più possibile, quindi decelera e conclude l’esercizio di corsa lenta e di passo. Nella decelerazione deve conservare una corretta tecnica. In corsa deve utilizzare solo l’energia necessaria, cercando di stare sciolto e di svolgere un’azione continua.
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Ritmo di corsa: partenza in piedi, iniziando ad una velocità relativamente elevata, L’allievo deve percorrere l’intero tratto a due terzi dell’intensità massima. La lunghezza del percorso è stabilita secondo il sesso, l’età e le capacità dell’allievo. Lo scopo dell’esercizio è la ricerca di una corretta tecnica a velocità media e uniforme, oltre allo sviluppo del senso del ritmo.
Corsa a velocità submassimale: partenza in piedi ad elevata velocità, il tratto deve essere percorso al 90% della massima velocità. Lo scopo dell’esercizio è il miglioramento della tecnica a velocità elevata e uniforme.
ESERCIZI SPECIFICI PER L’INCREMENTO DELLA FORZA
Corsa a balzi: contatto col terreno col solo avanpiede, decisa partecipazione delle braccia all’azione. Il tratto deve essere percorso col minor numero di passi o, inversamente, con una gran frequenza ad elevata velocità. Il movimento deve essere uniforme.
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Corsa con sovraccarico: si può usare una cintura appesantita, un giubbotto con piombo o corde elastiche. Il carico deve essere stabilito in modo da non alterare la corretta esecuzione tecnica.
Corsa su gradini: salite o saltelli. L’esecuzione deve essere vivace, con ritmo veloce. Nelle pause gli allievi eseguiranno esercizi di flessibilità e d’allungamento.
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Corsa in salita: eseguita con deciso sbilanciamento avanti, a velocità elevata con forti spinte. Nelle pause s’inseriranno tratti di corsa lenta o di passo.
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ERRORI DELA CORSA
Gli errori che si riscontrano nella corsa possono essere causati: da una scarsa funzionalità articolare, da un’errata impostazione tecnica, da una particolare costruzione anatomica che rende difficile il rispetto dei canoni tecnici.
CORSA CON ACCENTUATA SALITA DEL PIEDE IN ALTO E DIETRO
Tal errore può essere determinato: da una mancanza di controllo muscolare della gamba e del piede che, dopo l’azione, sale eccessivamente;
da un tardivo impegno nell’avanzamento della coscia che guida verso quel senso la gamba e il piede, da un’accentuata inclinazione del busto in avanti che comporta un’errata distribuzione delle masse in fase d’appoggio. In questo caso è consigliabile portare il busto più indietro, e far avanzare il ginocchio con maggiore tempestività.
CORSA PENDOLARE
Può considerarsi una conseguenza dell’errore precedente. La gamba e il piede, dopo essere saliti accentuatamente indietro sono lasciati pendolare in basso, tanto da oltrepassare il ginocchio che non è stato fatto avanzare a sufficienza. Ciò comporta un contatto al suolo molto violento data l’elevata velocità che il piede possiede in quel momento, ed il più delle volte una presa di contatto con leggera precedenza al tallone. In questo caso si consiglia di controllare maggiormente la salita del piede che deve avanzare tramite un’azione flessa della coscia più intensa. Si consiglia quindi di allenarsi con la corsa in salita o sul posto con le ginocchia alte.
CORSA SEDUTA
Si riferisce a quella particolare immagine in cui si nota un accentuato avanzamento delle ginocchia rispetto alle anche che, essendo in ritardo, rimangono indietro e basse: quest’errore nasce da un mancato rispetto del ritmo della corsa, e riguarda l’anticipato avanzamento dell’arto libero che non si sviluppa in corrispondenza con l’altro. Ne segue un’incompleta estensione ed uno scarso effetto propulsivo sulle anche che vengono a trovarsi dietro e basse.
PARTENZA DAI BLOCCHI
Per muoversi rapidamente in avanti, dallo stato di quiete, si debbono rispettare due esigenze:
1) sistemarsi in modo che il nostro baricentro si trovi fuori della base d’appoggio.
2) disporre gli arti inferiori piegati, in modo che i segmenti ossei possano essere usati come leve, e allo stesso tempo far estendere la muscolatura degli arti in questione.
Al comando al “ posto” il corpo non deve essere contratto ma comodo, con il peso ripartito su tutti i punti d’appoggio al suolo. Le braccia sono verticali tra di loro, parallele e poco distanziate. Le mani sono appoggiate subito prima della linea di partenza.
L’arto inferiore più forte sarà quello che si porrà in avanti.
PRONTI
Al comando “pronti “ segue la parziale estensione degli arti inferiori con il conseguente arretramento delle gambe e dei talloni. Le spalle saranno perciò, leggermente avanti rispetto alle mani poggiate per terra. I talloni si poggeranno sui blocchi. L’abbassamento del tallone posteriore è di grande importanza, poiché fa aumentare la tensione della muscolatura della gamba posteriore e quindi la pressione sul blocco.
VIA
Al colpo di pistola le azioni che sono eseguite hanno questo sviluppo: il piede posteriore si stacca dal blocco dopo un’energica pressione. La coscia si flette avanzando in avanti come tutto il resto del corpo. Le braccia staccandosi da terra, si flettono e con un’ampia ed energica oscillazione alternata, favoriscono l’azione degli arti inferiori. L’energica oscillazione interessa il braccio che va dietro, poiché deve equilibrare e favorire l’avanzamento dell’arto inferiore corrispondente. Completata l’azione sul blocco, si è pronti a riprendere contatto con il suolo. Il contatto deve avvenire con la parte anteriore del piede, in modo da ricevere un’ampia superficie d’appoggio, con il tallone basso. Questo è essenziale per avere già sull’appoggio un ottimale caricamento sul piede. Un errore che si riscontra sovente e quello di appoggiare il piede con il tallone (dovuto ad una scarsa articolazione della caviglia), ciò riduce l’efficacia dell’azione.
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