La aziende assicurative

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LE AZIENDE ASSICURATIVE
LA RICERCA DI SICUREZZA
Un bisogno molto importante dell’uomo è la sicurezza che rappresenta la necessità di sentirsi protetto dalle minacce di eventi dannosi, capaci di incidere negativamente sulla sua vita, sia dal punto di vista fisico che economico.
Ma slow ha schematizzato i suoi studi sui bisogni umani in una scala (ordine decrescente di importanza). Il bisogno di sicurezza si trova subito dopo quello della sussistenza.
X soddisfare il bisogno di sicurezza l’uomo si è sforzato di escogitare nuove soluzioni. La più immediata è la prevenzione, cioè mettere in moto dei meccanismi che possano evitare le conseguenze di un evento dannoso. La prevenzione si concretizza anche in norme comportamentali di prudenza e attenzione, al fine di evitare l’evento dannoso.
A volte, però, la prevenzione non risolve il problema. Accantonando periodicamente una somma da utilizzare in caso di necessità si attua una forma di previdenza, mediante l’autofinanziamento.
La prima forma di previdenza è il risparmio attraverso il quale si crea un capitale da utilizzare a copertura dei danni subiti per effetto di evento negativo. Nel frattempo le somme a disposizione vengono investite in varie forme a disposizione sul mercato finanziario.
Esiste anche una dimensione collettiva della previdenza, rappresentata dalla mutualità, cioè da una forma di aiuto fra individui, appartenenti a un determinato gruppo, desiderosi di affrontare il rischio comune nel modo più economico possibile.
In conclusione, x soddisfare il bisogno di sicurezza l’uomo mette in atto 2 sistemi difensivi:
• Prevenzione, con lo scopo di evitare che l’evento dannoso si verifichi e consiste nel predisporre mezzi materiali di difesa;
• Previdenza, con lo scopo di neutralizzare le conseguenze del danno e consiste nell’individuare i mezzi economici per farvi fronte.
Entrambi i metodi si basano sulla previsione:
• Tecnica nel primo caso, ipotizzando a priori un determinato congegno difensivo:
• Economica nel secondo, calcolando a priori l’eventuale entità del danno (e la somma da accantonare), e valutando a posteriori l’importo effettivo coperto con l’utilizzo della somma accantonata.
L’ASSICURAZIONE QUALE FORMA DI PREVIDENZA
Scopo originario della mutualità è fronteggiare il rischio di un eventuale danno. Evoluzione della mutualità, rappresentata dalla previdenza assicurativa. L’ASSICURATORE si accolla il rischio facendo pagare agli ASSICURATI in anticipo un premio fisso, ma garantendo loro un risarcimento completo.
L’assicurazione svolge due importanti funzioni:
• Individuale, per le due parti coinvolte: l’assicurato si libera dal rischio, l’assicuratore ottiene un lucro;
• Sociale: crea una sicurezza collettiva, liberando la collettività dai rischi; è fonte di sviluppo economico, perché le somme raccolte vengono investite in attività produttive.
I contratti assicurativi possono essere suddivisi in due grandi categorie:
• Ramo danni
• Ramo vita
Il ramo danni è relativo al risarcimento del danno economico prodotto da un sinistro. Rientrano in questo settore un insieme di assicurazioni che hanno per oggetto rischi diversi:
• Assicurazione contro i danni alle cose (sui beni che compongono il patrimonio, derivanti da furto, incendio..)
• Assicurazione contro i danni alle persone (sugli eventi che possono limitare le capacità di guadagno dell’individuo a causa per es. di infortunio o malattia)
• Assicurazione di responsabilità civile (sugli atti compiuti dall’assicurato che hanno arrecato danno a terzi)
• Assicurazione commerciale e finanziaria (sulle attività finanziarie e commerciali, relativamente alla mancata riscossione dei crediti).
Il ramo vita riguarda il pagamento di un capitale o di una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana. Rientrano:
• Assicurazione in caso di morte: l’assicuratore si impegna a corrispondere un capitale al beneficiario in caso di morte dell’assicurato:
• Assicurazione di caso di vita: prevede il pagamento di un capitale si l’assicurato raggiunge una determinata età:
• Assicurazione mista: il capitale viene pagato alla morte dell’assicurato o alla data stabilita se questi è ancora in vita.
IL CONTRATTO DI ASSICURAZIONE
Il contratto di assicurazione deve essere provato per scritto attraverso un apposito documento, definito polizza, che deve contenere tutti gli elementi del rapporto.
La prima indicazione è relativa ai soggetti che sono così distinti:
• Assicuratore, cioè l’impresa che si assume il rischio con impegno di risarcimento
• Contraente, stipula il contratto impegnandosi a pagare il premio
• Assicurato, cioè la persona la cui vita o i cui eventi sono assicurati
• Beneficiario, incasserà l’indennizzo al verificarsi dell’evento considerato
Nel ramo danni, a parte l’assicuratore, gli altri 3 soggetti possono coincidere. Nel ramo vita, in caso di morte, il beneficiario non coincide con l’assicurato.
Occorre specificare l’oggetto, cioè il rischio che viene coperto dal contratto. Il rischio viene regolato in modo specifico da alcuni articoli del C.C.:
• Art. 1895: il contratto è nullo se il rischio non è mai esistito;
• Art. 1896: scioglimento del contratto se il rischio cessa di esistere dopo la conclusione dello stesso;
• Art. 1897: diminuzione del rischio durante il contratto, per cui l’assicuratore ha la possibilità di recedere dal contratto;
• Art. 1898: rischio aggravato, con l’obbligo per il contraente di comunicarlo all’assicuratore che può recedere dal contratto.
Il contraente, l’assicurato o il beneficiario possono alterare il rischio con dolo o colpa grave. Il dolo è un atto volontario, la colpa grave è un comportamento involontario, caratterizzato da trascuratezza. In caso di sinistri in questi casi, l’assicuratore non è tenuto al risarcimento del danno, purché provi l’esistenza di dolo o della colpa grave e la relazione tra comportamento doloso o colposo e sinistro.
Altra indicazione è relativa alla somma assicurativa, cioè il valore totale del risarcimento al verificarsi dell’evento, e l’ammontare del premio, da versare in un’unica soluzione o in rate periodiche, che costituisce il costo del servizio assicurativo.
Si deve individuare anche il periodo di copertura assicurativa, cioè il momento da cui inizia a valere il rapporto e il momento in cui termina..
L’IMPRESA DI ASSICURAZIONE
L’impresa di assicurazione svolge in modo continuativo e organizzato l’attività della conclusione di contratti assicurativi. La legge stabilisce che questa attività può essere svolta solo da un istituto di diritto pubblico o da una società per azioni e con l’osservanza delle norme stabilite dalle leggi speciali.
In Italia possono essere pubbliche o private (private I.N.P.S. e I.N.A.I.L.).
Tutte le imprese assicurative si presentano come aziende divise che lavorano in vari luoghi attraverso le agenzie. Queste hanno l’incarico di sviluppare l’attività assicurativa in zone determinate, svolgendo vari compiti (analisi mercato, individuazione possibili clienti..).
Il titolare del contratto di agenzia è l’agente di assicurazione, che svolge la sua attività in modo continuativo e in forma professionale e autonoma. Ha vari compiti:
• Organizzativi (provvedere all’assunzione del personale)
• Amministrativi dell’agenzia
• Produttivi (deve stipulare nuovi contratti, utilizzando anche personale autonomo come i subagenti con i quali ha un rapporto di subagenzia, simile al contratto di agenzia con la compagnia assicurativa).
Figura particolare è il broker, intermediario, non vincolato a una particolare impresa, il cui compito è di svolgere attività di intermediazione fra le imprese e il cliente, nell’interesse di quest’ultimo.
LA DISCIPLINA GIURIDICA DELL’IMPRESA ASSICURATIVA
E’ stata riunita nel Testo unico delle leggi sull’esercizio delle assicurazioni private.
Le imprese che vogliono esercitare il ramo vita devono presentare domanda al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato dimostrando di avere un capitale sociale minimo di 2 miliardi x le S.p.A., 1 miliardo x le cooperative, fondo di garanzia di 2 miliardi x le società di mutua assicurazione. Occorre presentare un programma che indica le attività che l’azienda intende esercitare, con tariffe dei premi, condizioni di polizza.
L’autorizzazione è negata se mancano o sono inadeguati i requisiti o se le persone preposte all’amministrazione e gestione hanno subito condanne x reati contro l’amministrazione pubblica…
Le agenzie devono rispettare i limiti posti dall’autorizzazione ministeriale e sottostare ad alcune disposizioni in relazione, fra gli altri, ai seguenti elementi:
• Variazione di tariffe e condizioni di polizza che devono essere approvate dal Ministero;
• La tenuta del registro da cui risultano le attività di investimento svolte;
• La predisposizione di un margine di solvibilità, che consiste in un accantonamento che l’impresa deve costituire a garanzia della propria solvibilità verso gli assicurati.
Se l’impresa non rispetta queste disposizioni di legge, l’autorizzazione può essere revocata.
Per le imprese che vogliono esercitare il ramo danni esiste sempre la richiesta di autorizzazione, nella quale è necessario indicare i rischi che intendono coprire, cioè i rami particolari nei quali vogliono operare, la presenza di un capitale minimo e di un programma delle attività.
GLI ORGANI DI VIGILANZA DELL’IMRESA ASSICURATIVA
La riforma della vigilanza sulle assicurazioni ha individuato 3 organi distinti ai quali sono affidati compiti specifici di vigilanza: CIPE, Ministero dell’industria e ISVAP.
Il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha i seguenti compiti:
• Formulare gli indirizzi della politica assicurativa (tenendo conto delle esigenze economiche e sociali del paese e degli sviluppi del mercato assicurativo internazionale)
• Verificare lo stato di attuazione degli indirizzi formulati e indicare le misure eventualmente occorrenti per darvi impulso
• Esaminare la relazione annuale sullo stato della politica assicurativa, predisposta dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Il MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO ha i seguenti compiti:
• Formulare l’indirizzo amministrativo nel settore delle assicurazioni
• Preparare la relazione annuale sullo stato della politica assicurativa da sottoporre all’esame del CIPE e del Parlamento
• Emanare le direttive per l’esercizio dei poteri attribuiti all’ISVAP su cui deve vigilare
L’ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni private) è definito ente di diritto pubblico con personalità giuridica. Ha i seguenti incarichi:
• Controllare la gestione tecnica, finanziaria e patrimoniale delle imprese, esaminandone anche i bilanci
• Vigilare sull’osservanza delle disposizioni di legge da parte dei vari operatori del settore amministrativo
• Esprimere pareri al Ministero dell’industria
Inoltre deve compiere tutte le attività necessarie alla conoscenza del mercato assicurativo.
LA QUANTIFICAZIONE DEI COSTI E DEL PREMIO
La determinazione del premio è collegata alla quantificazione dei costi che l’assicuratore deve sostenere per poter essere in grado di far fronte ai pagamenti previsti a favore degli assicurati. Per fare ciò deve formulare 3 ipotesi:
• Ipotesi di probabilità, relativa alla stima che l’evento assicurato ha di verificarsi
• Ipotesi finanziaria, occorre stimare il tasso di investimento delle somme corrisposte anticipatamente dagli assicurati a titolo di premio
• Ipotesi di spesa, che si dovrà sostenere per esercitare l’attività assicurativa.
Calcolate queste ipotesi si determina il premio, definito puro se tiene conto solo delle prime due, lordo se le considera tutte. Il premio è sempre corrisposto anticipatamente (alla stipulazione del contratto), perché la massa dei premi riscossi va a costituire una parte del fondo da cui l’assicuratore ricava i mezzi per pagare quanto dovuto al momento del verificarsi dell’evento.
Può essere versato in un’unica soluzione (premio unico) o rateizzato per tutta la durata del contratto con pagamenti annui (premio annuo).
L’IPOTESI DI PROBABILITA’: gli eventi assicurabili hanno la caratteristica dell’aleatorietà (il loro verificarsi dipende dal caso o da una serie di cause non controllabili). X questo l’assicurazione si fonda sulla probabilità di un evento. La probabilità è definita il rapporto tra il numero dei casi favorevoli e il numero dei casi possibili. Spesso non si ha la possibilità di avere le informazioni sui casi favorevoli. Perciò non si considera la probabilità matematica, ma la frequenza relativa, cioè il numero dei casi verificatisi (prove riuscite) rispetto a tutte le assicurazioni considerate (prove effettuate).
Se la frequenza di un evento aleatorio è calcolata su un gran numero di prove, il suo valore è molto vicino a quello della probabilità del suo verificarsi. Questa legge è chiamata legge empirica del caso o legge dei grandi numeri.
Per formulare le ipotesi di probabilità, le imprese assicurative si servono di statistiche dell’ISTAT o da altre imprese (soprattutto per dati demografici).
Per le assicurazioni dei danni ci si basa sull’impressione personale e sull’esperienza dei tecnici: sono le statistiche aziendali. Queste devono considerare 2 principi:
• Omogeneità dei dati: rilevamenti devono essere effettuati su classi di rischio aventi le stesse caratteristiche;
• Ampiezza dei dati: il numero dei casi osservati deve essere abbastanza elevato per poter applicare la legge dei grandi numeri.
IPOTESI FINANZIARIA: le prestazioni avvengono in momenti diversi (il pagamento del premio è anticipato, il rimborso è posticipato). Il premio incassato viene investito x la durata del contratto, ottenendo un interesse (altro reddito x l’assicurazione). La somma del premio e degli interessi deve coincidere con la somma che l’assicuratore dovrà versare alla scadenza o al verificarsi dell’evento, che costituisce il costo dell’impresa. C = P + I
La copertura assicurativa rappresenta il montante ottenuto dalla capitalizzazione del premio annuale versato: C = M M = P + I
Il premio, cioè la somma da investire oggi x ottenere il montante tra “n” anni rappresenta il suo valore attuale: P = Va Va = M – I o P = C – I
Per determinare l’interesse bisogna ipotizzare il tasso di rendimento al quale poter investire il premio, deve cioè formulare l’ipotesi finanziaria. Se si considera un tasso troppo elevato l’impresa potrebbe subire una perdita al momento del pagamento della copertura assicurativa. Se si considera troppo basso si quantificano premi troppo elevati che potrebbero creare problemi nella ricerca dei clienti potenziali.
IPOTESI DI SPESA: permette di calcolare la parte di spese da sommare al premio puro per ottenere il premio lordo. Questo elemento aggiuntivo è definito caricamento ed è determinato basandosi su ipotesi relative a spese: per l’assunzione del contratto; per l’incasso dei premi; di gestione.
Le spese x l’assunzione del contratto riguardano le provvigioni da versare all’agente che ha promosso il nuovo rapporto. Vengono calcolate in percentuale sul premio: in caso di premio unico si chiede il rimborso immediato, caricandole sul premio puro. In caso di premio annuo, vengono calcolate sul primo e il loro caricamento viene diluito su tutti gli altri.
Le spese di incasso sono relative alla provvigione che spetta all’agente incaricato dell’incasso dei premi annui; il loro caricamento avviene aggiungendole al premio puro (non esiste sui premi unici).
Le spese di gestione sono quelle che l’azienda deve sostenere per la sua gestione. Generalmente vengono calcolate in percentuale sul premio annuo, o commisurate ogni mille lire del capitale assicurato in caso di premio unico.
LE GESTIONI DELL’IMPRESA ASSICURATIVA
L’impresa assicurativa ha una gestione tecnica costituita dalle operazioni tipiche dell’attività assicurativa, suddivisa secondo i rami che esercita.
Nel ramo danni il rischio che si assume si concretizza nel calcolo del premio lordo che rappresenta un ricavo anticipato; al verificarsi del sinistro la liquidazione del danno corrisponde a un costo certo. Conseguenza: sfasamento temporale fra i due momenti economici.
Nel ramo vita lo sfasamento è ancora più evidente perché i contratti sono di durata pluriennale con i ricavi rappresentati dal premio unico o annuo (sempre anticipato), e il costo rappresentato dal capitale o da una rendita da versare a una data scadenza lontana.
Caratteristica della gestione tecnica è il fenomeno dei ricavi che precedono, per un periodo più o meno lungo, i costi. Secondo fenomeno e il flusso di entrate monetarie che precede quello delle correlative uscite (poiché l’aspetto monetario coincide temporalmente con l’aspetto economico).
La gestione patrimoniale ha il compito di seguire l’investimento dei mezzi ricevuti dagli assicurati. Il tipo di investimento dipende dal periodo di tempo che intercorre fra la riscossione dei premi e il pagamento degli indennizzi e, quindi, dal ramo di attività. Le caratteristiche richieste dagli investimenti sono le seguenti:
• Sicurezza: si investono mezzi di terzi che prima o poi devono essere restituiti attraverso gli indennizzi;
• Redditività: i proventi da investimento servono a coprire gli interessi sulle polizze vita e a garantire proventi economici all’impresa;
• Rivalutazione: correlata all’emissione delle polizze indicizzate;
• Liquidità; importante al momento dello smobilizzo, cioè dell’utilizzo delle somme x il pagamento di indennizzi.
GLI EQUILIBRI NELLA GESTIONE DELL’IMPRESA ASSICURATIVA
L’impresa deve essere in grado di equilibrare lo sfasamento tecnico del contratto, x il quale l’impegno registrato non è totalmente di competenza dell’esercizio in cui è stato rilevato, ma è relativo a tutti gli esercizi di durata del contratto. X risolvere questo squilibrio occorre considerare alcune poste particolari definite riserve tecniche. Nel ramo danni sono costituite da 2 parti: la riserva premi e la riserva sinistri.
La riserva premi rappresenta la quota dei premi incassati, ma non ancora consumati, cioè i ricavi sospesi x far fronte ai rischi ancora in corso a fine anno e rinviati all’esercizio successivo: risconto passivo, cioè di valore economico acceso alle rimanenze.
Deve essere determinata sui dati di ogni polizza, calcolandola sui premi lordi proporzionalmente al periodo di copertura dell’esercizio successivo; il calcolo non può essere inferiore al 35% dei premi lordi relativi ai rischi assunti nell’esercizio; questa percentuale è elevata a 40% x i rischi di responsabilità civile (x danni causati da veicoli a motore), e ridotta al 15% x i rischi di breve durata.
La riserva sinistri è l’ammontare delle somme che presumibilmente risulteranno necessarie al pagamento di sinistri avvenuti nell’esercizio e non ancora liquidati. A fine esercizio di deve rilevare il costo di competenze, calcolando la riserva che ha la natura di valore finanziario passivo (rateo passivo).
Nel ramo vita esiste la riserva premi, che ha la stessa natura di quella del ramo danni. Ma se i premi sono unici non si parla di riserva premi in quanto non sono da calcolare come ricavi d’esercizio, ma come ricavi pluriennali.
In questo ramo si parla di riserva matematica e rappresenta l’accantonamento de premi necessario per far fronte agli impegni assicurati negli anni futuri. I premi puri accantonati hanno natura di ricavi sospesi (risconti passivi). Il termine matematica indica che l’impresa deve usare formule matematiche.
L’applicazione dei concetti relativi alla riserva tecnica portano all’equilibrio tecnico di contratto; l’impresa deve raggiungere anche l’equilibrio tecnico di portafoglio, cioè l’equilibrio dell’insieme dei contratti stipulati. Il portafoglio è in equilibrio quando rispetta:
• Casualità, i rischi devono dipendere dal caso e non dalla volontà dell’assicurato;
• Indipendenza, il verificarsi di un evento non deve influenzare il verificarsi nel passato;
• Stabilità, consente di proiettare nel futuro la frequenza dei casi verificatisi nel passato;
• Massa, cioè il numero più elevato possibile di rischi assicurati, x poter applicare il principio della legge dei grandi numeri;
• Omogeneità; stabilisce che i rischi devono avere le stesse caratteristiche quantitative e qualitative.
Ogni impresa deve fissare il pieno di conservazione, cioè l’esposizione massima che intende assumere sul singolo contratto. Praticamente per ogni polizza la compagnia di assicurazione sottoscrive solo quella parte di rischio che coincide all’importo del suo pieno. Questo metodo di ripartizione del rischio è definito coassicurazione.
Un altro metodo x raggiungere l’equilibrio è la riassicurazione, mediante la quale un assicuratore cede al riassicuratore una parte del rischio assuntosi con un normale contratto, pagandone il relativo premio.
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