I sistemi economici e la loro evoluzione

Materie:Riassunto
Categoria:Economia

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Testo

I SISTEMI ECONOMICI E LA LRO EVOLUZIONE
1. I problemi più rilevanti di un sistema economico
I rapporti tra i soggetti dell’economia possono essere assai diversi in relazione alle scelte economiche e politiche che in un certo momento storico sono prevalnti in una comunità statale. La scelta di un sistema economico è esenzialmente legata alla soluzione che viene data da uno Stato a tre problemi molto importanti: che cosa produre, per chi produrre e come produrre.
- che cosa produrrre: uno dei problemi di maggiore rilevo per chi produce beni o servizi è la scelta di quali prodotti o servizi realizzare.
- come produrre: significa attraverso quali sistemi di produzione realizzare i prodotti.
- Per chi produrre: significa individuare i soggetti a cui sono destinati i beni e i servizi.
2. Evoluzione delle società e sistemi economici fino alla Rivoluzione industriale
Per molto tempo l’economia è stata legata quasi esclusivamente alle attività di agricoltura e di allevamento, attraverso le quali le persone producevano gli alimenti di sussistenza.
Durante il Medioevo, a partire dall’XI secolo, si assistette però a un forte aumento della popolazione e al trasferimento delle persone dalle campagne alle città. I protagonisti dell’economia di questo periodo erano i coloni (che coltivavano le terre), gli artigiani, i salariati, i nobili e il clero. Lo scambio tra questi soggetti fu però spesso mediato dai mercanti.
Nel XVI (500) si assistette a un forte rafforzamento del ceto dei mercanti e degli artigiani agevolato dalla conquista dell’America e allo sviluppo del commercio dei metalli preziosi.
Nel corso del XVII (600) l’espandersi dei rapporti economici fu legato in buona parte alle colonie, ossia ai territori d’oltremare conquistati nel nuovo mondo. Questo comportò la nascita di una nuova classe sociale, i capitalisti, i quali gestivano i traffici economici su grande scala, con l’ausilio dei salariati.
Nella seconda metà del XVIII secolo, quando si verificò la Rivoluzione industriale furono realizzati i primi impianti meccanici: la maggior parte dei contadini e degli artigiani si trovò perciò costretta a lavorare nelle fabbriche.
Gli effetti della Rivoluzione industriale furono di grande impatto. In questo modo si producevano beni di consumo su larga scala, per i quali la manodopera era fornita dai salariati, mentre i beni di produzione erano messi a disposizione dai capitalisti.
Verso la fine dell’ 800 si afferma la teoria dell’organizzazione scientifica del lavoro (taylorismo o divisione del lavoro) elaborata dall’ingegnere statunitense Frederick Taylor in base alla quale per rendere più produttivo il lavoro nelle industrie bisognava:
- suddividere il processo di produzione in diverse operazioni;
- misurare il tempo medio necessario per ognuna di esse;
- limitare i compiti e le responsabilità dei lavoratori.
Sebbene alcuni di questi principi siano oggi nell’interesse dei lavoratori, superati, il concetto di fondo (suddivisione tra attività esecutive e attività di produzione controllo) è tuttora vigente.
3. Il sistema liberista
I principi fondamentali che caratterizzano il sistema liberista sono i seguenti:
- stato minimo o essenziale: un intervento dello stato estremanmente limitato in campo economico;
- riconoscimento della libera iniziativa privata: i mezzi di produzione sono di proprietà dei privati;
- riconoscimento della libera concorrenza fra imprese: i prezzi dei prodotti sono definiti dal mercato;
- gli imprenditori utilizzano le tecniche di produzione che ritengono migliori.
Gli economisti che contribuirono maggiormente a vantare pregi del sistema liberista furono Adam Smith (La ricchezza delle nazioni) e Say.
4. Il sistema socialista
Il sistema socialista ha avuto una forte diffusione nell’Est europeo fino alla fine degli anni Ottanta, mentre è tuttora vigente in Vietnam e a Cuba. Cina rimane ancora un paese con getsione dell’economia di tipo socialista, anche se le autorità hano deciso di aprire progressivamente quel sistema economico. Alla base del sistema idealista vi era Karl Marx (Il manifesto del partto comunista, Il capitale). Gli aspetti del sistema socialista sono:
- forte intervento dello Stato in campo economico;
- il divieto della libera iniziativa economica privata;
- la pianificazione della produzione e della getsione dell’economia;
- il livello economico degli stipendi sono erogati dallo Stato.
5. Il sistema ad economia mista
Questo tipo di sistema economico, nel quale sia lo Stato sia i privati rivestono un ruolo attivo viene indicato con il nome di sitema ad economia mista.questo sistema è tutt’oggi attivo negli USA, nei Paesi dell’Unione Europea, in Giappone.
Durante la grave crisi degli USA nel 1929 la borsa perse in poco tempo il 90%, moltissime banche dovettero chiudere e un terzo dei lavoratori rimase disoccupato. Il presidente americano Roosevelt decise di affrontare quel momento attraverso un forte intevento dello Stato nel sistema economico. Questa scelta attuata tramite un programma di risanamento economico noto come New Deal, cioè nuovo corso, comportò l’applicazione delle teorie di Keynes. Gli USA decisero di realizzare nuove opere pubbliche, di emanare nuovi provvedoimenti di tipo sociali, tutto tramite finanziamenti dello Stato. Gli aspetti che caratterizzano il sistema a economia mista sono:
- i mezzi di produzione possono appartenere sia ai privati, sia allo stato;
- la gestione delle imprese pubbliche e private è caratterizzata dal rispetto delle norme giuridiche stabilite dallo Stato a tutela dei lavoratori, della sicurazza degli impianti e a tutela dell’ambiente;
- l’intervento dello Stato è finalizzato a consentire lo sviluppo equilibrato del sistema economico;
- il mercato rimane luogo di incontro della domanda e dell’offerta.
Infine lo Stato cerca di attuare una programazione economica, cioè di raggiungere determinati obiettivi adottando misure legislative o economiche che possano favorirne il conseguimento. Gli obiettivi principali vengono concordati dalle parti sociali.
Quasto sistema ha causato però molti problemi economici allo Stato. Per quato ha provveduto alla cessione di una buona parte delle loro imprese pubbliche. Questo processo di privatizzazione è stato approvato in Italia attorno agli anni 90 con alcune imprese pubbliche come l’Eni, la Telecom e la Bnl.

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