Inail

Materie:Riassunto
Categoria:Economia

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Testo

La legge 17 marzo 1898 n.80, che ha introdotto nel sistema legislativo italiano l’obbligatorietà dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro rappresenta la conclusione di un lungo e tormentato dibattito avviato nel mondo parlamentare, scientifico, culturale e sociale della seconda metà del secolo scorso e costituisce, contestualmente, nel nostro paese l’avvio del sistema della sicurezza sociale i cui cardini (solidarietà, obbligatorietà, intervento economico di sostegno) sono tuttora validi.
Il processo di industrializzazione del Paese, che si andò affermando pur se in maniera diversa nel XIX secolo e gli altri fenomeni che si intersecarono ad esso, quali ad esempio i crescenti investimenti effettuati dai capitali stranieri e il cambiamento di rotta della politica governativa attuato con la riforma doganale, furono altrettante cause che favorirono il passaggio di crescenti masse di lavoratori dall’agricoltura all’industria. I settori industriali che più beneficiarono degli effetti delle nuove tecnologie e delle scelte imprenditoriali furono quello metalmeccanico, tessile e chimico. Le condizioni di lavoro della classe operaia erano caratterizzate dalla mancanza delle più elementari norme di igiene e sicurezza e le maestranze erano costrette a subire turni massacranti privi di qualsiasi forma di regolamentazione. In questo contesto era inevitabile che il proliferare degli infortuni sul lavoro diventasse una delle prime preoccupazioni delle nascenti organizzazioni sindacali dei lavoratori. Poiché all’incremento dell’attività industriale faceva riscontro un forte aggravamento del fenomeno infortunistico, il problema dell’indennizzo dei lavoratori infortunati venne sollevato per la prima volta in Parlamento all’indomani dell’unificazione dell’Italia. Per questo con Regio Decreto del 29 dicembre 1869 fu istituita la prima “Commissione consultiva del lavoro e della Previdenza Sociale” per definire i compiti della emananda legge sulla materia. La necessità di una normativa specifica in materia infortunistica nasceva dall’impossibilità dei principi generali del diritto a fornire un’efficace tutela dei lavoratori infortunati. Infatti ,secondo le norme in vigore, il risarcimento del danno sarebbe stato possibile solo se fosse provata la colpa del datore di lavoro. La dinamica spesso accidentale dell’evento e la comprensibile ritrosia dei lavoratori a citare in giudizio il datore di lavoro rendevano precaria la tutela. Per questo i primi disegni di legge – a partire dal 1879- si fondarono sul principio dell’inversione dell’onere della prova, spostando sul datore di lavoro il compito di provare sul datore di lavoro l’inesistenza di proprie responsabilità. Successivamente cominciò a farsi strada la consapevolezza di una legislazione di protezione dell’orario di lavoro, della tutela di donne e bambini fino al risarcimento del danno per gli infortuni sul lavoro. In particolare un appassionato fautore delle ragioni dei lavoratori, Angiolo Cabrini, in un articolo pubblicato sulla “Critica Sociale” esponeva le tappe da perseguire:
• Assicurazione obbligatoria a copertura di ogni tipo di infortunio con oneri a carico delle imprese, sia per il settore industriale che per l’agricoltura,
• Estensione della tutela alle malattie professionali.
In realtà gli obiettivi indicati dal Cabrini trovarono attuazione solo 40 anni dopo la loro proposizione con il Regio Decreto 17 agosto 1935 n.1765.
Intanto mentre il legislatore viveva incertezze per fornire una adeguata soluzione alla delicata questione sugli infortuni sul lavoro, qualcosa sul “sociale” si muoveva. Già nel 1877 la “Supermeister e C”, impresa di filatura nel novarese, stipulava una polizza assicurativa con una compagnia privata straniera per gli infortuni sul lavoro occorsi ai propri dipendenti. Questa iniziativa convinse alcuni parlamentari a creare una Cassa Nazionale, senza fini di lucro, per gestire una assicurazione volontaria contro gli infortuni sul lavoro. Qualche anno dopo una legge dichiarò ufficialmente costituita la “Cassa nazionale di assicurazione per gli infortuni sul lavoro”. La Cassa registrò un inaspettato successo, tanto che nel decennio 1884/1894 le polizze stipulate passarono da 54 a 3242.

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